(navigation image)
Home American Libraries | Canadian Libraries | Universal Library | Community Texts | Project Gutenberg | Children's Library | Biodiversity Heritage Library | Additional Collections
Search: Advanced Search
Anonymous User (login or join us)
Upload
See other formats

Full text of "Introduzione alla geografia : ad uso delle scuole elementari maggiori del regno Lombardo-Veneto"

li ; ^3l 




■ 






9iQ 


l'iVviivIi/lll/iwjWiW 'il 


wmnuÉ^MHHr 


■ ; 


TnS 

A— f 




IBfBiH^^^ 


'..•:" 


f?.\ 




111™ 


kSnI 




|j|| 


MM^lllììMM^MMìL^ 



Muri 



\mmmm 



IMffii! 



MfmmSmm 

llinliili 



' - 


■ 



■^SlMiia^^ 



*'&■■* 






^■■■B 



« 



• i ■ 



■ 




Sii 



., : - -''-'' 




1 *> 



m ■■■._- 



r X^. 



. 



INTRODUZIONE 

ALLA 

GEOGRAFIA 

AD USO 

DELLE SCUOLE ELEMENTARI MAGGIORI 

DEL REGNO 

LOMBARDO-VENETO. 



PARTE PRIMA 

CHE CONTIENE LA GEOGRAFIA TEORICA 
E LA DESCRIZIONE DEGLI STATI AUSTRIACI. 




MILANO MDCCCXXXII, 
dall'imperiale regia stamperia. 



Prezzo Ur. i. tS. 



NB. Le miglia geografiche dì cui parlasi in questo 
libro sono di 60 al grado , ossia di metri i85i. 



3/0. 



SEZIONE PRIMA. 

NOZIONI DI GEOGRAFIA TEORICA. 

— — ». 

CAPO PRIMO. 

NOZIONI DI GEOGRAFIA ASTRONOMICA. 

Articolo i. Che cosa insegni la Geografia. 



L 



ja Geografìa è la scienza che ci fa conoscere 
lo stato della Terra, considerata come parte del- 
l'Universo, considerata qual è in sé stessa, e 
considerata come dimora degli nomini uniti in civile 
società. 

Art. 2. Che cosa sia la Terra. 

La Terra, questa dimora assegnata all'uomo dal 
suo Creatore, questo luogo di pellegrinaggio e di 
prova, forma parte del Sistema Solare , vale a dire 
è uno di quei globi chiamati pianeti, i quali si ag- 
girano intorno al Sole. Essa, al pari di tutti que- 
sti altri globi secondar] , non ha luce da se e non 
è trasparente; la sua forma si avvicina alla sferica, 
essendo schiacciata alquanto da due estremità op- 
poste. 

w 

Art. 3. Dei moti della Terra, e che cosa sia il suo asse. 

La Terra ha due moti , V uno intorno al Sole , 
T altro sopra se medesima : col primo compie una 
rivoluzione nello spazio d'un anno, cioè ai* 365 

£ le in. di Geogr. , Par* I. I 



-2 Geografia 

giorni ed un quarto circa; col secondo fa un in- 
tero giro in 24 ore. I punti della superficie della 
Terra, intorno ai quali questo moto di rotazione 
succede, si chiamano poli, e la linea retta che può 
immaginarsi condotta da un polo all'altro dicesi 
asse della Terra. 

Art* 4. In qual modo si conosca che la figura della Terra 
si approssima alla sferica. 

Stando alle prime apparenze, dovremmo credere 
che la Terra sia di figura pressoché piana ; varie 
osservazioni però ne hanno convinti dei contrario. 

E primamente ove si guardi una nave in alto 
mare, nell 1 avvicinarsi eh' ella fa al lido, non iscor- 
gonsi da principio che le parti più elevate di essa. 
In secondo luogo si è notato che in uno stesso 
giorno il tempo che il sole rimane suir orizzonte 
è diverso in diversi luoghi. Questi due fatti mo- 
strarono che la superficie della Terra è notabilmente 
incurvata. Si è poi riconosciuto che questa curva- 
tura è continua e rientrante in sé stessa , quando 
i navigatori riuscirono a fare un giro intorno alla 
Terra, ritornando al luogo dond' erano partiti senza 
mai retrocedere. 

Ma un idea più distinta della figura della Terra 
si deduce dalla sua ombra , la quale nel tempo degli 
eclissi lunari si progetta sulla superficie della Luna: 
quesf ombra compare di figura sensibilmente cir- 
colare; dai che si conchiuse che la figura del corpo 
che la produce è prossima alla sferica. Diciamo 
pròssima alla sferica, perchè le più accurate misure 
che si sono prese sulla superficie della Terra di 
diverse porzioni de' suoi circoli hanno fatto vedere 
che la figura di essa differisce alcun poco dalla sferica, 
essendo schiacciata alquanto ai due poli. Questa 
compressione però è sì piccola che il diametro 
dell' Equatore supera Y asse della Terra soltanto 
di ~ pirca. 

àie 



ASTRONOMICI. 3 

Art. 5. Quali siano gli effetti dei due moti della Terra 
intorno al proprio asse ed intorno al Sole. 

Il moto della Terra intorno al proprio asse pro- 
duce il giorno e la notte, tacendo in modo che 
una metà della sua superficie passi successivamente 
davanti al Sole e ne rimanga illuminata, mentre 
T altra metà resta nell' ombra. 

Il moto della Terra intorno al Sole pio luce la 
vicenda delle stagioni. 

È da notarsi che Tasse sul quale si eseguisce 
la rotazione della Terra non è perpendicolare al 
piano in cui si eseguisce il suo moto di rivolu- 
zione intorno al Sole, ma è inclinato ad esso sotto 
un angolo di 6?° 4« Da questa inclinazione risulta 
che per una metà dell' anno i popoli del nostro 
emisfero hanno il giorno piti lungo, ed il Sole a 
mezzodì più elevato suir orizzonte che i popoli 
deir emisfero opposto, e che nell'altra metà suc- 
cede precisamente il contrario; e in questo modo le 
stagioni si avvicendano, essendovi inverno quando i 
giorni sono più brevi ed il Sole manda più obbli- 
quamente i suoi raggi , ed estate quando i giorni 
sono più lunghi e più perpendicolarmente cadono 
i raggi del Sole. 

Art. 6. Che cosa siano il giorno e la notte. 

Chiamasi giorno naturale quello spazio di tempo 
che scorre tra il levare ed il tramontare del Sole , 
e quello che passa dal tramonto al nascere si ap- 
pella notte naturale. V unione di questi due tempi 
costituisca il giorno civile , composto di 24 ore, mi 
quale si distinguono quattro parti, cioè mattino , 
mezzogiorno , sera e mezzanotte. I! giorno civile 
incomincia presso di noi alla mezzanotte. 



4 Geografia 

Art. 7. Dei punti cardinali. 

11 Sole coir apparente suo viaggio nelle varie 
parti del giorno indica i punti cardinali. Questi 
sono quattro: Levante, Ponènte, Mezzogiorno e 
Tramontana. Si nomina levante quella parte del 
Cielo nella quale il Sole ci apparisce al suo spun- 
tare; si nomina ponente la parte opposta ove ci 
pare che il Sole tramonti; mezzogiorno chiamiamo 
quella regione del Cielo in cui si trova il Sole 
quando ha compiuta la metà del suo giro., e tra- 
montana 'finalmente la regione opposta a questa, 
la quale corrisponde al punto medio fra il nascere 
ed il tramontar del Sole. 

11 levante chiamasi anche Est od Oriente, il mez- 
zogiorno Sud, il ponente Occidente od Ovest, la 
tramontana Settentrione o Nord. 

Varj sono i mezzi per determinare i punti car- 
dinali. Il più spedito, sebbene non sia il più si- 
curo ed il più esatto, è quello dell 1 ago magnetico, 
il quale si rivolge sempre al nord con una deviazione 
prossimamente conosciuta. In tempo di notte, a cielo 
sereno, le costellazioni servono per orizzontarsi, 
mentre le costellazioni dell'Orsa Maggiore e Minore 
sono sempre situate nella parte settentrionale. Chi si 
trovasse in mezzo d' una selva potrebbe a questo 
effetto osservare il musco dei grandi alberi , il 
quale non alligna ordinariamente che dalla parte 
volta a settentrione. Questi però sono metodi assai 
grossolani, e V astronomia insegna i metodi precisi 
per determinare la direzione del meridiano. 

Conosciuto uno dei punti cardinali , è poi faci- 
lissimo il determinare anche gli altri. Si volga la 
faccia verso il punto che si conosce, e supponendo 
che questo sia il levante, si avrà il sud alla destra, 
il nord alla sinistra., ed il ponente dietro le 
spalle. 



Astronomica. 5 

Art. 8> Quali mezzi si conoscano per rappresentare 
la Terra e le varie sue parti. 

Quando si ponga mente alla grandezza stermi- 
nata della Terra, i monti più elevati e le più 
profonde valli riescono impercettibili ; e però con- 
siderandosi la Terra come una sfera liscia, si ebbe 
ricorso per rappresentarla alla formazione di un 
globo o d\una palla , sulla superficie della quale 
si disegnarono i mari e la terra ferma. 

Ora una palla sulla quale siasi disegnata la su- 
perficie della Terra si chiama globo terrestre arti- 
ficiale od anche semplicemente globo. 

Per poter vedere tutta la superficie della Terra 
in uà colpo d 1 occhio 8 si suole eziandio disegnarla 
sopra due piani circolari ., i quali figurano come se, 
segato il globo in due parti eguali , si fosse levata 
la corteccia dei due emisferi , e la si distendesse 
sotto al guardo stirandola e schiacciandola in modo 
da poterla applicare sopra un piano. Tali disegni si 
chiamano planisferi, e siccome ciascuno dei due cir- 
coli che ne risultano rappresenta la metà del globo 
terrestre, così furono denominati anche emisferi. 

I disegni poi di parziali sezioni della Terra fatti 
in iscala chiamansi carte geografiche: che se il 
disegno si limiti a picciolissimi tratti di paese, prende 
il nome di carta topografica. 

Art. 9. Dei punti e dei circoli che si rappresentano 
sui globi terrestri artificiali. 

I due punti estremi dell'asse, intorno al quale la 
Terra gira, si chiamano Poli. Quel circolo che divi- 
dendo in due parti eguali il globo terrestre trovasi in 
ogni suo punto egualmente distante dai poli, chia- 
masi Equatore. La metà del globo che rimane dalla 
parte dell'equatore dove siamo noi chiamasi Emi- 
sfero boreale^ ed il polo che gli sta nel mezzo , 



6 GEOGRAFIA. 

Polo boreale: Y altra metà chiamasi Emisfero australe , 
ed il polo che vi corrisponde , Polo australe. 

Abbiamo detto che l'equatore è equidistante dai 
poli; da ciò si deduce che non vi può essere che 
titì solo equatore; fra esso ed i poli si possono però 
tirare sulla superficie del globo altri circoli para- 
lelli ; il diametro di questi circoli diverrà sempre 
minore a misura che si andranno avvicinando ai 
poli nei quali va a perdersi Y ultimo circolo. 

Fra questi circoli paralelli se ne distinguono 
specialmente quattro \ vale a dire il Tropico del 
Cancro ed il Circolo polare settentrionale dalia parte 
delF emisfero settentrionale, il Tropico del Capricorno 
ed il Circolo polare meridionale nel! 1 altro emisfero. 
Essi dividono la superficie della Terra in cinque 
zone o fasce, una delle quali si chiama torrida, 
ed è posta fra i due tropici ; due si dicono tempe- 
rate , e stanno fra i tropici ed i circoli polari; e 
due sono nominate glaciali, che sono collocate fra 
i circoli polari ed i poli. 

Altri circoli ancora vi sono sul globo artificiale , 
i quali tagliano Y equatore in due punti opposti 
passando pe 5 due poli ] e si chiamano Meridiani o 
Circoli di mezzodì: in ogni luogo per cui essi pas- 
sano determinano la situazione orientale ed occi- 
dentale del medesimo. 

In questo circolo trovasi ogni giorno il Sole 
quando ha compita la metà del suo giro diurno. 

Il meridiano divide sempre il globo in due emi- 
sferi , cioè neir orientale e nelY occidentale : vi 
possono essere tanti meridiani quanti sono i punti 
deir equatore. 

Art. io. Della longitudine e latitudine geografica. 

Dai varj meridiani e dai circoli paralelli a\V equa- 
tore la superficie del globo artificiale viene ad 
essere divisa in molte fasce perpendicolari e 



Astronomica.. 7 

paralelle all'equatore, le prime delle quali vanno 
via via restringendosi di mano in mano che si av- 
vicinano ai péli; e siccome questi meridiani e questi 
circoli paraielli all'equatore si vengono intersecando 
a vicenda, così la superficie della Terra viene a 
figurarsi come coperta d 1 una rete formata da tante 
linee intersecate fra di loro. Con questo mezzo si 
ottiene la possibilità di stabilire con esattezza la 
situazione delle singole porzioni delta nostra Terra 
e la varia posizione dei diversi punti di essa fra 
loro. 

La posizione d' un luogo si determina secondo 
la sua longitudine e secondo la sua latitudine. Quei 
luoghi i quali giacciono fra ì equatore ed il polo 
dei nord hanno una latitudine settentrionale; quelli 
che giacciono fra 1? equatore ed il polo del sud 
hanno una latitudine meridionale. 

La longitudine geografica è la posizione d' un 
paese suli 1 emisfero orientale o sulF occidentale , 
contata da un meridiano che si prende pel primo. 
Ordinariamente si prende per primo meridiano 
quello che passa per risola del Ferro: si può per 
altro prendere il primo meridiano da qualunque 
luogo, e s* hanno delle carte geografiche disegnate 
dietro il meridiano di Parigi , di Vienna, di Green- 
wich , ecc. 

Non solamente V eqnatore e i paralleli , ma anche 
i meridiani terrestri, quando non si tien conto dello 
schiacciamento della Terra, sono considerati come 
altrettanti circoli, e quindi, seguendo Fuso adot- 
tato dai Matematici .» si dividono in 36o parti eguali, 
che diconsi gradi. Questi non vengono segnati sul 
globo artificiale fuorché suir equatore o sul primo 
meridiano. I circoli paraielli alF equatore interse- 
cano i meridiani di cinque in cinque o di dieci in 
dieci gradi, e gli altri si debbono dividere air uopo. 

La longitudine d 1 un paese non è altro in fine che 
il numero dei stradi misurati sul circolo dell'equatore 



8 Geografia 

fra il primo ed il meridiano che passa pel paese 
medesimo : la latitudine è il numero dei gradi mi- 
surati sopra un meridiano e compresi fra 1' equatore 
e il parallelo del luogo misurato. 

Data la longitudine e la latitudine di un paese , 
se ne potrà trovare la posizione sopra un globo 
terrestre o sopra una carta geografica, descrivendo 
suir uno o suir altra il meridiano ed il paralello del 
luogo e segnando il punto in cui queste due linee 
s' intersecano. 

Art. i i . Del modo di determinare la latitudine 
e la longitudine per gradi. 

Ove si cerchi il grado di longitudine o di lati- 
tudine geografica d'un paese già segnato sopra un 
globo, si faccia passare per esso un meridiano, op- 
pure girando un globo si porti il paese sotto al 
meridiano d'ottone detto meridiano universale, che 
d' ordinario è applicato ai globi artificiali; si os- 
servi sul meridiano il numero dei gradi sotto cui 
viene a cadere il paese, e se ne avrà la latitudine, 
che sarà boreale se il paese è nell'emisfero bo- 
reale , e viceversa. 

Per trovare la longitudine , si osservi il nu- 
mero dei gradi compresi fra il primo meridiano ed 
il meridiano del paese in discorso. Se i gradi non 
sono segnati immediatamente sull' equatore , con- 
verrà cercarne il numero facendo passare successi- 
vamente sotto al meridiano d'ottone prima il me- 
ridiano del paese , poscia il primo meridiano , e 
notando la quantità dell' angolo di rotazione , la 
quale viene indicata sui globi da un indice che è 
unito all'asse, e che scorre sopra, un circoletto 
d' ottone detto il circo lo orario. 

La longitudine sarà" orientale od occidentale, se- 
condochè il paese si troverà entro i cent ottanta 
gradi dell' equatore contati all' oriente od alF occi- 
dente del primo meridiano. 



Astronomica. 9 

Art. 12. Del corso apparente del Sole. 

Tanto la rotazione che la Terra ha intorno al 
suo asse 1, quanto il moto che ha intorno al Sole , 
per una naturale illusione de sensi , sono da noi 
attribuiti al Sole medesimo ed a tutto il Cielo ; di 
modo che quando per la rotazione della Terra noi 
cominciamo a veder comparire il Sole o le stelle 
sul nostro orizzonte ? noi diciamo che il Sole o le 
stelle levano in quel momento ; e parimente , al- 
lorché, avvicinandosi per esempio Y estate, la Terra 
va a poco a poco rivolgendo il suo polo boreale 
al Sole , diciamo che il Sole s'innalza e s'avvicina 
al nostro vertice. Questa non è che un illusione, 
ma non ostante può esserci utile per rappresentarci 
in modo più evidente il nascere ed il tramontare 
degli astri e le vicissitudini delle stagioni. Tutti 
questi fenomeni divengono facili ad intendersi, 
quando si abbia sotto gli occhi quella macchinetta 
che chiamasi Sfera Armillare , la quale è, per così 
esprimerci, la carcassa d' una sfera o globo, for- 
mata coir aggregato di varj cerchj di metallo , di 
legno o di cartone; e serve a rappresentare la 
superficie del Cielo , quale almeno apparisce al no- 
stro sguardo. In questa sfera, oltre Yorizzonte, 
Y equatore ed il meridiano , ve desi un altro circolo 
che taglia Y equatore in due punti sotto un angolo 
di 23 gradi e 28 minuti, e questo circolo si chia- 
ma corso del Sole od eclittica. 

I punti in cui Y eclittica taglia l'equatore si 
chiamano punti equinoziali ; uno di essi si chiama 
punto di p rirnavera, l'altro dicesi punto d" autunno. 

II tempo in cui il Sole trovasi in uno di questi 
due punti si chiama equinozio. 

I punti dell' eclittica, i quali determinano la mag- 
giore o minore elevazione del Sole , si chiamano 
- solstizj . Allorché il Sole si mostra in uno di questi 
due punti, abbiamo i più lunghi giorni o le più 



io Geografia 

lunghe notti; il che succede verso il 21 giugno ed 
il 21 dicembre. Gli equinozj cadono verso il ai 
marzo ed il 23 settembre, 

L 1 eclittica non si suole dividere immediatamente 
come gli altri circoli in 36o gradi, ma si divide 
dapprima in 12 parti eguali che si chiamano Segni, 
e quindi ciascun segno si suddivide in 3o gradi. Si 
è adottata questa particolare divisione dell' eclit- 
tica per accostarsi alla divisione deli 1 anno in 12 
mesi; cosicché la Terra in un mese viene a descri- 
vere approssimativamente un segno o 3o gradi della 
sua rivoluzione intorno al Sole. 

Questi segni hanno tratti i loro nomi dalle co- 
stellazioni nelle quali il Sole si trovava circa 2000 
anni sono. Essi si rappresentano e si denominano 
come segue : 

Y V a S 

L' Ariete. Il Toro. I Gemelli. Il Cancro. 

^ 1112 & **l> ■ 

Il Leone. La Vergine. La Bilancia. Lo Scorpione. 

*► X — K 

li Sagittario. Il Capricorno. L'Acquario. I Pesci. 

I tre primi diconsi segni di primavera; i tre che 
vengono in seguito , segni d % estate ; gli altri tre 
dopo questi, segni d autunno; e gii ultimi, segni 
(T inverno. 

V eclittica nella sua maggiore e minore elevatezza 
tocca i tropici celesti ed interseca V equatore celeste. 

II meridiano che passa pei punti solstiziali chia- 
masi coluro dei solstizj , e quello che passa pei 
punti equinoziali, coluro degli equinozj. 

Art. i3. Dell' orizzonte. 

Ogni punto del Cielo preso verticalmente sopra 
un dato punto della superficie della Terra chiamasi 



ASTRONOMICA. I I 

Zenit. Il punto opposto allo zenit preso nell* al- 
tro emisfero chiamasi Nadir. Ogni uomo ha per 
conseguenza il suo zenit ed il suo nadir, i quali 
cambiano ogni qual volta egli muta luogo. Suppon- 
gasi che dal capo d 1 un uomo venga innalzata una 
linea verticale fino ai Cielo : il punto del Cielo ove 
anderà a toccare questa linea sarà il. suo zenit ; si 
prolunghi la stessa linea nel senso contrario, cosic- 
ché passando sotto i piedi di quest'uomo, la linea 
attraversi il Globo e vada perpendicolarmente a 
toccare un punto del Cielo neir altro emisfero : 
questo punto sarà il suo nadir. 

Quel circolo massimo della superficie terrestre 
che è egualmente lontano dallo zenit e dai nadir 
chiamasi orizzonte vero od astronomico. 

Evvi un altro orizzonte detto fisico od apparente , 
ed è quella linea che forma la separazione fra il 
Cielo e gii oggetti terrestri che ci stanno d' intorno. 
In alto mare, o in una campagna aperta e non cir- 
condata da monti, questa linea riferita alia super- 
ficie celeste costituisce un circolo paralello ali 1 oriz- 
zonte astronomico. 



Art. 14. Del modo di calcolare la grandezza 
della Terra. 



La superficie d'una sfera si calcola moltiplicando 
la periferia d' uno de 1 suoi circoli massimi pel suo 
diametro. Considerando dunque la Terra come sfe- 
rica, e ritenuta la sua circonferenza di miglia geo- 
grafiche italiane 21600, e per conseguenza il suo 
diametro di miglia 6875, la sua superficie sarà di 
miglia quadrate 148,500,000. Il volume della Terra 
poi si ottiene moltiplicando il numero precedente 
per f del diametro , e risulta di miglia cubiche 
170,256,250,000. 



12 % Geografia 

Art. i 5. Degli altri corpi che si aggirano intorno al Sole. 

Intorno al Sole si, aggirano altri corpi , i quali 
ricevono da lui la luce e compiono il loro corso 
in un determinato spazio di tempo ; questi chiamansi 
pianeti o stelle emanti. La Terra è annoverata fra 
i pianeti. Oltre ad essa, ve ne sono altri dieci, cioè 
Mercurio , Venere , Marte , Vesta , Giunone, Cerere, 
Paliade, Giove, Saturno, Urano. 

Intorno ad alcuni di tali pianeti si aggirano pure 
altri pianeti secondarj chiamati satelliti o lune, e 
questi eziandio seguono il movimento del loro 
pianeta principale intorno al Sole. Se ne sono finora 
scoperti diciotto, uno de 1 quali si chiama a prefe- 
renza Luna, ed è il satellite della Terra, intorno 
alla quale compie il suo giro in 27 giorni , 7 ore 
e 43 minuti ; essa è 65 volte più piccola della 
Terra medesima. Giove ha 4 satelliti o lune, Sa- 
turno ne ha 7, e Urano 6. 

Di notte a ciel sereno si scorgono, oltre i pia- 
neti, altri corpi celesti, i quali mandano una luce 
scintillante, che è loro propria e non come quella 
dei pianeti, che deriva ad essi dal Sole. Siccome 
questi corpi conservano costantemente la loro po- 
sizione rispettiva, così si chiamano stelle fisse. Il 
numero delle stelle fisse che sono visibili ad oc- 
chio nudo in una notte serena non. ascende a più 
d'un migliaj 0. Ma queste non sono che una piccola 
parte della innumerevole moltitudine che se ne 
scopre col sussidio dei cannocchiali. 

CAPITOLO IL 

NOZIONI DI GEOGRAFIA. FISICA. 



Art. 1. Qualità della superficie terrestre. 

Si è già detto (art. 14) che la superficie della 
Terra è calcolata di 148 milioni e mezzo di miglia 



Fisica* i3 

italiane. Ora di queste si può ritenere che ben 
joo milioni sono coperti dal mare, mentre soli 
48 milioni e mezzo costituiscono la superficie 
asciutta di questo globo che dicesi terracqueo , e che 
nella sua maggior superficie è acqueo. La detta super- 
ficie acquea è però in molti luoghi sparsa di tratti 
solidi ed asciutti , come la superficie solida è sparsa 
qua e là di tratti liquidi, cioè di ammassi di acque, 
quali sono i laghi ed i fiumi. Que' tratti di super- 
ficie solida che costituiscono una parte considerabile 
della Terra diconsi terra ferma o continente, men- 
tre isole si dicono que* 1 tratti meno estesi che sono 
circondati tutt' air intorno dalle acque. 

Le masse esistenti presso la superficie della Terra 
( le sole che noi conosciamo ) sono composte di 
diversi strati di materie sabbiose e sassose, tra le 
quali si rinvengono delle vene metalliche e varie 
decomposizioni di vegetabili e di animali. 

Art. 2. Delle varie denominazioni della terra ferma. 

Si elevano di luogo in luogo sulla superficie 
della Terra alcune prominenze più o meno consi- 
derevoli, che si chiamano colline, monti, montagne. 
Quegli spazj di terreno che sono rinchiusi fra i 
monti si dicono valli. Pianure si appellano quei 
tratti di terra che non sono interrotti da promi- 
nenze, né rinchiusi da vicino fra monti. 

L'unione di più monti si chiama catena di monti. 

Le estremità della superficie asciutta che si sten- 
dono in mare , se sono piane diconsi punte , se mon- 
tuose, promontorj. 

I tratti di terra che si stendono in mare e vi si 
dilatano in modo di formarvi una considerevole 
superficie quasi tutta cinta dalle acque ed unita 
al continente con una sola lingua di terra diconsi 
penisole, cioè quasi isole. 

Quel tratto di terra che unisce una penisola ai 
continente dicesi istmo. 



14 Geografia 

V'hanno dei monti coperti continuamente di 
ghiaccio , e chiamansi ghiaccia] e. 

Ve n'hanno alcuni che gettano fumo, fiamme e 
torrenti di materie infocate, e si dicono vulcani. 

Gli spazj vuoti che si trovano nell 1 interno dei 
monti chiamansi caverne o grotte. 

I monti sono di grandissimo giovamento: essi 
danno origine alle fontane ed ai fiumi, e manten- 
gono una mutua circolazione fra V aria e le acque 
dell' Oceano, assorbendo i vapori da questo, e re- 
stituendoli sciolti in torrenti ed iu fiumi dopo che 
hanno servito ai bisogni delP uomo. 

I monti per lo più sono coperti di selve, di 
boschi e di pascoli : forniscono legne , fieno ed 
erbe medicinali. Ve ne sono molti dalle viscere dei 
quali si traggono pietre, metalli, sali ed altri fossili. 

Le pianure poi, a seconda della qualità del ter- 
reno o della diversità della coltura, si chiamano 
paludi, lande, grilla/ e o brughiere, boschi, foreste, 
pascoli , prati , marzite (*.) y campi , risaje , vigne , 
broli, orti, giardini, ecc. 

Art. 3. DelE acqua , sue divisioni e denominazioni. 

La grande massa delle acque che circondano 
il nostro globo si chiama Oceano. Quelle parti 
dell 1 Oceano che si estendono frammezzo alla terra 
ferma o con essa confinano si dicono mari. 

Una grande massa d 1 acqua rinchiusa interamente 
o quasi interamente dalla terra dicesi mare medi- 
terraneo. Le masse d' acqua dolce e quelle d' acque 
salse che sono di piccola estensione, rinchiuse dentro 
terra, si chiamano laghi-, se la loro profondità è poco 
considerevole, prendono il nome di stagni o paludi. 



(*) Così chiamanti in Lombardia quei prati sui quali si fa 
scorrere continuamente 1' acqua ad irrigarli. Marzite perchè si 
comincia a tagliarne V erba nel mese di marzo. 



Fisica. i5 

Le acque, le quali raccolte sugli alti monti per 
causa delle piogge o delle nevi che si disciolgono 
scorrono al basso, prendono il nome di fiumi o 
di torrenti, secondochè il loro corso è peremie o 
soltanto temporaneo. 

Quelle che scaturiscono dalla terra si chiamano 
sorgenti* 

Art. 4- Del Mare. 

Il fondo del mare presenta le stesse variazioni 
della terra ferma. 

Le isole sono per lo piti sommità delle più alte 
montagne marittime, la base delle quali è posta 
nel fondo del mare. 

Gli scogli sono isolette terminanti in punta. Que- 
gli ammassi d'arena che s'incontrano qualche volta 
in mare si chiamano bassi fondi o banchi di sabbia. 

Una porzione di mare che si estende nell 1 in- 
terno della terra ferma si chiama seno o golfo; i più 
piccoli fra questi si dicono baje o cale. Che se tali 
baje 6ono dalla natura o dall'arte disposte in modo 
da poter ricoverare ie navi dal pericolo delle tem- 
peste, ricevono il nome di porti. 

L 1 acqua del mare è salsa e disgustosa ; riè può 
adoperarsi per gli usi della vita senza che sia prima 
purificata. 

Il sale , che trovasi in grande quantità diffuso nelle 
acque marittime, rende quest' acque specificamente 
più pesanti delle acque dolci; ed è per questa ra- 
gione che T acqua del mare sostiene carichi più 
gravi che non quella dei fiumi o dei laghi d' acqua 
dolce: il che riesce di grande utilità nelle lunghe 
navigazioni. 

Il sale rende V acqua marina meno facile a ge- 
larsi: esso ne viene poi estratto nelle saline e serve 
per gli usi delia vita. 

Il gran caldo ed il gran freddo non penetrano 
molto addentro nelle acque del mare. Si è osservato 



i6 Geografia 

die dopo una certa profondità le acque marine 
vanno crescendo di calore , il quale comunicandosi , 
per legge fisica, di mano in mano alla superficie 
dell 1 acqua medesima , fornisce ali 1 aria atmosferica , 
che è in immediato contatto con essa, una quantità 
di vapori : questi vengono rapiti dai venti , e 
mantengono nelle vicinanze del mare il clima re- 
Jativamente sempre più temperato. 

li colore dell 1 acqua marina è ordinariamente 
azzurrastro ; in alcuni siti però essa prende una 
tinta o rossa , o verde, o nera, o cenerognola, se- 
condo la varietà dei fondi. 

Quel moto che hanno le acque del mare indi- 
pendentemente dall 1 influenza dei venti chiamasi la 
corrente dell'acqua. 

Fra i tropici la corrente dell' acqua si dirige 
sempre da oriente ad occidente; oltre i tropici, essa 
prende varie direzioni; la principale però nell'emi- 
sfero settentrionale si dirige dal sud-ovest al nord- 
est , e neir emisfero meridionale dal nord-ovest al 
sud-est: nelle zone glaciali poi si dirige verso 
oriente. Questa varietà sembra dipendere dalla di- 
versa direzione delle coste nelle quali la corrente 
viene ad urtare. 

Vi ha un altro moto nelle acque del mare, pel 
quale in alcune ore esse s 1 innalzano , in alcune 
altre si abbassano; questo fenomeno si chiama 
flusso e riflusso. L 1 altezza maggiore a cui giungono 
le acque del mare si chiama alta marea , l'estrema 
depressione delle medesime dicesi bassa marea. 

Questo fenomeno deve attribuirsi ali 1 attrazione 
della Luna e del Soie esercitata sulle acque. Allor- 
ché questi due astri sono in congiunzione fra di 
loro, ciò che ha luogo nel novilunio, le loro forze 
cospirano nel medesimo senso, e producono le più 
forti elevazioni e le maggiori depressioni delle acque. 
Le prime hanno luogo poco dopo il passaggio dei 
due astri pel meridiano superiore e per l 1 inferiore; 



Fisica. i 7 

le seconde quando essi si trovano nella vicinanza 
deli' orizzonte. Nei plenilunj le forze del Sole e 
della Luna agiscono in direzione contraria, e perciò 
il flusso e riflusso è assai meno considerabile. Nelle 
altre diverse posizioni del Sole, rispettivamente alla 
Luna, la forza del primo modifica gli effetti della 
seconda, e produce delle irregolarità notabili sul- 
r ora delT alta e della bassa marea. 

Le circostanze locali influiscono moltissimo sul- 
T altezza delle maree: le maggiori che sieno state 
osservate sono quelle della Baja Francese, in Ame- 
rica , ove si elevano fino a 20 metri , mentre 
alle Isole della Società, nell'Oceano Pacifico, non 
arrivano ad un quarto di metro. Nel Mediterraneo 
poi ed in altri mari interni sono appena visibili. 

I venti turbando la superficie dell'acqua, ne in- 
nalzano una parte a cavalloni: queste parti elevate 
sulla superficie piana dell' acqua chiamatisi onde. 

Si scorge alcuna volta in mare V acqua che si 
aggira spiralmente intorno a sé stessa : questo moto 
si chiama gorgo o vortice. 

Art. 5. Del laghi. 

Vi sono laghi d ? acqua dolce e laghi d' acqua 
salsa; alcuni sono soggetti, come il mare, a perio- 
diche variazioni nell' altezza dell' acqua, sia perchè 
comunichino col mare per mezzo di canali sotter- 
ranei , sia perchè vengano alimentati da fontane 
intermittenti. Alcuni perdono l'acqua fino al punto 
di rimanere asciutti ; ve n hanno nelle regioni 
freddissime che non gelano mai; ve ne sono ezian- 
dio alcuni i quali hanno delle isolette natanti. 

Art. 6. Dei fiumi. 

I fiumi altri diconsi principali , altri secondar] : 
principali quelli che dall' origine fiuo alla foce, che 
Elc/n, di Gengr. Pari. I. 2 



i8 Geogiufi^l 

mettono in mare, conservano sempre il loro nome; 
secondar] quelli che vanno a scaricarsi nei fiumi 
principali. Il corso dei fiumi si dirige a seconda 
del fondo del loro letto. 

Alcuni fiumi si perdono sotto terra per lunghi 
tratti di paese , e tornano a comparire in altri luo- 
ghi. Vi sono fiumi che portano granelli d'oro misti 
alla sabbia. 

Art. 7. Delle sorgenti. 

Alcuue sorgenti danno acqua in ogni tempo, 
altre ne danno in alcuni tempi ed in altri no ; le 
prime si chiamano perenni, le altre periodiche. Vi 
sono alcune Sorgenti che $ intorbidano pel cam- 
biamento dell 1 aria. Alcune vanno soggette al flusso 
e riflusso , e si dicono intermittenti. 

Riguardo alla qualità delle acque , alcune sono 
limpide e senza mischianza di parti eterogenee ; 
altre sono impregnate di parti minerali i di terra 
saponacea , di zolfo disciolto o d 1 altre materie. 

Relativamente alla temperatura , v' hanno sorgenti 
che mantengonsi freddissime nelle stagioni più cal- 
de; ve n' hanno di quelle che nelle stagioni fredde, 
iu climi rigidissimi, si conservano tepide, calde e 
persino bollenti. 

Le acque che sono più calde dell 1 atmosfera si 
dicono termali. 

Art. 8. Del clima e delle sue varietà. 

Non tutte le parti della superficie del nostro 
globo hanno una medesima temperatura. 

Ora la naturale temperatura dell 1 aria in un paese 
( in quanto essa vien determinata dalla posizione 
geografica del paese stesso, dalla configurazione 
del suolo e dalle intemperie delie stagioni) costi- 
tuisce il suo clima. 



* Fisica. 19 

Non tutti i paesi che si trovano sotto lo stesso 
grado di latitudine, e che in una stessa stagione 
hanno i giorni d'eguale durata, hanno lo stesso 
grado di calore. Non in tutti i luoghi che giac- 
ciono sotto r equatore il caldo è insopportabile: 
v' hanno ivi eziandio alcune alture ove è molto 
sensibile il freddo. Quella parte cT America che sta 
sotto T equatore è meno cocente delle parti che 
stanno sotto l'equatore nel Mondo Antico; il che 
vuoisi attribuire all' altezza ed alla posizione delle 
sue montagne; giacche in generale la temperatura 
d'un paese è tanto più fredda, quanto più esso 
s' innalza al di sopra del livello del mare. 

Nelle zone temperate e glaciali si possono distin- 
guere quattro stagioni: Primavera, Estate, Autunno, 
Inverno. 

Nei due emisferi settentrionale e meridionale le 
stagioni sono in opposizione fra loro; vale a dire 
che quando nell' emisfero settentrionale è inverno, 
nel meridionale è estate, e così viceversa. 

Entro i tropici vi sono alcuni luoghi che 
hanno due estati, .vale a dire che hanno due 
volte in un anno il Sole posto verticalmente sopra 
di essi. 

L' inverno di quei paesi che giacciono sotto al- 
l' equatore o vicini al medesimo non consiste che 
in giorni piovosi o foschi. 

Quanto più un luogo è lontano dall'equatore, 
tanto più ineguale è la durata dei giorni d' inverno 
e d' estate. 

Nei paesi posti sotto Y equatore non vi è varietà 
nella lunghezza dei giorni; giacché l'orizzonte ta- 
glia sempre in due parti eguali i paralelli descritti 
dal Sole. 

Alla latitudine nostra di 45 la differenza fra la 
maggiore e la minor lunghezza del giorno è di 7 ore. 

Nei paesi che hanno più di 66° e mezzo di latitu- 
dine si vede in temno d'estate rimanere il So] e 



ao Geografia. 

siili 1 orizzonte per più giorni e mesi di seguito, e 
durare per altrettanto spazio di tempo la notte nei 
mesi d'inverno. Sotto i poli il giorno dura sei mesi 
ed è seguito da una notte egualmente di sei mesi. 
Non bisogna però credere che questa notte sia 
sempre tenebrosa. Siccome i crepuscoli durano al- 
meno 34 giorni, così Y oscurità non può durare 
molto al di là dei due mesi, e questa pure viene 
mitigata spesso dallo splendore della Luna e dalle 
frequenti aurore boreali. 

Art. 9. Dell' atmosfera e dei diversi fenomeni 
che in essa succedono* 

Un corpo sottile, fluido, trasparente ed in pari 
tempo pesante ed elastico circonda la Terra. Que- 
sto corpo si chiama aria. Da essa convien distin- 
guere Y atmosfera , la quale è propriamente Y aria 
impregnata delle esalazioni dei corpi fluidi, solidi 
e misti d' ogni specie, che forma intorno alla Terra 
come un cerchio, entro il quale essa sembra nuotare. 

Nell'atmosfera succedono varj cambiamenti che 
si chiamano meteore o fenomeni. 

Dalla terra, dall'acqua, dagli animali, dai ve- 
getabili e dai minerali si sprigionano e si svilup- 
pano incessantemente infinite particelle per lo. più 
fluide, spesso impercettibili ai nostri sensi, le quali 
si sollevano nelV atmosfera , . ove subiscono varie 
modificazioni e decomposizioni, e ne vengono quin- 
di "nuovamente sospinte. Da queste esalazioni si 
formano le nubi, la nebbia, la rugiada, la brina , 
la pioggia, la neve , la grandine e quelle che chia- 
ma nsi stelle cadenti. 

LT aria stessa mista ai vapori , rifrangendo di- 
versamente la luce, forma i crepuscoli, Y iride, i 
parelj , i paraseleni e le aurore boreali. 

11 movimento delF aria si chiama vento, e viene 
in conseguenza di un di&equilibrio delle varie 



Fisica. 21 

colonne dell' aria stessa ; disequilibrio del quale 
molte possono esser le cause. 

Il moto del vento è più o meno celere; talvolta 
egli giunge a percorrere lo spazio di 20 ed anche 
di 25 metri in un minuto secondo. 

Il vento violentissimo è capace di sradicare al- 
beri, di atterrar case e di produrre guasti immen- 
si ; allora chiamasi uragano. 

Quando il vento agisce in una direzione verti- 
cale , precipitandosi dall' alto #1 basso in forma di 
spira , si chiama turbine. 

I venti prendono diversi nomi dalle regioni di- 
verse donde spirano , e però si nominano venti 
marini, venti da terra, venti da costa, ecc. 

Alcuni venti sono mortali, come il samam in 
Persia e nell'Arabia; altri impregnano l'aria di 
parti sulfuree e saline 3 come V hamatan. V 1 hanno 
in alcuni paesi dei venti che dominano regolar- 
mente in certe stagioni, e diconsi venti regolari o 
monsoni. 

Art. io. Degli esseri che si vedono sul nostro globo, 
e dell 9 uomo in ispecie. 

Tutti gli esseri che si conoscono sui globo ter- 
racqueo si dividono in tre ordini detti Regni della 
Natura, cioè Regno animale, Regno minerale. Re- 
gno vegetabile. La terra ed il mare contengono circa 
20,000 specie d 1 animali; e si contano circa 35, 000 
specie di piante. 

L'uomo è distinto fra tutte le creature e per la 
sua materiale conformazione e specialmente per le 
facoltà intellettuali di cui è dotato. 

Le qualità più ammirabili del suo corpo sono il 
camminar diritto in una posizione verticale e V uso 
eh 1 ei fa delle sue mani. 

Tutti gli uomini si rassomigliano fra loro nei 
caratteri principali e distintivi della specie; ma 



22 Geografia. 

v 1 hanno fra essi molte differenze relative alla 
statura, al colorito, al grado di civilizzazione , ecc. 

Alcuni uomini hanno appena la grandezza di 
i metro e palmi 3 , come i Lapponi ed i Groenlan- 
desi; ed altri giungono ai 2 metri, come sono i 
Patagoni, e coni' erano gli antichi Tedeschi. 

Quanto al colorito , y 1 hanno infinite gradazioni 
neir uomo , dal bianco fino al nero : alcuni sono 
neri affatto coi capelli ricciuti a guisa di lana, e 
col naso camuso ; tali sono gir abitanti delle parti 
di mezzo dell 1 Affrica: altri sono di colore olivastro: 
altri di colore rossigno o giallo scuro : altri final- 
mente sono bianchi , come gli Europei e gli abitanti 
d 1 una parte dell' Asia e dell 1 America. 

Riguardo al grado di coltura, vi sono i così detti 
selvaggi , i quali si nutrono della caccia e dei pro- 
dotti brutti della terra. Alcuni vanno errando di 
paese in paese colle loro greggie, e si chiamano 
nomadi* Altri hanno una stabile dimora , colti- 
vano le terre f ma non conoscono le altre arti ; 
e si chiamano agricoli. Finalmente i popoli civiliz- 
zati hanno Y agricoltura , e coltivano le arti e le 
scienze. 

CAPITOLO III. 

NOZIONI DI GEOGRAFIA. POLITICA. 



Art. 1. Divisione generale della Terra. 

La superficie solida del globo terracqueo si pre- 
senta naturalmente divisa in due grandi continenti, 
F uno de 1 quali dicesi Antico, ed abbraccia tre parti 
distinte chiamate Europa, Asia ed Affrica-, F altro 
dicesi dagli Europei Continente Occidentale o Nuovo 
Mondo o America, perchè giace ali 1 ovest dell 1 Euro- 
pa , e fu scoperto solamente nell'anno 1492 da 



Politica. 23 

Cristoforo Colombo, Genovese, e fu visitato e fatto 
conoscere agli Europei qualche anno dopo da Ame- 
rico Vespucci, Fiorentino. Questo nuovo continente 
abbraccia due parti distinte , che sono„ Y America 
Settentrionale e la Meridionale. 

Alcuni moderni hanno introdotta una nuova di- 
visione della Terra in sei parti, cioè: Y Europa , 
Y Asia, , T Affrica , V America settentrionale od Ame- 
rica propriamente detta, Y America meridionale o 
Colombia, e Y Oceanica o Polinesia. Quest'ultima 
parte è composta di tutte le grandi isole che tro- 
vatisi al sud e al sud-est dell' Asia , ed air ovest 
delle due Americhe. 

Ciascuna parte della Terra è poi suddivisa in altre 
più piccole parti che hanno ciascuna un nome di- 
verso, ed i cui abitanti vivono o in tante famiglie 
fra loro isolate ( selvaggi ) ; o in grandi unioni 
costituite da tutte le famiglie degli abitanti. 

In Europa ed anche nelle altre parti della Terra 
( ma non ih ogni regione di queste ) si trovano le 
suddette grandi unioni d' uomini, le azioni ed i rap- 
porti dei quali sono regolati da norme stabili, e 
che tutti dipendono dalF autorità di una o più 
persone. 

Tali grandi unioni d'uomini, regolati da norme 
comuni, e dipendenti da una comune podestà o 
Governo , si chiamano Stati. 

La sana ragione e' insegna che Y unico scopo 
delle dette grandi unioni di uomini e di un Gover- 
no, qualunque ne sia la forma, si è quello di 
mantenere e promuovere la sicurezza, la tranquil- 
lità ed il ben essere generale. 

Le discipline e norme dirette al conseguimento 
di questo scopo comune diconsi Leggi dello Stato. 

Il diritto di stabilire, modificare e far osservare 
le leggi dello Stato dicesi Supremo potere dello Stato 
o Sovranità. 



24 Geografi* 

La Sovranità talora è vincolata ad alcune limi- 
tazioni o forme, o è dipendente da un altro Stato; 
e talora è senza restrizioni e affatto indipendente. 
Nel primo caso la Sovranità è divisa o subordinata: 
nel secondo è piena ed assoluta. 

In oltre nelF esercizio della Sovranità si distin- 
guono tre poteri : quello di fare le leggi ( legisla- 
tivo); quello di farle eseguire ( esecutivo ) : quello 
di giudicare dei diritti e delle azioni dei sudditi 
( giudiziario ). 

Se tutti e tre questi poteri si trovano uniti in 
una sola persona, indipendentemente da qualunque 
altra , lo Stato chiamasi Monarchia assoluta. Se la 
Sovranità è rappresentata da una sola persona, ma 
non tutti i poteri sono a lèi affidati, o l'esercizio 
di essi è in lei vincolato air adesione del popolo o 
di parte di esso, la Monarchia dicesi temperata. 

È per altro da osservarsi, per riguardo al potere 
giudiziario , che anche nelle Monarchie assolate i 
Sovrani piti illuminati non se ne prevalgono, la- 
sciando che i Tribunali di giustizia esercitino in 
loro nome questa parte di sovrano potere , e riser- 
baudosi il diritto di far grazia ai condannati. 

Le persone che sono investite del supremo pote- 
re, tanto in modo assoluto che limitato, si chiamano 
col nome generale di Sovrani ; ma in particolare 
assumono diversi titoli secondo i diversi loro Stati. 
Negli Stati grandi si chiamano Imperatori, Re, Sul- 
tani, ecc.; nei piccoli, Arciduchi, Gran—Duchi , 
Duchi, Principi, Marchesi o Margravj , Conti, 5i- 
gnori , Langravj , ecc. 

Essi- pervengono al trono o per diritto di eredità , 
e si chiamano ereditar] ; o per elezione, e si dicono 
elettivi. Qualche volta vi giungono eziandio in forza 
di convenzioni. 

Se il supremo potere risiede in molte persone, 
lo Stato chiamasi Repubblica. 



Politica. , i5 

Questa poi è aristocratica se Y esercizio della 
sovranità sta in mano della minor parte de 1 citta- 
dini ; democratica se sta in mano della maggior parte. 

Art. 2. Delle differenti abitazioni degli uomini. 

Alcuni uomini vivono nelle caverne o sotto terra , 
e si chiamano trogloditi: altri non hanno dimora 
fissa, ma errano di luogo in luogo, fabbricandosi 
delle tende , e si chiamano nomadi. 

Gli uomini più civilizzati hanno stabili dimore , 
le quali prendono varie denominazioni. 

Molte case unite, o vicine l'uria all'altra, iti 
modo da poterle considerare come un corpo, chia- 
matisi , secondo la diversità del loro numero e 
dell' estensione che occupano, villaggi, terre, bor- 
ghi , castella e città. 

Le abitazioni rustiche le quali trovansi isolate 
nelle campagne si dicono cascine , perchè d H ordi- 
nario furono fabbricate per ricoverarvi le vacche , 
senza dover condurle al villaggio dopo aver pa- 
scolato ne' prati, e per fabbricarvi il cacio. 

Si chiama città capitale quella in cui risiede il 
Governo , e se vi risiede ordinariamente il Sovra- 
no si chiama residenza. 

Le città che giacciono in vicinanza ai mare si 
chiamano marittime. 

Le città munite di mura e di fortificazioni mili- 
tari in modo da poter impedirvi l'ingresso ad un 
esercito nemico si chiamano fortezze. 

Quelle città o quei luoghi che hanno il diritto di 
pretendere che tutte le merci di transito vengano 
esposte in vendita ai cittadini si chiamano scale. 

Art. 3. Differenza fra gli uomini per rapporto 
alla religione. 

Pochi sono al giorno d' oggi i popoli della no- 
stra Terra i quali siano tanto selvaggi da non avere 



26 Geografia. 

una religione , vale a dire la credenza d 1 una vita 
futura, d'un Ente Supremo, ed un qualche culto 
reso a questo Ente. Ma varie sono le idee degli 
uomini intorno all' Essere Supremo , che noi chia- 
miamo Dio , e sui rapporti delle azioni umane col 
medesimo. In ciò consiste la diversità delie religioni. 

Sappiamo dalla ragione che Iddio solo può ad- 
ditarci la vera religione e ciò eh' egli vuole da 
noi: e la Storia e 1 insegna che Iddio in diversi 
tempi ha date in realtà due religioni (rivelazione), 
cioè prima V Ebraica e quindi la Cristiana, Sappiamo 
in oltre dalla Storia i.° che gli uomini in tutti i 
tempi ed ovunque si sono in gran numero abbando- 
nati, per ignoranza e per corruttela di cuore , al 
culto superstizioso di cose materiali, cioè air Ido- 
latria; 2. che il falso profeta e conquistatore 
Maometto coli 1 impostura e colle armi promulgò e 
stabilì in Oriente verso Y anno 622 di Gesù Cristo 
la religione che porta il suo nome. 

In conseguenza di queste cose tutto il genere 
umano rimase diviso in quattro principali religioni , 
che sono : 

i.° E Ebraica, la quale prima della venuta di 
Gesù Cristo fu la vera religione , per mezzo della 
quale Iddio dispose il Mondo alia venuta del Mes- 
sia : religione che doveva intieramente cessare dopo 
tal epoca, ed a cui non ostante rimasero e riman- 
gono tuttora attaccati moltissimi Ebrei. 

2. La Cristiana, la quale da Gesù Cristo fu 
stabilita come unica ed indivisibile Società per tutti 
quelli che in lui credessero; ma che poi, per ma- 
lizia degli uomini, vide sortire dal suo grembo non 
pochi de' suoi membri , i quali coi nomi di Greci- 
non-uniti , di Protestanti e di Riformati introdussero 
delle nuove società cristiane, quali sono la Chiesa 
Greca-non-unita , e le Comunioni Ev angelica-Lute- 
rana , Ev angelica-riformata o Calvinista , Anglicana , 
ed altre parecchie. 



Politica. 27 

3.° La Maomettana, che pure col tempo si di- 
vise in più sette, tra le quali primeggiano quella 
dei Sunniti o di Omar e quella degli Schiiti o di 
Ali. 

4. La Pagana o religione degV idolatri , la quale 
non ha luogo che presso le nazioni più rozze , e 
che si diversifica in mille guise nelF adorare come 
divinità il Sole , le stelle, il fuoco, gli animali, o 
esseri del tutto immaginar) e stranissimi , od anche 
degV idoli, cioè delle statue , delle immagini o dei 
pezzi di sasso o di legno, di una tale o tal altra 
figura. 

Art. 4. Delle misure prese per la sicurezza. 

Gli uomini si sono riuniti in società sotto un 
comune Governo per conseguire lo scopo del 
miglior essere comune. La quiete e la sicurezza 
tanto interna quanto esterna sono uno dei princi- 
pali elementi di questo ben essere ; ed è perciò che 
i Governi provvedono a questo duplice intento per 
mezzo d' una classe d' uomini che si chiamano 
soldati o forza armata. 

Questi assumono diverse denominazioni secondo 
le armi e secondo il servigio che prestano per 
terra o per mare, a piedi o a cavallo, ecc. 



28 

SEZIONE SECONDA. 

GEOGRAFIA DELL'IMPERO AUSTRIACO. 



CAPO PRIMO. 
Dell' Impero Austriaco in generale. 

Art. tè Denominazione e parti che lo compongono* 

Ootto la denominazione d'Impero Austriaco si 
comprendono tutti i regni e tutte le provincie che 
appartengono all'augustissimo Capo della Casa d'Au- 
stria, da che il gloriosissimo Imperatore Francesco I , 
felicemente regnante, assunse nell'anno 1804 il ti- 
tolo di Imperatore ereditario d'Austria. 

Le parti che compongono quest'Impero, il quale 
è uno dei più vasti, dei più potenti e dei più flo- 
ridi Stati d'Europa, possono ridursi ad otto, e sono : 
i,° Il Regno Lombardo-Veneto. — Capitali: Milano 

e Venezia. 
2. Gli Stati Austriaci tedeschi, compresavi la Boe- 
mia — Vienna , Praga , ecc. 
3.° Il Regno d' Ungheria col suo Litorale — Ofen 

o Buda , Presburgo , Fiume. 
4. Il Gran Principato di Transilvania — Clausen- 

burg — Hermanstadt — Maros. 
5.° Il Regno di Croazia — Agram e Carlstadt. 
6.° Il Regno di Schiavonia — Peterwaradino , Se- 

melino , Essek , Brod e Possega. 
7. Il Regno di Dalmazia con parte dell'Albania, e 

i paesi di Raglisi e Poglicza — Zara, Sebenico , 

Spalatro , Raglisi e Cattaro. 
8.° 11 Regno di Galizia e Lodomiria — Lemberg o 

Leopoli. 



Impero Austriaco in generale. 29 

Gli Stati Austriaci tedeschi poi si suddivìdono 
come segue : 

1. L'Arciducato d'Austria col Salisburghese — • 

Vienna, residenza dell'Imperatore — Linz 
— Salisburgo. 

2. Il Regno di Boemia — Praga. 

3. Il Margraviato di Moravia — Erùnn — 01- 

mutz. 

4. Il Ducato di Slesia — Troppau e Teschen. 

5. Il Ducato di Stiria — Gratz e Judenburg. 

6. Il Regno d'Illiria, ove sono la Carinzia, la 

Carinola , Y Istria ed il Friuli tedesco — 
Laibach o Lubiana, Klagenfurt , Villach, 
Trieste e Gorizia. 

7. La Contea principesca del Tirolo coi territorj 

di Trento , di Brixen o Bressanone e del 
Vorarlberg — Innsbruck, Trento, Bolzano, 
Roveredo, Bludenz, Bregenz e Feldkirch. 

Art. 2. Confini;, estensione e popolazione. 

L'Impero Austriaco confina — al nord coi Regni 
di Sassonia, Prussia e Polonia — all'est colf Im- 
pero Russo e colla Turchia d* Europa — al sud 
.colla Turchia suddetta, coli 1 Adriatico , collo' Stato 
Pontificio, coi Ducati di Modena e di Parma, e 
col Piemonte — all' ovest col Piemonte , colla Re- 
pubblica Elvetica e col Regno di Baviera. 

La superficie dell'Impero Austriaco è di 192,992 
miglia quadrate , e la popolazione , composta di 
Slavi, di Tedeschi, d'Italiani, di Ungheresi, di 
Valachi e di più altre distinte nazioni, è di circa 
29 milioni d'anime (*) ; cosicché se queste fossero 
egualmente ripartite, ciascun miglio quadrato ne 
avrebbe almeno i5o. 

(*) Gli Slavi sono popoli Asiatici , già detti Sciti o Sarmati ì 
i quali dai contorni di Astracan vennero in tempi assai remoti 9 
ma in diverse epoche e per diverse strade, a stabilirsi nella 



3o Impero Austriaco 

Art. 3. Acque principali. 

L'Impero Austriaco è bagnato in una parte con- 
siderevole dal mare Adriatico. Ha una gran quantità 
di laghi e stagni > i più celebri dei quali ritrovansi 
nel Regno Lombardo-Veneto , e conta fra' suoi fiumi 
il Danubio col Theiss , la Drava e la Sava , che in 
lui sboccano nell'Ungheria; il Dniester e la Vistola 
in Polonia ; T Elba in Boemia; Finn nel Tirolo; 
T Adige ed il Po nell'Italia. 

Art. 4. Monti e costituzione fisica. 

I monti più ragguardevoli dell' Impero Austriaco 
sono le Alpi in Italia , nel Tirolo e nell' Illiria ; i 
monti Carpazj nella Polonia; i monti che circondano 

Polonia , nella Moravia, nella Boemia, nella Carniola, 
nella Croazia, nella Schiavonia , nella Dalmazia, ed 
in parte dell'Ungheria, della Stiria, della Carinzia e 
dell'Austria, paesi che in que' tempi non chiamavansi 
con tali nomi. Questi popoli quantunque da molti se- 
coli fra loro divisi conservano un documento della loro 
comune origine ne' proprj linguaggi molto affini fra 
loro; e nella Monarchia Austriaca ascendono a circa 1 3,1 82111. 

I Tedeschi sono gli óriginarj abitanti della Ger- 
mania , e T Impero Austriaco ne conta circa 5,34 2in - 

GP Italiani stabiliti nel Regno Lombardo-Veneto 
ed in alcune parti dell' Illiria e del Tirolo sono . . 4,22611). 

Gli Ungheresi sono in ongne Tartari Asiatici , i 
quali molto dopo gli Slavi ( cioè nel secolo IX ) 
si stabilirono nel paese a cui diedero il nome , e 
sono circa 4,225m. 

I Valachi sono discendenti degli antichi Daci e 
dei Romani 9 ed abitano le parti meridionali ed 
orientali dell' Ungheria e la Trans'jvania nel nu- 
mero di circja . 1,246111. 

Gli Ebrei sparsi in tutta la Monarchia , ma più 
che altrove nella Polonia, sono circa 487111, 

Neil' Impero Austriaco si contano in oltre non . 

poche colonie di Greci, di Armeni, di Albanesi, 28,708111. 
di Zingari e di Francesi che in diversi tempi ven- 
nero a stabilir vi si. 



IN GENEIIAXE. 3l 

la Boemia, i quali sono il Bòhmerwald (selva Boema), 
il Fichte!, l'Erz, i monti Riesen o dei Giganti e i 
Monti di Glatz ; ed il Kahlemberg in Austria. Questo 
Impero è quindi un paese più di monte che di pia- 
nura. La temperatura del clima è alquanto rigida nelle 
parti montuose, dolce alla pianura, ed in generale 
molto salubre. Il suolo è vario secondo le diverse 
situazioni , ma generalmente è molto fertile. 

Art. 5. Produzioni naturali 

Stante la grande estensione dell' Impero Austriaco 
dal nord al sud , molte e fra loro diverse ne sono 
in diverse parti le produzioni naturali ; ma in com- 
plesso può dirsi che tutti e tre i regni della natura 
forniscono abbondantemente i loro prodotti air Im- 
pero Austriaco. V Ungheria e la Transilvania sono 
forse i paesi più ricchi dell'Europa in minerali : la 
Boemia, la Stiria e FUliria ne sono pure abbondan- 
tissime ; e l'Austria e il Salisburghese forniscono 
particolarmente il sale da cucina. Per rispetto al re- 
gno vegetabile V Ungheria, la Lombardia, la Gali- 
zia , la Boemia e la Moravia sono i paesi che più 
abbondano di grani e possono somministrarne ad 
altri paesi in gran quantità : 1' Ungheria , F Austria 
e il Regno Lombardo-Veneto danno anche ottimi 
vini ; ed in generale tutte le provincia Austriache 
anche meno fertili abbondano di ottimi erbaggi e 
di legnami. Finalmente in quanto al regno animale 
F Impero Austriaco alleva e nutrisce gran copia di 
bestie bovine , di cavalli , di pecore , di porci , di 
capre, di api, di bachi da seta e di volatili dome- 
stici, né manca di uccelli, selvatici e di selvaggina 
d'ogni sorte. I bachi da seta e le vacche forniscono 
particolarmente nel Regno Lombardo-Veneto quella 
seta e quel formaggio rinomatissimo che formano la 
principale ricchezza del paese. 



32 Impero Austriaco 

Art. 6. Economia rurale , mestieri e fabbriche 
o stabilimenti di manifatture. 

In quasi tutte le parti dell' Impero Austriaco V eco- 
nomia rurale è in gran fiore. Il Regno Lombardo- 
Veneto vi primeggia per questo lato. 

Gli abitanti della Stiria , dell' Illiria , del Tirolo 
e dell 1 Austria in parte si distinguono pel lavoro del 
ferro. Tutti i mestieri comunemente conosciuti fra 
i popoli civilizzati si esercitano negli Stati Austriaci 
e vi sono portati ad un grado di perfezione da po- 
ter gareggiare colle altre più industriose nazioni. 
Anche le fabbriche o sieno gli stabilimenti di ma- 
nifatture hanno fatto molti progressi in quest 1 Im- 
pero ed offrono annualmente sempre migliori pro- 
dotti e tali che se non superano quelli degli altri 
paesi, possono però arditamente star loro a petto. 
Per questa parte distinguonsi spezialmente la Boemia, 
Ja Moravia, l'Austria, la Stiria, V Illiria e la Lom- 
bardia, 

Art. 7. Commercio. 

L'Impero Austriaco è molto opportuno al com- 
mercio. Un gran tratto del medesimo è bagnato dal 
Mare Adriatico, il quale vi fa di bei seni e porti: 
grandi e navigabili fiumi lo attraversano in varie 
direzioni : vi furono scavati diversi canali navigabili: 
vi furono aperte anche attraverso i monti delle 
magnifiche strade che facilitano la comunicazione fra 
le diverse Provincie della monarchia, non meno che 
cogli Stati esteri; e mercè le continue cure e i nuovi 
incoraggiamenti che si danno in quest' Impero pel 
perfezionamento dell 1 industria, si può a buon diritto 
sperare che il commercio dell 1 Impero Austriaco 
attingerà il massimo grado di prosperità. 

Art. 8. Religione. 

La religion dominante nell' Impero Austriaco è la 
cattolica, contandpvisi 87 Diocesi cattoliche, quasi 



IN GENERALE. 33 

tutte assai vaste, e tra queste i3 Arcivescovadi, 73 
Vescovadi ed un Patriarcato, che è quello di Venezia. 
Tra gli Arcivescovi Austriaci sono degni di speciale 
menzione quello di Milano, perchè ha un rito anti- 
chissimo e tutto suo proprio, che dicesi Ambrosiano ; 
l'Arci vescovo Greco-cattolico residente in Lemberg, 
che con altri 6 Vescovi da lui dipendenti segue il rito 
e la liturgia greca; e l'Arcivescovo Armeno-cattolico 
residente pure in Lemberg, che segue il rito armeno. 

Anche i Greci non uniti (Scismatici) hanno in 
questo Impero la libertà di esercitare il loro culto, 
e dipendono da un loro i^rcivescovo residente a 
Karlowitz in Ungheria, a cui sono subordinati altri 
9 Vescovi greci non uniti. 

I Protestanti tanto della Confessione Augustana 
( Luterani ) , che della Confessione Elvetica ( Calvi- 
nisti ) , come anche gli Unitarj ( Anturinitarj o So- 
ciniani) sono assicurati dalle leggi dell'Impero di 
una piena tolleranza politica, ed in alcune parti di 
esso hanno la libertà di professare pubblicamente 
il loro culto. *I Luterani dipendono dai loro Con- 
cistorj di Vienna e di Hermannstadt in Transilvania 
e dai loro Ispettori a Pesth in Ungheria : i Calvi- 
nisti dai loro Concistorj di Vienna, di Pestìi e di 
Klausenburg in Transilvania; e gli Unitarj da un 
loro Sinodo e dai Concistorj pure di Klausenburg. 
Finalmente sono tollerati anche gli Ebrei , dei quali 
abbondano principalmente la Galizia, il Mantovano 
e Venezia in Italia, ed hanno in più e più città 
le loro sinagoghe per esercitare il culto, ed i loro 
Rabbini per maestri di religione. 

Art. 9. Istituti per la coltura dello spirito. 

L 1 Impero Austriaco non è secondo ad alcun altro 
Stato pel numero e pei buoni effetti di quegP isti- 
tuti che presso le più colte nazioni sono destinati 
a coltivare vantaggiosamente lo spirito. Le Scuole 

Ekm* di Ceogr, Fart, I. 3 



34 Impeuo Austriaco 

Elementari Minori sono accordate ad ogni Comune 
per le prime più necessarie istruzioni e per la buona 
educazione de' fanciulli e delle fanciulle d 1 ogni ceto. 
Non mancano in ogni Provincia le Scuole Elementari 
Maggiori , i pubblici Ginnasj , i Licei e i Collegi 
dP educazione per comodo di quelli che aspirano ad 
una carriera letteraria o scientifica; ed inoltre cia- 
scun Regno o Governo della monarchia è provveduto 
di Università, di Accademie, di Osservatorj , di Bi- 
blioteche, di Gabinetti di storia naturale, di Musei 
d'antichità, di Pinacoteche e di altri scientifici sta- 
bilimenti, mercè dei quali si mantiene e si diffonde 
sempre più. in ciascuna parte delT Impero quanto 
hanno di meglio le scienze, le lettere e le arti. 

Art. io. Sovranità, forma di governo 
e pubblica amministrazione. 

\* Impero Austriaco è una monarchia ereditaria 
in linea primogenita maschile e , in mancanza di 
maschi, in linea primogenita femminile delP Angu- 
stissima famiglia d 1 Austria-Lorena. 

Tranne V Ungheria e la Transilvania , nelle quali 
il Sovrano per antiche concessioni divide iti qualche 
parte il potere legislativo cogli Stati, ossia coi rap- 
presentanti della nazione, in tutti i dominj Austriaci 
la forma del governo è monarchica assoluta. 

L' Imperatore nelP esercizio de 1 suoi poteri sovrani 
per lo più si fa assistere immediatamente da ut! 
Consiglio di Ministri di Stato e di Conferenza, da 
una Cancelleria Intima di Corte e Siato, alla quale 
sono particolarmente affidati gli affari esteri, e da 
un Consiglio di Stato e di Conferenza, a cui sono 
rimessi gli affari interni ; e le Sovrane Risoluzioni 
vengono poi emanate talvolta dall' Imperiale Ga- 
binetto con viglietti sovrani autografi , diretti ai 
supremi Capi delle amministrazioni, ma più spesso 
con dispacci delle suddette supreme Magistrature 
diretti agli Aulici Dicasteri, che sono: 



IN GENEU.VLE. 35 

i. La Cancellerìa Aulica Unita per gli affari am- 
ministrativi di tutte le Provincie, tranne l 'Ungheria 
e la Tiansslvania. 

Questa fa pervenire gli ordini sovrani e le opportune 
dichiarazioni ai Consigli di Governo , che sono ripartiti 
in tutta la Monarchia (escluse l'Ungheria e la Tran- 
silvania, che hanno un particolar regime , e la Croazia 
e Schiavonia, che hanno un proprio Governo detto Ban , 
che risiede in Agrain ) in numero di ia (Milano', Ve- 
nezia , Vienna , Linz , Gràtz , Praga , Brunii , Lemberg , 
Zara, Lubiana, Trieste, Innsbruck ) , affinchè da essi 
vengano diramati alle Direzioni varie che dai medesimi 
Governi dipendono , ed ai Capitani e Uffici di Circolo 
nelle Provincie tedesche, e ai Regj Delegati e ai Com- 
missarj distrettuali nel Regno Lombardo-Veneto. 

2. Il Consiglio Aulico di Guerra per gli affari 
militari, politici, economici e giudiziari che riguar- 
dano F esercito e gl'individui di esso. 

Questo corrisponde coi Comandi Generali , che sono 1 5 
(di Milano , di Padova , di Vienna, di Gràtz, di Praga, 
di Brunii , di Lemberg , di Buda ; di Peterwaradino , 
di Agram , di Carlstadt e Varadino , di Temeswar , di 
Hermannstadt e di Zara ) \ colle diverse Direzioni ed 
Amministrazioni che riguardano il Genio, V Artiglieria 9 
i Collegi militari, la Cassa, la Contabilità, gli Ospe- 
dali, i Cappellani ed altri oggetti relativi all' esercito; 
e per gli oggetti giudiziarj col Tribunale generale mili- 
tare d'Appello residente in Vienna, e per mezzo di lui 
cogli Auditori o giudici di ciascun reggimento. 

3. Il Supremo Dicastero di Giustizia , residente 
in Vienna (ed in parte a Verona ), per gli affari giudi- 
ziarj e relativi all' amministrazione della giustizia. 

Questo corrisponde coi Tribunali d'Appello? che sono io 
(di Milano, di Venezia, di Vienna, di Klagenfurt, di 
Fiume 5 di Praga, di Briinn , di Lemberg , di Zara e 
d** Innsbruck ) , e coi mezzo di questi coi Tribunali di 
prima Istanza civili e criminali, colle Preture ecc.; 
colla Regia Tavola di Maros-Vasarhely e colla Regia 



"36 Impero Austriaco 

Tavola Banale di Agram , le quali sono in sostanza i 
Tribunali d'Appello, il primo per la Tran sii vania , ed 
il secondo per la Croazia e Schiavonia. 

4. Il Ministero delle Finanze per gli affari camerali. 

Da questo dipendono la Camera Aulica generale , la Com- 
missione Aulica di Commercio , il Direttorio generale di 
Contabilità, e quindi tutte le Direzioni, Intendenze, 
Ispettorati ed altri Uffici che in qualunque luogo e sotto 
qualunque nome sono relativi ai debiti o crediti delio 
Stato, alle Zecche, alle Casse Erariali, alla Contabilita, 
alle Dogane, alle Tasso, al Lotto, alla Posta, alla Carta 
bollata, al Sale, al Tabacco, alle Miniere, ecc. Siccome 
però le miniere della Monarchia sono molte e di gra- 
vissima importanza , così le medesime hanno anche dei 
separati uffici superiori che diconsi Montanistici tanto 
iài Vienna come in Schemnitz, e tra questi un proprio 
Tribunale giudiziario. 

5. Il Supremo Dicastero di Polizia e Censura per 
gli affari che interessano la tranquillità dello Stato, 
i buoni costumi , ed in generale la salute pubblica. 

Questo fa pervenire gli ordini superiori ai Governi , e 
per mezzo di questi ai Direttori , Delegati, Commissarj 
ed Uffici tutti di Polizia e di Censura libraria. 

Per riguardo al Regno Lombardo- Veneto, a cui P Impera- 
tore accordò un Arciduca Viceré , che risiede a Milano 
e per alcuni mesi a Venezia , tutti gli affari che sono 
diretti ai suddetti Aulici Dicasteri , o che da essi per- 
vengono, passano per la Cancelleria Vicereale, da cui 
dipendono i due Governi di Milano e di Venezia. 

Per P Ungheria poi e la Transilvania , che 
hanno una particolare organizzazione politica, esi- 
stono in Vienna due separate Cancellerie, che cor- 
rispondono Puna colla Regia Luogotenenza in Buda 
e quindi coi Comitati e Distretti Ungheresi, e l'altra 
col Governo di Clause/iburg e coi Comitati di Transil- 
vania, — ► Così pure per gli affari di finanza havvi 
in Vienna una separata Direzione di Contabilità Unghe- 
rese e Transitvaìia, ed havvi in Buda un'apposita 
Camera Aulica. — Per riguardo poi alla giustizia 



IN GENERALE. 3? 

hanno gli Ungheresi la Tavola settemvirale e la Regia 
Tavola (ambedue in Pestìi), le quali servono loro 
la prima di Tribunale Supremo, e la seconda di 
Tribunale d'Appello; e quattro Tavole distrettuali, 
residenti in Gùns, Timay, Eperies eDebrezin, che 
sono d'ordinario il Tribunale di prima Istanza pei 
Nobili; giacché per gli altri in Ungheria, in Tran- 
silvania, in Croazia, Schiavonia e Dalmazia viene 
quasi sempre assegnato come Giudice di prima 
Istanza il Magistrato che è incaricato dell 1 ammini- 
strazione del villaggio o del borgo rispettivo. 

Art. ii. Ordini cavallereschi. 

Neil 1 Impero Austriaco si trovano i seguenti Or- 
dini cavallereschi : 

i. Il Tosoìi d'oro, stato istituito da Filippo il 
buono, Duca di Borgogna , nel 1480. 

2. V Ordine militare di Maria Teresa , stato 
istituito dall'Imperatrice di questo nome nel 1757 
pe$ ricompensare gli Ufficiali che hanno date prove 
particolari di valore. 

3. U Istituto militare Elisabettino-Ter esiano , 
stato fondato nel 1750 dalP Imperatrice Elisabetta- 
Cristina, e stato rinnovato dall'Imperatrice Maria 
Teresa nel 1771 : istituto che viene limitato a soli 
21 Cavalieri, ai quali tutti è data una pensione. 

4. U Ordine Reale di S. Stefano oT Ungheria , 
stato fondato dall'Imperatrice Maria Teresa nel 1764. 

5. L 9 Ordine Imperiale Austriaco di Leopoldo II \ 
stato fondato dal regnante Imperatore Francesco I 
nel 1808. 

6. & Ordine della Croce civile d'onore, stato 
fondato dal suddetto Monarca nel 1 8 1 3. 

7. V Ordine Imperiale Austriaco della Corona di 
ferro, stato fondato dal suddetto Monarca nel 1816, in 
seguito alla fondazione del Regno Lombardo-Veneto. 

8. L' Ordine della Croce stellata, che fu istituito 
per le Dame dall' Imperatrice Eleonora nell'anno 1668, 
e di cui è Gran Protettrice l'Imperatrice d'Austria. 



35 Regno Lombardo-Veneto. 

CAPO SECONDO. 
Deca;' Impero Austriaco in particolare. 

Art. i. Regno Lombardo-Veneto. 

Denominazione. Questo Regno è composto degli 
Stati che nel 1796 costituivano la Lombardia Au- 
striaca^ a cui fa aggiunta la Valtellina, già dipen- 
dente dai Grigioni ; e degli Stati italiani che alia 
stessa epoca appartenevano alla Repubblica di Ve- 
nezia. Perciò fu chiamato Lombardo-Veneto. 

Confini , estensione e popolazione. Il Regno Lom- 
bardo-Veneto confina — al nord colla Svizzera , 
col Tirolo e col Regno Illirico — all'est col detto Restio 
Illirico, cioè col Governo di Trieste e coli' Adriatico 
— al sud collo Stato Pontificio e co^li Stati di Mode- 
na , di Parma e del Piemonte — ali" ovest col Piemonte 
suddetto. L'estensione del Regno Lombardo-Veneto è 
calcolata di 10,280 miglia geografiche italiane quadra- 
te, delle quali 6240 spettano al Governo Lombardo, 
e 7040 al Veneto: e la popolazione è non meno di 
4,280,920 anime, delle quali 2,240,110 appartengono 
al suddetto primo Governr, ed 1,990,810 al secondo. 

Acque. Oltre il mare Adriatico, bagnano il Regno 
Lombardo-Veneto non pochi laghi e fiumi e canali 
navigabili. Tra i primi meritano particolare menzione 
per la loro importanza e pei loro deliziosi dintorni 
i laghi Maggiore , di Como , di Lugano , d' Iseo e 
di Garda. 

Tra i secondi sono da osservarsi sette fiumi 
principali o primarj che tutti sboccano nell'Adriatico, 
ed otto fiumi secondar]. I primarj sono : 

1. Il Po che nasce dal Monte Viso tra le Alpi 
Marittime e le Cozie, e bagna Torino, Casal Mon- 
ferrato, Valenza, Piacenza, Cremona, Casal Mag- 
giore, Ostiglia ed il Ferrarese. 



Regno Lombardo-Veneto. 39 

2. L'Adige, dai Tedeschi detto Etsch, che nasce 
nelle Alpi Retiche, ai confini del Tiroio coi Grigioni, 
e bagna Glurns, Merano, Bolzano, Trento, Roveredo, 
Verona, Legnago e il nord di Rovigo e di Adria. 

3. I! Bacchigliene che raccoglie al sud di Vi- 
cenza moki ruscelli provenienti dalle Alpi di Rove- 
redo , e bagna il Vicentino e il Padovano. 

4. La Brenta che nasce presso Trento nel Ti- 
roloj e bagna i dintorni di Bassano e di Padova. 

5. La Piave che scende dalle Alpi Noriche 
air est di Brixeri in Tirolo , e bagna il Cadorino e 
Belluno. 

6. La Livenza che raccoglie le acque prove- 
nienti da Cenecìa , Sacile e Pordenone. 

7. II Tagliamento che scende dalle Alpi Noriche 
ed attraversa il Friuli ossia la Provincia di Udine. 

I fiumi secondar] sono : 

t. Il Ticino che nasre dal S. Gottardo nelle 
Alpi Lepontine Minori , attraversa il lago Maggiore 
e si getta nel Po sotto Pavia. 

2. L'Adda che nasce dal Monte Branlio nelle Alpi 
Pietiche italiane, attraversa la Valtellina e il lago di 
Como, e si £etta nel Po al sud est di Pizzighettone. 

3 e 4. Il Brembo e il Serio che dai Monti del 
Bergamasco scendono nell'Acida, il primo presso 
Vaprio , e il secondo al sud di Crema. 

5. U Oglio che dalla Valle Camonica scende nel 
lago d 1 Iseo e sbocca in Po air ovest di Borgoforte. 

6. Il Mella che dalla Valle Trompia scende 
presso Brescia e si getta nell 1 Oglio all'ovest di 
Ostiano. 

7. Il Chiese che dal laghetto d" Idro viene 
nella Valle Sabia , passa presso il Ponte S. Marco t 
Monte Chiaro ed Àsola, e si getta nel!' Oglio all'est 
di Canneto. 

8. 11 Mincio che dalle Alpi Retiche Tirolesi 
scende nei lago di Garda, bagna Peschiera, forma 
il lago di Mantova, e si getta in Po presso Governolo. 



40 Regno Lombardo-Veneto. 

Il Po, il Ticino, PAdda, il Mincio al di sotto di 
Mantova e Y Adige al di sotto di Verona sono co- 
modamente navigabili. Gli altri non lo sono che 
presso le rispettive foci. 

Tra i canali navigabili poi sono da notarsi par- 
ticolarmente 

i. Il Naviglio grande ossia di Castelletto , che 
dal Ticino presso Tornavento scende a Turbigo, 
Boffalora , Robecco e Castelletto di Abbiategrasso , 
donde manda la maggior parte delle sue acque a 
Milano , passando per Gaggiano e Corsico. 

2. Il Naviglio di Bereguardo, che viene formato 
da una parte delle acque del Naviglio grande, le 
quali presso Abbiategrasso dirigonsi a Bereguardo: 
luogo dal quale con breve tragitto per terra si 
possono trasportare le merci al Ticino, onde man- 
darle per acqua a Pavia e nel Po. 

3. Il Naviglio di Pavia, che da Milano prolunga 
fino a Pavia, al Ticino ed al Po il suddetto Navi- 
glio grande di Castelletto; in modo che dal lago 
Maggiore si può navigare fino al mare. 

4. I Navigli di Paderno e della Martesana , per 
mezzo dei quali si naviga sicuramente sulle acque 
dell'Adda da Lecco fino a Milano^ passando presso 
Paderno in un canale separato dall' Adda , poi sul- 
l'Adda stesso, e quindi nel canale che fu scavato 
espressamente nella direzione di Milano, da Trezzo 
a Concesa, a Vaprio , a Iiizago, a Gorgonzola, a 
Cernusco Asinario ed a Crescenzago. Cosi le acque 
dell'Adda si congiungono con quelle che pel Navi- 
glio grande provengono dal Ticino, e si può anche 
dal lago di Como navigar fino al mare. 

5. Il canale detto la Fusa, che da Fusio sul 
lago d'Iseo viene a Palazzolo e aRovato, n^l Bre- 
sciano, dove poi si divide in più rami d'irrigazione. 

6. La fossa d'Ostiglia, per mezzo della quale 
il Po comunica col fiume Tartaro e quindi, mediante 
il naviglio di Legnago, coli' Adige. 



Regno Lombardo-Veneto. 41 

7. 11 Canale dEste, che conduce le acque del 
fiume Agno o Gua a Monselice > a Padova , a Stra 
ed a Fusine sulla laguna di Venezia. 

Costituzione fisica. 11 territorio del Regno Lom- 
bardo-Veneto può fisicamente considerarsi nella sua 
maggior parte come una vasta pianura conterminata 
verso il sud dal Ticino e dal Po , verso V est dal- 
l' Adriatico , e verso il nord dalle Alpi, le quali 
mentre in parte la difendono dai venti settentrionali, 
le tramandano continuamente per ogni parte una 
gran copia d'acque fecondatrici. Perciò questo ter- 
ritorio abbonda verso il nord di montagne e di 
ricche e bellissime valli, è sparso in gran parte di 
amene colline, che sono per lo più i primi gradi 
pei quali il terreno a poco a poco si fa montuoso 
ed alpino, ed è in generale assai bello a vedersi, 
di una temperatura piuttosto calda, ma ventilata, 
fertilissimo in ogni genere di prodotti campestri, e 
nella sua maggior parte saluberrimo; giacché non 
vi sono che quei pochi tratti di paese , nei quali 
ha luogo la coltivazione dei riso, che in alcune 
stagioni sono malsani. 

Produzioni del paese. Il Regno Lombardo-Veneto 
non è dei più ricchi in Minerali ; con tutto ciò 
vi si trovano — Pietre calcari, gesso e calce in 
abbondanza — Marmi ( che in sostanza sono pietre 
calcari suscettibili di pulitura ) di diverse qualità, 
anche delle più pregiate — Pietre selciose, cioè 
ciottoli, ghiaja , sabbia, pietre focaje, ecc. — Ar- 
gilla , in cui si ha la principale materia per la fab- 
bricazione dei mattoni, delle tegole, della majolica, 
delle terraglie , ed in generale di tutti i vasi di 
terra cotta — Tufo ed altre petrificazioni — Pietre 
arenarie di diverse nature e qualità, e specialmente 
quelle di cui si fanno le coti e le mole degli ar- 
rotini , quella che i Lombardi chiamano molerà e 
cornettone , e quelle, in gran parte di natura calcare, 
che si lavorano con molta facilità e si adoperano 



42 Regno Lombardo-Veneto. 

dagli architetti per fare cornicioni , stipiti alie porte 
e finestre , balaustrate ed altre parti degli cdifizj — 
Breccia , dai Lombardi detta ceppo, che si presenta 
come un ammasso di ciottoli fra loro strettamente 
uniti, e che si adopera, secondo la maggiore o 
minor durezza e la più o meno bella qualità , per 
rivestire le sponde dei canali , per fabbricare le 
conche nei medesimi, per fare cornicioni e ri- 
vestire talvolta i basamenti degli edifizj, ed anche 
per farne delle pietre da mulino — Pietre magne- 
siache, untuose o saponacee, anche delle più utili, 
come sono la steatite, con cui si scrive sulla lavagna , 
l'amianto o lino incombustibile, e la pietra oliare, 
che si lavora al torno per fare lavezzi ed altri 
vasi — Granito (miarolo o migliarolo), pietra du- 
rissima di color grigio rossastro o grigio bianca- 
stro , suscettibile di bella pulitura e di lustro , di 
cui si fa grandissimo uso per colonne ? cornici, 
stipiti, gradini, modiglioni e rivestimenti di edifizj, 
e della qualità biancastra segnatamente per lastri- 
care le strade, per costruir ponti, ecc. — Gneis 
(sarizzo) , specie di granito nerastro, durissimo, di 
cui si fa uso negli editìzj di campagna, e che non deve 
adoperarsi orizzontalmente per gli architravi, giacche 
facilmente si spezza. A questa specie di sasso appar- 
tiene quella che in Lombardia dicesi beola , di cui 
sì fa gran consumo per far gradini , pianerottoli , 
pavimenti ai portici ed alle stanze terrene, e co- 
perture e rivestimenti di muri — Ferro nelle Pro- 
vincie di Brescia, di Bergamo, di Como, di Sondrio, 
le quali ne somministrano annualmente 3 milioni di 
libbre metriche che vengono elaborate in paese da 
266 fucine — Piarne nelle Provincie Comasca e 
Bresciana — Piombo nelle Provincie di Como e di 
Brescia — Carbon fossile nelle Provincie di Como, 
di Brescia, di Bergamo e di Vicenza — Acque mi- 
nerali e termali nel Bergamasco, nella Provincia di 
Sondrio , nel Vicentino e nel Padovano — Saline 
sulle coste dell' Adriatico. 



Regno Lombardo-Veneto* 4:5 

Per rispetto al regno Animale , Y allevamento 
delle bestie bovine, delle pecore, dei cavalli, dei 
muli e degli asini è generalmente mediocre nel Regno 
Lombardo- Veneto , quantunque gran quantità di 
vacche e di cavalli vi si mantengano ; poiché i col- 
tivatori credono di minore lor danno il comperare 
tali bestie dagli esteri , che il mettere a pascolo il 
terreno. Si allevano però con grandissima cura i 
bachi da seta ed anche i polli d'ogni genere e i 
maiali; L'Adriatico, i laghi ed i fiumi somministrano 
in abbondanza diverse qualità di pesci anche squi- 
sitissimi ; l'Adriatico offre anche la pesca de' coralli, 
e non mancano uccelli e selvaggina pei cacciatori. 

Quanto al regno Vegetabile , il paese di cui 
trattasi è principalmente ricco di gelsi, raccoglie 
annualmente assai più del proprio consumo in 
frumento, grano turco, riso, segale, avena, mi- 
glio, orzo, saggina ed altri grani farinacei; ha 
vino, legumi ed ortaggi d'ogni genere in abbon- 
danza; non è scarso di lino e di canapa; raccoglie 
e consuma gran quantità di fieno, ed è provvisto a 
dovizia di alberi fruttiferi de'* più pregiati , di ca- 
stagni, di noci, ed in qualche parte anche di ulivi 
e di agrumi, mentre i suoi monti e boschi lo forni- 
scono di legna da ardere, di legname da costruzione 
e da opera , non che di piante tintorie ed inser- 
vienti alla concia delle pelli. 

Industria nazionale. Gli abitanti del Regno Lom- 
bardo-Veneto chiamati ali 1 agricoltura dalla loro fisica 
costituzione considerano il suolo come la loro prin- 
cipale sorgente di ricchezza e lo coltivano con una 
industria ed un intelligenza che possono servire di 
scuola alle altre nazioni, specialmente per riguardo 
all'arte d' irrigare i terreni mediante canali artifi- 
ciali, ed al coltivare i gelsi e curare i bachi da 
seta. Con tutto ciò V industria de' Lombardo-Veneti 
non rimane neghittosa nei ben lavorare i prodotti 
del proprio suolo ed in tutte quelle altre manifatture 



44 Regno Lombabdo-Veneto. 

e professioni che la necessità, il comodo ed il 
lusso rendono oramai quasi necessarie presso le 
nazioni più civilizzato, e che molta ricchezza pro- 
cacciano a chi le coltiva non meno che ai paesi in 
cui si coltivano. L'arte di filare e lavorare la seta 
è in questo Regno pressoché generale , e quindi 
dalf esportazione delle sete più milioni di zecchini 
sono introdotti ogni anno nello Stato. Nelle pianure 
Lombarde con gran cura si fabbrica il rinomato 
formaggio di grana, X unico forse che viene ricer- 
cato in ogni parte del mondo , e che gli esteri a 
torto chiamano Parmigiano , mentre dovrebbe dirsi 
piuttosto Lodìgiano* D' anno in anno si va miglio- 
rando T arte di fabbricare il vino, specialmente in 
quelle provincie dove le uve sono migliori { quan- 
tunque di questo prodotto non molta quantità si 
trasmetta ali 1 estero. Migli a ja eli telai lavorano in 
molte Provincie pannilani ordinar) ( ed in qualche 
Provincia anche finissimi ) , e tele e stoffe varie di 
cotone, quantunque il cotone ed anche la lana in 
gran parte pervengano dall' estero ; ed alcune Pro- 
vincie hanno anche rinomate fabbriche di stoffe, di 
veli e di nastri di seta che gareggiano colle francesi. 
Dovunque si fanno a telajo calze di seta di ogni 
genere , tele di lino e di canapa e cordami. I 
cappelli esteri non avrebbero spaccio nel Regno 
Lombardo-Veneto , poiché i nazionali ne fanno in 
più Provincie eziandio de* 1 più fini. Abilissimi con- 
ciatori somministrano ai calzolai , sellai ed .altri 
artigiani delle città Lombardo-Venete cuoi e pelli 
d'ogni genere, con cui si fanno scarpe, stivali, 
fornimenti da cavallo ed altri lavori in pelle che 
gareggiano colle analoghe manifatture inglesi. Fre- 
quentissime sono le fabbriche di sapone , di carta , 
di vetri, di cristalli e di majolica, benché poco 
fina. Alcune Provincie fondono il ferro ed il rame, 
e somministrano seghe, falci, chioderie, filo di 
ferro e di rame, coltelli, forbici, armi, ferramenti 



Regno Lomiukdo-Veneto. 45 

e lavori d'ogni genere in rame , in ferro, in ac- 
ciaio ed in ghisa; e le città primarie si distinguono 
per eccellenti lavori in oro, in argento, in latta 
ed in bronzi anche dorati, nel fonder caratteri da 
stampa, nella tipografia, nelle incisioni e nella più 
esatta fabbricazione delle carrozze d'ogni sorta, 
de' mobili domestici , degli utensili e degli orna- 
menti d' ogni genere , per non parlare delle spe- 
culazioni commerciali in grande e delle arti belle, 
che tutte vi si coltivano con sommo onore e van- 
taggio del paese quanto in qualunque più colta e 
industriosa Capitale d'Europa. 

Abitanti. Gli abitanti di questo Regno sono nel 
maggior numero per origine Lombardi e Veneti. I 
primi, cioè i Lombardi o Longobardi, abbandona- 
rono nel tempo della trasmigrazione dei popoli , 
seguita verso l'anno 406 di G. C, la Scandinavia, 
ora Svezia e Norvegia, abitarono qualche tempo 
nella Pannonia , ora Ungheria, e vennero sotto la 
condotta dei loro Re Alboino a stabilirsi in Italia 
verso Tanno 568 dell'era volgare: essi fondarono 
quivi un regno di cui fu capitale Pavia, e che 
dopo 206 anni fu rovesciato da Carlo Magno Impe- 
ratore di Occidente e Re di Francia, il quale vinse 
e fé' prigioniero 1' ultimo Re de' Lombardi, chiamato 
Desiderio. I secondi, cioè i Veneti, sono antichis- 
simi popoli italiani che abitavano sulle coste del- 
l'Adriatico nell'Italia settentrionale, i quali nel 462, 
allorché il feroce Attila, Re degli Unni, incendiò 
Aquileja, Pavia e Milano, minacciando tutta l'Italia, 
ritiraronsi nelle lagune dell'Adriatico, e sovra alcune 
isolette fabbricarono a poco a poco la magnifica 
città di Venezia, che divenne poi Capitale di una 
famosa repubblica che durò i3 secoli. Oltre queste 
due principali nazioni, rimangono nel Regno Lom- 
bardo-Veneto i discendenti de' suoi antecedenti abi- 
tatori, che furono successivamente Etruschi, Liguri, 
Greci, Galli, Romani , Goti, Eruli, Tedeschi, ecc., 



46 Regno Lombardo-Veneto. 

in modo però che 11011 è più riconoscibile negli 
attuali abitanti la diversità dell'origine loro, avendo 
tutti a un di presso gli stessi costumi , e parlando 
tutti la lingua italiana, derivante dalla latina, con 
quella varietà di dialetti che dovunque viene pro- 
dotta dalle distanze di luogo, e che nelle popola- 
zioni di cui trattasi fu probabilmente accresciuta 
dalle politiche separazioni. 

Strade. Le strade principali che diramatisi da 
Milano sono 8. 

1. La strada Comasina o del S. Gottardo, la 
quale va a Como, a Mendrisio , a Lugano, a 
Bellinzona, al Monte S. Gottardo, e quindi nei 
Piccoli Cantoni della Svizzera; e da Como pel 
lago a Chiavenna, al Monte Spinga e quindi nei 
Grigioni. 

2. La strada di Lecco o del Monte Braulio o 
Stelvi, che va da Monza a Lecco, e quindi sulla 
riva del Lago di Como , per Mandello , Bellano e 
Colico, in Valtellina, al Monte Braulio e nel Tirolo, 
q da Colico a Chiavenna e alla Spluga. 

3. La strada Orientale o di Verona , la quale 
passando l'Adda per Vaprio conduce a Bergamo , e 
passandolo per Cassano a Brescia e a Verona, dove 
si divide in due altre strade principali, Funa lungo 
r Adige pel Tirolo e la Germania, e l'altra per 
Vicenza, Padova e Venezia; oppure da Vicenza per 
Castelfranco, Treviso e Valvasone ad Udine; donde 
per Palmanova si va nell'Illiria e a Trieste, e per 
S. Daniele alla Ponteba , a Villac e a Vienna. 

4. La strada Romana, che conduce a Lodi, a 
Casalpusterlengo e a Piacenza , Parma , Modena , 
Bologna e al mezzodì dell' Italia; oppure da Casal- 
pusterlengo a Cremona e a Mantova. Dalla quale 
città partono cinque altre grandi strade, cioè quella 
che va per Castiglione delle Stiviere a Brescia ; 
quella che va per Roverbella a Verona; quella che 
va per Ostiglia a Ferrara ; quella che va per 



Regno Lomiubdo-Veneto. 47 

S. Benedetto a Modena , e quella che va per Gua- 
stalla a Parma. 

5. La strada Ticinese o di Genova, che passa 
il Ticino a Pavia, dov'entra negli Stati Sardi e va 
a Genova. 

6. La strada Vercellina o del Monte Cenisio , 
che passa il Ticino a Boffalora e va a Novara , a 
Vercelli, a Torino e pel Monte Cenisio in Savoja 
ed in Francia. 

7. La strada di Rhò o del Sempione, che passa 
per Rhò , Galiàrate e Sesto, dove attraversando il 
Ticino entra negli Stati Sardi, e per Arona , Belgi- 
rate e Domodossola va al Monte Sempione, e di là 
nel Valese e a Ginevra. 

8. La strada di Varese, che per Saronno e Tra- 
date conduce alla detta città H e quindi si divide 
in due principali strade che conducono V una al 
Logo Maggiore e al Sempione, e P altra al Lago 
di Lugano e ai S. Gottardo. 

Religione* La cattolica è la dominante nel Regno , 
il quale conta 20 diocesi, 9 delle quali nel ter- 
ritorio Lombardo e 11 nel Veneto: fra le dette 
diocesi primeggiano Y i^rcivescovato di Milano e il 
Patriarcato di Venezia. Vi sono però dovunque tol- 
lerati gli Ebrei, ed in Venezia è permessa anche 
ai Greci non uniti ed ai Protestanti la pubblica 
professione del loro culto. 

Divisione territoriale. Il Regno Lombardo-Veneto 
si divide nei due Governi di Milano e di Venezia , 
ciascuno de 1 quali abbraccia più Provincie , come 
vedesi nella tavola seguente, nella quale la let- 
tera G significa Città , C. R. Città Regia , e G. R. * 
Città Regia Vescovile \ e nella popolazione dei Co- 
muni si sono comprese anche le frazioni esterne* 



48 



Reono Lomb\rdo-Veneto. 



o 



Provincie. 



M/LAN0 . . . 



Mantova . . < 



BRESCIA i . , 



Cremona 



Bergamo. ■ 



Como 



Sondrio , 



Popola- 
zione. 



235663 



Pavia. 



Lodi e Crema 



317874 



172098 



310928 



328o33 



81961 



144698 



193637 



H..240, i io 



Citta' e Borghi principali 
e loro popolazione. 



Milano 

Monza 

* \ Busto Arsizio . 
Gallarate 



Mantova .... 

Viadana 

Gonzaga .... 
Quistello. . . . 
S. Benedetto. 
Sabbionetta. . 
Marcarla . . . . 
Castiglione . . 
Roncoferraro. 



Brescia 

Chiari 

Montechiaro . 

Lonato 

Rovato 

Pontevico . . . 
Salò 



Cremona 

Casalmaggiore. 

Soresina 

Soncino 



Bergamo . . , 
Treviglio. . . 
Caravaggio , 

Como 

Varese . . . . , 
Lecco . . . . , 
Cantù 



Sondrio . . . 
Tirano. . . . 
Morbegno . 
Chiavenna. 
Bormio . . . 



Pavia 

Abbiategrasso . . 

Lodi 

Crema 

Codogno 

S. Angelo 

Casal Pusterlengo 
S. Colombano . . 



i3oooo C. R, ' 
i5ooo C. 
75oo 
4000 

26000 C. R. 

i35oo 

1 3ooo 

75oo 

6800 

6800 

5 800 

5200 

5400 

33ooo C. R. * 
8400 
6600 
6000 
56oo 
55oo 
4700 

27100 C. R. 
14100 C. R. 

6700 

4600 

29800 C. R. * 
83oo 
53oo 

i5ooo C. R. * 
8000 C. 

3ooo 
4200 

4000 
4100 
3ooo 
2700 
1200 

21400 C. R. * 

5200 

i5ooo C. R. * 
8600 C. R. * 
8800 
65oo 
53oo 

5200 



Regno Lombardo-Veneto. 



49 



Provincie. 



Venezia , 



SI 
> 



Padova , 



Polesine. 



1 Verona 



Vicenza 



Treviso 



Belluno. 



Fkiui 



Popola- 
zione. 



Citta' e Bocchi principali 
e loro popolazione. 



253909 



2.90292 



i3 7 536 



284067 



307896 



243625 



iì5io3 



348382 



Venezia 

Murano 

Burano 

Mestre 

Chioggia 

S. Dona 

Portogruaro. . . 

Padova 

Mirano 

Montagnana . . 

Este 

MonseKce . . . . 

Conselve 

Rovigo 

Lendinara . . . . 

Badia 

Adria ....... 

Verona 

Villafranca . . . 
Legnago . • . . . 

Cologna 

Zevio 

Vicenza 

Bassano 

Schio 

Tiene 

Valdagno 

Lonigo 

Cittadella .... 
Arzignano. . . . 

Treviso 

Conegliano . . . 

Ceneda 

Serravalle .... 
Castelfranco . . 

Belluno 

Agordo 

FeJtre ....... 

Udine ....... 

S. Daniele . . . 
Pordenone. . . . 

S. Vito 

Palma 

Cividale 

Gemona 

Aviano ....... 



,990,810 



103900 
3700 
65 7 6 
4200 
18000 
38oo 
3458 

33700 
35oo 
7700 
7000 
653o 
4o58 
7628 
5o32 
3642 

10778 

48635 
6400 
9100 
5900 
4834 

20700 
9700 
6809 
5400 
4700 
5903 
6100 
6644 

i33oo 
35oo 
4600 
4399 
4071 
5901 
23oo 

4199 

16700 

3403 
4300 
3900 
2700 
3900 
4452 

4190 



C. II.' 



C. ' 



C.R. * 



C.R. 
C. 
C. 
C. * 

C. R. * 



C.R. 
C. R. 
C. 



C.R.' 



C.R. 



C.R. 



Eleni, di Geogi\ , Part. I. 



5o Rhgno Lombardo-Veneto. 

Topografia. Ogni Capo-Luogo di Provincia ha 
un'I. R. Delegazione, una Congregazione provinciale, 
un Tribunale di prima istanza civile e criminale, 
un Tribunale di commercio , un 1 Intendenza di 
finanza (tranne Sondrio), un Ispettore delle poste, 
un Ispettore delle Scuole elementari , un I. R. Gin- 
nasio e Scuole elementari maggiori pe* 1 due sessi. 

La Provincia di Milano, divisa in 16 Distretti 
e tutta piana, fuorché verso i confini della provin- 
cia di Como ove ha delle belle colline, consiste 
specialmente in vastissime praterie irrigate con 
particolare maestria e di continuo verdeggianti, 
ed in ubertose campagne di ottimo frumento, di 
grano turco, di riso e di ortaggi. Il terreno vi è 
scarsamente ingombrato da alberi , ma pure vi 
prosperano molti gelsi , piante da giardino, e in 
alcuni distretti le viti. In questa provincia sono: 
Milano, fondata dai Galli 590 anni circa avanti 
G. C. , già capitale degl' Insubri e poi principale 
della Gallia Cisalpina e residenza di più Imperatori 
Romani, la quale attualmente è una delle due Ca- 
pitali del Regno e la sede del Governo Lombardo, 
di un Arcivescovo, di un Tribunale d'appello, della 
Congregazione centrale Lombarda e per la maggior 
parte dell' anno dello stesso Arciduca Viceré. Essa è 
situata a gradi 45 28' di latitudine settentrionale e 
26 5i' i5" di longitudine dall' isola del Ferro, 128 
metri circa al di sopra del livello marino , in una 
temperatura piuttosto umida, ed in vicinanza del 
piccolo fiume Olona, che nasce sopra Vare&e e sbocca 
in Po fra Pavia e Piacenza ; è bagnata dai tre ca- 
nali navigabili di Castelletto, di Pavia e della Mar- 
tesana; ha circa ìoom. abitanti, un circuito di me- 
tri 12749 o siano miglia geografiche 6 -f , una su- 
perficie di 794 tornature; ed è per vastità, ricchezza, 
industria, commercio, coltura e generale floridezza 
una delle principali città d 7 Italia e d' Europa. I 
pochi avanzi d 1 antichità che qui sono riducoasi a 



Regno Lombardo- Veneto. 5i 

16 grandiose Colonne corintie, dette di S. Lorenzo, 
le quali appartennero ad un tempio con terme 
pubbliche, che fu dedicato ad Ercole dall 1 Impe- 
ratore Massimiano verso Tanno 286 di G. C. , ed 
alla Basilica di S. Ambrogio, tempio edificato nel 
387, ma più volte restaurato ed ampliato (nel quale 
funzionò e fu sepolto il detto Santo, e si ritrovano 
bellissime anticaglie ) con un atrio o corrile chiuso 
da portici, il quale è opera ancora intatta del se- 
colo IX. Meno antichi, ma edificj per diversi riguardi 
importantissimi, sono: il Duomo di architettura go- 
tico-tedesca e tutto di marmo bianco, stato inco- 
minciato nel 1 386 dal Duca Giovanni Galeazzo 
Visconti, tempio che per vastità e profusione di 
lavoro è stimato una delle maraviglie del Mondo ; 
r Ospitai maggiore fondato nel 1456 dal Duca 
Francesco I Sforza , eh' è dei più magnifici che si 
conoscano , ed in cui possono essere curati gra- 
tuitamente oltre a due mila infermi; il Lazzeretto, 
opera del 1489, consistente in un edificio quasi 
quadrato, diviso in 296 camerette a pian terreno, 
da tre lati disimpegnate fra loro da un portico, e 
tutte a volta, già per uso di altrettanti appestati , il 
quale chiude uno spazio scoperto della superficie 
di i5 tornature, nel mezzo dei quale sorge una 
cappella ottagona di bellissima architettura, attri- 
buita a Bramante; V Arena, anfiteatro recente del Gav. 
Canonica , che contiene 3om. spettatori ; la Piazza 
d'armi quasi quadrata, della superficie di 43 tor- 
nature , sulla quale possono disporsi per una rivista 
4om. soldati ; T Arco di trionfo , pure moderno e 
che anzi si sta terminando, dei Marchese Gagnola , 
il quale in grandezza è maggiore di quanti se ne 
conoscono, ed in riguardo alla bellezza architetto- 
nica riunisce in sé stesso i pregi principali degli 
antichi; i Giardini e i molti pubblici passeggi or- 
nati di regolari piantagioni , che fanno amene e 
ridenti diverse parti di questa gran capitale; gli 



a 



of \uz uà 



5a Regno Lombardo-Veneto. 

Archi e gli ornamenti, pure moderni ma eleganti, 
che veggonsi alle Porte Ticinese, Comasina, Nuova 
ed Orientale ; i Regj Teatri della Scala e della Canob- 
biana, ambedue nel loro genere assai commendati; 
il primo de 1 quali contiene quasi 3m. spettatori 
ed è una delle più vaghe sale di Europa ; il niti- 
dissimo e comodissimo Palazzo della Corte e l'ele- 
gante Villa Reale con ampio giardino , edificj mo- 
derni, decorati di stupende pitture a buon fresco 
del Cav. Appiani ; il grandioso Palazzo di Brera , 
detto anche delle Scienze e delle Arti, in cui sono 
una bella Pinacoteca, un Gabinetto numismatico, un 
piceol Orto botanico, un Osservatorio che è de' più 
celebri ? una pubblica Biblioteca che per libri mo- 
derni è la più ben fornita in Italia, un Istituto di 
scienze, lettere ed arti, ed un'Accademia di belle 
arti con una florida scuola nella quale s' insegnano il 
disegno d' ornato , 1 architettura , la prospettiva , la 
pittura, la scultura e V incisione in rame; un'altra 
pubblica Biblioteca detta Ambrosiana, fondata dal 
Card. Federico Borromeo, la quale è particolarmente 
ricca di manoscritti anche antichissimi e di quadri ed 
altri oggetti di belle arti e di erudizione; le grandi 
Caserme di S. Francesco e di S. Simpliciano e quella 
del Foro succeduta all'antico demolito Castello; 
l'Ospitai militare di S. Ambrogio ; quello dei Padri 
di S. Giovanni di Dio; l'Orfanotrofio femminile detto 
della Stella, in cui sono educate gratis più di 200 
orfane; l'I. R. Collegio delle fanciulle nei già mo- 
nastero di S. Filippo; il Regio Collegio pure fem- 
minile detto della Guastalla; l'I. R. Conservatorio di 
musica; l'L R. Collegio militare di S. Luca; il Semi- 
nario grande pe' teologi; il già Collegio Elvetico, ora 
occupato dagli uffici dell'I. R. Contabilità; il già Se- 
minario detto della Canonica; l'I. R. Zecca; la gran- 
diosissima Fabbrica de' tabacchi; la Casa di corre- 
zione ; lo stupendo Archivio notarile, quasi del tutto 
isolato nel mezzo della Piazza de' Mercanti; i bei 



Regno Lombardo-Veneto. 53 

teatri Carcano,Re e dei Filodrammatici; e per non 
parlare de 1 palazzi privati, quelli del Governo, della 
Finanza detto di Tomaso Marini , della Giustizia 
e delle Carceri, dei Tribunali già palazzo Clerici, ecc. 
ecc. Fra le chiese di Milano distinguonsi: S. Celso, 
ove sono de 1 bei dipinti a fresco di Appiani; S. Maria 
delle Grazie, presso della quale sono gli avanzi della 
celeberrima Cena di Leonardo da Vinci; la chiesa 
del già Monastero maggiore con pitture del Luini; 
S. Lorenzo, S. Alessandro, S. Sebastiano, S. Satiro, 
S. Fedele, S. Stefano, S. Marco, S. Simpliciano, 
S. Eustorgio e S. Vittore al Corpo. Oltre gli stabi- 
limenti situati ne 1 già nominati più distinti edificj, 
ha Milano un 1 I. R. Stamperia con circa 5o torchi, 
principalmente destinata a fornire di stampe e 
di libri il Governo e tutte le scuole ; un 1 I. R. 
Raffineria di nitri ; due Licei; tre pubblici Ginnasj ; 
una Scuola di chimica applicata alle arti ; un pub- 
blico Gabinetto di storia naturale; due rinomati 
pubblici Collegi di educazione pei maschi ; una 
Casa d'educazione pei sordi-muti; un Convitto di 
fanciulle nel monastero delle Salesiane ; più Scuole 
elementari pubbliche tanto maggiori che minori 
per ambo i sessi; varie Scuole di carità per le più 
povere fanciulle ; un gran numero di Case d' edu- 
cazione e di scuole tenute a conto privato ; un 
grande Orfanotrofio che mantiene più di 200 orfani; 
una Casa per gli esposti e per le povere partorienti 
con un 1 apposita scuola di ostetricia; una Scuola di 
veterinaria; una Camera di commercio; una Borsa; 
più Casini di ricreazione; un Istituto di Pompieri; 
un Luogo Pio, detto Trivulzio, che raccoglie e man- 
tiene 5oo poveri vecchi dell'uno e dell'altro sesso ; 
una Casa d'industria; una Casa pei derelitti; un 
pubblico Ospitale pei pazzi, ed un Luogo Pio, detto 
di S. Corona, che fornisce di medici e di medicine gli 
ammalati poveri che rimangono nelle proprie case. 
In quanto poi ali 1 industria privata ? a Milano è in 



54 Regno Lombardo-Veneto. 

gran parte applicabile ciò che fu detto a pag. 43 , 
trovandovisi più. rinomate manifatture di stoffe di 
cotone e di seta, di pellami, di cioccolate assai 
ricercato, di bronzi dorati, di carrozze, di opere 
da orefice, e di chincaglierie che gareggiano colle 
francesi, oltre una generale perizia ne'' mestieri più 
comuni alle colte nazioni, ed un commercio de 1 più 
ragguardevoli specialmente in seta , generi colo- 
niali , formaggi, pellami, gioje, oggetti di lusso 
ed in operazioni cambiarie. A Corsica , in poca 
distanza da Milano, si raccolgono in appositi gran- 
diosissimi magazzini i migliori formaggi Lombardi, 
e vi migliorano. — Al nord-est di Milano, verso la 
Brianza: Monza y antica, vaga e industre città snl 
Lambro ( piccolo fiume che nasce nella Valle di 
Asso, passa fra i laghetti d 1 Alserio e di Pusiano, 
costeggia il paese della Brianza e va a gettarsi in Po 
al N. O. di Piacenza), la quale fu sede prediletta 
di Teodorico Re de' Goti verso Tanno 5oo di G. C, 
e quindi verso il 600 di Teodelinda Regina dei 
Longobardi, la quale vi fondò il Duomo, in cui 
tuttavia si conservano molte antichità e nominata- 
mente la celebre Corona di ferro, con cui solevano 
incoronarsi i Re d 1 Italia: città che ha un Ginnasio, 
un Collegio di fanciulli, un Seminario pe" Cherici 
studenti di filosofia, un teatro, varie manifatture spe- 
cialmente di cappelli e di cotoncrie ordinarie, ed in 
vicinanza un' ampia e deliziosissima Villa Reale con 
un parco di quasi 7 miglia di circuito ; Desio con un 
bellissimo giardino inglese del sig. Traversi; e Vimer- 
cate, sulla Mol gora, con un Collegio pe 1 fanciulli — 
SulTAdda: Trezzo , già castello de' Visconti; Vaprio e 
Cassano con altro Collegio di fanciulli, borghi che 
godono un bellissimo prospetto sul Bergamasco. — 
Sul canale della Martesana: Inzago , Gorgonzola con 
un magnifico tempio dell 1 architetto Cantoni e un 
grande commercio di formaggi detti stracchini; e 
Cemusco Asinario con una grandiosissima filanda a 



Regno Lombardo-Veneto. 55 

vapore dei signor Staurengo , e un bel giardino 
inglese del signor Qboldi. — Sulla strada Romana: 
Melegnano , sul Lambro , borgo commerciante, ove 
era un antico castello de 1 Visconti. — All'ovest di 
Milano: C aggio no , Buscate, Castano e Busto piccolo 
o Qarolfo celebri per buoni vini. — Sulla strada 
del Sempione: Rho con un Santuario; Legnano con 
una celebre fiera; Busto grande o Arsizio , patria 
dei pittori Daniele Crespi e Bossi, con celeberrimi 
dipinti di Gaudenzio Ferrari, e Qallarate , borghi 
popolosissimi, con molte manifatture di cotoncrie; 
e Somma , capo del distretto che va fino a Sesto 
Calende. — Sulla strada di Varese, Saronno coti 
un Santuario in cui sono i capo-lavori a fresco 
delLuini, borgo popoloso che fa gran commercio 
di grani e di buoi da macello , e non lungi da 
questo Lainate, celebre villa del Duca Litta. — Sulla 
strada di Como, Monbello già villa dei Crivelli, Bar* 
lassina, Seveso e in vicinanza 5. Pietro Martire con un 
Seminario pe" Cherici milanesi, studenti di Umanità. 
La Provincia di Mantova, quasi tutta piana ed 
irrigata da un gran numero di fiumi e canali, è 
divisa in 17 Distretti e produce principalmente ed 
in gran copia grano turco, frumento, riso di ec- 
cellente qualità, fieno, legumi, legna da fuoco 
ed anche gelsi e vino. In questa provincia con- 
tansi quasi tre mila Ebrei, e ritrovansi: Mantova^ 
fortezza di primo rango non tanto per le vaste e 
rinomate opere architettoniche che vi si vedono 
quanto per essere ampiamente difesa dalle acque 
del Mincio , le quali qui trattenute da varie dighe 
formano al nord , all'est ed ali 1 ovest di essa tre laghi 
sufficientemente grandi, che possono in tempo d'as- 
sedio inondare per un tratto molto esteso anche il 
lato meridionale, di modo che la città rimane al- 
lora fuori del tiro delle artiglierie ordinarie di terra 
e non è accessibile a piede asciutto , fuorché pei 
due lunghissimi ponti detti V uno de' Mulini e 



56 Regno Lombardo-Veneto. 

l'altro di S. Giorgio, i quali a guisa di argini attra- 
versano i detti laghi. A motivo delle dette acque 
in parte stagnanti, T aria di Mantova riusciva un 
tempo per alcune stagioni insalubre; ma ora tanto 
si è fatto dal Governo per conciliare le viste mi- 
litari colle sanitarie, che riman tolto in gran parte 
un siffatto inconveniente. Questa città, fondata per 
quanto dicesi dagli Etruschi 400 anni prima di 
Roma, quindi colonia romana, e dal 1 328 al 1708 
residenza dei Gonzaga ( i quali col titolo di Ca- 
pitani, poi di Marchesi e da ultimo di Duchi do- 
minarono il Mantovano che in allora formava uno 
Stato ragguardevole ) , quantunque sia ora inferiore 
in popolazione a Brescia , a Berganio ed a Cremona, 
è però tuttavia quella fra le città lombarde che 
dopo Milano ha più V aspetto di una capitale, 
avendo, oltre molti altri ragguardevoli edificj pub- 
blici e privati: un Palazzo Reale assai vasto con 
pitture a fresco di Giulio (Pippi) Romano e arazzi 
bellissimi stati tessuti in Mantova sui disegni di 
Raffaello ( Sanzio ) da Urbino ; una elegante Catte- 
drale eseguita in gran parte sul disegno dei detto 
Giulio ; un tempio stupendo dedicato a S. Andrea 
e disegnato da Leon Battista Alberti , il quale è 
un capolavoro di architettura, con un bellissimo 
sotterraneo , nel quale dentro due ampolle si 
conserva la famosa reliquia del sangue di Gesù 
Cristo; due ponti de' più belli che si possano ve- 
dere, fra" quali quello di S. Giorgio è lungo metri 
83 1 ; un macello pubblico assai grandioso e nel suo 
genere di ottima costruzione; un pubblico passeg- 
gio detto Piazza Virgiliana ( perchè dedicato a Vir- 
gilio nato in Andés, ora Pietole, a due miglia da 
Mantova) della estensione di sei tornature, in cui 
sono una larga strada circolare per le carrozze, un 
ampio ed elegantissimo anBteatro in pietra per gli 
spettacoli diurni, e viali, piantagioni ed ornamenti 
che lo rendono assai ridente; un bel teatro moderno; 



Regno Lombardo-Veneto. 5/ 

una Casa di pena pe' condannati al carcere duro 
nelle Provincie Lombarde e per quelli che sono 
condannati al carcere durissimo in tutto il Regno 
Lombardo-Veneto; un Ospitale civico; due Orfano- 
trofj, Funo maschile e F altro femminile; un Monte 
di pietà; un Istituto elemosiniere; e due Case d'in- 
dustria e di ricovero, Funa pe* 1 Cristiani e P altra per 
gli Ebrei, i quali ascendono in Mantova a quasi 
due mila. Per riguardo poi alla pubblica istruzione, 
oltre le Scuole elementari anche maggiori per ambo 
i sessi ed un I. R. Ginnasio, ha Mantova un Liceo, 
un'Accademia di scienze e belle arti; un Orto bo- 
tanico; una pubblica Bibilioteca di bea 70111. volu- 
mi, tra i quali 400 codici assai pregevoli e 1600 
edizioni del secolo XV, ed un rinomato Museo 
antiquario ricco di statue, busti e bassi rilievi di 
gran pregio. In vicinanza della città havvi un I. R. 
Palazzo, chiamato il Te, che fu architettato da Giulio 
Romano e da lui stesso fregiato di dipinti a fresco 
stimatissimi, che rappresentano i giganti fulminati 
da Giove ed alcune storie di Psiche, di Fetonte e 
di Cesare. — Peschiera, fortezza in riva al lago 
di Garda, là dove il Mincio esce dal medesimo. — 
Castiglione delle Stiviere (già principato di un ramo 
dei Gonzaga e patria di S. Luigi) e Volta, grossi 
borghi, situati nella parte del Mantovano in cui si 
trovano colline. — Asola, Canneto, Bozzolo y borghi 
assai commercianti ed industri. — Sabbionetta, già 
principato di un altro ramo dei Gonzaga e regolar- 
mente edificata a guisa di piccola città. — E in 
vicinanza del Po: Viadana, Gonzaga (che fu culla 
della famiglia di tal nome), Revere ed Ostiglia, bor- 
ghi tutti assai ragguardevoli , F ultimo de' quali fu 
patria di Cornelio Nepote, ed ha un territorio che 
dà i migliori mi di Lombardia. 

La Provincia di Brescia, montuosa verso Fest, 
il nord e F ovest, lati dai quali confina col Vero- 
nese , col Tirolo e col Bergamasco, e piana verso 



58 Regno Lombardo-Veneto. 

il sud , dove si congiunge col Mantovano e col 
Cremonese, si divide in 17 Distretti, ed è ricca e 
varia nelle sue produzioni , dando : grani di ogni 
specie, compreso anche il riso; gelsi, lino, vini 
ottimi nella bassa Riviera di Salò e nella così detta 
Francia Corta, cioè in quella parte di territorio che 
giace fra il Mella, il Monte Orfano di Coccaglio 
e il lago d 1 Iseo ; olivi ed agrumi in abbondanza 
sulla già detta Riviera ; e pascoli , legna e ferro 
nelle sue montagne : nelle miniere di Bovegno e 
Collio, in Valle Trompia, si trova anche del rame , 
ma finora scarsamente. In questa provincia inoltre 
T industria è assai innanzi ; giacché oltre molte ma- 
nifatture di telerie, cotonerie, seterie, stoffe di lana, 
tappeti e pellami , che servono principalmente al 
commercio interno , essa è sparsa quasi ovunque 
di fornelli, filande (anche a vapore) e filatoi per 
lavorare la seta ; e possiede nella Riviera di Salò 
rinomate cartiere e manifatture e imbiancature di 
refe di grande considerazione , e nelle valli Trompia 
e Sabbia un gran numero di forni fusorj i di fucine 
e di manifatture di ferro e cTacciajo, che alimen- 
tano un notabile commercio anche air Estero. I 
luoghi più osservabili in questa provincia sono: 
Brescia, un dì capitale de' Galli Cenomani, la 
quale sorge alle falde di amene colline , gode di 
un' aria pura ed assai viva, ed è per più titoli 
una delle più belle tra le città secondarie d 1 Italia. 
Essa ha molti ragguardevoli edificj , ma principal- 
mente: il Duomo Nuovo, tutto di marmo bianco, che 
ostenta una delle più vaghe e ardite cupole d 1 Eu- 
ropa; il Santuario detto dei Miracoli, che ha una 
facciata tutta adorna d*' intagli e bassi rilievi fini- 
tissimi del secolo XVI ; alcune chiese ( e partico- 
larmente quella di S. Afra ) che hanno pregiatis- 
sime dipinture di Tiziano e d'altri grandi maestri; 
il nuovo Campo Santo, la cui fronte è ornata di 
un grandioso peristilio Dorico ; la Loggia o il 



Regno Lombardo-Veneto. 69 

Palazzo Municipale, architettato dal Sansovino eoa 
ottimo stile e sontuosamente ornato di eleganti bassi 
rilievi; l'antico e grande edificio detto il Broletto, 
in cui risiedono T I. R. Delegazione e il Tribunale 
di prima istanza ; il Mercato dei grani di recente 
costrutto in pietra viva con portici e magazzini 
magnifici; il Giardino pubblico, sulle mura, assai ri- 
dente; alcune porte della città ridotte ad architet- 
tonica venustà; un bello e grande teatro moderno , 
di disegno del Cav. Canonica; una quantità non ordi- 
naria di pubbliche e private fontane, le quali sono 
alimentate da acque salubri e perenni che derivano 
da una collina distante alcune miglia; gli ampj e 
regolari portici che fiancheggiano in gran parte il 
quartiere centrale della città, sotto i quali ritrovansi 
ricche botteghe tutte uniformemente ornate a stipiti 
di marmo, e passeggiano comodamente i cittadini 
in qualunque stagione; il grandioso palazzo in cui 
stanno il Ginnasio e il Liceo ; e finalmente un tempio 
antico d 1 ordine Corintio , dedicato a Vespasiano 
nelT anno 72 delF era cristiana , che fu scoperto 
nel 1822, in un ambulatorio sotterraneo del quale 
si rinvennero varj oggetti preziosi e specialmente 
una statua di grandezza maggiore del vero , rap- 
presentante la Vittoria, opera che viene ammirata 
come lavoro greco e come la più bella statua mu- 
liebre in bronzo che si conosca in Italia. Brescia, 
patria del matematico Tartaglia , dei celebri fisici 
Lana e Castelli, dei letterati Bonfadio , Mazzuc- 
chelli, Corniani , Morcelli, Zola, Tamburini ecc., 
e de* pittori Bonvicini detto il Moretto, Lattanzio 
Gambara e Romanino , ha tuttavia una florida Ac- 
cademia scientifico-letteraria detta Ateneo , una 
pubblica Biblioteca fondata dal Cardinale Quirini 
di 28m. volumi con preziosi manoscritti ed una 
raccolta d** incisioni di ogni scuola ; varie case di 
educazione pe' due sessi, e molti stabilimenti di 
beneficenza. Il commercio e l'industria vi fioriscono, 



6o Regno Lombardo- Veneto. 

specialmente nel borgo Pile ove sono grandiose mani- 
fatture di pellami, di armi da taglio e da punta ecc. 
Il Castello e le fortificazioni di Brescia, un dì 
famose, sono ora del tutto fuori d' uso. — Il Lago 
di Garda , ricco dì ottimi pesci ed il più vasto fra 
i laghi d'Italia, sul quale ora viaggia dal Tirolo a 
Desenzano un battello a vapore. In esso ritrovansi 
alcune belle isolette verso Salò, ed è famosa la pe- 
nisola di Scrmione, fra Peschiera e Desenzano, in 
cui si ammirano i maestosi avanzi di un palazzo 
di Catullo; e sulla sponda occidentale, che è tutta 
Lombarda, veggonsi i ragguardevoli comuni di Gar- 
gnano Capo-Distretto , di Toscolano e Maderno fa- 
mosi per le loro cartiere, di Salò Capo-Distretto 
rinomato per Y amena sua Pùviera ricchissima di 
agrumi, di olivi, di ottimi vini e di manifatture 
di refe; di Vobamo ov' è una manifattura di chio- 
derie e di lamine di ferro che provvede di tali og- 
getti P arsenale di Venezia; di Desenzano ov' è un 
florido Collegio privato con Ginnasio e Liceo, e tiensi 
un mercato assai frequentato; e in poca distanza, di 
Lo nato , borgo assai popolato e commerciante. — 
Il Lago d Idro , sulla cui sponda occidentale sorge 
la Rocca d" Anfo ammirabile per le opere militari 
che vi furono modernamente costrutte. — La Falle 
Sabbia irrigata dal Chiese, al sud del lago suddetto, 
nella quale sono Festone, Preseglie, Sabbio ed altri 
comuni molto industri, e v'ha numerose fucine e 
manifatture di attrezzi rurali ed altri utensili di fer- 
ro: a Gavardo, borgo mercantile al sud della detta 
Valle, nel 1288 fu, per ordine di Berardo Maggi 
Vescovo e Principe di Brescia, scavato un canale 
dai Chiese fin presso Brescia, canale che serve 
anche ai presente alla irrigazione dei fondi e a 
muover le macchine d'alcuni edifizj. — La Valle 
Trompia , posta all'ovest della Valle Sabbia, nella 
quale scorre il Mella dando moto a molte macchine, 
sorgono i più alti monti del Bresciano e ritrovansi 



Regno Lombardo- Veneto. 6i 

diverse miniere, molti forni fusorj ed un gran numero 
di manifatture di ferro. Quivi stanno i comuni di 
Bagolino e Collio fra le montagne dette Colombine , 
nel primo de' quali vi sono anche celebri manifat- 
ture di coltelli e forbici-, di Bovegno alle falde del 
monne Muffetto, e di Gardone e Lumezzone alle falde 
del monte Guglielmo , comuni famosi per manifatture 
cT acciarini -, armi da fuoco ed altri oggetti di 
acciajo. — Il Lago d'Iseo con tre isole, una delle 
quali è la più vasta di quante ne hanno i laghi 
cT Italia. Sulla sponda orientale di questo lago , la 
quale è tutta Bresciana, mentre l'opposta è Berga- 
masca , si coltivano anche gli olivi e si trovano i 
comuni di Vello, in cui colla corteccia del tiglio 
si fanno corde le quali servono di gomene pe 1 
barcajuoli e sono opportune anche pe ? lavandai , 
perchè non lasciano macchie sul bucato; di Maro ne-, 
di Sale, di Marazino e d 1 Iseo , che hanno rino- 
mate fabbriche di coperte di lana, e. nell'ultimo 
de' quali si tiene un ragguardevole mercato. — 
AlF est di Brescia, Cajonvico ov' è un edificio già 
destinato ad uso di fonderia di cannoni e di an- 
core, e in vicinanza Bottesino, V'irle e Rezzato , ove 
sono abbondanti cave di marmi da fabbrica. — Fi- 
nalmente nella bassa Bresciana, P alazzo lo , sul- 
TOglio., con un Collegio, una Scuola maggiore, una 
bella torre ed un florido mercato; Chiari, borgo 
signorile e primario della provincia, con molte 
grandiose filande, 22 filatoi di seta, una generale 
attività, un Ginnasio, una Scuola maggiore ed una 
scelta Biblioteca lasciatagli dal chiarissimo MorceUi 
già suo parroco; Orzinovi, Verolanova e Pontevico sul- 
FOglio, borghi aneli 1 essi assai commercianti; Leno 
Capo-Distretto, presso cui (in Pralboino) havvi una 
florida fabbrica di tappeti ed altre stoffe di filati ; 
e Montechiaro posto in vicinanza ad una vastissima 
e sterile pianura, sulla quale sogliono gli eserciti 
radunarsi per le loro maggiori evoluzioni. 



62 Regno Lombardo-Veneto. 

La Provincia di Cremona , consistente in una 
perfetta pianura di figura oblunga e conterminata 
in gran parte dai fiumi Oglio , Adda e Po, si di- 
vide in 9 Distretti, è bagnata, oltre gli accennati 
fiumi, dal Serio Morto e da due grandi canali 
artificiali , détti Y uno il Naviglio Pallavicino e 
T altro di Cremona , i quali dai dintorni di Calcio 
nella provincia di Bergamo portano fin presso a 
Cremona le acque fecondatrici dell' Oglio. Questa 
provincia produce principalmente lino, di cui fa 
grande smercio anche all' Estero , grani d' ogni 
sorta compreso anche il riso, legumi, vino poco 
accreditato, seta, formaggio ed olio di ravet- 
toni: F agricoltura, alcune grandiose filande di seta 
e il commercio sul Po esercitano principalmente 
F industria di questa provincia, nella quale sono da 
osservarsi: Cremona, situata sulla sinistra del Po, 
nella distanza di circa mezzo miglio da esso, e di 
sei miglia all'est dalla foce dell'Adda. Da taluno fu 
detto che Cremona ( in origine Olimene ) venisse 
fondata da Ercole ne' tempi favolosi; altri la vuole 
fondata dai Galli Cenomani 307 anni avanti Y era 
cristiana, e tutti acconsentono ch'ella fu ampliata 
e nobilitata allorché nel 219 avanti l'era suddetta 
divenne insieme con Piacenza colonia de' Romani. 
Essa fu tre volte distrutta, cioè nel 67 dell'era 
anzidetta per le guerre civili che ardevano allora 
fra i Romani , nel 63o dai Lombardi e Schiavoni 
condotti dal Re Agilulfo, e nel 1260 dall'Imperatore 
Federico Barbarossa. Dopo un lungo Governo mu- 
nicipale, Cremona fu dominata dai Cavalcabò e da 
altri suoi potenti cittadini, finché cadde in potere 
dei Visconti e degli Sforza. Essa è vasta, cinta di 
mura, ma non più fortificata; e vi si veggono molti 
grandi e distinti edificj , tra' quali deggiono mento- 
varsi: la Cattedrale, in cui sono una torre alta circa 
1 1 1 metri ed un battistero eh' è opera del secolo X; 
le chiese di S. Pietro, di S. Agostino, di S; Abbondio, 



Regno Lombaudo-Veneto. 63 

di S. Margherita, di S. Domenico, di S. Luca, 
di S. Agata e di S.Sigismondo fuori della città:, le 
quali tutte e specialmente la prima e V ultima ab- 
bondano di lavori stupendi di pittura; i due palazzi 
pubblici, il palazzo Vescovile, i palazzi Pallavicini, 
Vidoni e Bolzesi, il pubblico macello, il pubblico 
passeggio sulle mura., il teatro, ecc. Cremona si è 
sempre dsitinta ne 1 buoni studj , fu patria del ce- 
lebre filosofo e medico Gherardo il Cremonese, 
dello storico Platina, del poeta Girolamo Vida, 
del matematico Guido Grandi, dei pittori Cam- 
pi ecc. ecc. ; ed ha, oltre gli stabilimenti di pub- 
blica istruzione comuni a tutti i capoluoghi di 
provincia e di diocesi , un Liceo , una pubblica 
Biblioteca con icjm. volumi, un florido Collegio di 
educazione per le fanciulle, diretto da Signore se- 
colari che vivono in comunione ; due Orfano- 
trofj, uno pe 1 maschi e P altro per le femmine; 
una Casa di lavoro, una Casa di ricovero, un 
Monte di pietà, un ricco Istituto di elemosine e 
due Ospitali, P uno de' Padri di S. Giovanni di 
Dio pe 1 maschi, e P altro detto Maggiore, in cui 
sono accettati gli ammalati , gli esposti e i pazzi 
di tutta la provincia, e che dà gratuitamente le 
medicine anche ai poveri della città che si ri- 
trovano ammalati nelle proprie case. — Casalmag- 
giore, situata sulla sinistra del Po (da cui si difende 
con argini validissimi, giacché 6Ì trova ad un li- 
vello inferiore a quello del fiume ) che fu dichia- 
rata città nel 17646 Città Regia nel 1818. Essa ha 
una Scuola elementare maggiore di tre classi pei 
maschi, due Orfanotrofj pei due sessi, un Ospitale, 
una Casa di ricovero, una Casa d'industria, un 
Monte di pietà, un Istituto elemosiniero, molto com- 
mercio ed un Abbate parroco che ha molti privilegi 
prelatizj. — La Torre de Malamherti o de" Piccenardì 
ov 1 è una villa magnifica con grandioso giardino 
inglese. — Soresina, borgo assai commerciante, 



64 Regno Lombardo-Veneto. 

che ha una Scuola elementare di tre classi pe' ma- 
schi, un Ospitale ed un monastero di Salesiane con 
convitto di educazione per le fanciulle. — Sondrio, 
altro borgo ragguardevole ed un tempo fortificato, 
in cui nel 1259 mor ì prigione il crudelissimo 
Ezzelino da Pvomano , stato preso a Cassano. Dal 
1484 al 1496 ebbe Soncino una celebre tipogra- 
fia ebraica che diede splendidissime edizioni. — 
Castelleone, sul Serio Morto, altro borgo industre. — • 
JPizzighettone 1 sul confluente del Serio Morto nel- 
l'Adda, piccola fortezza fabbricata nel 11 33 dai 
Cremonesi, nella quale fu chiuso Francesco I re 
di Francia fatto prigioniero a Pavia nel i525. 

La Provincia di Bergamo, quasi tutta montuosa 
e divisa in 18 distretti, dà principalmente: grano 
turco eccellente,, frumento, gelsi che qui più che 
altrove crescono a dismisura e vivono lungamente, 
legumi, fieno , vino in alcune parti assai buono, 
ma in complesso non sufficiente al consumo, segale, 
orzo, lino, castagne ed altri frutti di più sorte, olio 
di noce, di ravizzoni e d'oliva, legna da ardere 
e da fabbrica, pesci ed uccelli molti, ferro, pietre 
di varie sorte, lignite ed acque minerali. L'indu- 
stria è qui nello stato più florido tanto per riguardo 
all' accrescere e perfezionare le produzioni del paese 
colla più laboriosa diligenza, quanto anche coir at- 
tendere a più specie di manifatture e di traffico. 
La seta, genere che rende ricca fra i Lombardi 
questa provincia, ha qui più di 5ioo fornelli e 
di 100 edificj per lavorarla; il ferro, che nell'an- 
nua quantità di circa 63 100 quintali metrici viene 
estratto da 120 diverse miniere, ha qui più di x3o 
forni e di 157 magli; vi sono inoltre 72 cave di 
coti stimatissime , e 44 di marmi e pietre da fab- 
brica, 12 cartiere molto attive, e non poche gran- 
diose manifatture di panni, tappeti, coperte, drap- 
perie ed altri oggetti di lana, di seta, di cotone, 
di cascami di bozzoli e di pellami, le quali danno 



Regno Lombardo-Veneto. 65 

moto ed alimento a molti grossi comuni bergama- 
schi e quindi in generale a tutta la provincia. I 
luoghi principali sono: Bergamo^ la quale è situata 
in quanto alla parte più moderna e più popolosa alle 
falde, e in quanto alla parte più antica sulla vetta 
di un colle, tra i fiumi Brembo e Serio, donde ha 
sulle vaghissime e popolatissime laterali colline e 
su tutta T immensa pianura lombarda, che le sta 
innanzi , una delle più estese e deliziose viste dì 
terra che si possano immaginare, e gode di un'aria 
saluberrima. Questa città vuoisi fondata dai Celti 
Orobj prima dell'anno 1700 avanti Gesù Cristo; 
verso il i3oo della stessa era fu conquistata dagli 
Etruschi, verso il 600 cadde in potere dei Galli 
Cenomani, nel 196 si diede spontaneamente ai 
Romani , neir 89 ottenne da Giulio Cesare la cit- 
tadinanza romana, e finalmente dopo la caduta 
dell'Impero Romano andò soggetta a innumerevoli 
calamità politiche e a continui cangiamenti di go- 
verno finche nel 1427 di Gesù Cristo si diede alla 
Repubblica Veneta. Essa è patria del celebre ca- 
pitano Bartolomeo Colleoni, di Bernardo e Torquato 
Tasso, di Ambrogio Calepino, del medico Pasta, 
dello storico Tiraboschi, del Mascheroni, dei ce- 
lebri pittori Cariani, Previtali, Palma, Cavagna t 
Morone, Lotto e Talpino , dell'architetto Quarengo 
e di molti altri rinomati personaggi. Neil' antica 
città, cinta di altissime e un dì fortissime mura, 
e con porte assai grandiose, sono: la Cattedrale 
con preziose pitture, la Cappella o il Mausoleo del 
Colleoni con una bellissima facciata di marmo, gli 
antichi palazzi della Città e dell'I. R. Delegazione, 
il nuovo amplissimo Seminario per gli Ecclesiastici, 
il monastero delle Benedettine di S. Grata, ove 
sono una bella chiesa ed un ottimo convitto di 
educazione per le fanciulle; la pubblica Biblioteca 
di circa 6om. volumi, l'accademia letteraria detta 
Ateneo, il Liceo con due Gabinetti > l'uno di fisica 

Elc/n. di Gcogr. Part. I. 5 



66 Regno Lombardo-Veneto. 

e F altro di storia naturale-, il Ginnasio, le Scuole 
elementari maggiori di tre classi pe 1 due sessi, un 
Conservatorio di musica diretto dal celebre Maestro 
Mayer, il pubblico passeggio sulle mura, che è 
de 1 più belli per la vista , ed una quantità di solidi 
ed elegantissimi palazzi privati che attestano l'opu- 
lenza e la nobiltà del paese. Nella bassa città poi, 
abitata principalmente da negozianti ( fra 1 quali 
quasi 200 Protestanti appartenenti a famiglie sviz- 
zere qui venute per commerciare ), si ritrovano : 
varie grandi e ricche chiese , un bel monastero di 
Benedettine con educande, molti stabilimenti di 
beneficenza, fra i quali distinguonsi un vastissimo 
Ospedale , una casa detta il Conventino, in cui 
Vengono mantenute ed istruite quasi 3oo povere 
fanciulle, ed uno stabilimento privato, in cui sono 
raccolti ed istruiti in diversi mestieri i fanciulli 
discoli o derelitti; F Accademia Carrara, in cui si 
insegna V architettura , la pittura e la scultura, e 
dove v 1 ha una copiosa collezione di quadri e 
stampe ; la Scuola elementare di quattro classi si- 
tuata in un bei palazzo appositamente edificato 
dalle fondamenta; una Scuola di tre classi perle 
fanciulle; un vasto teatro moderno; un bel pas- 
seggio pubblico; molti eleganti palazzi privati, 
fra 1 quali per un graziosissimo e ricchissimo giar- 
dino è degno di menzione quello dei Conti Maffeis ; 
più stabilimenti d'industria, fra 1 quali la grande 
manifattura di organi dei signori Serassi ; e sopra 
tutto il particolare quartiere detto la Fiera ( per- 
chè si apre all' occasione della fiera che si tiene 
annualmente in Bergamo negli ultimi i5 giorni di 
agosto) , il quale consiste in un grande edificio qua- 
drato ed in ogni parte simmetrico, con tre portoni 
per ogni lato che danno ingresso ad altrettante 
contrade rettilinee che fra loro s'incrocicchiano, e 
lungo le quali si trovano complessivamente 640 
botteghe ; nel mezzo poi del quadrato havvi una 



Regno Lombardo-Veneto. 67 

ampia piazza con una bella fontana saliente, tate' 1 in- 
torno ombreggiata da alberi altissimi. — La Valle 
di S. Martino, che si stende lungo la sinistra del- 
l'Adda, dalla provincia di Como sino a Ponùta, 
valle nella quale primeggia \\ ricco borgo di Caprino 
e trovansi, presso Caprino il villaggio di Celana ov 1 è 
un Collegio ginnasiale diretto dal Vescovo di Ber- 
gamo, e presso Vercurago quello di Somasca famoso 
per S. Girolamo Miani. — La Valle Brembana ■> che 
si stende lungo il Brembo, dai monti della Valtellina 
lino a Zogno , ed alla quale sono adjacenti sqlla 
destra del Brembo le minori Valli di Taleggio e 
<T Imagna lungo due fiumi di tali nomi che sono 
influenti nel Brembo: in detta valle meritano spe- 
ciale menzione Piazza, Capo-Distretto donde partono 
le strade alpine per Morbegno e Sondrio; S. Giovan 
Bianco; S. Pellegrino con acque termali famose per 
guarigioni di mali d'orina e di calcoli; Zogno ove 
sono un convento di Francescane con educande, 
cartiere , fucine di ferro e manifatture per purgare 
la lana; e nella Val d' Imagna, in vicinanza di Maz- 
zoleni, S. Omobuono con acque termali credute ottime 
pei mali glandulari, linfatici e di scabbia. — La Valle 
Seriana , che si stende lungo il Serio, da Albino 
fino a Gandellino , ove prende il nome di Valle 
Bondione fino alle sorgenti del Serio: qui sono 
Gandino famoso per le sue manifatture di pannilani 
e di coperte di cascami di bozzoli , con una Scuola 
elementare di tre classi ed un convitto di educa- 
zione femminile ; Beffe 5 ov 1 è una cava di lignite 
che nel 1824 ne ha dato più di 000 rubbi; Clusone, 
che ha pure una Scuola elementare maggiore ; e 
sul lago d'Iseo, Castro, ove i Veneziani avevano 
una fonderia di cannoni di ferro e ora sonovi 
rinomate manifatture di falci, e Lovere con una 
Scuola maggiore , un Seminario di Cherici Ginnasiali 
Bresciani e un convento di Francescane con convitto 
d'educazione. — La Valle Cavallina, che fra Gandino 



68 Regno Lombardo-Veneto. 

e il laghetto di Spinone o di Endine si stende dal 
borgo eli Terzo fin presso Lo vere, e eli' è bagnata dal 
torrente Cherio proveniente dal detto lago. — La 
Valle Camonica , un tempo dipendente da Brescia ed 
ancora soggetta spiritualmente a quel Vescovo , la 
quale si stende dai lago d'Iseo lungo l'Oglio fino 
alla sorgente di esso sui confini dei territorj di 
Bormio e del Tirolo : valle vastissima e ricca di ma- 
niere, che abbraccia due Distretti, quello di Breno, 
borgo signorile con una Scuola elementare mag- 
giore , al sud; e quello di Edolo nella parte più. 
settentrionale confinante col Tirolo. Adjacente al- 
la Valle Camonica, al sud-ovest , è la Valle di 
Scalve , la quale sta fra i monti detti di Presolana, 
lungo il fiume Dezzo influente nell'Oglio in faccia 
a Darfo , ed ha essa pure due miniere di ferro. — 
Fuori, ma poco lungi dalle valli poi si trovano : sul 
Brembo , i grossi borghi di Almenno e Ponte S. Pietro 
con varie tintorie e una fabbrica di vetro , e 
presso quest' ultimo Mapello noto per lesuccave 
di pietre da fabbrica; sul Serio, Alzano Maggiore 
con una bellissima chiesa ricca di quadri pregiatis- 
simi e d' intagli in legno del celebre Fantoni, un 
monastero di Salesiane con convitto d'educazio- 
ne, varie cartiere ed un vivo commercio di seta; 
sul Cherio, Trescorre, bellissimo borgo, eoa acque 
termali frequentatissime pe 1 mali cutanei e per le 
artritidi ; Grumello famoso pe** suoi vini ; Calep- 
pio , già castello , a cui fa bellissimo prospetto 
la valle dell' Oglio fino a Palazzolo ; Sarnico , 
sul lago d'Iseo, con una cava di pietre da fab- 
brica e un vivo mercato in ciascun giovedì. — - E 
nella pianura bergamasca : Stezzano , grosso borgo 
al sud di Bergamo; Urgnano, dov'è un campanile 
a più ordini architettonici, opera mirabile del 
Marchese Gagnola ; Qhisalba , ove il detto archi- 
tetto fa costruire la nuova Chiesa sul disegno del 
Panteon con opportune variazioni; Marti/tengo 



"Regno Lombardo-Veneto* 69 

con una Scuola maggiore di tre classi , un Col-» 
legio ginnasiale , un buon Ospedale , una ricca 
Congregazione di carità ed un mercato mensuale 
frequentatissimo, specialmente dj .bestiame; Romano 
con una Scuola maggiore di tre classi, un picpolo 
Ospedale e molto commercio specialmente di grani; 
Caravaggio , patria del celebre pittore Polvcioro, con 
un celebre Santuario, un Monte di pietà assai rag- 
guardevole ed una Scuola elementare di tre classi; 
e T reviglio , borgo che sembra una città., con un 
Ospitale^ una Scuola di tre classi e molto commercio. 
La Provincia di Como, tutta montagne e col- 
line , ma particolarmente deliziosa per gli ameni 
suoi laghi, per le molte sue pittoresche situazioni 
e pel suo clima in alcune parti dplcissimo, si di- 
vide in 26 Distretti ; dà grano turco, frumento, 
segale, miglio, saggina, orzo, legumi, ecc., ma 
non abbastanza per la propria popolazione; è ricca 
di gelsi , di viti, di noci, d' olivi , cT agrumi , di 
fichi e frutti da giardino, di legna, di pascoli, di 
lana, di uccelli e di pesci ; ne manca 4ìlé nar n :l *> di 
pietre da fabbrica, di ferro (.di ct^ij^kaf |gg jbocche 
di miniera quasi tutte attive ) , dMBfl® ^ di piombo. 
Gli abitanti sono qui generalmente opero^ed indu- 
stri ; giacche, oltre Y agricoltura,; in alcune parti 
diligentissima, attendono molto a lavorar la seta ? 
il ferro, il rame , rie pietre , le pelli, e a più ipani-, 
fatture di panni, 4* rRIWlfe .varie , di sapone,, di tela 
incerata , di maiolica, ; di cristalli ^ di, parta, di cap*' 
pelli; e quelli delle montagne .hanno» .per. ao^qn^e} 
nazionale di andare ad esercitare la mercatura e 
diverse loro professioni in paesi lontani, donde a 
certe epoche riportano a casa guadagni complessi- 
vamente ragguardevoli , coi quali sono felicitimi 
di poter migliorare la paterna abitazione e i loro 
piccoli poderi. Quivi sono : Como , posta sul lago 
a cui dà il nome e fiancheggiata da una parte da 
verdi ed alte montagne, e dall' altra . da colline 



^o Régno LoMBArtno^VEisrETo. 

ridenti e popolarissime , città antichissima , stata 
distrutta dai Reti e rifabbricata e chiamata Novo- 
Comum dal padre di Pompeo il Grande e da Giulio 
Cesatfe , il quale vi trasportò anzi varie famiglie 
romane e ben 5oo nobili della Grecia allora divenuta 
suddita di Roma; pòi stata nuovamente rovinata 
verso la metà del sècolo XII malgrado che fosse 
cinta di altissime torri e sostenesse io anni di as- 
sediò. In questa città sono ragguardevoli: la Catte- 
drale cominciata nel Ì396, di architettura gotico- 
bramantesca e tutta di marmo, nella di cui facciata 
si vedono le statue dei due Plirìj, e nell'interno 
alcuni dipinti di Luini e Ferrari e il monumento 
dello storico comasco Benedetto Giovio; S. Fedele, 
tempio antichissimo, con bei dipinti a fresco; il 
palazzo del Liceo (nel quale stanno anche il Gin- 
nasio/ la Scuola elementare- di quattro classi, un 
Gabinetto fi^sieo^nna Biblioteca ed un picciol Orto 
botanico), nella 1 di citi facciata disegnata dall'ar- 
chitetto Cantoni 1 sorgono otta colonne di marmo 
cipollino clie ! già fregiavano un tempio romano, 
e veggonsi i^éu^ti dèf due Plinj , di Cecilio poe- 
ta, drVibió ®Mmiò Rufo, di Paolo Giovio, dei 
Papi Inrro^ti^Fj^XI ( Odescalchi )' è Clemente Xlll 
(Rezaonic^e^i Gastone di Rézzonico , tutti' illustri 
Comaschi cM pari che il Conte Gio. Battista Gio- 
vio V il Cavaliere 1 ÀtessandVo! Volta-; ed altri ; un 
pubblico.' sta'Wtitiìtrito laico <>hiaroko CcVnffervatorioy 
nel quale sonò beri edctóàt^ J cirVaH*eo fanciulle di 
fèiffiigfiV ristareste ; tir! monastero di Salesiane '■ con 
vftì 'àttrÒ 0i fcohv / ttto di circa 5o educande ; un bel 
teatro rfi aWfiffitìfciÉH dell ingegnere disi; il ptìl 
laz^of : dein. ; R. Delegazióne, 'e {'palazzi Cigalini-, 
SoÙfi e particolarmente il Giovio, nei quali si 
trovano' preziose collezioni dì iìlttù¥é e più an- 
cora di oggetti d M antióhità e d' éKi&izione. Intórno 
alla città per &è : stessa piuttosto piccola stanno 7 
sobborghi assai popolosi; n^Fqù^li^l trovano: molti 



Regno Lombardo-Veneto. 71 

trafficanti specialmente di spedizione e molti operai 
di stoffe varie; una grandiosa manifattura di panni 
anche finissimi die occupa giornalmente più di 5oo 
persone e può dirsi nel suo genere primaria in 
Italia ; un celebre Collegio coti iscuola elementare 
maggiore e ginnasio, stato fondato dal Cardinale 
Tolomeo Gallio ; il Seminario vescovile ; un vasto 
Ospitale ; fc Mi gran numero di bei casini e palazzi 
anche Sontuosissimi : , che sorgano particolarmente 
lungo il lago nel coki detto ÈóYgovico , dove molti 
signori lombardi ed anche esteri si recano Y estate 
e vi godono-' tutti i passatempi villerecci di terra e 
iV acqua, ; irt nn elima grazioso -, in una situazione 
delle più ridanti ; Coi comodi di una vicina città. 
Sul bacino di Como torreggiano a S. Carpo foro nel 
parco della villa Venini gli avanzi del Castello 
Baradello stato eretto nelF Vili secolo, e nel quale 
morì prigioniero Napoleone della Torre, già padrone 
di Milano prima de" Visconti. — Al sud di Como : i 
borghi di Canta con varie manifatture; Ai Mariano 
e Curate con molto commerciò 'di bestiame ; di Àp- 
piano con grandiose filande di seta; Ai Tradate con 
ottimi vini, e di Castelseprio famoso nella stòria 
del mediò evo. — Il Lario o Lago di Conto , alto 
ordinariamente 2i3 metri circa sui livello del mare 
e 85 sul suolo di Milano, lungo (fe miglia da Como 
a Riva, e largo 5 da Menaggio a Varenna; il 
quale vèrso la metà si divide in due grandi rami, 
Timo de* 1 quali ; finisce a Com<y*#fo¥ia emissario, e 
T altro a Lecco, dove si scarica pei l fiume Adda : 
lago celeberrimo in Europa per la sua amenità, 
essendo quasi dvtinque circondato da bei casini di 
villeggiatura, e sul quale Vi^g^ariò* 'periodicamente 
da Domaso a Como ed à Leòcdy 'è tièfcVersa , due 
l>attelli a vaporò. I punti pire osservabili di esso, 
patendo da Como, sono : la r:i Pliti(tìnà , fontana 
intermittente stnta'descrht^d^PHhiò' il giovine, la 
quale regolarmente Va cresceifdo- per alcune ore 



7^ Regno Lombardo-Veneto. 

e per altrettante scemando ,• Argegno , donde s'in- 
terna fino al lago di Lugano la bella e fertile Falle 
dlntelvi\ V Isola S. Giovanni, già Comacina, presso 
Sala, forte e famosissima nel medio evo; la Tre- 
mezzina, cioè la spiaggia bellissima da Lenno a 
Griante , la quale gode di una primavera quasi 
perpetua, abbonda particolarmente di] olivi , agru- 
mi , viti e cavoli, fiori, e fu dimoia nel VI se- 
colo di Teodolinda Regina dei Longobardi che 
vi fece costruire una strada, lungo il lago, detta 
anche al presente Strada Regina ; Menaggio , borgo 
industre che ha varie manifatture e in vicinanza 
una cava di gesso in massa a Nobiallo e una miniera 
di ferro alla Gaeta, borgo dal quale $\interna un'am- 
pia valle che va a terminare al lago di Lugano e più 
al nord colla recondita Valcavargna, nella quale co- 
minciano a manifestarsi i filoni della grande miniera 
di ferro che passa per Gaeta, per Dpngo, per Der- 
vio, per la Valsasina , e di là nelle montagne delle 
Provincie di Bergamo e di Brescia ; Musso, già cele- 
bre castello, con cave di marmo bianco ; Dorigo con 
miniera, forno e fucine di ferro misto con rame; 
Gravedona, nobile borgo, con un ampio palazzo stato 
edificato dal Cardinale Gallio; Domaso, altro borgo 
assai commerciante; sulla sponda opposta (sulla 
quale passa la strada dello Stelvi fino a Lecco) 
Colico cogli avanzi del Forte di Fuentes , intorno ai 
quale rende V aria malsana una vasta palude formata 
dalle frane del ovonte Legno ne ora più ed or meno 
soverchiate damile acque , deir Adda e del lago: il 
detto monte è il più alto di Lombardia., salendo 
con pendio non mai interrotto a metri 2641 sul 
livello del mare; ; $ervio e B diano , comuni nei 
quali son varie manifatture di seta e si lavorano i 
marmi ; la Yalsasina % la quale lungo i fiumi Varane 
e Pioverna s' innoltra, al sud della Valtellina, fino a 
Lecco e alla provincia di Bergamo; valle abbon- 
dante di bei marmi ,. di miniere, di forni e di 



PiECNO LoMEAftDO-VENETQ, ?3 

officine di ferro nella parte superiore presso Pa- 
gnuna, Premano, e il Monte Varo ne , e nella inferiore 
presso Corienova, lntrobbio , Bajedo e Pasturo: quivi 
a Primaluìia risedevano un tempo i Signori della 
Torre padroni della Valsasina e poi di tutto il Mila- 
nese; Fare/ma. ove si lavorano i marmi, e Fiume 
Latte, ove fiorisce una manifattura di vetri e lastre: 
comuni presso i quali prosperano più che altrove 
gli olivi; Pellaggio, sui cui promontorio che sta 
fra i due rami di Como e di Lecco si domina 
coir occhio, tinto il lago superiore fino a Doroaso, 
e che ha in vicinanza (in faccia a Tremezzo) più 
ville sontuosissime e deliziose per V estate 9 e al sud 
una comoda strada per la Valle Assina o di Asso, 
pel Piano di Erba e per Milano; Limonta e Civenna % 
terre già date in feudo ( insieme con Campione sul 
lago di Lugano ) all'Abate di S. Ambrogio di Milano 
dall' Imperatore • Lotario nelT 835, affinchè se ne 
traesse T olio per la detta chiesa; Mandello ..borgo 
assai ragguardevole, con varie manifatture e una 
miniera di piombo ; e finalmente Lecco , già fortezza, 
che ora presentasi come una vaga città, essendosi uni- 
to sul pendio di una collina colla terra detta Castello t 
borgo de 1 più ragguardevoli pel suo ameno e po- 
polarissimo territorio e più ancora pel suo vivissimo 
commercio, per 120 e più edificj mossi dall'acqua, 
ne 1 quali si lavorano il ferro , il rame, la seta e il 
cotone, per un bel ponte di 11 archi, sull'Àdda, 
stato costrutto nel secolo XIV ., per un Seminario in 
Castello p^rChevici della diocesi di Milano, stu- 
denti di gramatica, e per un frequentatissimo mercato 
in ciascun sabato. All'est di Lecico si alza il Rese- 
gone cospicuo in tutta Lombardia per le sue punte 
che pajono denti di una sega, la più alta delle 
quali è 1892 metri sul mare; ed a Maggianico ia 
poca distanza da Lecco si trova una cava di- tufi. — 
Il Lago di Lugano o Ceresio », alto 2S4 metri circa 
sul livello del mare e lungo 18 miglia da Porlez^a 



74 Regno Lombaudo-Veneto. 

ad Agno, la più antica menzione del quale si ha iti 
Gregorio di Tours, scrittore del secolo VI di G. C. 
Quivi sono: Fortezza con una manifattura di vetri e 
lastre; sulla destra del lago , la Valsolda, già Signo- 
ria degli Arcivescovi di Milano , con & Marne te \ 
Castello, Paria e Dasio; e quasi in faccia alla «tessa, 
Osteria con una <cava di tufi. Il lago seguente di- 
venta Svizzero da tutte le parti, insinuandosi per 
un gran tratto di paese il Canton Ticino fino a Men- 
drisio e Chiasso, presso Como-, ma ritorna Austriaco 
da Porto Morcote fino al Ponte della Tresa, fiume 
che serve di confine coi detto Cantone fino a 
Cremcnaga, e che porta le acque del lago Geresio 
nel Verbano a Germigmtga ,, presso Luvino.—- Il Lago 
Maggiore o Verbano, alto poco più di 210 metri sui 
livèllo marino e in alcuni luoghi profondo più di 
600 metri, lungo 47 miglia da Sesto Colende a Locamo, 
e largo 8 da Cerro a Margozzo ,- il quale è Svizzero 
verso il nord, ed in seguito Piemontese stilla sponda 
occidentale , dal distretto di Canobbio a quello 
tV Afona, ed Austriaco sulla orientale , dal distretto 
di Maccagno fino a Sesto suddetto , ove si scarica pel 
Ticino. Quivi sono: Lavino o Laino, borgo ricco e 
!nercantile M ^lie gode di un bellissimo prospetto sul 
lago, e che fu patria dei pittore Bernardino iLuini 
o da Luvino ; Porto detto di Valtravaglicu, perchè 
cosi chiamasi il suo circondario , comune neh quale 
fiorisce una buona fabbrica di cristalli: Laveno , 
comune assai trafficante in granaglie -, 'pel quale 
passa chi da Varese va alle isole Boiio^ee od al 
Sempione; 5. Caterina del Sasso, piccolo Santuario 
presso Leggiuno , dallìe alture del quale si dia umu 
magnifica vista sul lag#;- iÉngera con' un 1 antica roc-. 
ca, che fu già de' Visconti ed ora è dei Borromei; 
Sesto Calende \ borgo commerciante ( appartenente* 
aHa Provincia di Milano ) per cui passa la grande 
strada del Sempione, e dal quale viaggia periodi-i 
camente fino alio Svizzero Magadino un battello a 



Regno Lombardo-Veneto. ~5 

vapore. Dietro la riva del Verbano , da L'uvitift a 
Lavello., si stendono diverse amene e fertili valli, 
quali sono : la Valcuvia o di Cuvio , che va da 
Cassano a Gemonio ; la Valle di Marchirolo , che 
sta al sud del Ponte Tresa; la Valgana, congiunta 
colla precedente, che ha due laghetti (di Gatta 
e Ghirla) con ottimi pesci, e viene fin presso 
a Frascarolo, già villa di Papa Pio IV (Medici); 
e la Valle di Arcisate , che va fino & Porto Mor còte : 
paesi tutti che hanno molti indizj di miniere di 
ferro, di piombo argentifero, di carbon fossile, 
di marmi, d'alabastro, ecc., ma nei quali fin ora 
la calce e i sassi sono i sóli prodotti minerali che 
con grande vantaggio si cavano. Viggià ( Vicns 
Julii) posto ali 1 est d'Arcisate, è famoso in tutta la 
Lombardia per le sue cave di pietra arenaria e 
pei lavori che vi si fanno anche in marmo. — Il 
Lago di Varese o di Bodio , il cui circondario è dei 
più ameni di Lombardia, essendo ovunque seminato 
di colline che^dominano colla vista fino al Lago 
Maggiore e che sono sparse di villaggi fe di casini 
da villeggiatura. Qui sono i laghetti di Biandronno , 
di Monate e di Ternate o Comabbio , e sorgono 
i borghi ragguardevoli di Brebbia^ di Besozzo e di 
Gavirate; e sopra tutti Varese (con una*Scuola ele- 
mentare maggiore, un Ginnasio, un Ospitale , uri 
teatro, molto commercio ed un celebre mercato in 
ciascun lunedi), città piccola e poco bella in se stessa, 
ma deliziosa pe' suoi popolatissimi e ridenti dintor- 
ni , ne' quali si trova radunata T autunno una grati 
parte dei Signori di Milano, £ sorge il Santuario 
della Madonna del Monte , al quale è 'anche 'annesso 
un monl^fero di Benedettine con convitto d'educa- 
zione , feaufuario che pefc ^l'impareggiabile sua si- 
tuazione e per le grandiose opere d'arte che vi si 
veggono può dirsi uno de' più magnifici che si 
ootfaStomv. i — Il Lago di Pasiano , il quale proba- 
bilmente 'si estendeva prima dei V secolo cristiano 



?6 Regno Lombardo -Veneto. 

assai più che al presente e formava coi laghetti 
d' Alserio e d' Annone quel lago di Eupili che in 
questi dintorni viene accennato da Plinio. Sulle 
sponde di esso stanno Pusiano, per cui passa la 
Leila strada che unisce Como con Lecco, e Bo- 
sisio* patria di Parini e di Appiani: ai nord, ove 
le colline si trasformano a poco a poco in monta- 
gne, si trovano il Laghetto del Sagrino, e i borghi 
molto industri di Ca/izo cogli altissimi suoi Corni 
(l'occidentale è alto i385 metri sul livello marino) 
e di Asso colla sua valle che va fino a Bellaggio: 
alluse sta il Piano d'Erba attraversato dal Lambro 
e contornato da molte belle terre, fra le quali di- 
stinguonsi Corneno posto al nord di Pusiano, con 
Caretta e Muriaga patria dei celebri letterati del 
secolo XVI Natale Conti e Marcantonio Majoragio; 
Galliano patria del Cavaliere Cesare e del Consi- 
gliere Antonio Giudici, l'uno poeta faceto del se- 
colo XVII, e l'altro dotto scrittore e Professore di 
giurisprudenza in Pavia, con un antichissima torre 
sul Sagrino in faccia allo sbocco della Valle Assina; 
Longone , Proserpio , Castelmarte , Caslino , Ponte , 
Lezza , Carpesino , Crevenna , Incino e Villincino , 
succeduti all' antichissima città di Licinii forum 
mentovata da Plinio (citando Catone) come coetanea 
a Bergamo e Como; Erba, sopra la quale s'interna 
lungamente nella montagna in direzione quasi oriz- 
zontale la vasta caverna detta il Baco del piombo ; 
Buccinigo, Villalbese patria del dotto Giuseppe Car- 
pani; un poco più verso Como, Montorfano } con un 
suo laghetto; Parravicino , Corcano > Alserì$ >{ Monguz- 
zo, già castello, Orsenigo, Aizzano, Alzate i Fabbrica , 
Lurago ed Inverigo famosa pel magnifico e sapidissimo 
palazzo di proprietà e di architettura del Marchese 
Cagnola, il quale sorge a guisa di torre su tutto il 
paese, godendo da ogni parte di una vista delle 
più estese e variate che si conoscano. Ed all' «est, 
intorno al lago di Annone, stanno Annone, Oggionno, 



Regno Lombardo-Veneto. jj 

patria di Marco da Oggionno uno de' migliori 
discepoli di Leonardo da Vinci; Elio , Galbiate 7 
Civatc e in poca distanza Valmadrera e Malgrate in 
faccia a Lecco, comuni tutti assai noti per la loro 
bella situazione o per la loro attività nel commercio 
e nel lavorare specialmente la seta, mentre in ge- 
nerale tutto questo circonflario da Erba a Lecco, 
diligentemente coltivato a gelsi e viti e reso amenis- 
simo da bei prospetti di terra e d' acqua e da un'aria 
saluberrima, è dovunque abbellito di case e casini 
di delizia di molti Signori milanesi. — La Brianza, 
altra parte del Comasco celeberrima fra i Lombardi 
per la sua fertilità , salubrità e bellezza, la quale , 
secondo eh' è più comunemente intesa una tale 
popolare denominazione, si stende dal sud di Elio 
fin presso ad Arcore ed Usmate , fra il Lambro e 
la Molgora (*). In questo tratto di paese vanno 
diminuendo le colline di mano in mano che si 
viene verso la pianura di Milano , prosperano in 
particolar modo i gelsi, i bachi da seta e leviti, 
e trovansi quasi a ciascun passo graziosi villaggi 
ed eleganti case di delizia. Tra i comuni più ce- 
lebri della Brianza se ne contano 3 che apparten- 
gono alla provincia di Milano , cioè Agliate sul 
Lambro , Besana e Monte ; quindi si entra nel 
Comasco ove sono Casate , Monticello , Montevecchia 
celebre pel suo vino , Missaglia, Vigano con una 
cava di pietra arenaria, B 'orzano , Rovagnate e Brian- 
zola. Alcuni estendono la Brianza fino all'Adda , 
cominciando ai sud di Brivio ed inchiudendovi 
Calco, Sartirana col suo piccolo laghetto, Merate, 
Rotiate col Monte Orobio che dà il vino più squi- 
sito di Lombardia, Paderno e i due Verderj ; ed altri 
abusivamente la dilatano da Como fino alla Valsasina. 



(*) La Molgora è un torrente che nasce presso & Maria 
Hoe e passa a Cernusco Zombar donc , ad Osnago , a Vimercate 
e a Mclzo , presso il quale si getta nel canale detto la Mazza» 



78 Regno Lombardo-Veneto. 

La Provincia di Sondrio, posta alle falde 'meri- 
dionali delle Alpi Rezie ,. consiste fisicamente ia 
due grandi vallate che si aprono al nord-est del 
lago di Como, e che sono percorse Y una dall' Adda 
che nasce da tre principali sorgenti fra loro distanti, 
ai di sopra di Bormio, e da questo borgo al lago 
discende gradatamente £029 metri, nella lunghezza 
di circa 55 miglia geografiche; e l'altra dal fiume 
Mera e dal suo influente Liro , provenienti il primo 
dalla valle Pregaglia, e l'altro dal monte Spluga. 
Questa provincia fu già divisa in tre parti, cioè in 
Valtellina propriamente detta dal lago di Como al 
comune di Sondalo inclusivamente ; in Contea di 
Bormio dal detto comune alle alpi de Grigioni e del 
Tirolo ; ed in Contea di Chiavenna dal lago di Como 
al monte Spluga, fra il Cantone del Ticino e quello 
de 1 Grigioni: ora la medesima si divide in 7 distretti, 
79 comuni e 139 fra parrocchie e viceparrocchie 
tutte dipendenti dal Vescovo di Como, ed avendo 
circa 85m. abitanti ed una superficie di miglia geo- 
grafiche quadrate novecento trentadue circa, cioè 
trecento diecinove mila e settecento quarantanove 
tornature, conta più. di 39111. possidenti, essendo 
qui più che altrove divisa la proprietà dei suolo , 
abbenchè povero, quasi tutto alpestre o montuoso , 
ed in parte anche paludoso per le alluvioni dei 
fiumi disarginati. Boschi con eccellente legname da 
costruzione, pascoli pel bestiame domestico qui assai 
numeroso, alcune delle granaglie men nobili, lino, 
alcuni legumi, molta salvaggina, squisiti pesci di 
fiume, mele ottimo, alcune miniere di ferro, varie 
terre coloranti, molte cave di pietre diverse ed 
alcune sorgenti di acque minerali sono le quasi sole 
ricchezze naturali delia già Contea di Bormio e delle 
altre parti più alpine di questa provincia , nelle 
quali il verno è lungo e micidiale pei vegetabili 
più comuni ali 1 Italia; più al sud, cominciando dal 
comune di Tirano e nelle situazioni ove il verno 



Regno Lombardo-Veneto. 79 

è raen rigido, prosperano anche la segale, il fru- 
mento., il grano turco, le castagne, igeisi, i fichi, 
molti alberi da giardino e si fa una ricca raccolta di 
ottimo vino rosso (specialmente alla Sassella ed in 
altre alture all'est e all'ovest di Sondrio) mediante la 
singolare perizia degli abitanti che coltivano le viti 
perfino sulle rupi quasi ignude, portandovi la terra 
che vi manca e sostenendovela con continui muric- 
ciuoli. In quanto all'industria, oltre l'agricoltura, 
T allevamento del bestiame domestico, la fabbrica- 
zione del formaggio e la cura delle api, che sono 
quasi generali , ha la provincia di Sondrio in alcuni 
de' suoi principali comuni un sufficiente commercio 
di spedizione ; miniere e forni di ferro in attività 
nella valle di Fraele ; fucine e fabbriche di attrezzi 
di ferro, specialmente rurali, a Pramadio presso 
i Bagni di Bormio, a Sondrio, a Cedrasco (fra 
Sondrio e Morbegno ) ed al Masino ; cave e grande 
smercio di ardesia ( con cui qui si formano i tetti ) 
nella Valle Malenco ed altrove; cave di pietre ol- 
iati (con cui si fanno al torno i cosi detti lavezzi 
ed altri vasi ) nella predetta valle ed a Prosto in 
Val Pregaglia ; più filande e filatoi di seta ove si 
possono coltivare i gelsi; e sulle sponde del lago 
di Chiavenna più che altrove un gran lavoro di 
marmi, graniti ed altri sassi da fabbrica che ven- 
gono per acqua fino a Milano. I luoghi principali 
sono: nella Valtellina propriamente detta , Sondrio, 
situata presso al luogo dove sbocca nelPAdda il 
Mallero proveniente dalla Valle Malenco , città che 
si è molto ingrandita ed abbellita dopo clv è di- 
ventata per la sua posizione centrale il Capo-Luogo 
della provincia, ed in cui sono una vasta chiesa 
parrocchiale, alcune belle case recentemente edifi- 
cate, un teatro di architettura del Cavaliere Ca- 
nonica, un bel passeggio pubblico, un I. B. Col- 
legio ginnasiale ed un castello convertito in ca- 
serma. — AH 1 ovest .di Sondrio, Morbegno, borgo 



80 Regno Lombardo-Vèneto. 

de 1 piti ben fabbricati e commercianti della pro- 
vincia , nel quale risiede V Intendenza dell 1 1. K. 
Finanza: al sud di Morbegno si stende la Valle 
del Bino ricca di pascoli e di buon formaggio , 
mentre al nord si apre la Valle del Masino in cui 
sono famosi bagni minerali. — All'est di Sondrio, 
Ponte, borgo signorile assai ben situato e ridente 9 
patria del celebre astronomo Piazzi , che ha Scuole 
maggiori e ginnasiali ed una bellissima pittura a 
fresco del Latiti sulla porta della parrocchiale. — » 
Telilo, antico castello e borgo, donde venne il nome 
alla Valtellina. — Tirano, situato presso il luogo 
ove mette foce nelF Adda il Poschiavino, emissario 
del laghetto di Poschiavo ne 1 Grigioni , borgo pri- 
mario di questa provincia ed assai ragguardevole 
pel suo territorio ricco di viti, per un vicino San- 
tuario e per una Scuola maggiore. = Nella già 
Contea di Bormio, il borgo di questo nome, situato 
sul Frodolfo, non lungi dalla foce di questo fiume 
nelPAdda: borgo industre e un tempo ricco pel 
suo commercio, che ha una Scuola maggiore, ed un 
mele squisito quanto quello di Spagna. La strada 
militare e postale, che per ordine dell'Imperatore 
Francesco I fu quivi eseguita da Bormio a Mais in 
Tirolo con una spesa di oltre due milioni di fran- 
chi , è una delle opere più. ardite che in questo 
genere si siano fatte, salendo essa comodamente 
lungo la sorgente dell'Adda che viene dal monte 
Braulio a ben 1573 metri, nella lunghezza di 
metri 20438 da Bormio al giogo di Stelvi, dove la 
strada medesima riesce a 2814 metri sopra il Jivello 
marino , e quindi ad un* 1 altezza a cui nessuna 
grande strada carreggiabile è finora arrivata. Su 
questa strada s 1 incontrano vicino a Bormio sor- 
genti d' acqua minerale caldissima che sono ce-* 
lebri da più. secoli. — La Valle di Fraele con tre 
miniere di ferro e varie terre coloranti, dalla quale 
esce una delle sorgenti dell'Adda che si unisce a 



Regno Lombardo -Veneto. Si 

.quella clic viene dal Braulio. — La Valle di Fede- 
uosso; detta anche Valle di Dentro, onde scende una 
terza sorgente dell'Adda. — La Valle di Livigno , 
confinante coir alta Engadina de' Grigioni ed irrigata 
da uno dei primitivi rami dell' Inn che ivi nasce. — 
La Val Furva o Furba , irrigata dal Frodolfo , nella 
quale, presso, S. Caterina , havvi una sorgente di 
&jcque acidule, salpbri. = Nella già Contea di Chia- 
veuna v il borgo di, tal nome, che è ben situato e 
fabbricato assai .signorilmente, poiché ha molte 
.famiglie ricchissime ed un importante commercio di 
.spedizione. Anche; da Chiayeuna al monte Spluga 
la refc£fltemente costrutta colla spesa di circa un 
milione di franchi una grande strada carreggiabile 
pel più facih? commercio con Coirà e colla Ger- 
mania. l)a Chiayeuna al giogo tjell<j Spluga essa 
percorre circa 32m. metri, trovandoci sul detto 
giogo .a lyic^metri sopra il lago di Como e a 2i3i 
sul livello marino. Discendendo dal monte , la detta 
( strada, (irriva ^qpo 761 3 metri al villaggio Grigione 
di Splughejh.yr^r^^^alif di Lei % ove trovasi una 
delle ; sorgenti j del. .fiume B^nq ; ; per cui può dirsi 
che i monti di k questa provincia mandano acqua 
ali 1 Oceano Atlantico, mentre per V Adda ne man- 
dano aìF Adriatico e per Finn al Danubio e al 
Mar Nero. 

La Provìncia di Pavia consiste in una lista di 
paese che si stende sulla sinistra del Po, del ca- 
nale detto Gr av elione , e del Ticino cominciando 
Alalia foce del Lambro nel Po lino a Rubone fra 
Bernate e Ciiggiono. Al sud e all'ovest essa confina 
dunque coi detti fiumi e canale che la dividono 
dal Piemonte, e al nord-est colle provincie di 
Lodi e Crema, e con quella di Milano,, mediante 
una linea che comprende i comuni di Cantonale, 
Chignolo, Campo Rinaldo, Miradolo, Monteleone , 
Villanterio , l'or re d Arese , B escapè , Pairana 9 Lau- 
driano , Villairiaggiore, Beali le e Mai r ago al nord di 

E lem. di Geosr, Part. /. 6 



82 Regno Lombardo-Veneto. 

Binasco , S.Novo, Bonirola, Gaggiano sul navìglio 
di Castelletto, S. Vito, Bestatzo, Bareggio, Sedrià- 
no , Ossona, Mesero e Bernate. Questa provincia è 
generalmente pendente verso il Po , ma tutta piana 
e quasi ovunque irrigata con molta maestria; giac- 
ché, oltre i fiumi già nominati è 1 molte sorgenti e 
fosse particolari , èssa ha i navigli o canali di Ca- 
stelletto, ài Ber eguardo e quello detto di Pavia , in 
Crii entrano sotto Milano V Olona ed anche il na- 
viglio della Mctrtesana; il Ticihello òhe si stàèca' ( tJaft 
naviglio di Castelletto sotto Abbiaiegràsso ; ll&ltitià 
meridionale ingrossato dal detto Ticinéllo verso l Ìttt- 
chiarella ed il Lambro morto o meridionale, influente 
nèì Lambro principale presso S/ Angelo Lodigiàno , 
dai quali in ogni tempo è provveduta di acqua. 
Produce essa perciò in abbondanza granò l?é#fcii J , 
riso, pascoli ricchissimi e lino, mentre non màtofcà 
di fruménto, di legumi, di frutta ed in certe situa- 
zioni di gelsi e di vino. In quanto ai régno minerale 
si trovane^ in questa provincia arène aurifere nel 
Ticirto presso Bernate e Boffàlora , Testacei /'"marini 
ed ossa fossili di elefanti, alci , rinoceronti, ecc. 
nella valle del Po, lignite presso Bclgiojoso e Besatc, 
6 torba presso Belgiojóso, Miradolo , Chignolo , Bis- 
sone , e nella valle del Ticino presso Bastano ed 
Abbiategrasso. Il commercio di transito sul Po, e 
più ancora lo spaccio delle proprie derrate, cioè 
del riso per Venezia e Trieste, del formaggio ( ot- 
timo quasi come il lòdigiano ) per Venezia e Ge- 
nova, del lino pel Piemonte, del grano turco, del 
vino ed altri generi per le altre provincie lom- 
barde, occupano principalmente l'industria degli 
abitanti di questa provincia, nella quale d'altronde 
non si ritrovano manifatture di molta importanza. 
Vi si contano 8 Distretti, e vi meritano particolar 
menzione: Pavia, sul Ticino nella distanza di circa 
tre miglia dalla sua foce nel Po, città cinta di mura 
un dì forti, il di cui circuito esterno è di circa 



Regno Lombardo-Veneto. 83 

tre miglia , la quale dicesi fondata col nome di 
Ticinum da una popolazione di Liguri anteriormente 
alla invasione che fecero i Galli in Italia 6co anni 
avanti Fera volgare, fu conquistata dai Romani 
106 anni avanti l'era suddetta e fu chiamata Pavia 
per essere stata aggregata ad una tribù romana 
detta Papia. Dopo la terribile devastazione re- 
cata da Attila, re degli Unni, alle primarie città 
d'Italia nel 452 di Gesù Cristo, Pavia essendo 
stata per la sua situazione riedificata e resa città 
forte, mentre Milano giaceva ancora in rovine, 
diventò il punto principale a cui tenderono ed in 
cui si rissarono i conquistatori che di mano in mano 
calarono allora dalle Alpi, e quindi l'ordinaria re- 
sidenza dei Re d* Italia che in questo paese su- 
bentrarono ai Romani Imperatori, Quivi nel 476 
Odoacre, re degli Eruli v fece prigioniero 1' ultimo 
Imperatore di Occidente Romolo Augustolo; quivi 
e a Ravenna fu la residenza dei re Goti d' Italia 
da che Teodorico 5 re degli Ostrogoti , sconfisse 
Odoacre a Verona nel 489 e a Ravenna nel. 493, 
fino a che dal valore di Belisario e di Narsete fu- 
ron vinti anche i Goti, e 1' Italia nel 553 si trovò 
riunita sotto r ubbidienza dell'Imperatore d'Oriente; 
quivi nel 5/2 entrò dopo tre anni d' assedio e pose 
la capitale del regno de' Longobardi Alboino, il 
quale ritolse gran parte dell'Italia all' Imperator 
d'Oriente-, quivi Carlo Magno, re de' Franchi, 
fé' prigioniere nel 774 Desiderio, ultimo re de' Lon- 
gobardi ; e qui finalmente rimase tuttavia la sede 
di quel qualunque si fosse regno d'Italia, che 
anche dopo l'incoronazione del detto Carlo in 
Imperatore de' Romani, seguita in Roma nell' 800, 
seguitò a sussistere, quantunque un tal regno da 
prima dipendente dai successori di Carlo , e dopo 
1' 888 reso elettivo e quasi dipendente da una dieta 
di Signori italiani, andasse sempre indebolendosi 
e scemando anche di territorio, finché Ottone il 



84 Regno Lombardo-Veneto. 

Sassone, re di Germania, venuto nel 962 a farsi 
coronare Imperatore de' Romani in Roma e Re d\ Ita- 
lia in Milano [ unì per sempre alla corona di Ger- 
mania quelle del Regno d'Italia e dell'Impero Ro- 
mano, eh' egli £e rivivere e trasportò in Germania, 
come Carlo Magno aveva fatto per trapiantarlo in 
Francia. Dopo la pace di Costanza del 1182 anche 
Pavia si resse col governo municipale, cioè come 
repubblica sotto V alto dominio degP Imperatori 
Germanici successori di Ottone; ma fu aneli 1 essa 
straziata dai partiti, dalle guerre colle città vicine, 
specialmente con Milano, e dalla rivalità di due 
sue potenti famiglie i Langosco e i Beccaria, fin- 
ché nel j 3i 5 cadde in potere di Matteo Visconti 
Signore di Milano, e nel i359 f Q definitivamente 
aggregata allo Stato di detta città, con cui ebbe 
in seguito comuni le vicende di governo. In Pavia, 
famosa nel medio evo per le sue cento torri (ora 
ne ha cinque) e pe 1 suoi reali palazzi (dei quali 
più non rimane vestigio ) , sono ragguardevoli : 
V Università, nitidissimo edificio moderno che dal- 
P Augustissima Maria Teresa in poi è sempre an- 
dato ampliandosi e che ha tre grandi cortili tutti 
circondati da nobili porticati, un gran numero di 
aule scolastiche, una Biblioteca di 5om. volumi, un 
Museo di storia naturale de 1 più ricchi che si conosca- 
no, un Museo anatomico, un elaboratorio chimico 
e preziosissimi Gabinetti di patologia, di notomia 
comparata, di fisica e d'idrometria, mentre a non 
molta distanza da essi stanno gli Orti botanico ed 
agrario. Questo insigne scientifico stabilimento, la 
cui prima origine risale agi 1 Imperatori Carlo Magno 
e Lotario , i quali chiamarono a Pavia maestri ce- 
lebri ne 1 loro tempi, fu elevato al rango di Uni- 
versità nel i36i con un diploma dell'Imperatore 
Carlo IV, essendo Signore dello Stato di Milano e 
Vicario Imperiale in Italia Galeazzo lì Visconti, 
sali tosto in gran fama, per cui verso il 1490 contò 



Regno Lombardo-Veneto. 85 

fino tremila studenti , ed essendo in seguito non 
poco decaduta sotto la dominazione Spagnuola, fu 
dalla munificenza della Casa d'Austria Germanica 
restituita al primiero splendore , per cui potè ga- 
reggiare colle più celebri Università dell 1 Europa. 
Il Ponte sul Ticino, stato rifabbricato nel i35i , 
tutto in pietra, in 7 archi, nella lunghezza di 3oo 
passi e larghezza di jo, il quale è tutto coperto 
da un tetto sostenuto da ben 100 pilastri di granito. 
Il Collegio Borromeo , palazzo maestosissimo di ar- 
chitettura del celebre Pellegrini, nel quale per 
istituzione di S. Carlo sono mantenuti gratuitamente 
82 studenti. Il Collegio Ghislieri, altro ampio palazzo, 
in cui per istituzione del Papa S. Pio V (Ghislieri) 
sono mantenuti 60 altri studenti. Il Castello, ora 
ridotto a caserma, che fu già palazzo Ducale di- 
feso all' intorno da 4 torri, merli e fossa y nel quale 
erano una grandiosa armeria e quella celebre rac- 
colta di manoscritti che Galeazzo II Visconti aveva 
fatta colla direzione del Petrarca qui con lui di- 
morante , la quale fu poi rapita e portata in Francia 
nel i52Ó, air occasione che il Generale Lautrec 
diede il sacco a Pavia. La Cattedrale, tempio stato 
incominciato nel 1488 con disegno grandiosissimo 
di gusto greco o romano ( nel mentre eh 1 era Ve- 
scovo di Pavia il Cardinale Ascanio Sforza, fratello 
del Duca di Milano Gio. Galeazzo ) , ma che poi 
rimase quasi appena incominciato ; nel quale fu 
trasportato dalla chiesa profanata di S. Pietro in 
Cielo d' oro il corpo di S. Agostino che il Re Lon- 
gobardo Luitpranclo portò dall' Africa a Pavia , 
reliquia per la quale i Pavesi fino dal secolo XFV 
fecero lavorare in alabastro queir urna bellissima 
intorno a cui sono magistralmente scolpite più di 
3oo figure, la quale conservasi presso la detta catte- 
drale senza essere finora stata adoperata per Fuso 
a cui fu destinata: in questo medesimo tempio fu 
pure da S. Pietro in Cielo d'oro trasportata l'urna 



86 Regno Lombardo-Veneto. 

contenente le reliquie di Severino Boezio, ed ani- 
mi ransi alcuni buoni quadri. 5* Michele, tempio tutto 
di grandi pezzi di pietra arenaria lavorata, ante- 
riore al secolo VII, di architettura gotica pura, 
nel quale furono incoronati più re d'Italia e si 
veggono alcune sculture antichissime e dipinture 
di Andrino d 1 Edesia contemporaneo di Giotto. Il 
Carmine, tempio gotico-tedesco del 1373, S. Maria 
Coronata, chiesa in figura ottagona bellissima, stata 
eretta sul disegno di Bramante Lazzari nel 1492 
per ordine di Gio. Galeazzo Sforza. 5. Salvatore e 
S. Teresa, detta anche la Madonna di fuori , ambedue 
nel circondario esterno della città, la prima di dise- 
gno gotico-longobardo, con dipinture a fresco di 
Andrino, buoni quadri, varj depositi di Re ed un 
privato collegio di educazione neir annesso edificio 
un dì monastero ; e la seconda di bellissima archi- 
tettura del Pellegrini. Il nuovo Seminario Vescovile, 
assai vasto e benissimo conformato. Il pubblico pas- 
seggio praticato sulle mura e sull'area dell'antica 
cittadella di Pavia. Il Teatro tutto di pietra e di 
cotto, stato eretto nel I7f3 con disegno grandioso 
e ricco anche al di là del bisogno dal celebre 
Antonio Galli Bibiena. Le belle porte di Milano e 
del Ticino state restaurate ed ornate dall' architetto 
Amati, e finalmente i magnifici palazzi Bellisomi, 
Mezzabarba, Botta, ecc. Questa città ha in oltre 
un pubblico Ospitale per gl'infermi e gli esposti, 
due pie Case di ricovero pei poveri vecchi e per 
donne ritirate, due Orfanotrofj, una Casa d'indu- 
stria ed un Monte di pietà; al 28 di agosto ha una 
fiera che dura otto giorni; e conta fra i suoi con- 
cittadini moltissimi uomini illustri, fra i quali Se- 
verino Boezio, poeta e filosofo latino fatto morire 
dal Re Teodorico per sospetto di congiura , S. Epi- 
fanio, che alla stessa epoca fu Vescovo di Pavia nel- 
l'età di 28 anni, S. Eunodio, altro Vescovi© di Pavia 
nel secolo VI, Luitprando, scrittore di storia e 



Regno Lombakdo-Veneto. 87 

Vescovo di Cremona nel secolo X, il Papa Giovanni 
XIV, che fa prima Cancelliere dell'Imperatore Ot- 
tone I, S.Lanfranco, morto Arcivescovo di Cantor- 
bery nel 1089, Giason Maino, sommo giurisperito , 
Pipr Candido Decembrio „ storico e poeta latino, 
Alessandro Guidi, famoso fra i Lirici italiani, e mol- 
tissimi altri uomini insigni. Al Vescovo di Pavia 
rimangono come avanzi dell'antica grandezza della 
detta, città il diritto del pallio ed il posto alla sini- 
stra del Papa ne Concilj. — Presso Pavia, verso 
Test, gli ultimi dei i3 solidissimi sostegni che fanno 
calare gradatamente al Ticino V acqua del nuovo 
canale, la quale da Milano al detto fiume nelT esten- 
sione di 82985 metri discende a quasi 56 metri, 
portando navi del peso di 34000 libbre metriche: 
T escavazione , i sostegni, i ponti e le altre spese 
di un tal naviglio sono costate al Governo dal 
1807 al 18 19 circa 7 milioni di franchi. — Al sud 
di Pavia, verso il villaggio piemontese detto la 
Cava, le alture di terra chiamate le colline di An- 
nibale, le quali sembrano indicare il campo di bat- 
taglia sul quale il detto Generale disfece la prima 
volta i Romani in Italia. — Cinque miglia al nord 
di Pavia sorge la rinomata Certosa , fondata nel 
1396 da Giovanni Galeazzo Visconti primo Duca 
di Milano, il cui magnifico tempio di disegno go- 
tico-tedesco , ma di bellissime proporzioni e non 
troppo sopraccaricato di que' minuti ornamenti che 
d' ordinario si veggono in tal genere di architettura* 
è per così dire un emporio di sculture, pitture, 
intarsiature, mosaici, fusioni in bronzo ed altri 
lavori di belle arti che nel corso di quasi due 
secoli vi fecero eseguire que v ricchi monaci da iin 
gran numero di artisti abilissimi. — Il villaggio di 
Mlrabello, fra la Certosa e Pavia, celebre, perchè 
quivi nei giorno 24 febbrajo del i525 fu sconfuto 
e rimase prigioniero degP Imperiali Francesco I 
Re di Francia. — Nel paese che sta fra il canale 



88 Regno Lombardo-Veneto. 

di Pavia ed il Po, i Comuni assai distinti di Bel- 
giojoso con un magnifico parco e un castello ap- 
partenenti alla nobile famiglia di tal nome; di 
Corte Olona, già villa prediletta dei Re d'Italia e 
delP Imperatore Lotario verso Tanno 8^5; di Vii- 
lanterio e di Landriano sul Lambro meridionale. — 
Sul detto Canale , Binasco , già castello de 1 Viscónti, 
in cui fu' decapitata nel 1418 V infelice Beatrice 
Tenda per ordine di suo marito il Duca Filippo 
Maria Visconti, con un ponte bellissimo e mae- 
strevolmente conformato a foggia di piazzetta ot- 
tagona. — Nel paese che sta sulla destra del detto 
Canale, i Boschi e le Valli del Ticino, dov'è riser- 
vata alla Corona la caccia che quivi abbonda anche 
di cervi e daini, cominciando da Tornavento nella 
provincia di Milano fino a Bereguardo ,- fra il Ticino 
e i canali di Castelletto e di Bereguardo; Boffalora, 
non lungi dalla quale fu cominciato nel 1809 e 
terminato nel 1827 sovra il Ticino , sulla strada 
che va da Milano a Novara, uno de r più solidi e 
magnifici ponti che siano stati costrutti a' nostri 
tempi, lungo 304 metri da una spalla all'altra, 
largo io, in 11 archi, tutto in granito, e della 
spesa in tutto di 3,200,000 franchi. — Magenta, 
Corbetta, Mesero, Ossona, Vittuone e Sedriano, co- 
muni che hanno vàrie filande di seta anche a vapore 
ed un territorio ricco di frumento, di vino accre- 
ditato e di gelsi. — Abbiategrasso , già castello e 
fortezza de' Visconti, borgo primario delb provin- 
cia, che ha due grandi case di ricovero per gl'in- 
fermi incurabili di Milano d* ambo i sessi , varie 
manifatture , molto commercio ed un territorio 
irriguo, fertilissimo. — Rosate , Casorate, Besate e 
Motta Visconti, comuni ricchi pel loro suolo. — 
Bereguardo, ove finisce il canale di tal nome, e 
non si ha che un miglio per imbarcare sul Ticino 
le merci venute pel detto canaio. 



Regno Lombardo-Veneto. 89 

La Provi/icia di Lodi e Crema ha per suoi prin- 
cipali contini al nord le provincia di Milano e di 
Bergamo, all'est quella di Cremona, al sud il 
Piacentino, ed all'ovest la provincia di Pavia. Il 
Po, l 1 Adda col Serio suo influente, il Lambro, un 
gran numero di grandi canali d'irrigazione, e fra 
questi principalmente la Muzza, ch'esce dall'Acida 
a Cassano e vi ritorna a Castiglione Lpcligiano, 
fanno ricca oltremodo di acque questa provincia , 
nella quale P Adda , che ora scorre placidamente 
portando da Lodi al Po delle barche eli gran peso, 
formava anticamente una specie di vastissima pa- 
lude detta Lago Gerundio, di cui può supporsi un 
avanzo lo stagno detto il Moso che trovasi all'est 
di Crema, e nel quale sorgeva (probabilmente nel 
Cremasco) un' isola detta Fulcheria, di cui è fatta 
menzione in alcune carte dei secoli bassi. Se si 
eccettuano la mirabile collina di S. Colombano che 
sorge isolata a quasi isometri sul livello del mare 
(66 metri al di sotto della guglia del duomo di 
Milano ) nel mezzo di una perfetta pianura, ed 
alcune ondulazioni di terreno che veggonsi al sud 
ed all' ovest della detta collina, e qua e là in vici- 
nanza dell'Adda, dov'era il letto del lago Gerun- 
dio, questa provincia può dirsi tutta piana, ed è 
per eifetto della sua ammirabile irrigazione ricchis- 
sima di grano turco, di riso, di lino e soprattutto 
di pascoli eccellenti , coi quali si mantiene una 
gran quantità di bestiame bovino, e si fa in abbon- 
danza un burro squisitissimo e quel famoso formag- 
gio detto di grana che si conserva ili ogni clima , 
ed è un ottimo antidoto contro lo scorbuto nelle 
grandi navigazioni; né vi mancano in certi luoghi 
anche gelsi e viti , poiché anzi la collina di S. 
Colombano è tutta coperta di vigne che danno un 
vino potente e assai ricercato. In quanto ai mine- 
rali , questa provincia ha pietre e tuli calcari, 
argilla, arena quarzosa, lignite a Salerano ed 



90 Regno Lomb\kpo-Veneto. 

altrove, torba nella palude del Moso e nella così 
detta Selva Greca, cioè sulla costiera destra del- 
l'Adda da Lodi fino al Po, ossa fossili di elefanti 
e di alci e cetacei impietriti specialmente presso 
S. Colombano e nella valle del Po, alcune fonti 
salate ed ardenti pure nei dintorni di S. Colom- 
bano, ed arena d'oro (benché scarsamente) nel- 
T Adda presso Lodi e nel Serio presso Crema. 
L'industria nazionale qui si occupa specialmente 
dell 1 agricoltura, della fabbricazione del formaggio, 
della cardatura del lino e della filatura del refe, 
ma pure vi sono eziandio varie filande di seta anche 
a vapore, più fucine di calce, più fabbriche di 
majolica, manifatture di cordami e un vivo com- 
mercio delle produzioni indigene. Nei 9 Distretti 
di questa provincia sono da osservarsi : Lodi, pic- 
cola, ma vaga città situata sulla destra dell'Adda, 
in un luogo ove il suolo sì solleva alquanto e forma 
il così detto Colle Egkezzone^ che con lunga, ma 
leggerissima pendenza sovrasta sulle adiacenti pia- 
nure. Essa venne fondata nel ii58 dall'Imperatore 
Federico Barbarossa in sostituzione della vicina 
antichissima città di eguai nome eh' era stata arsa 
e distrutta dai Milanesi 47 anni prima ; fu gover- 
nata per alcun tempo dal proprio municipio, si- 
gnoreggiata dai più potenti proprj cittadini i Vi- 
gnati e i Vistarmi, e nel T3r5fu dai Visconti ag- 
gregata allo Stato di Milano. Ebbe già un castello 
e le sue mura militarmente fortificate, ed ora ha 
un'ampia e bella piazza, strade larghe e regolari, 
nitide abitazioni , un ponte di legno sull'Adda, un 
bel passeggio pubblico fuori delle mura , un bel 
Santuario detto V Incoronata di figura ottagona e 
dì architettura del Bramante, due Ospedali per 
gl'infermi, uno pubblico ed uno dei Frati di S. 
Gio. di Dio, due Òrfanotrofj, una Casa d'industria, 
una Casa di ricovero pe' miserabili , una pubblica 
Biblioteca, un Seminario vescovile, un Collegio 



Regno Lombardo-Veneto. 91 

maschile comunale con iscuole anche filosofiche , 
il floridissimo collegio privato femminile detto delle 
Grazie , ed un piccolo Teatro pubblico. Lodi ha 
dato molti uomini illustri, fra 1 quali Maffeo Vegio, 
famoso scrittore del secolo XV , il poeta Lemene 
e il pittore Callisto detto da Lodi o da Piazza, uno 
dei migliori discepoli di Tiziano, di cui si ammi- 
rano quadri bellissimi in alcune chiese di Lodi e 
del Lodigiano. — Lodi vecchio ( Laus Pompeja) posto 
a 4 miglia di distanza dal nuovo, fra l'Adda e il 
Lambro , borgo presso il quale si sono escavati 
molti avanzi d 1 antichità \ essendo stato in origine 
una delle capitali de' Galli Boi , e quindi colonia 
romana dopo che questi ne furono espulsi da 
Pompeo Strabone. — Crema, sul Serio, città un 
tempo fortificata e munita di un castello , gover- 
nata ne 1 secoli bassi dal proprio municipio, poi 
signoreggiata dalla famiglia Benzoni , aggregata allo 
Stato di Milano nel i3i5, e da Francesco Sforza 
ceduta nel 1414 alla Repubblica Veneta insieme 
con Bergamo e Brescia; la quale ha un proprio 
Vescovo , una bella piazza con varie fabbriche di 
disegno del Bramante, un bel Santuario di figura 
rotonda con 5 cupole, due Ospitali, due Case di 
ricovero , Y una per fanciulle, e Y altra per donne 
ritirate, un Ginnasio, due Scuole elementari mag- 
giori pe' due sessi, una Casa d'industria, un Tea- 
tro, alcune ricche collezioni private di quadri, 
sculture ed oggetti di storia naturale, ed un ter- 
ritorio tutto irrigato che dà in abbondanza grana- 
glie , vino e specialmente un lino eh' è giudicato 
il migliore di Lombardia, e che dai Cremaschi è 
pettinato e lavorato con una particolare maestria. 
Crema ha dato più uomini celebri nelle armi, nelle 
cariche, nelle lettere ed anche nella pittura e nella 
musica, clie qui è generalmente coltivata. — Nella 
parte Lodigiana della così detta G era d y Adda , per- 
chè vicina a tal ùume: Rivolta, terra ragguardevole 



92 Regno Lombardo-Veneto» 

con varie fornaci di calce, un ospitale e molto 
commercio; Vallate con filande di seta anche a 
vapore ed un ospitale ; Pandino , capo-distretto 
assai commerciante , con un celebre mercato in 
ciascun ultimo giovedì del mese ^ e in vicinanza 
Spino. — Al sud e ai sud-est di Lodi : S. Angelo , 
già castello fortificato, e Borghetto, grosso villaggio, 
amendue capo-distretti ; S.Colombano, già fortezza 
famosa di cui veggonsi gli avanzi, con molto com- 
mercio di grani e vino della propria collina, un'aria 
riputata la più salubre della provincia e molte 
produzioni minerali ; Livraga con un mercato in 
ciascun mercoledì ; Orio con una delle più vaste 
case di villeggiatura che veggansi in Lombardia, 
filande a vapore e molta attività agricola; Casal 
Pusterlengo , borgo assai ragguardevole e capo- 
distretto , nel quale si fa gran commercio di for- 
maggio e lino; e Codogno egualmente capo-distret- 
to e borgo popolarissimo, vasto e ben fabbricato, 
che ha una Scuola elementare maggiore , filande 
di seta assai rilevanti anche a vapore ? molte case 
di commercio assai ricche , un grande traffico spe- 
cialmente di formaggio indigeno ed un Parroco 
fregiato di privilegi prelatizj. 

Nel Governo Veneto la Provincia di Venezia 
comprende la laguna veneta (i), le isole di essa e il 
vicino litorale dalla foce del Tagliamento a quella 
del Po detto di Goro ; è bagnata dall' Adriatico , 
dal Tagliamento suddetto, dal Lemene , dalla Li- 
venza, dalla Piave, dal&Ze, dalla Brenta, òaìV Adi- 
ge, dal Po e da molti canali navigabili; si divide 
in 8 Distretti : di Portogruaro sul Lemene , di 5. 

(1) Lagune diconsi quelle estremità del mare che s'internano 
e dilatano fra i lidi e i banchi di. sabbia, e che sono general- 
mente poco profonde. In quella di Venezia sono indicati ai 
naviganti con opportuni segnali que' luoghi più profondi e di 
quando in quando opportunamente scavati , pe 1 quali possono 
passare anche bastimenti di gran mole. 



Regno Lombardo-Veneto. 93 

Dona sulla Piave, di Mestre, di Dolo sulla Brenta, 
di Venezia , di Chioggia $ di Loreo presso la foce 
dell'Adige, e tli Ariano sul Po; e dà molti pesci 
di fiume e di mare, molte ostriche e molti frutti 
marittimi, coralli, bestiame bovino e bachi da seta 
piuttosto scarsamente, grano turco, legumi, fieno, 
uva e frutti da giardino; ma atteso il proprio grande 
consumo, questa provincia è obbligata a comperare 
dalle altre anche i principali generi di sussistenza, 
cioè il frumento, il riso, il vino, il lino, la ca- 
napa, ecc. — Sono in essa da osservarsi: Venezia, 
una delle due capitali del Regno Lombardo-Veneto , 
città che per la sua singolare situazione e confor- 
mazione può dirsi unica. Essa non era che un 
gruppo di piccole isolette e di banchi di sabbia 
allorché nel V secolo cristiano vi si rifugiarono, 
per sottrarsi alle incursioni de** Barbari in Italia, 
alcuni Heneti o Veneti, cioè abitanti dell 1 antica 
Venezia, provincia che si stendeva dalle Alpi al- 
l'Adriatico fra la destra della Piave e la sinistra 
del Mincio e del Po. Questi Veneti colà stabiliti 
vi fondarono una repubblica aristocratica che durò 
per ben 14 secoli, ed essendo col commercio ma- 
rittimo diventati ricchissimi e a poco a poco pa- 
droni di molte vicine regioni e di quasi tutto 
F Adriatico, ridussero le dette isolette chiamate alla 
prima Venezie alla forma di un' unica e grande 
città, cioè di quella Venezia che per magnificenza 
gareggia colle primarie capitali della Terra e che 
contò perfino 1901x1. abitanti. Fondata con pala- 
fitte sopra 70 iso lette che le danno più di 6 miglia 
italiane di circuito, sembra essa galleggiare sulle 
acque della laguna , poiché queste da ogni parte 
la bagnano mediante 2 grandi e 147 minori ca- 
nali che in ogni direzione l'attraversano, offrendo 
in certi luoghi il passaggio a navi e barche di 
gran peso e dovunque alle piccole barchette dette 
gondole , che sono per così dire le carrozze di 



94 Regno Lombardo-Veneto. 

Venezia; nel mentre che anche i pedoni vi hanno 
un vaghissimo passeggio con un pubblico giardino 
suflicieatemente vasto, lungo il mare, ed inter- 
namente 20 piazze regolari, alcune belle strade 
ed un gran numero di viottoli (detti calli) con ben 
3o6 pubblici ponti -quasi tutti di pietra, mercè i 
quali possono valicare i detti canali e percorrere 
tutta la città, eccettuate le due isole dette l 1 una 
di S. Giorgio, e V altra la Giudecca. Moltissimi sono 
in Venezia gli edificj degni di ammirazione ; fra 
questi distitiguonsi : Y Arsenale del circuito di oltre 
2 miglia, stato fabbricato verso il i3o4 e tutto 
cinto da forti mura e da torri, nel quale si trovauo 
più cantieri coperti ed ampie darsene per la co- 
struzione e la custodia di navi d'ogni specie, of- 
ficine per tutti gli attrezzi di marina comprese -5 
fonderie di cannoni, sale di armi e di modelli di 
nautica n 4 leoni di marmo antichissimi stati qui 
trasportati da Atene, ed il bellissimo monumento 
in marmo che il Governo Veneto fece erigere da 
Canova al suo benemerito Ammiraglio Emo. Il Ponte 
di Rialto, sul Canal grande, lungo più. di 60 metri 
e mezzo e largo quasi 32 e mezzo, in un solo 
arco di marmo di quasi 26 metri di corda, sul 
quale 60no ripartite sui due lati ben 48 botteghe. 
La Basilica, or Chiesa patriarcale, di S. Marco co- 
minciata nel 976 e finita nel 1071, di architettura 
greco-araba, tutta coperta tanto internamente quan- 
to esternamente di marmi orientali, e terminata da 
7 cupole, la quale rassomiglia in parte a S. Sofia 
di Costantinopoli ed ha 5oo colonne di marmi ra- 
rissimi, bellissimi mosaici lavorati dal X al XVIII 
secolo, e gfran copia di statue, bassi rilievi, tarsie 
in legno , dorature , gemme , bronzi , metalli pre- 
ziosi, e sulla facciata i 4 famosi cavalli di bronzo 
dorato che dall' 1 ippodromo di Costantinopoli pas- 
sarono a Venezia nel i2o5, nel 1797 furono portati 
a Parigi e di là ritornarono nel 181 5, opera non 



Kegnò Lombardo- Veneto. q5 

sì sa bene se greca o romana , ma sicuramente 
anteriore al V secolo eristiano. Il Palazzo Ducale, 
attiguo a S. Marco , di architettura gotica moderna, 
Ornatissiiua e assai vaga, nel quale si veggono le 
celebri sale dell' antico Governo Veneto, una stu- 
penda sèrie di pitture di fasti patrj, e fu traspor- 
tata la celebre biblioteca di S. Marco ricca di 6om. 
volumi, di 5m. codici e di molte altre pregiatissime 
arìtrehità. Il già Palazzo della Biblioteca e il vastis- 
simo e ■• bellissimo edificio detto delle Procurane 
ftUdi>e, i! dra fesidenza della Corte e del Governo, i 
qdali presentano un lunghissimo e comodissimo 
portico aperto sulla piazza del Palazzo Ducale detta 
la Piazzetta, e su due lati della stupenda Piazza 
di S. Marco c\\ è congiunta colla precedente. Le 
Procurane vecchie , edilìzio anteriore di età al pre- 
cedente, ma anch'esso uniforme e pregevole, il 
quale si conginnge colle Procuratie nuove e forma 
il terzo lato e portico aperto della piazza. Il Cam- 
panile della detta Basilica, il quale sorge isolato in 
faòcia alla medesima a quasi 99 metri di altezza 
ed offre una bellissima vista dalle Alpi all'Adriatico. 
Le chiese antiche e grandiose dei Fra ri , de 1 SS. 
Giovanni e Paolo, di S. Zaccaria, di l Si Maria dei 
Miracoli, di S. Salvatore; quelle di S. Giorgio dei 
Greci, di 5. Giorgio Maggiore, del Redentore, di 
S. Francesco della Vigna , de 1 Teatini , che sono 
capolavori del Sansovino, del Palladio e dello 
Scamozzi ; e quelle di S. Maria della Salute, dei 
Gesuiti, degli Scalzi, ài S. Moisè, ecc. ecc. che sono 
più moderne, ma del pari mirabili per diversi rap- 
porti. La Zecca, opera del Sansovino, costrutta con 
molte colonne e soli mafmo e ferro. La Scuola di 
S. Marco, ora spedale civico. La Scuola di S. Rocco 
ricca di preziosissimi dipinti. Le Carceri. Il teatro 
della Fenice. La Dogana. Nell'isola di S. Giorgio il 
Porto Franco , già vastissimo monastero di Benedet- 
tini ; e finalmente i palazzi Pisani, Vendramiui, 



i)6 Rjgcno Lombardo-Veneto. 

Conici ora dell' I. R. Delegazione, Grimauh o?a,del- 
TI. R. Direzione delle Poste, Pesaro, Farsetti ora 
Albergo della Gran Brettagna, i quali maestosi e 
quasi tutti di architettura greco-saracena sorgono 
con molti altri specialmente sul Canal grande. 
Questa città, residenza del Governo delle Provincie 
Venete, per più mesi dell'aiuto dell'Arciduca Vi- 
ceré, di un Tribunale d'appello, di un Patriarca, 
di un Arcivescovo armeno cattolico , di un Arci- 
vescovo greco non unito, di un Comando adio&fr- 
rina, di un Tribunale marittimo, di un Ufficia di 
porto, di una Sezione dell 1 1. R. Istituto di scieii£$» 
lettere ed arti, e di tutti quegli altri dicasteri che 
si competono ad un Capoluogo di Provincia, Uà 
in oltre due Lazzaretti situati, in due isole della 
laguna, uu Collegio di cadetti di marina, otto^Cpi- 
lcgi di educazione, due maschili e sei femminili , 
un Seminario, un Liceo, tre Ginnasj , una Scuola 
normale maggiore e più ininori po' maschi, tuj£ 
Scuola elementare maggiore per le fanciulle, un 
Ateneo, un' Accademia di belle arti con una scelta 
collezione di quadri, un Istituto filarmonico, un 
buon numero di private quadrerie ricchissime, .qua- 
dri e sculture di gran merito in più e più chiese, 
una Casa di correzione alla Giudecca, e ben undici 
Stabilimenti di pubblica beneficenza. I Veneziani 
contano fra i loro concittadini, oltre molti sommi 
uomini di stato e di guerra, i grandi letterati 
Marco Polo, Navagero, Bembo, Paolo ed Aldo 
Manuzj, Fra Paolo Sarpi, Apostolo Zeno, Algarotti , 
Goldoni, Morelli e i pittori Bellini, Palma, Ro- 
busti detto il Tintoretto, il Canaletto, ecc. ecc. Il 
commercio marittimo, che fece ricchissima Venezia 
prima che fosse scoperto il Capo di Buona Speranza, 
ora non è qui molto importante, vi fioriscono però 
la pesca di ostriche , sardelle ecc. , la tipografia , 
la tintoria specialmente in iscarlatto, la raffineria 
della cera e dello zucchero; il traffico specialmente 



Regno Lombardo-Veneto. 97 

di pietre preziose, di merletti ecc., e manifatture 
di oggetti varj , quali sono velluti , rasi., arazzi, 
galloni e altre stolte di seta, d'argento e d'oro, 
calze di seta , berretti di cotone e di lana alla 
turca, oro laminato e filato, catene d'oro finissime, 
smalti, coralli e altre opere da orefici e giojellieri, 
teriaca ed altre medicine, lavori in avorio, in tar- 
taruga, in osso e in legno, inchiostro pe' tipografi 
e per gl'incisori in rame, ceralacca, sapone, carta 
colorata per tappezzerie, strumenti ottici e musi- 
cali, ecc. ecc. Un battello a vapore va poi perio- 
dicamente da Venezia a Trieste e viceversa, facendo 
per l'ordinario 120 miglia in io ore, mentre un altro 
simile fa periodicamente il viaggio di Ancona. — *- Al 
sud-est di Venezia, fra la laguna e l'Adriatico, la 
fila d'isole che stendesi dal nord al sud e che forma 
una specie di grande arginatura contro l'impeto 
del mare. Ivi sono i due Lazzaretti nuovo e vecchio jt 
presso quest'ultimo sta Y Isola di 5. Lazzaro con un 
monastero di religiosi armeni detti Mechitaristi , i 
quali posseggono una copiosa raccolta di codici 
orientali ed una stamperia che dà edizioni pregia- 
tissime di libri pure orientali; ed ivi primeggiano 
singolarmente le isole lunghe e strette chiamate 
Lidi di S. Erasmo , di Malamocco , di Palestrina e 
di Drondolo , fra le quali apronsi sette passaggi alla 
laguna, chiamati Porti, cioè quelli di lido maggiore y 
dei tre porti, di 5'. Erasmo, di Venezia, di Malamocco, 
di Chioggia e di Brondolo , con più forti che ne difen- 
dono i tre principali praticabili dalle navi da guerra; 
cioè pel porto di Venezia i forti di 5. Nicolò e quello 
di S. Andrea che per solidità e bellezza architettonica 
è uno dei capolavori del Sanmicheli; per quello 
di Malamocco il Forte di S. Pietro ed il Forte Al- 
beroni, e per quello di Chioggia i Forti Caromarz, 
e S. Felice. Il Comune di Malamocco è ragguarde* 
vole, perchè fu residenza del Governo Veneto nei 
primitivi tempi di quella repubblica. Il Lido di 
Eicm. di Geogr, Pare, L 7 



98 Regno Lombardo-Veneto. 

Palestrina è visitato dai viaggiatori per ammirarvi 
i così detti murazzi, opera veramente romana e 
della maggiore solidità, con. cui il Govèrno Veneto 
volle assicurare queir argine naturale dalla furia 
dell 1 Adriatico. Chioggia. è una città mercantile e 
forte, con Vescovo, Ginnasio e Vicecapitanato di 
porto ; è patria del celebre Zurlino ristauratore della 
musica, ed è il luogo nel quale i Veneziani usa- 
rono per la prima volta nel i38o dell'artiglieria, 
mentre guerreggiavano contro i Genovesi. — Al 
nord di Venezia ed in mezzo alla laguna, Murano, 
famosa per le manifatture di vetri, cristalli e niargar 
ritine di vetro, con un Duomo di architettura greco- 
araba del secolo XII e una chiesa di S. Michele 
ricchissima di bei marmi; Burano con molte mani- 
fatture di merletti di refe, e Torcello con un Duomo 
eretto nel 1008. — Sul continente di questa pro- 
vincia , Portogruaro , residenza del Vescovo della 
piccola vicina città di Concordia ; Dolo , donde fino 
^ Fusine si veggono , lungo il Brenta , eleganti 
casini da villeggiatura , e in poca distanza Stra , 
villa I. e R.; e nel distretto di Ariano, sulla destra 
del Po diGoro, la Mesola ove sono i maggiori ma- 
gazzini erariali di sale. 

La Provincia di Padova tutta piana (ad eccezione 
della parte in cui sorgono i deliziosi Colli Euganei, 
i quali si elevano a circa 5oo metri sul mare nella 
estensione di circa 16 miglia al sud-ovest di Pa- 
dova) è irrigata dal Brenta, dal Bacchiglione , dal- 
l' Adige e da molti altri fiumi e canali navigabili ; 
si divide in 12 Distretti, ed è ricchissima di pro- 
duzioni specialmente vegetabili, dando granaglie in 
abbondanza , ed in particolare frumento e grano 
turco, legumi, frutta eccellenti , vino e fieno; in 
alcuni distretti anche riso, olio, canapa ed agrumi; 
mediocre quantità di seta; bestiame bovino, cavalli! 
e pecore ben governate, la cui lana finissima è 
della più ricercata; alcuni marmi , pietra da fabbrica 



Regno Lombardo-Veneto. 99 

ed acque termali. L'industria vi si occupa più 
comunemente anche nel lavorare pannilani, stoffe 
e nastri di seta, tele, cuoi o corde di minugia le 
più stimate dopo quelle di Napoli. Ivi sono : Padova 
in riva al Bacchiglione, città assai vasta ed anti- 
chissima, stata fondata secondo alcuni da Antenore 
poco dopo r eccidio di Troja; fu patria di mQlti 
grandi uomini , fra 1 quali anticamente Tito Livio 
e Paolo giureconsulto romano, ed ultimamente 
PAbate Cesarotti; ebbe per Canonico del ■ suo ■■ Cam- 
pitolo vescovile il Petrarca , «per suo Professore 
nella Università il Galileo, e per allievo della me- 
desima il Tasso. Sono in essa P Università posta ili 
un bel palazzo antico a cui sono annessi i Gabi- 
netti di storia naturale e di fisica ; un Orto botanico 
il più antico di quanti ve ne sono , ed un Orto 
agrario vastissimo; un Osservatorio astronomico } 
una pubblica Biblioteca; una Scuola di veterinaria; 
una Sezione delP I. R. Istituto di scienze, lettere 
ed arti; un'Accademia letteraria; un celebre Se- 
minario con una Biblioteca di 50|Ui. ( volumi e una 
Tipografia che dà continuamente utilissime edizioni; 
due Giunasj , sette Collegi d'educazione pe 1 maschi 
e sei perle fanciulle; una Scuola elementare mag- 
giore di quattro classi pe 1 maschi ed una di tre 
classi per le fanciulle; una buona fabbrica dVistro-* 
menti matematici, geodetici ed astronomici; molte 
private collezioni di oggetti letterarj ; un bel teatro 
fabbricato nel 1751 ; un Ospedale, un Monte di 
pietà ed altri stabilimenti di beneficenza ; una Casa 
per gP invalidi ed una grandiosa Casa di forza*. 
Questa Città, generalmente ben fabbricata e quasi 
ovunque fornita di portici , conta molti grandiosi, 
edificj specialmente antichi , fra 1 quali deggiono 
mentovarsi la Cattedrale edificata nel 1 552 sul di- 
segno di Michelangelo Buonarroti , presso la quale 
conservasi la Biblioteca capitolare ricca di codici 
e di edizioni pregevoli ; la Chiesa di S. Antonio 



ioo Regno Lombardo- Veneto. 

di architettura tedesca , edificata nella metà del 
secolo XIII, nella quale si trovano sculture, bronzi e 
pitture ammirabili , e la Cappella del Santo può 
dirsi una delle più belle del mondo ; la Chiesa di 
S. Giustina , opera moderna , ma sorprendente per 
vastità e belle proporzioni ; Y antica Chiesa degli 
Eremitani con antichi dipinti a fresco del Mante- 
gna ed altri ; il palazzo della Ragione , opera dei 
liya, in cui si ammira un salone detto dal Milizia 
il più grande del mondo , poiché è costrutto con 
uaa sola volta senza colonne o altri sostegni , ed 
è lungo 3oo piedi di Parigi , largo ioo e quasi 
altrettanto alto con alcune pitture del Giotto e 
statue e memorie d'illustri Padovani. La loggia fc 
il salone del Consiglio; il Pra della Valle, piazza 
Vastissima e circolare con un' isola nel mezzo cir- 
condata da un canale, e con molte statue di uomini 
illustri, e finalmente più altre chiese e palazzi pub- 
blici e privati, e più piazze. Al ia di giugno co- 
mincia ogni anno in Padova la famosa fiera del 
Santo che dura tre settimane , e vi sono più altri 
mercati specialmente di bestiame. — Ne' Colli Euga- 
nei Abano e Battaglia sul canale di Monselice 
sono comuni celebri pe loro bagni termali famosi 
fin dal tempo de' Romani ; il Qattajo , posto fra i 
due detti comuni, lo è per la magnifica villa 
Obizzo , ora di S. A. R. il Duca di Modena ; Arqud 
pel deposito del Petrarca ivi morto nel 1374 ; 
Monselice e Montagnana lo sono pel loro vivo com- 
mercio , ed Este lo è pel suo commercio e molto 
Eiù per essere stato la culla de 1 Marchesi e p ei 
►uchi di tal nome che poi regnarono in Ferrara 
ed in Modena. 

La Provincia di Rovigo , situata fra F Adige e il 
Po, e bagnata anche dall' Adigetto , dal Castagnaro, 
dal Tartaro e da moltissimi altri canali navigabili 
e d'irrigazione, fu detta Polesine, cioè paese di 
molte isole > perchè molte ve ne formano sovente 



Regno Lombardo-Veneto. ' ior 

le alluvioni de' fiumi. Si divide in 8 Distretti : di 
Rovigo, Lendinara e Badia siili' Adigetto; di Massa , 
Occhiobello , Polesella e Crespino sul Po ; e di Adria 
sul canale Castagnaro ingrossato dal Tartaro. Essa 
è tutta piana , e particolarmente feconda di fru- 
mento , grano turco , riso ed altri cereali ; ha pascoli t 
vigne , lino , canapa , olio , legumi ed alberi frutti- 
feri ; alleva pochi bachi da seta , molto bestiame 
bovino e cavalli piuttosto piccoli , ma vivaci ; coltiva 
generalmente il commercio delle proprie derrate e 
di spedizione. Sono in essa : Rovigo , residenza del 
Vescovo di Adria, con un castello in cui sta PI. 
R. Delegazione , un Seminario e Ginnasio vescovile % 
Scuole elementari maggiori pe' due sessi, due pub- 
bliche Biblioteche , un' Accademia letteraria e quat- 
tro Stabilimenti di pubblica beneficenza. 7— Adria * 
città antichissima ed ora assai piccola, con un Gin- 
nasio , una Scuola elementare maggiore pe'' maschi 
e una Pretura. Quivi alla profondità di circa due 
metri e mezzo si sono scavati molti resti di edificj 
e di lavori coevi a 1 primitivi secoli dei Cristiane- 
simo , e alla profondità di quasi sei metri delle 
antichità etnische , le quali attestano la possanza 
ed il lusso de popoli Etruschi e Veneti che qui 
abitarono 4 o 5 secoli avanti Pera volgare, e che 
furono poi soggiogati dai Romani a 18 anni avanti 
F era medesima. 

La Provincia di Verona, confinante al nord col 
Tirolo, all'est col Vicentino, al sud col Mantovano 
e col Polesine, ed alP ovest col Bresciano» ha 
ragguardevoli montagne al nord, ove stendesi una 
diramazione delle Alpi Rezie e vi forma varie ric- 
che vallate; ha colline e pianure quasi tutte ghia- 
jose , argillose ed in parte calcari nel suo territorio 
centrale, ed ha verso il sud un suolo fertilissimo ^ 
ma che poi finisce in paludi. Vien bagnata dal lago 
di Garda che la divide dal Bresciano, da\V Adige 
che P attraversa colle limpide e copiose sue acque 



102 Recno Lombardo-Vegeto. 

scórrendo da 3 124 fino a 4686 metri per ora, e 
portando navi ragguardevoli da Sacco di "Roveredo 
in Tirolo fino al mare; dal Mincio che la divide per 
qualche tratto dal Mantovano, dal Tione , dal Tartaro 
e dal Mehago che irrigano principalmente il paese- 
fra Mantova e Legnago, e da molti altri fiumi che 
influiscono nell'Adige, sulla sua sinistra. Ila un 
clima temperato, un'aria salubre, ma piuttosto vi- 
brata verso il monte Baldo ed il lago eli Garda , 
ed un'acqua generalmente fresca e leggierissima. 
Somministra, in quanto a vegetabili, principalmente 
gelsi e riso, la coltivazione del quale vi fu intro- 
dotta nel i552 da Teodoro Trivulzio di Milano; dà 
anche frumento, grano turco, lino, canapa, vino, 
olio ? d'ulivo, frutta eccellenti, agrumi, molte erbe 
medicinali, fiori, e più scarsamente fieno e legnami: 
in quanto agli animali, bachi da seta che formano 
la principal ricchezza del paese , pesci nel lago di 
Garda e nell'Adige, bestiame bovino, pecore, ca- 
pre, cavalli e muli; ed in quanto ai minerali- ferro 
di diverse specie, manganese greggio o raggiato, 
òcra rossa e bruna pel rosso e giallo de' pittori , 
terra verde molto ; apprezzata dai tintori , argilla 
da folloni o da gualchieri, creta, gesso, carbon 
fossile, torba, sai comune di miniera, pietre are^- 
narie, pietra focaja, breccia, grès, graniti, porfidi, 
più di 80 specie di marmi bellissimi, ima gran 
quantità di petrificazioni di ossa , tronchi , frutti , 
foglie, testacei, crostacei, zoofiti, anfibj, serpenti, e 
specialmente di pesci ( ictioliti ) anche di specie sco- 
nosciute nei nostri mari che ritrovansi in gran copia 
nelle viscere del morite Bolca, e finalmente acque 
termali celebri fin dai tempi di Augusto a Calciterò, 
e minerali a Rovere, Velò ed altrove. L'industria 
de' Veronesi si occupa assai nel filare e lavorare la 
propria seta in particolar modo per uso del cucire 
e de' fili e galloni d'oro e d'argento; nell'oreficeria; 
nel fabbricare in ferro utensili domestici ed agrarj; 



Regno Lombardo-Veneto. jo3 

nel far vasi di terra cotta ; nel conciar lo pelli; nel 
preparare carni salate ed olive da mangiarsi, e in 
più altre manifatture di pannilani ordinar) specialr 
mente neri e 'turchini , di calze e berrette di lana 
ed anche di seta, di cappelli, di funi, di corde <ai> 
moniehe, di tele di lino e cotone, di fustagni, di 
velluti, di nastri ed altre stoffe, come pure < nel com- 
mercio delle proprie derrate e di spedizióne* Si di L 
vide in 1 3 Distretti, ed ha fra 1 suoi r luoghi più ri- 
marchevoli i « seguenti : Verona divisa «Tali: Adige,, 
quivi largo 112 metri, in Verona propriamente detta 
alla destra ed in Veronettà alla sinistra, città' che 
ha 12700 metri di circuito e che fu detta grande 
anche dall'antico geografo Strabone. Eondatandal 
Libai, tribù antichissima non si sa Jiene se di 
Euganei o di Reti, essa appartenne sucèessivàmebte 
ai prischi Veneti, agli Etruschi edai Romani, sotto 
i quali ultimi gareggiò in certo qual -moda? «òn 
Roma, avendo anfiteatro, teatro, circo, ludo, cam- 
pidoglio, archi, terme ed una gran li i popolazione» 
Caduto in Italia V Impero Romano, Verona fu. città 
prediletta da Teodorico re degli Ostrogoti , il quale 
in questi dintorni sconfisse Odoacre re degli a Bruii 
nel 489; e poi residenza di Alboino re de f Longo>- 
bardi che nel 576 quivi cadde svenato per kbpera di 
Rosmonda sua moglie, e dopo il 774- di Pipino che 
dall' imperatore Carlo Magno suo padre 'fu* quivi 
"costituito Rè d'Italia. Nel 962 v allorché il regno 
italico andava sempre più decadendo ^smembran- 
dosi , Verona formò col suo territorip tìna Marca 
indipendente, e dopo il iogo, allorché la dignità 
di Re d'Italia insieme con quella di Romano Impe- 
ratore era stata trasportata in Germania, e tutte le 
città italiane presero a reggersi da sé stesse con go- 
verno municipale, anche Verona rimase in' balia di 
sé stessa, fu lacerata dai celebri partiti- dei Guelfi 
e de 1 Ghibellini , si collegò nel 1167 colle altre città 
lombarde contro Federico Barbarossa , cadde in mano 



104 Regno Lombardo ^Veneto. 

del famoso tiranno Ezzelino da Romano ve*so il 
12S0, e nel 1262 di Mastino I della Scala suo 
podestà e capitano , il quale volle formarne uno 
stato per la propria famiglia. Verona fu in quest' ul- 
tima epoca assai fiorente , poiché Can grande della 
Scala estese lo Stato Veronese a Vicenza, Padova, 
Belluno , Feltre e Treviso , e Mastino II anche a 
Brescia , Colorno , Parma , Lucca e Massa ; ma dopo 
126 anni cadde anche il potere degli Scaligeri, e 
Verona fu occupata nel 1387 da Gio. Galeazzo 
Visconti Duca di Milano , e nel 1 403 da Francesco 
Carrara, Signore di Padova ,• laonde i Veronesi nel 
1405 si diedero liberamente alla Repubblica di 
Venezia. Scoppiata la famosa guerra mossa ai Ve- 
neziani dalla Lega di Cambray , Verona fu occupata 
nel 1S10 dall'Imperatore Massimiliano I, ma nel 
i525 fu restituita a Venezia , a cui poi sempre 
rimase fino al 1799, epoca in cui la guerra tra la 
Francia, l'Austria e la Russia desolò in particolar 
modo il territorio Veronese; poiché il medesimo fu 
quasi continuamente straziato da eserciti bellige- 
ranti e da pressoché aunuali cangiamenti di governo 
fino al 18 14, nel quale colla pacificazione dell' Eu* 
ropa Verona rimase definitivamente Austriaca ed 
una delle parti più nobili del Regno Lombardo- 
Vèneto. Questa città , generalmente assai ben fab- 
bricata, ha strade assai larghe e regolari , 4 grandi 
piazze, fra le quali è famosa quella detta la Brd 
in cui tiensi la fiera, 27 altre piazze minori ed 
alcuni edifizj veramente ammirabili. Primeggia fra 
questi P anfiteatro detto V Arena, fatto a guisa del 
Coliseo di Roma, di forma elittica, il cui asse mag^ 
giore è di metri i52, il minore di 1 23, e la cir- 
conferenza esterna di 486. Questo edificio tutto di 
marmo presentava anticamente nella sua parte esterna 
quattro piani eguali consistenti ciascuno in 72 grandi 
arcate di ordine toscano rustico : ora non ne restano 
intatti che, due ed in piccola parte il terzo, il quale 



Regno Lombardo-Veneto. io5 

arriva a à6 metri di altezza dal suolo; mentre la 
parte interna consiste in 46 grandi cerclij o gradini 
concentrici collocati Timo sopra l'altro d'intorno al 
campo di mezzo o all'arena propriamente detta, sui 
quali gradini possono comodamente sedere più di 
a3m. spettatori e vedere tutti egualmente Io spet- 
tacolo e tutta l'adunanza, e parlarsi agevolmente 
fra loro, e in poco più di 5 minuti entrar tutti od 
uscire senza pericolo di sorta alcuna per le molte 
scale che dai gradini suddetti conducono alle 72 
arcate o porte del pian terreno. La prima menzione 
che 61 trova nella storia di questo edificio, uno dei 
più conservati fra gli antichi, è dell'anno io 1 di 
G. C. , e disputano gli eruditi se sia opera degli 
Etruschi o de' Romani, Ne possono dimenticarsi in 
Verona i suoi 4 ponti sull'Adige, fra' quali è bellis- 
simo ; quello di Castelvecchio; i monumenti sepolcrali 
degli Scaligeri d'architettura gotico-tedesca finitis- 
sima, i quali sórgono a cielo scoperto in vicinanza 
alla chiesa di S. Maria Antica; il palazzo del Con- 
siglio sulla piazza de' Signori, di disegno del San- 
sovino : il teatro moderno con un portico magnifico 
del Palladio; alcune fra le porte e quel poco che 
avanza delle fortificazioni della città, che sono opera 
del Sanmicheli; la Gran Guardia sulla Brà, la Dogana 
e i palazzi Canossa, Bevilacqua, Pompei», Maffei , 
Pellegrini, Verza, ecc. che sono tutti di ottima ar- 
chitettura; e fra le chiese, la vasta e magnifica 
Cattedrale con un bel quadro del Tiziano; l'anti- 
chissima basilica di S.Zenone, ove sono molte scul- 
ture gotiche e il sepolcro del re Pipino; S. Bernar- 
dino, ov'è una cappella del Sanmicheli, eh' è riputata 
uno de' suoi capolavori; S. Anastasia; S. Giorgio; 
S. Maria in Organis e poco lungi dalla città il tempio 
della Madonna di campagna delineato dal Sanmicheli, 
di forma circolare bellissima. In quanto poi a sta- 
bilimenti, ha Verona il Supremo Tribunale di giustizia 
del Regno, cioè il Senato Lombardo-Veneto; una 



io6 Rbgno Lombardo-Veneto. 

Sezione dell'I. R. Istituto delle scienze, lettere od 
arti; l'altra celebre Accademia letteraria detta la 
Società Italiana; un'Accademia d'agricoltura, arti e 
commercio ; un'Accademia di pittura e scultura ; un'Ac- 
cademia filarmonica; un celebre Museo lapidario nel 
quale Scipione Maffeì radunò una gran quantità 
d'iscrizioni etrusche, greche e romane; due pubbliche 
Biblioteche, una comunale di circa i3m. volumi ed 
una del Capitolo cattedrale con I2m. volumi e più 
di 600 codici anche antichissimi e rarissimi del VI, 
V e IV secolo cristiano; una Pinacoteca comunale; 
un Orto .botanico; un Gabinetto fisico; un Liceo Coti 
convitto annesso; un rinomato Collegio o Seminario 
Vescovile; un floridissimo Collegio Reale per le fan- 
ciulle; tre Ginnasj ; una Scuola elementare maggiore 
di 4 classi, e non poche collezioni private di libri «> 
di quadri e di oggetti di storia naturale e d'eru- 
dizione. Verona contende a Como Y onore di essere 
patria di Cajo Plinio Secondo detto il Seniore*, ef<?*m 
Mantova vuol dividere quello & essere patria di Vir- 
gilio , poiché credesi che questi avesse le sue terre 
sul Veronese presso Valleggio, come pure fu suo 
concittadino Cornelio Nipote perchè Os'tiglia era an- 
ticamente Veronese; ma fu incontrastabilmente pa- 
tria ne' tempi antichi di Catullo e di Vitruvio j e 
ne 1 moderni del Fracastoro j del Panvinio \ di Giulio 
Cesare Scaligero , del Sanmicheli, del Cardinale No- 
ris, di Scipione Maffei , dello Spolverini, del Torelli , 
del Pompei, del Lorgna , del Cagnoli, del possali , 
del Cesari, dei due fratelli Pindemonti, dei pittori 
Paolo Cagliari deuo'Paolo Veronese, del Turchi detto» 
POrbetto, del Riccio detto Brusasorci, e di molti 
altri personaggi famosi nelle lettere e nelle belle 
arti. In Verona risiedono d 1 ordinario sei mila uomini 
di guarnigione , contatisi mille Ebrei circa, e fiorisce 
principalmente T industria della provincia. — La così 
detta Campagna di Verona , che si stende al sud-est 
di questa città fino a Vallfcggio sul Mincio, nella 



Regno Lombardo -Veneto. 107 

quale presso il luogo chiamato Cd > de Cabri furono 
disfatti dai Romani i Cimbri e Tigurini ', nell'anno 
101 av. G. G. , ed ebbero poi luogo anche 'rie' tempi 
posteriori grandi battaglie campali. — » Il Benaca oi 
Lago di' Garda (vedi a pag. 60), rinomato per W 
sue sponde bellissime e ricche diJ oliveti e di agru- 
mi , per le sue acque 'eccellenti per imbiancare 'il 
iìlo , ed ancor più per 20 sorti diverse di pesci sa- 
poritissimi, e specialmente per le sue trote e i suoi 
carpioni-, ove trovasi Garda, borgo famoso per 
amenità. — Il Monte Baldo che si alza fra l'Adige 
e il Benaco, al nord di Garda, con cime che giun- 
gono a circa srroo metri sul livello marino, monee 
che dà 80 diverse qualità di bei marmi, e che vieh; 
detto il giardino della Flora Italica per la quantità 
di fiori e cT erbe medicinali che somministra. * — I 
Monti Lessine che si alzano al sud di Ala , dividendo 
il territorio di Roveredò da quello di Verona. — Il 
Ponte di Veja o Aveglia, alle falde meridionali dei 
detti monti presso S. Anna al sud-est di Peri, ponte 
che si formò naturalmente col passaggio che a poco 
a poco si apersero e andarono sempre dilatando le 
acque, attraverso ad un solidissimo burrone: la piat- 
taforma di quest'arco, che poggia sopra due mon- 
tagne, non è minore in larghezza di rhetri'5-^; 
la corda ne misura 38 \ da ponente, e da levante 
più di 52; la sua elevatezza è di metri 29, e la 
grossezza di 6 \. — La Val Policella, al nord-est di 
S.Pietro Incantano, famosa per ottimi vini. — Badia 
Calavena, nel cui circondario vulcanico abbondano 
molti bei marmi e la terra verde , e ritrovatisi al 
nord-est, sui confini del Vicentino, i monti colon- 
nari di Vestena nuova, consistenti in un ammasso di 
naturali colonne basaltiche verticalmente disposte ; 
e il monte- detto Purga di Solca, alto quasi 600 me- 
tri sul livello del mare, il quale è ricchissimo di 
petrificazioni e specialmente di iotioliti e r di lignite; 
e in poca distanza da Bolca all'ovest le acque 



io8 Regno Lombardo- Veneto. 

minerali di Velo. — La Val Pantcna , poco lungi da 
Verona e al nord-est di essa , nella quale a Santa 
Maria delle Stelle si vede un grandioso antico tem- 
pio sotterraneo di costruzione romana, che nel 1187 
fu destinato al culto cristiano — E finalmente i rag- 
guardevoli comuni di Montorio antico castello , di 
lllasi ov' è una grandiosa villa de' Pompei, di Soave 
e Monteforte pure antichi castelli , di 5. Bonifacio 
capodistretto , e di Cotogna con una chiesa magni- 
fica, i quali tutti stanno sulla sinistra dell'Adige ; di 
Legnago, sull'Adige, fortezza con un ginnasio, al 
sud della quale stendonsi le valli e paludi veronesi; 
di Sanguinetto , Isola della Scala , Zevio , Villa/ ranca, 
presso cui nasce il Tartaro, i quali tutti sono ca- 
podistretti del Veronese meridionale; e di Valleggio , 
all'ovest di Villafranca, ove hanno una magnifica 
villa i Maffei. 

La Provincia di Vicenza^ montuosa al nord-ovest, 
ove le diramazioni delle Alpi Rezie la dividono dal 
Roveretano e dal Veronese, e in parte al sud, ove 
sorgono nei distretti di Barbarano e Lonigo i Colli 
Berici che vanno a congiungersi cogli Euganei, è 
piana nelle altre sue parti. Viene irrigata principal- 
mente dal Chiarnpo e dalla Qua che scendono dai 
monti di Valdagno , dal Bacchiglione nel quale influi- 
scono il Retrone , il Lovertone, il Timonchio e YAstico, 
e dalla Brenta detta anche Bedoaco maggiore. Ha 
in generale un clima blando e piacevole , un' aria 
salubre, ed un suolo ameno , assai fertile e dei più 
ben coltivati. Fu detta un tempo il granajo , la can- 
tina e il giardino di Venezia , poiché somministra 
molte granaglie e specialmente frumento, riso e grano 
turco, molto vino, molte castagne, molte frutta da 
giardino e molti legumi ed agrumi , ed ha pure lino,, 
canapa , tabacco , fieno , gelsi , olivi , legna da ar- 
dere e da costruzione ed erbe medicinali. In quanto 
al regno animale ha molto bestiame bovino, molti 
bachi e molte api, e quindi abbonda di burro,, di, 



Regno Lombardo-Veneto. 109 

formaggio, di pelli, di seta, di mele, di cera e di 
carni insaccate, ne manca di pecore, di altri ani- 
mali domestici e salvatici, di pesci e di salvaggina. 
In quanto ai minerali, oltre all'avere quasi tutti quelli 
della Provincia di Verona, ha un'argilla finissima 
nota sotto al nome di terra bianca di Vicenza, cal- 
cedonie o agatenidri dette opali di Vicenza , giacinti 
aimili a quelli di Expailly in Francia presso Puy, 
carbon fossile, torba, gesso, basalti, fitoliti celebri 
per mandare percossi l'odóre di tartufo, ed acque me- 
dicinali sì calde che fredde, — Armi da fuoco e da 
taglio, porcellana, majolica, terraglia molto stimata, 
minuterie ed altri lavori d'oro e d'argento, panni- 
lani ordinarj in quantità, drappi di seta, velluti 
assai stimati , telerie , cordami , carta , cappelli di 
feltro, di felpa e di paglia ad uso di Firenze, 

fuanti , cioccolata, rosolio, aceto, filande e filatoi 
i seta mossi dall' acqua , tintorie , cererie , conce- 
rie rinomate, costruzioni di carrozze, e il com- 
mercio di spedizione, favorito dai fiumi e canali 
navigabili, sono i principali oggetti dell'industria 
dei Vicentini. Questa provincia si divide in i3 di- 
stretti , ed ha fra' suoi luoghi più osservabili : Vi- 
cenza , antica e bella città vescovile , posta alle 
falde dei Colli Berici , bagnata dal Bacchiglione e 
dal Retrone , la quale è celeberrima specialmente 
pei molti stupendi edifizj che vi eresse Palladio , 
il Raffaello dell' architettura ; per le molte sue gal- 
lerie di quadri, e per l'industria che vi fiorisce in 
più sorte di manifatture. Essa ha un liceo con un 
collegio convitto, due ginnasj , un seminario , una 
scuola elementare di 4 classi , una biblioteca co- 
munale con 3om. volumi , un' accademia , detta 
Olimpica, di scienze, lettere e belle arti , due tea- 
tri , fra i quali X Olimpico fu costruito dal Palladio 
sul gusto degli antichi teatri greci , un bel passeg- 
gio pubblico detto il Campo Marzio ; e fuori della 
città il celebre santuario detto la Madonna di monte 



iio Regno Lombardo-Veneto. 

Serico , al quale si ascende per una magnifica scala di 
aoo gradini , coperta da un portico grandiosissimo* 
Vicenza vanta fra' suoi cittadini ., oltre al falla-dio ^ 
il celebre poeta Trissino , S. Gaetano Tiene ed un 
gran numero di altri uomini distinti nelle arti e 
nelle lettere. — Bussano, sulla Brenta , città piccola 
ma vaga , che ha floride manifatture di panni ordir 
narj , di stoffe di 6eta , di corami, di cappelli di 
paglia, di lavori in legno specialmeute al tornio, 
di carta anche lavorata in più. maniere, e di tipo- 
grafia e calcografia già state ivi portate ad una 
entità straordinaria dai celebri Conti Remondini ; 
molto commercio di seta e lana; un ginnasio, una 
accademia di disegno; 4 6tabilimenti di beneficenza; 
a teatri, una pubblica biblioteca, un territorio 
fertile di frutta e di vini squisiti, ed una celebre 
fiera dal 4 al 1% ottobre. Essa fu patria dei celebri 
pittori Bassani, dell' architetto Miazzi, del-F incisore 
in rame Volpato, dell'abate Giambattista Roberti e 
di altri insigni personaggi. — Al nord-est di Bassano, 
Romajio , patria del celebre Ezzelino che verso il 
iaSo si fece tiranno di Bassano e di più altre città 
dell' alta Italia ; la Grappa , principal vetta del monte 
d' Oro il più elevato di questa provincia , la quale 
ha 1754 metri di altezza sul mare; ed Asiago , 
capoluogo del distretto VI , in cui stanno fra V A- 
6tico e la Brenta i famosi Sette Comuni, nei quali 
(come in alcune altre parti delle alpi tirolesi e ve- 
ronesi) dicesi che si rifugiassero gli avanzi dei 
Cimbri e de 1 Tigurini , che dalle coste marittime 
danesi ed olandesi vennero in Italia contro i Romani e 
furono disfatti da Mario e Gatulo presso Verona nel 101 
avanti l'era volgare ; e questi abitanti sono in realtà 
tuttora alquanto singolari nei loro costumi , conserva- 
no tuttora un loro particolare linguaggio , e vivono 
sul bestiame , sul lavorar legnami da edifizj , uten- 
sili di legno e cappelli di paglia anche finissimi , e 
sulla coltivazione del tabacco , che loro è concessa 






Regno Lombardo-Veneto. i i i 

per privilegio. — All'ovest tli Bassano , Maros tica , 
capo del distretto V, con pretura, ospitale e molto 
commercio , in vicinanza della quale a Nove si 
trova un* ottima argilla i, a Breganze fannosi vini 
che gareggiano coi migliori della Spagna, e tjró- 
vansi agatenidri od opali , e a Salcedo trovami 
scheletri di pesci e piante impietrite. Tiene , capo- 
luogo dei distretto VII, con pretura , ospitale , 
molto commercio ed estese fabbriche di pannilani, 
e in vicinanza Lago suIT Astico con agatenidri , e 
Lonedo con giacinti : Schio , capoluogo del distretto 
Vili, borgo popolato da quasi 701. abitanti, con 
pretura, 3 stabilimenti di pubblica beneficenza, 
molto commercio 9 grandi fabbriche di pannilani e 
un circondario ricco in produzioni minerali, quali 
sono specialmente la così detta terra di Vicenza , 
miniere argentifere di rame, al Tretto litantrace 
unito a lignite, ed acque acidule a Staro: Falda- 
gno , sul fiume Agno , capoluogo del distretto X, 
con pretura, molto commercio e molte produzioni 
minerali , tra le quali sono celebri fino dalla più 
remota antichità le acque medicinali gazose di Re- 
coaro. — Al sud de' luoghi precedenti, Cittadella, 
capoluogo del distretto III, con 6m. abitanti e de- 
liziose campagne; Malo, capoluogo del distretto 
IV, con qualche commercio ed alcune produzioni 
minerali ; Arzignano , capoluogo del distretto XI , 
che ha ym. abitanti, molto commercio , e nelle 
sue vicinanze, verso il Veronese, ictioliti, osteoliti, 
ammassi di basalti prismatici maravigliosi , gran 
copia di carbon fossile, e sorgenti di acque mine- 
rali ; Montebello , borgo mercantile sul Chiampo , 
intorno al quale seguirono fra gli Austriaci e i Fran- 
cesi varie battaglie; Lonigo , sulla Gua, altro borgo 
assai popolato, che ha molto commercio e un ter- 
ritorio assai fertile e ridente; Barbarano, sui Colli 
Berici, con alcune sorgenti di acque calde; e Carni- 
sano , borgo bellissimo , nel cui territorio prospera 
specialmente la coltivazione del riso. 



112 Regno Lombardo-Veneto. 

, La Provincia di Treviso, quasi tutta- piana, e cor- 
rispondente nella sua massima parte ali 1 antica Marca 
Trevigiana , è bagnata dalla Livenza in gran parte 
navigabile che la divide dalla Provincia del Friuli ; 
dal Mesco che influisce nel suddetto fiume , scen- 
dendo da Serravalle e Geneda ; dal Monticano che 
da Gonegliano e Oderzo va nella Livenza alla Motta; 
dalla Piave , pure navigabile [ che la divide in due 
parti eguali; dal Sile, pure navigabile, che bagna 
Treviso , e dalla Qiavra che a Treviso si unisce 
al predetto fiume, provenendo dall'ovest. Sommi- 
nistra , in quanto a vegetabili , frumento \ grano 
turco, avena ed altre granaglie in tanta copia che 
venne denominata, come la Provincia Vicentina, il 
granajo di Venezia, legumi, fieno, vino, legnami da 
fabbrica e per la marina, ed in minor copia riso , 
lino, canapa, olio ed agrumi: in quanto agli ani- 
mali! molto bestiame bovino, bachi da seta e cavalli: 
in quanto ai minerali , molto nitro, pietre da fab- 
brica, alcuni marmi, carbon fossile ed alcune acque 
minerali: ed in quanto all'industria, manifatture di 
rame, e specialmente filo di rame stimatissimo, col- 
telli, forbici, lime, lastre ed altri lavori d'acciajo; 
tessuti di lana, di seta, di cotone, di lino e di ca- 
napa; berrette, cappelli, carta, seta, cuoi e pelli. 
Si divide in io Distretti, ed ha per suoi luoghi 
principali: Treviso, sul Sile, città antica e un tèmpo 
fortificata dal celebre architetto Fra Giocondo, ma ora 
poco popolata in proporzione della sua vastità, la 
quale ha bei palazzi, belle chiese, un teatro dise- 
gnato dal Bibbiena ed eseguito dal Miazzi, una 
ecuoia elementare di 4 classi, un ginnasio, un Se- 
minario, due collegi d'educazione l'uno maschile e 
l'altro femminile, una pubblica Biblioteca, un Ateneo 
di scienze ed arti, tre stabilimenti di pubblica be- 
neficenza, un'I, R. Ispettoria di nitri e polveri coi 
rispettivi magazzini, rinomate manifatture di utensili 
di rame e di acciajo, berrette all' uso de' Levantini , 



Regno Lombardo-Veneto. ii3 

di stoffe iti cotone e in lana., di porcellana e di 
terraglia all'uso inglese, un vivo commercio di lana, 
di seta e delle altre produzioni e manifatture del 
paese, ed una fiera in ottobre. Essa fu patria di To- 
tila re dei Goti, di Papa Benedetto XI, del pittore 
Paris Bordone e di altri insigni personaggi. — Ca- 
stelfranco , dove nel 147S nacque il famoso pittore 
Giorgione ( Barbarelli ), che fu 1' emulo di Tiziano, 
e dove sono il palazzo Soranzo disegnato dal San- 
micheli, eh' e stimato uno de' più grandiosi edifizj 
di villeggiatura che si conoscano , e la chiesa di S. 
Liberale, e un teatro costrutto in modo da potersene 
servire tanto di giorno col lume naturale quanto di 
notte colla illuminazione artificiale, che sono opera 
delT architetto Preti assai commendato dal Milizia. — . 
Asolo , grosso borgo mercantile, presso del quale 
stanno Maser con un magnifico palazzo disegnato 
dal Palladio ^per la famiglia Barbaro,' e Po ss agno , 
ove nacque nel 1767 il sommo scultore Canova, 
il quale volle che quivi fosse a tutte sue spese eretto 
un tempio sul gusto della Rotonda di Roma, e lo 
arricchì ben anche di sue sculture e pitture. — E 
sulla sinistra del Sile, Ceneda, città vescovile, un 
tempo assai popolata, con una scuola elementare di 
3 classi, un ginnasio, un seminario, molto commercio 
ed in vicinanza ( a Carbonese ) una ricca miniera di 
carbon fossile ed acque minerali stimate. — Serra- 
valle, borgo ragguardevole ed assai trafficante in 
granaglie, vino e sete, che fu patria del poeta 
Marc' Antonio Flaminio, e che ha una scuola ele- 
mentare di 3 classi, e nelle sue vicinanze grandiose 
manifatture di pannilani. — Conciliano , patria del 
pittore Gio. Battista Cima , borgo assai ridente e 
commerciante. — Valdobbiadene , all'ovest di Ceneda, 
Oderzo e Motta , al sud della stessa, borghi anch'essi 
assai ragguardevoli ed attivi. 

La Provincia di Belluno , che si stende sulle falde 
delle Alpi Rezie Tirolési fino alle Alpi Carniche o 

Elein. di Geogr. l'art. 1. 8 



114 Regno Lombakdo-Veneto. 

del Friuli, è tutta ingómbra di montagne. Vien 
bagnata dal Cisrnone che influisce nella Brenta al 
sud di Fonzaso; dalla Piave che tutta V attraversa , 
e eh' è navigabile dal territorio di Cadore in giù v 
e dai molti influenti di questo gran fiume, tra' quali 
primeggiano Y Ansia che bagna i dintorni d'Auron- 
zo, il Baila che bagna il Cadorino , il Mae che 
bagna le vicinanze di Longarone, il Cordevole che 
scende dalla valle di Agordo, il Cauran e il Col- 
meda che irrigano il Feltrino. Ha v in quanto ai 
vegetabili, grano turco, legumi, frutta, lieuo, le- 
gnami anche da costruzione e da marina, carbone 
e scarsamente anche lino, canapa, frumento e vino; 
in quanto al regno animale, bestiame bovino, pe- 
core, capre, cacio, burro, pelli, lana in poca quan- 
tità, mele e seta pochissima-, in quanto ai minerali, 
zolfo, nitro, vitriolo e rame in abbondanza, gial- 
lamina, piombo, ferro, mercurio, coti, pietre spe- 
colari ricercatissime , gesso , carbon fossile e torba ; 
ed in quanto all'industria, chioderie ed altre ferra- 
menta, opere d' acciajo, utensili di rame, lavori di 
terra cotta ordinaria, seghe da legnami, molte con- 
cerie di pellami, tele , stoffe, calze ed altre maglie 
di lana. Si divide in 8 distretti, i cui capoluoghi 
sono i seguenti: Belluno, piccola città posta sovra 
di un'altura fra la Piave e il piccolo fiume Amo, 
in un territorio fertile , la quale ha una scuola ele- 
mentare di 4 classi, una scuola speciale di disegno , 
un collegio femminile , un seminario,, un ospitale 
civico e 4 fiere frequentate.-— Auronzo', sull'Ansia, 
borgo mercantile nel cui distretto si ritrovano miniere 
di calamuia o giallamina. — Piève di Cadore, borgo 
industre e mercantile, iti cui nacque nel 1477 il 
sommo pittore Tiziano Vecellio, nel Distretto del 
quale si trovano miniere di piombo e ferro, e si fanno 
a Perarolo lime ed altri utensili di acciajo assai sti- 
mati. — Longarone, il cui Distretto (nella valle di 
Zoldo sul Mae ) ha una miniera di piombo e ferro» — 



Recno Lombardo- Veneto. iiS 

Agordo, borgo industre e mercantile, in cui risiede 
un I. R. Ispettorato delle miniere, essendovi nei 
dintorni ricche miniere di rame, acque di cementa- 
zione, piriti marziali e cupree, e manifatture di zolfo 
e vitriolo. — Feltro con Capitolo vescovile dipendente 
da Belluno, ginnasio, ospitale, orfanotrolio e molto 
commercio. — Mei sulla sinistra della Piave, e Fon- 
zaso sul Cismone, borghi anch'essi assai mercantili. 
La Provincia del Friuli, già Forum Julii, montuosa 
al nord e ali 1 est, nelle quali parti si diramano le 
alpi Carniche e Giulie, e nel resto piana, è irrigata 
dalla Livenza, che in gran parte la divide dalla 
provincia di Treviso prima di entrare in quella di 
Venezia; dalle Zittirle, dalla Colvera, dalla Meduna 
e da altri fiumicelli e torrenti che influiscono nella 
Livenza da Sacile alla Motta; dal Lemene , che dai 
dintorni di S. Vito passa a Portogruaro e a Concordia 
nella provincia di Venezia; dal Tagliameli to , fiume 
navigabile verso V estremità, che passa pel mezzo di 
questa provincia, e da Latisana alla sua foce la di- 
vide dalla provincia di Venezia; dal fiume Stella, 
che riceve le acque del torrente Cormo provenienti 
da S. Daniele, e quelle dei Cormor provenienti dal- 
l'ovest di Udine, e si getta nella laguna di Marano; 
e dal fiume Torre che al sud-est; di Udine riceve il 
Natisone , proveniente da Cividale, e va a gettarsi 
al sud-est di Palina nel Lisonzo in Illiria. In quanto 
ai vegetabili, questa provincia, che nelle sue pianure 
ha in generale terreni selciosi, sassosi e magri, dà 
frumento bianco e nero, grano turco, frutta squisite, 
vino in alcune parti soltanto, ma assai buono, 
quali sono il Piccolito e il Refosco, e verso le mon- 
tagne ottimi pascoli e legnami anche da costruzione: 
in quanto ai regno animale, il Friuli ha una seta 
finissima, che gli produce più di 2 milioni di franchi 
di annua rendita, bestiame bovino assai prospero 
verso le montagne ( ma scarso e piccolo alla pianura, 
ove in vece si trovano bellissimi asini), buoni inajali, 



n6 Regno Lombmido-Veneto. 

pecore, capre , burro, formaggio, pelli, lana, mele 
e pesci: in quanto a' minerali, selci, calcedonie e 
altre pietre selciose , specialmente nei letti dei tor- 
renti; cave di marmi e di gesso, torba e qualche 
sorgente di acque minerali: e finalmente in quanto 
alle manifatture, lime, coltelli, forbici ed altri utensili 
di acciajo, di ferro, di rame e di ottone; lavori di 
legno al tornio e con intarsiature, acquavite e ro- 
solj, terraglie e porcellane, cappelli, telerie, can- 
dele di sego, tintorie, concerie e specialmente fi- 
lande e filatoi di seta, la quale forma il principale 
articolo di commercio nel Friuli. Questa provincia 
limitrofa colFIlliria e colla Germania ha un parti- 
colare dialetto italiano misto di altre lingue; ed es- 
sendo la più estesa e popolosa del Veneto Governo, 
si divide in 21 Distretti, nei quali si osservano prin- 
cipalmente : sulla sponda sinistra del Tagliamento , 
Udine , capoluogo della provincia, città antica e 
grande, situata in una vasta e fertile pianura, sui 
canale detto Roggia o Roggiale, nella quale ritro- 
vansi alcuni magnifici edifizj , come sono il Duomo, 
S. Pietro martire e il palazzo pubblico non termi- 
nato che vien detto il Castello, una Scuola maggiore 
di 4 classi, due Ginnasj , un Liceo, un Seminario, 
tre Collegi femminili, una Società agraria, cinque 
Stabilimenti di pubblica beneficenza, un Teatro, un 
attivo commercio animato da più mercati e fiere 
entro V anno , e molta industria specialmente nei 
lavoro e traffico della seta , nel conciar pelli ed in 
altri mestieri meccanici. Udine vanta fra 1 suoi più 
illustri concittadini Berengario Duca del Friuli e. poi 
Re d'Italia, Giovanni da Udine, uno de' più valenti 
collaboratori di Raffaello, il teologo Daniele Concina, 
Giusto Fontanini grande erudito, ed Antonio Zenone 
grande scrittore di pubblica economia. — Nella parte 
posta al nord di Udine , 5. Daniele , altro borgo 
commerciante, famoso pe' suoi ottimi presciutti. — - 
Osopo, fortezza sul Tagliamento,- al nord di S. 



Regno Lomturdo-Venkto. 117 

Daniele. — Gemona, capoluogo eli Distretto, assai 
popolato e commerciante. — Tolmezzo con un ospi- 
tale, molto traffico ed in vicinanza una grande 
manifattura di tele e ricchissimi pascoli. — Paluzza 
con acque minerali, e nel suo distretto Zulio (Julium 
Carnicum) già colonia romana nelle Alpi Carniche. — 
Ponteba, nel Distretto di Moggio, posta fra le Alpi 
Carniche al sud e le Giulie al nord e all'est, sopra 
il fiumicello Fella che divide il borgo in due parti 
ed insieme l'Italia dalla Germania; poiché appena 
passato il ponte cangiano totalmente il linguaggio 
e le costumanze degli abitanti. — Nella parte posta 
all' est di Udine ( ove le Alpi continuando fino 
ali 1 Adriatico prendono succesvvamente i nomi di 
Giulie, Pannonie e Venete), Cividale, borgo nobilis- 
simo, in cui nacquero Paolo Diacono, istorico con- 
temporaneo di Carlo Magno , e Jacopo Stellini famoso 
filosofo del secolo XVIII, con un insigne Capitolo, 
una Biblioteca, un Collegio femminile, molto com- 
mercio ed un territorio ricco di frutta e di vino. — 
Nella parte posta al sud, Camp of or mio , celebre pel 
trattato di pace del 1797. — Codroipo, borgo presso 
il quale sorge la famosa Villa di Passeriano dei Ma- 
nini di Venezia. — Palmanova, fortezza disegnata 
dallo Scamozzi nel 1693. — Latisana , borgo com- 
merciante sul Tagliamento. — Marano Porpetto , 
sulT Adriatico. — E sulla sinistra del Tagliamento, 
Spilimbergo , già castello, con parecchie filande e 
grandiosissimi filatoi da seta. — Maniago con rino- 
mate manifatture d'acciajo. — Aviano, assai popolato 
e commerciante. — Sacile , celebre negli annali 
militari, con molto traffico. — Pordenone, già ca- 
poluogo della Contea di P or tenari , ove nel 1484 
nacque il celebre pittore Gio. Antonio Licino detto 
comunemente il Pordenone. — 5. Vito , borgo po- 
poloso e commerciante. 



n8 Stati Austriaci 

Art. 2. Stati Austriaci Tedeschi. 

Gli Stati austriaci tedeschi ( ad eccezione dell'Istria 
ejt-Veneta) fanno parte del territorio che vien com- 
preso nella grande Confederazione Germanica ^ nella 
quale V Imperator d'Austria è il principale Confe- 
derato, regnando sopra 69,448 miglia geog. quad. 
e quasi nove milioni e mezzo di abitanti. Questi 
Stati dividonsi in 7 parti principali, come si è detto 
a carte 29. 

A. Arciducato d'Austria. 

Denominazione. L'Austria ( Oesterreich) eretta in 
Arciducato nel 1453, da cui prendono il titolo di 
Arciduchi e di Arciduchesse tutti i discendenti del- 
l'Augustissima famiglia che vi regna, ebbe il nome 
dalla sua posizione all' est per rispetto al resto della 
Germania; giacche in tedesco Ost od Oest significa 
Levante , e Reich significa Regno od Impero. 

Confini, estensione e popolazione. L'arciducato 
d'Austria confina al nord col margraviato di Moravia 
e col regno di Boemia, all'est col regno d'Ungheria, 
al sud col ducato di Stiria e col regno d'IUiria, e 
all'ovest colla contea del Tirolo e col regno di Ba- 
viera. La sua superficie è di miglia geografiche qua- 
drate 10,846 ~, e la popolazione di 1,906,036 abit. 
circa. 

Divisione. L'arciducato d'Austria si divide gene- 
ralmente in due grandi territorj, l'uno al disotto 
e l'altro al disopra deWEnns, fiume che influisce nel 
Danubio non lunpi dal centro dell' arciducato me- 
desimo. Il primo dei detti territorj viene anche 
detto Bassa Austria, ed il secondo Alta. 

i.° Austria al di sotto deli Enns. 

Confini, estensione e popolazione. L'Austria a! di 
sotto, cioè situata verso la sponda destra, dell'Enns, 



Tedeschi. 119 

confina ni nord colla Boemia e colla Moravia, ai- 
Test coli 1 Ungheria, al sud colla Stiria -, ed all'ovest 
coli 1 Austria al di sopra dell' Enns ossia coi Circoli del 
Traun e del Mùhl. Ila miglia geog. qu. 5524 $ di 
estensione e circa 1,117,754 abitanti. 

Acque. Il Danubio che attraversa nella direzione 
dell'ovest all'est tutta la Bassa Austria, i molti in- 
fluenti di questo stesso gran fiume , il canale na- 
vigabile di Neustadt, formato colle acque del fiume 
Leytha, e i laghetti di Erlaf e di Lunz , ai confini 
della Stiria presso i! monte Oetscher, sono le acque 
più osservabili dell'Austria al di sotto dell 1 Enns. ; — 
Tra i detti influenti del Danubio i principali sulla 
sponda destra sono: Y Enns proveniente da Radstadt 
nel circolo di Salzburg che bagna Steyer ed Enns; 
T Yps che bagna Waidhofen ed Ips ; X Erlaf che 
sbocca fra Ips e ÌYIoelk ; il Bielach che passa fra 
Moelk e S. Pòlten ; il Trasen che bagna S. Pòlten 
all'est; il Perschling e i due Tulln, grosso e piccolo, 
che sboccano tutti e ire all'ovest di Tulln; la Vienna 
o Wien che passa fra Schònbrunn e Vienna a cui 
dà il nome; lo Schwechat, procedente da Baden , 
che passa all'ovest di Lachsenburg, ed ingrossato 
dal Triesting e dal Kaltegang sbocca a Schwechat ; 
il Pisting che ingrossato dal Gross-Fischa e dai 
Reisenbach sbocca a Fischament, e la Leytha che 
dai dintorni di Neustadt a quelli di Bruck serve di 
confine fra l'Austria e l'Ungheria. E sulla sponda 
sinistra del Danubio: l' Isper che segua sulla sini- 
stra del Danubio per lungo tratto il confine tra la 
Bassa e l'Alta Austria, ed ha la sua foce fra Ips e 
Grein; il grande e il piccolo Krems che sboccano 
uniti a Krems; il grande e il piccolo Kamp collo 
Zwettel che sboccano in faccia alla foce del Trasen ; 
gli Schmida ( inferiore e superiore ) che sboccano 
uniti al sud di Stockerau ; e la Morava o March, 
procedente da Olmiitz in Moravia , che divide l'Un- 
gheria dall'Austria e dalla Moravia, fiume nel quale 



Tao Stati Austriaci 

influiscono la Thaya che bagna Znaym e segna il 
confine fra l'Austria e la Moravia ; la Zaja al nord 
di Zisterdorf; il Weidenbach che bagna Pirrawarth 
e sbocca ne' dintorni di Marcheck; lo Stempfelbach 
al sud del precedente ; ed il Russbach che bagna 
Wagram Tedesco , e sbocca in faccia a Theben, vi- 
cino al confluente della Morava col Danubio. 

Costituzione fisica. La Bassa Austria è piana nella 
sua estremità orientale, nella quale confina coir Un- 
gheria; ma in tutte le altre sue parti è dove più 
e dove meno ingombra di monti. Fra questi sono 
da notarsi i.° la catena del Wienerwald, la quale si 
stende dalle Alpi della Stiria, anticamente chiamate 
Noriche, fino al Danubio, fra le città di Neustadt 
e Lilienfeld, Baclen e S. Pòlten, Vienna e Tulln. 
Neil 1 estremità settentrionale di questa catena sorgono 
il Kahlenberg e il Leopoldsberg , monti di piccola 
elevazione che signoreggiano il Danubio e contri- 
buiscono a rendere ameni i dintorni di Vienna ; e 
nell 1 estremità meridionale stanno in vece i più alti 
monti dell'Austria Bassa, cioè Y Oetscher che ha circa 
due mila metri sul livello marino e lo Schneeberg , 
le cui cime perpetuamente nevose si veggono fin da 
Vienna : qui è pure fra Schottwien e Marzushlag il 
famoso Semmering , sul quale passa ( alzandosi ben 
1394 metri sul mare) la grande strada di Neustadt 
a Bruck nella Stiria; 2. i piccoli Monti Leytha che 
sorgono tra il fiume di questo nome e il lago Un- 
gherese di Neusiedle; 3.° il Mannharts che sorge fra 
Meissau e Krems, stendendosi con molte piccole 
diramazioni fino ai monti della Moravia. — Il clima 
della Bassa Austria è salubre e non eccessivamente 
rigido nel verno; il suolo vi è sabbioso nella pia- 
nura ed argilloso nelle parti montuose, e l'aspetto 
del paese variato ed in alcune parti amenissimo. 

Produzioni del paese. L'Austria al di sotto dell'Enns 
nelle pianure è fertile in ogni sorta di granaglie, in 
legumi, lino, canapa, zafferano, senapa ed erbaggi, 



Tedeschi. 121 

e nei monti vi prosperano, per quanto la situa- 
zione il comporta, le viti in modo che nelle buone 
annate vi si fanno cento cinquanta mila emeri, vale 
a dire 85 mila some metriche, divino: i vini della 
sponda destra del Danubio, detti di monte, sono 
migliori di quelli della sponda sinistra detti di pia- 
nura. Vi si trovano in oltre erbe medicinali , e boschi 
con piuttosto scarsa quantità ,di legnami. L'industria 
rurale vi è però in generale suscettibile di molto 
miglioramento. — In quanto al regno animale, vi si 
trovano cavalli, bestie bovine, pecore di razze mi- 
gliorate, porci, pollame, cervi , caprioli , cinghiali, 
camosci, lepri, volpi, lontre, castori, lupi cervieri, 
volatili salvatici d'ogni sorta, e pesci in gran copia 
ed anche di ottima qualità. — In quanto ai minerali, 
vi abbondano l'alberese, la renaria , il granito, 
T argilla e la malga , e vi sono anche carbon fos- 
sile , torba, allume, alcuni indizj di miniere metal- 
liche ed acque minerali calde a Baden, a Radami 
al sud di Schònbrunn, a Pirrawarth al nord di Gross- 
Enzersdorf, e altrove. 

Industria nazionale. Questa crebbe molto in Austria 
dopo il glorioso regno di Giuseppe II, essendo state 
da lui favorite, ed essendovi quindi sempre più 
prosperate le manifatture in lana, in cotone ed in 
seta che per lo più si eseguiscono coll'ajuto di 
macchine grandiose. Oltre il commercio all' estero 
( che fiorisce specialmente in Vienna ) nella Bassa 
Austria è in grande attività il traffico interno; giac- 
che questo territorio manda vino e zafferano ai 
vicini, e trae grani e bestie da macello dall'Ungheria, 
ferro dalla Stiria, sale dal territorio al di sopra 
dell'Enns, burro, grasso di porco e pannilani dalla 
Moravia, pannilani, tela, cristalli, stagno e luppoli 
dalla Boemia , ecc. ecc. 

Abitanti. In Austria sono questi generalmente di 
origine Tedeschi , non trovandovisi alcuni Slavi che 
sui confili dell' Ungheria e della Moravia. 



\ii Stati Austriaci 

Religione. Nella Bassa Austria la religione domi- 
nante è la cattolica. Havvi un Arcivescovo in Vienna 
ed un Vescovo a S. Pòlten. In Vienna hanno però 
anche i Protestanti la libertà di professare pnbbli- 
eamente il loro culto , avendovi due oratorj pubblici 
e due Soprintendenti, Y uno pei Luterani e Y altro pei 
Riformati Elvetici. Anche i Greci non uniti vi hanno 
una pubblica chiesa, e gli Ebrei vi sono pure tollerati. 
Strade. Le grandi strade che partono da Vienna 
sono 4 , cioè : 

i. a La strada settentrionale, la quale passa il 
Danubio sui ponti del sobborgo di Leopoldstadt e 
di Spitz, e poi si divide in due altre strade prin- 
cipali: quella che per Nicolsburg va a Brùnn e 01- 
mùtz in Moravia, e di là nella Slesia, in Polonia, in 
Prussia e al nord d'Europa; e quella che da Stockerau 
va per Znaym ed Iglau o per Horn e Tabor in 
Boemia a Praga, e di là nella Germania centrale. 

2. a La strada orientale che va lungo la destra 
del Danubio a Schwechat, ed ivi si divide in due 
altre principali strade , la prima delle quali passa 
all'est di Lachsenburg e va a Oedenburg nelF Unghe- 
ria occidentale, in Croazia, a Varadino, ad Agram, 
a Carlstadt e a Fiume, e in Dalmazia a Zara, ecc.; 
la seconda va per Fischament a Presburgo , aRaab, 
a Pest, in Transilvania e in Turchia. 

3. a La strada meridionale o di Neustadt, la 
qunle a Bruck sul Muhr si divide nelle due princi- 
pali strade di Leoben e di Gratz; la prima delle quali 
si suddivide ancora in tre direzioni, ritornando per 
^teyer ed Enns al Danubio , conducendo per Saltz- 
burg a Monaco in Baviera , e per Clagenfurth a 
filladi, e di qui per Lienz e Brixen in Tirolo o 
per la Ponteba in Italia ; mentre la seconda , cioè 
quella di Gratz , passa per Laybach a Trieste o a 
Gorizia nel Friuli Tedesco. 

4. a La strada occidentale che va per S. Pòlten 
ad Enns, e quivi si suddivide in tre diramazioni, 



Tedeschi. 123 

l'ima al sud per Stcyer e Lcoben , ove si unisce 
colla str-ula meridionale suddetta; la seconda all'ovest 
per ^~els e Lambacli , e di qua per Braunau , per la 
Baviera, la Germania meridionale, il Reno, ecc., 
o per Saltzburg, Inspmck, la Svizzera o l'Italia, 
ecc.; la terza al nord-ovest sino a Linz, ove pure 
si divide in due rami , V uno lungo il Danubio per 
Passavia, Ratisbona, Wurzburgo e la Germania cen- 
trale, e T altro al nord perBudvveis, Tabor, Praga, 
ecc. Anche a S. Pòlten questa strada occidentale 
diramasi al «ord per Krems a Praga, ecc., e al sud 
per Lilienfeld e Maria Zeli di Stiria a Bruck sulla 
strada meridionale. 

Divisione territoriale. Il Danubio che divide in due 
parti quasi eguali l'Austria al di sotto dell' Enns, e 
i monti Wicnerwald e Mannharts , che quivi sorgono 
il primo sulla destra ed il secondo sulla sinistra del 
detto fiume, hanno dato V occasione di dividere il 
territorio suddetto ne' quattro seguenti Quartieri o 
Circoli: 

, i.° Al di sotto del ^Tienerwald o di Vienna. 

2.° Al di sopra del Wienerwald o di 5. Pòlten. 

3.° Al di sotto del Mannharts o di Korncuburg. 

4. Al di sopra del Mannharts o di Krems. 
Topografia. Nel Circolo di Vienna sono da notarsi: 
Vienna (^Tien), la capitale dell'Impero Austriaco, 
situata sulla destra e, per rispetto al sobborgo di 
Leopoldstadt e al Prater, in un'isola del Danubio, 
la quale, compresi i suoi 33 sobborghi, ha un cir- 
cuito di 16 miglia geografiche, una popolazione di 
oltre 25o mila anime, senza contare la guarnigione 
ed i forestieri, ed è quindi dopo Londra, Parigi, 
Napoli e Mosca una delle più grandi città d'Europa. 
Fra le 7222 case che vi si contano, sonovi oltre la 
Corte, eh' è una specie di cittadella, ben 123 palazzi 
ragguardevoli, una grandiosa Cattedrale (dedicata 
a Santo Stefano ) di disegno gotico-tedesco, con una 
bella torre dell'altezza di 82 metri da terra e i38 



124 Stati Austriaci 

buI livello del mare, ed altre 28 Chiese parrocchiali, 
» 14 Conventi di religiosi, 3 di monache , una Chiesa 
di Greci cattolici, due di Greci non uniti, un Ora- 
torio pubblico di Luterani , ed un altro di Calvinisti 
Elvetici. Nel suo interno , il quale è cinto di mura 
altre volte fortificate, essa ha varie grandi piazze, 
quali sono la Piazza di Santo Stefano , il così detto 
Graben, Y Hof, il Mercato alto ( Hohe Markt) , la 
Piazza delle Farine, e soprattutto la Piazza di Giu- 
seppe (Josephsplatz) , ov' è una bella statua equestre 
di Giuseppe II; e nell'esterno, ove fra la città an- 
tica e i sobborghi si estende all'intorno un'ampia 
spianata, ritrovansi amenissimi passeggi pubblici, 
bellissimi giardini, quali sono quello del palazzo 
Imperiale di Belvedere, quello del Principe di 
Schwartzenberg, quello del Principe di Liechtenstein, 
quello del Principe Esterhazy, ecc., e sopra un'isola 
del Danubio il Prater, VAugarten e il Birgittenau, che 
sono parchi vastissimi , disposti in viali e boschetti , 
destinati al pubblico divertimento. In Vienna, oltre 
la Corte , il Corpo Diplomatico , i Ministri di Stato 
e le Autorità del Circolo e della Città, risiedono 
tutti gli Uffici supremi dell'Impero, il Tribunale 
d'Appello per tutto l'Arciducato, la Reggenza, che 
è quanto dire il Governo della Bassa Austria, e il 
Principe Arcivescovo, la cui diocesi abbraccia il Cir- 
colo di Vienna e quello di Korneuburg. In quanto 
a pubblici stabilimenti, vi hanno Scuole elementari 
maggiori e minori pe' due sessi, una Scuola politecnica 
con analoghe importantissime collezioni, tre Ginnasj , 
un'Accademia in cui s'insegnano tutte le arti del 
disegno, un'Università con una propria Biblioteca 
ed un Osservatorio astronomico, più Collegi di edu- 
cazione pei maschi , tra i quali il Teresiano pei 
Nobili, e l'Accademia militare del Genio, due pub- 
blici Convitti monastici per le figlie, un Istituto pei 
sordi-muti ed uno pe' ciechi , un' Accademia medico- 
chirurgica detta Giuseppina , in cui sono cattedre 



Tedeschi. 125 

analoghe, ammirabili preparazioni in cera ed un 
vastissimo Ospitai militare, una Scuola di veterina- 
ria, una Società di economia rurale ed un'altra fi- 
larmonica , più Ospitali , 4 Orfanotrofj ed altri Isti- 
tuti di carità, una Fonderia ed un I. R. Arsenale di 
cannoni, un' I. R. Fabbrica di fucili, e soprattutto 
vi hanno collezioni delle più ragguardevoli in Europa, 
quali sono la Biblioteca Imperiale di 3oo mila volumi 
con codici ed altre rarità singolari, TI. R. Gabinetto 
di gemme incise , medaglie, vasi ed altre antichità fa- 
mosissime, la collezione fatta dal Duca Alberto di Sas- 
sonia d'incisioni di ogni tempo e scuola, il Gabinetto 
Imp. di storia naturale, la Galleria di quadri e la rac- 
colta di armi antiche di Belvedere, l'Arsenale della 
città di Vienna, in cui sono armi e attrezzi militari 
d'ogni genere, per non parlare delle molte ricchis- 
sime collezioni di più sorte che trovansi anche pres- 
so i Signori privati di Vienna. In quanto all'industria 
poi, questa città è pure una delle più considerevoli 
del Mondo, essendovi fabbriche e manifatture gran- 
diose e floridissime di quasi tutte le cose che servono 
ai bisogni o ai comodi della vita, e fiorendovi un 
estesissimo commercio con tutte le parti del Mondo. 
— I Dintorni di Vienna, i quali, specialmente al 
nord-ovest nella parte montuosa , dal Danubio fino 
oltre Baden, sono tutti per vista e per amene si- 
tuazioni deliziosissimi, e quindi furono sparsi per 
ogni dove di eleganti casini da diporto dei Signori 
Viennesi, e di villeggiature principesche con parchi 
e giardini all'uso inglese, vastissimi e veramente 
ammirabili. Quivi sono da nominarsi in particolare: 
al nord di Vienna, Klosterneuburg che ha un ricco 
monastero di Agostiniani, un'I. R. Scuola di pon- 
tonieri ed un cantiere per la flottiglia del Danubio; 
XHimmel^ già villa del Principe di Ligne ; Pezelsdorf 
dei signori Geymuller, e Dombach, già del Mare- 
sciallo Lascy e ora del Princ. Schwartzenberg, che 
dal Kahlenberg dominano Vienna, i bei meandri del 



12Ò Stati Austriaci 

J)anul)io e l'immensa pianura ili Gross-E/izersdorf : 
al sud-ovest di Vienna, Schónbrunn ed Hetzcndorf, 
ville Imperiali con giardini, serre, serragli e altri 
ornamenti analoghi e degni di un tanto monarca ; 
in vicinanza di esse, S. Weit, villa del Principe Ar- 
civescovo, e i bei villaggi di Hitzing , Penzing ed 
altri che ivi sorgono lungo il fiume Vienna: e quasi 
a mezza strada fra Vienna e Baden, Radami con 
acque termali, i bei villaggi di Bertholdsdorf, En- 
zersdorf e Moedling, Y antico castello di Liechtenstein, 
e Tamenissimo distretto della Brillìi, detto con ra- 
gione la Svizzera dell 1 Austria; dal quale per valli 
e monti pittoreschi si ascende ad Heiligen-Creuz 
con un Monastero Cistercense foadato lino dal n36, 
a Maria Zeli d'Austria, piccolo Santuario, e ad 
Altenmarkt, comune posto sul confine del Circolo 
di Vienna con quello di S. Pòlten , in vicinanza 
del monte Wienerwald propriamente detto. — Ba- 
dai, piccola, ma bellissima città, con terme salubri, 
nlie quali accorrono annualmente circa cinque mila 
ammalati, ed in cui si fanno stimatissimi lavori di 
acciajo. — Al sud-ovest di Baden, DJeuhaus presso 
Pulir afe Id sul Triesting ? ov' è un 1 I. R. Fabbrica di 
specchi; Po ttenstein, sul detto fiume, ove si fanno 
molti lavori di ottone e di ferro , e specialmente 
martelli, lame, bajonette e coltelli; e Schònau ov' è 
un palazzo e un giardino sontuosissimo di Girolamo 
Bonaparte, già Re di Vestfalia. — Neastadt di Vien- 
na, sul Fischa , città di iorn. abitanti circa, con 
un'Accademia militare in cui sono 440 cadetti, un 
Monastero Cistercieiise , una raffineria di zucchero 
e più altre manifatture di stoffe varie e di metallo. — 
Al nord di Neustadt , i villani di Lichtenwerd in 

ora 

cui sono grandi manifatture di aghi e spille, e di 
Theresìerihcld 'ove Y Imperatrice Maria Teresa aveva 
collocata una colonia di militari veterani. — Lachsen- 
burg, altra villa Imperiale, con giardino, parco, 
laghetto ed altre opere sontuosissime. — Ebergassing, 



Tedeschi. 127 

all'est di Lachsenburg, sul Fischa, con un castello , 
unii fonderia di cannoni, una macchina da filar co- 
tone e una grande cartiera. — Bruck sul Lcytha, 
grosso borgo con un giardino dei Conti Harrach, 
assai bello e ricchissimo di piante esotiche. — Pe- 
tranelli presso cui veggonsi le rovine di un arco di 
trionfo. dell'Imperatore Tiberio. — Hamburg^ sul 
Danubio, ov' è la principale I. R. Fabbrica di tabacco. 
Nel Cìrcolo di & Pólterl sono: S. Pòlten, resi- 
denza del Capitano del Circolo e del Vescovo, la 
cui Diocesi abbraccia questo Circolo e quello di 
Krems, città di 4800 abitanti, con un Seminario, 
una Scuola elementare maggiore, un Istituto per 
T educazione delle figlie diretto dalle Religiose co- 
nosciute sotto il nome di Vergini Inglesi, una car- 
tiera, manifatture di bambagina e di stoviglie di 
pietra, e in vicinanza ( a Viehhofcn) un'I. R. Fab- 
brica di specchi. A\ nord r Herzogenburg con un 

Capitolo .di Canònici Regolari* 1 — Sul Danubio, Titllu, 
città di 4m. -.abitanti, con fabbriche di nastri ed un 
territorio piano e fertilissimo. — 1 Mauteni eoa un 
ponte sul Danubio, e in vicinanza Gottweih, Aba- 
zia Benedettina, con ricche collezioni scientifiche. — 
Moelk con 800 abitanti ed un'altra ricca Abazia 
Benedettina, di cui sono ammirate la Chiesa \ la 
Biblioteca e il Museo. — Yps con una Scuola ele- 
mentare maggiore, un Ospitale pei poveri cronici 
di Vienna, e magazzini di sale. — Nieder-Wallsce 
con un castello sopra una rupe. — E al sud dei 
luoghi precedenti , Seitteristedten , altra Badia Bene- 
dettina con un Ginnasio convitto. — • Weidtioferi 
sali" Yps con 4m. abitanti e manifatture di falci, 
ami ed altri arnesi di ferro e d! acciajo. ■ — LLLien- 
feld^ Badia Cisterciense, con mulini da gesso, mani- 
fatture di falci, padelle ed altri utensili di ferro, e 
in vicinanza Piccolo Zeli con manifatture di ami. — 
Ed alle sorgenti del Trasen , Aruiabcrg con miniera 
d'argento ed un L ERI Fabbrica di cinabro. 



128 Stati Austriaci 

Nel Circolo di Kor ne ab urg sono: Korncnburg, re- 
sidenza dell' Ufficio circolare , con una Scuola ele- 
mentare magg. e circa 1900 abitanti. — All'est lungo 
il Danubio, Aspam> Essling, Gross-Enzersdorf ', la- 
grande isola Lobati \ e al nord di questi \ Deutsch- 
Wagram sul Russbach, luoghi tutti assai celebri per 
le grandi battaglie che vi accaddero nel 1809. — Al 
nord di Vagram, Pirrawarth con acque termali sa- 
lubri. — Sul fiume March, Marchcck, ov' è una Si- 
gnoria dei Palfy, con un grande parco in un'isola 
del fiume. — Al nord Feldsberg, sul Thaya, con un 
castello e un giardino grandioso del Principe Liech- 
tenstein; Laa sullo stesso fiume, città famosa per 
la vittoria che vi riportò nel 1278 l'Imperatore 
Rodolfo I sopra Ottocaro Re di Boemia, e Rotz ove 
particolarmente fioriscono la coltivazione delle viti 
e il traffico del vino. — Meissaa, a pie del monte 
Mannharts, che ha una Scuola elementare maggiore 
e molta fama per la coltivazione dello zafferano. — 
Hadersdorf sul Kamp, che fa pure molto traffico di 
vino. — - Stockeraa con 1800 abitanti, un mercato 
settimanale di grani, una fabbrica di liquori, un' I. 
R. Ispettorato de 1 tabacchi e la Commissione in capo 
per T abbigliamento delle truppe,. 

Nel Circolo di Krems sono : Krems , sul Danubio 
ed alle falde occidentali del Mannharts , residenza 
del Capitano del Circolo , e che ha una Scuola ele- 
mentare maggiore , un Convitto d' educazione pei 
maschi, un Ginnasio , un Liceo , una Casa di Ver- 
gini inglesi per l'educazione delle fanciulle , molto 
traffico dei prodotti del paese e quasi 4m. abitanti. 
— Stein, piccola città all'ovest di Krems , che si 
congiunge con Mautern mediante un ponte sul Da- 
nubio di circa 8co passi. — Durrenstein , pure sul 
Danubio ed all'ovest della precedente, ove sono 
un castello moderno del Principe Stahrenberg e le 
rovine dell'antico castello in cui fu tenuto prigione 
Riccardo Cuor di Leone, Re d'Inghilterra. — Spitz, 



Tedeschi, 139 

borgo sul Danubio , air ovest e poco lungi dal pre- 
cedente , il cui circondario detto Wachau dà molto 
vino, che quasi tutto viene convertito in aceto. — 
Maria Taf eri, Santuario posto sopra un monte vicino 
al Danubio, al nord di Marbach, al quale concor- 
rono molti pellegrini. — Zwettel, piccola città nel 
cui circondario è una ricca Badia Cistercense, e 
abbondano il lino, la canapa, la tela, il refe, ecc. 
— Wcitra, piccola città sui confini della Boemia, che 
ha varie fabbriche di vetro. — Weidhofen sul Thaya, 
principale sede del traffico e dell' industria di questo 
Circolo, con molte manifatture di nastri, tele, fu- 
stagni, cotoncrie, calze, ecc. — Siegharts , borgo 
pure assai industre, all'est di Weidhofen. — Lan- 
genlois, sul fiume Lois, altro ricco borgo, al nord- 
est di Krems, che ha molto traffico di vino e un 
mercato settimanale di granaglie. 

2.* Austria al di sopra dell' Enns. 

Confini , estensione e popolazione. L'Austria al di 
sopra dell' Enns , detta anche Alta Austria ( alla quale 
nel 18 16 in forza d'un trattato col Re di Baviera 
fu unito nella sua massima parte anche l'antico Ar- 
civescovato e poi Ducato di Salzburg ) , confina ai 
nord colla Boemia, all'est coir Austria Bassa o al 
di sotto dell'Enns, al sud colla Stiria , coirilliria e 
col Tirolo, ed all'ovest colla Baviera : ha una super- 
ficie di miglia geografiche quadrate 53:21 ^ ed una 
popolazione di circa 788,282 anime. 

Acque. Le acque più ragguardevoli dell'Alta Austria 
sono : il Danubio , molti altri fiumi che quivi in esso 
influiscono, ed alcuni laghi. 11 primo discende dalla 
Baviera ed attraversa il paese dall'ovest all'est re- 
candosi nella Bassa Austria. Tra i secondi sono da 
osservarsi sulla sponda destra : 1. L' Inn proveniente 
da Innsbruck e dai Grigioni , che non lungi da 

Ehm. di Geogr. Pari. L 9 



i3o Stati Austriaci 

Braunau riceve il Salzach ingrossato presso Saizburg 
dalla Sciai, e si getta nel Danubio fra Innstadt e 
Passaw, in faccia ad Ilstaclt: il Salzach dai dintorni 
di Saizburg fino alla sua foce, ed in seguito V Inn 
segnano il confine fra l'Austria e la Baviera. 2. Il 
Traun che viene da Ansee nella Stiria , e bagna 
Wels. 3. L 1 Enns che viene da Radstadt nel Salzbur- 
ghese, riceve nella Stiria la Salza proveniente da 
Maria Zeli , divide in seguito le due Austrie ed a 
Steyer è ingrossato dal fiume di tal nome. E sulla 
sponda sinistra, cominciando dalla parte orientale: 
3. L'Ipser, fiume di confine fra le due Austrie, già 
nominato a carte 119. 2. Il Naarn che sbocca al- 
l'ovest di Grein. 3. 17 Aist, formato principalmente 
dal Felci Aist e dal Wald Aist, che sbocca all'est 
di Mathausen. 4. Il Roedels che sbocca ad Ottensheim, 
quasi a mezzo fra Linz ed Efferdings. 5. Il Muhl 
che sbocca al sud di Neufelden. — Tra i laghi si 
distinguono principalmente quelli di Trami, di Atter 
Kammer , di Mond , di Aber o Wolfgang e di 
Haalstadt , che sono tutti nel paese all'est di Saizburg. 
Costituzione fisica. V Alta Austria è quasi tutta 
montuosa , poiché al nord è ingombrata da molte 
diramazioni del Mannhart e del Boemerwald , le quali 
per altro sono tutte di poca elevazione, ed al sud 
lo è assai più da quelle delle Alpi Tirolesi antica- 
mente chiamate Rezie , dalle quali verso le sorgenti 
della Drava si diramano al nord le Alpi dagli Anti- 
chi chiamate Vindeliche ( che dal Salzburghese e 
dalla Baviera vanno fino al Danubio ), ed air est le 
Alpi chiamate Noriche, le quali ingombrano il paese 
posto fra la Drava e il Danubio, da Vienna a Cilly. 
A queste diramazioni alpine appartengono : il Traun- 
stein, all'est del lago di Traun; il Gross-Priel > al 
sud di Wels, che ha 21 32 metri di elevazione sul 
mare ; YHausruck , catena che sorge al sud-est di 
ilied e che dà il nome al Circolo cosi chiamato ; il 
Gross-Glockner che ha quasi 40CO metri sul mare, 



Tedeschi. i 3 1 

e clic giace sul punto limitrofo tra il Salisburghese, 
il Tirolo e Tllliria o Carinzia; ed altri monti di 
grandissima mole. — Il clima dell'Alta Austria è 
sano , ma più rigido che quello della Bassa ; ed il 
suolo vi è fertile. 

Produzioni del paese. In quanto ai vegetabili , 
l'Alta Austria non può dar vino, ma , fiorendovi assai 
T industria rurale, dà grani di più sorti, canapa, 
lino, erbaggi e frutta in quantità, essendovi molti 
campi di alberi fruttiferi che pajono giardini, e fa- 
cendovisi colle mele e colle pere non poco sidro 
per supplire alla mancanza del vino; in quanto al 
regno animale , vi si mantengono molte pecore e 
molto bestiame bovino; in quanto ai minerali, vi 
abbonda il sale nel paese di Salzburg e nelle vici- 
nanze. 

Industria nazionale. V industria neir Alta Austria 
si occupa nella coltivazione del suolo, nel tessere 
tele e stoffe di lana, in più specie di lavori di ferro, 
neir esportazione del sale, delle frutta, del legna- 
me, del refe, della t^la, de patinilani, degli uten- 
sili di ferro e di simili cose del paese, e nella im- 
portazione ^di quanto vi manca , principalmente di 
grani dalla Boemia e di vino dalla Bassa Austria. 

Abitanti. Gli Austriaci al disopra dell'Erma sono 
originarj tedeschi e parlano in generale un dialetto 
tedesco corrotto; ma le persone ben educate par- 
lano e scrivono il buon tedesco. 

Religione. La religione dominante nell'Alta Austria 
è la cattolica. Giuseppe II vi ha istituito in Linz 
un Vescovado suffra^aneo all'Arcivescovo di Vienna. 
Vi sono però tollerati anche i Protestanti , i quali 
vi hanno i loro oratorj e un particolare Sopriu- 
tendente che risiede nel castello di Efferding. 

Divisione territoriale. V Alta Austria o al disopra 
dell 1 Enns si divide ne' seguenti cinque Quartieri o 
Circoli, il primo dei quali sta sulla sinistra e gli 
altri quattro stanno sulla destra del Danubio : 



i3s Stati Austriaci 

r.° Il Circolo del Miihl, ove Urfar sobborgo di 
Linz, Freystadt e Mathausen. 

2. Il Circolo dell' Hausruck, ove Linz e Wels. 

3.° Il Circolo del Trami, ove Steyer ed Enns. 
* 4. Il Circolo deir/wz, ove Ried e Braunau. 

5.° Il Circolo di Salzburg, ove Salzburg ed 
Hallein. 

Topografia. Nel Circolo del Mtihl sono : £7r/ar , 
sobborgo diZ/iA^z, posto sulla sinistra del Danubio, 
nel quale risiede V Ufficio Circolare del Mùhl. — 
Mathausen, ove sono i grandi magazzini del sale 
destinato per la Boemia, e cave di eccellente gra- 
nito. — Grein, città posta in un circondario assai 
pittoresco sul Danubio , e dove sono le situazioni 
di Wirbel e Strudel, ch'erano un tempo qui temute 
dai naviganti come già lo erano Scilla e Cariddi nel 
Faro di Messina. — Freystadt sul Feld-Aist , non lungi 
dalla Boemia, con un castello, un collegio di Sco- 
lopj , molto commercio di refe e 4m, abitanti. 

Nel Circolo delV Hausruck sono: Linz, residenza 
del Governo e del Vescovo di tutta Y Austria al 
disopra delFEnns, città ben situata e ben fabbricata, 
che ha ragguardevoli sobborghi sulle due sponde 
del Danubio, un ponte di legno su questo fiume, 
un antico castello posto sovra un'altura, un bel 
palazzo nuovo in cui risiede il Governo e prende 
alloggio anche la Corte , una bella e vasta piazza 
da mercato, un bel teatro, una grandiosa I. R. 
fabbrica di pannilani, cotoncrie, fustagni ecc., più 
altre manifatture di stoffe varie, di pelli, di verde 
minerale ecc., molto commercio di spedizione, una 
Scuola normale, un Ginnasio, un Liceo e quasi 
icjm. abitanti. — Efferding, piccola città vicina al 
Danubio, il cui territorio è dei più ben coltivati. — 
Engelhardzell , villaggio sul Danubio verso i confini | 
del Circolo dell' Inn e della Baviera, dov'è una 
grande dogana di confine, alla quale tutte le navi 
debbono approdare. — Wels, città di 25oo abitanti , 



Tedeschi. i33 

sul Traun quivi navigabile, nella quale risiede T Uf- 
ficio Circolare dell' Hausruck. — Schwannenstadt , 
città ben fabbricata e ben situata ( non lungi dai 
monti Hausruck, e sulla sinistra dell'Ager scarica- 
tore del lago di Alter che influisce nel Traun a 
Lambach ) con fabbriche di mussoline. ■ — Voeckla- 
bruck, altra città di circa 200 case, sul Voeckla in- 
fluente nell'Ager, con fabbrica di cotoncrie e molte 
manifatture in legno. 

Nel Circolo del Traun, diviso dal precedente dai 
fiume Traun e quindi da una linea che passa fra il 
lago di Traun e quello di Atter, sono: Steyer, città 
posta in una bella pianura e ben fabbricata , con 
un ponte sull'Enns ed un castello sopra di una col- 
lina , città nella quale risiede V Ufficio Circolare, e 
ritrovansi un I. R. Istituto per V istruzione dei can- 
nonieri, più fabbriche dipannilani, cotoncrie, armi 
ed altri arnesi di ferro che si spediscono fino in 
Prussia e in Turchia, e circa 35go abitanti. — Enns , 
alla foce del fiume di tal nome, città delle più an- 
tiche nell'Austria con circa 3m. abitanti, un castello 
posto sovra un'altura, e fabbriche di lavori di ferro, 
cotoncrie e nastri. — 5. Florian, all'ovest di Enns, 
con un convento di Agostiniani fornito di un ottima 
biblioteca, e un circondario in cui particolarmente 
fiorisce l'industria rurale. — Kremsmunster , sul fiume 
Krems influente nel Traun, che ha una ricca Badia 
Benedettina, in cui sono una Biblioteca, più Gabi- 
netti scientifici, un Osservatorio ed un Ginnasio. — 
Gmunden , all'uscita del fiume Traun dal lago di tal 
nome, città di quasi 900 abitanti , in cui risiede 
l'I. R. Ispettorato in capo del sale, di cui qui sono 
grandiosi magazzini. — Il Territorio Camerale delle 
Saline ( Salzkammergut ) consistente nel paese posto 
fra la Stiria e il Salzburghese , al sud del lago di 
Traun, dell'estensione di circa 240 miglia geogra- 
fiche quadrate con circa 14111. abitanti, il quale ha 
T aspetto totalmente alpestre ecl è abbondantissimo 



1 34 Stati Austriaci 

dì miniere di sai gemma che producono all'Erario 
la rendita annua di circa un milione di fiorini (*). 

Nel Circolo délV Imi sono : Ried, borgo in cui 
risiede V Ufficio Circolare, che ha am castello e circa 
25co abitanti. — Schàrding, città suirinn stata arsa 
durante la guerra del 1809, che ha pure un castello 
e quasi 2000 abitanti. — Braunau, città situata in 
una bella pianura sul confine della Baviera, che ha 
un ponte suirinn, varie manifatture di panni e 
quasi 3m. abitanti. 

Nel Circolo di Salzburg , il quale prima del i8o3 
apparteneva in sovranità al proprio Arcivescovo, e 
che ha montagne, vallate, cascate d'acqua e pro- 
spetti veramente pittoreschi, ritrovansi : Salzburg, 
città situata sulle due sponde del Salzach, che ha 
una bella pianura verso il nord, ed è chiusa dalle 
altre parti da erte montagne che le servono quasi 
di mura. Internamente essa ha le strade piuttosto 
anguste; ma bella e magnifica la rendono le case 
generalmente ben fabbricate , il Duomo colla sua 
piazza tutta cinta di arcate e di gallerie, il palazzo di 
Governo con un'altra bella piazza adorna di fontane 
di marmo, il palazzo Reale, la scuderia Reale con 
un anfiteatro tutto scavato nei sasso, che in estate 
serve di cavallerizza, il Collegio Virgiliano colFan- 
nessa chiesa della SS. Trinità , il Monastero dei 
Benedettini colT annessa Chiesa di S. Pietro , Ja 
Chiesa di S. Sebastiano con un cimiterio dei più 



(*) Queste miniere si presentano nelle viscere de' monti in 
masse dure e di varj colori, secondo che il sale è combinato 
con una o con un' altra materia. Entro a queste rupi saline si 
scavano grandi fosse o vasche : quivi s' introduce dell' acqua e 
vi si lascia finché si trova ben saturata di sale , ed allora questa 
si estrae dalle vasche e si fa bollire , affinchè colf evaporazione 
deponga il sale nuovamente solido e ben purgato. Nelle miniere 
di cui parliamo la detta acqua salsa discende in diversi tubi nei 
villaggi di Ebensee , Hallstadt ed Ischi, dove sono gli edificj e 
le caldaje per la detta ebollizione. 



Tedeschi. i35 

ammirati, il ponte sul Salzach lungo quasi 117 metri 
e largo 12 , e la porta della città chiamata eli S. Si- 
gismondo, che fu scavata attraverso al vivo masso 
del monte Monchsberg dall'anno 1769 al 1774, e che 
è lunga i5o passi e larga 8. In Salzburg risiedono 
l'Ufficio Circolare, l'Arcivescovo e circa iom. abitanti, 
contansi alcuni stabilimenti Ietterai) ed alcune ma- 
nifatture, e si fa un tenue traffico di spedizione. 
Sopra una vetta del nominato monte sta la fortezza 
detta Hohcnsalzburg , dov' è l'arsenale delle armi e 
si gode di una vista bellissima. In vicinanza della 
città sta la Villa Imperiale di Mirabell con vasti 
giardini , e non lungi dalla città medesima si trovano 
alcune grandiose ville private con bei giardini all'uso 
inglese, quali sono Aigen, dov 1 è anche un bel monu- 
mento del Generale Moreau; Hellebrunn sul Salzach, 
ove sono bei giuochi d'acqua ed un teatro scavato 
nel vivo ceppo di un monte; Leopoldskrone , Kle- 
seim^ ecc. — Hallein, bella città sul Salzach con circa 
6m. abitanti, manifatture di cotoncrie e di spille, 
ed in vicinanza il monte Durrenberg, nel quale è 
abbondantissimo il sai gemma e si contano 33 va- 
sche , dalle quali discende per tubi ed entra in 
Hallein per 17 bocche l'acqua salsa che quivi si fa 
bollire, e produce all'Erario una rendita annua di 
circa 400,000 fiorini. — Werfen con i5oo abitanti 
ed un castello in alto. — Radstadt, città vicina alle 
sorgenti dell' Enns con 800 abitanti. — Gastein, vil- 
laggio in vicinanza del quale trovansi una sorgente 
di acque termali salubri detta Wildbad, ed il monte 
Rathhausherg alto 2639 metri sul mare, il quale ha 
qualche filo di miniera d' oro. 

B. Regno di Boemia. 

Denominazione. La Boemia fu così chiamata per 
essere stata 600 anni circa avanti G. C. occupata 
dai Boi, una di quelle popolazioni che uscirono dalle 



i36 Stati Austriaci 

Gallie con Sigoveso. Essa fu poco dopo G. C. oc- 
cupata dai Marcomanni e dai Goti, e nel VI secolo 
cristiano dagli Slavi, Slavoni o Schiavoni, orfginarj 
Tartari o Sarmati già da qualche tempo stabiliti 
nel nord-est dell'Europa, i quali qui furono guidati 
da un loro capo chiamato Zeco. La Boemia diventò 
generalmente cristiana verso Tanno 894: ebbe per 
qualche tempo il titolo di Ducato , e fu eretta in 
Regno nel 1086. 

Confini ed estensione. La Boemia confina al nord 
col Regno di Sassonia e colla Slesia Prussiana, all'est 
colla Moravia, al sud coli' Austria, ed all'ovest colla 
Baviera. - — La di lei estensione è calcolata a 1 5,2 16 
miglia geografiche quadrate, e la popolazione a circa 
3,i5o,ooo anime. 

Acque. Principal fiume, e quello nel quale in- 
fluiscono tutte le acque della Boemia , è Y Elba , 
che nasce sopra Hohen-Elbe dai monti Riesen o dei 
Giganti, e bagna Arnau, Josephstadt, Kònigingratz, 
Brandeis al nord di Praga , Theresienstadt ed Aussig, 
e passa in seguito a Dresda in Sassonia, e quindi 
ad Amburgo ove sbocca nel mare del Nord. Fra i 
moltissimi influenti dell'Elba distinguonsi la Moldava 
che nasce dal Bòhmerwald, passa a Budweis ove 
diventa navigabile , riceve a destra la Zasawa e a 
sinistra il Beraun, passa per Praga, e mette foce 
nell'Elba a Melnik; e V JEger che nasce dal monte 
Fichtel, bagna Eger oEgra, Carlsbad, Saatz, Laun 
e Theresienstadt. 

Costituzione fisica. La Boemia è da ogni parte 
circondata da monti più o meno alti, ed è qua e 
là montuosa anche nell' interno. I Monti di Glatz 
detti anche Monti Sudeti, e quelli detti Riesen, 
cioè dei Giganti , la dividono al nord dalla Slesia 
Prussiana; i Monti Erz o delle Miniere la dividono 
air ovest dalla Sassonia ; il Monte Fichtel ed il 
Bòhmerwald, ossia la Selva Boema, la dividono al 
sud-ovest dalla Baviera, ed una diramazione di 



Tedeschi. i3/ 

quest'ultima catena, che va ad unirsi coir una di- 
ramazione dei monti di Glatz , la divide dall'Austria 
e dalla Moravia. Le più alte cime della catena dei 
Riesen giungono a loco metri di elevazione sul 
livello del mare , quelle dei monti di Glatz a 
1400, e quelle del Fichtel a 1200 al più. — Il clima 
vi è assai rigido al nord-est presso i monti di 
Glatz e Riesen.) come anche al sud-ovest presso il 
Boehmerwald; è più mite nell'interno del paese , 
ma dovunque è sano. — Il 6uolo vi è generalmente 
grasso ed assai fertile. 

Prodazioni del paese. La Boemia produce, in quanto 
ai vegetabili, ogni sorta di granaglie, tranne il riso, 
erbaggi d'ogni qualità, alcuni legumi, luppoli sti- 
matissimi, molto lino, legnami d'ogni sorta, molte 
frutta da giardino, di cui fa ragguardevole smercio 
ad Amburgo e nella Russia, ed in certe situazioni 
vino assai accreditato, quali sono quello di Bunzlau 
che si raccoglie da viti portatevi dalla Borgogna, 
e quello di Leutmeritz che si rassomiglia al vino di 
Sciampagna. In quanto al regno animale, la Boemia 
ha in gran copia bestie bovine, cavalli, pecore, 
porci, selvaggina d'ogni specie e particolarmente 
fagiani assai stimati, ed uccelli acquatici e pesci. 
In quanto ai minerali, ha oro, argento, piombo, 
stagno in abbondanza ed assai pregiato, molto ferro, 
rame, cobalto, bismutto, arsenico, marcassita, bel- 
lissimo cristallo di rocca , alcune pietre preziose , 
come zaffiri, topazzi , amatiste, giacinti, granate 
purissime che vengono preferite alle orientali, dia- 
spri, agate, calcedonie, corniole, e finalmente anche 
zolfo, torba, carbon fossile ed alcuni sali. Vi manca 
il sai gemma, e vi abbondano le sorgenti di acque 
minerali salubri sì calde che fredde , quali sono 
quelle di Carlsbad , di Tòplitz , di Steckenitz , di 
Sedlitz , di Franzensbrunnen, ecc. 

Industria nazionale. L' agricoltura è in uno stato 
assai florido in Boemia. Vi si attende con particolare 



i38 Sta/ti Austriaci 

studio e profitto alla coltivazione dei luppoli e 
del lino , ne' luoghi montuosi alla pastorizia ed 
air allevamento degli animali bovini H per cui vi 
abbondano il burro ed il grasso ; ed in alcune parti 
( specialmente nel Circolo di Chrudim ) air alleva- 
mento de 1 cavalli. In quanto alle manifatture , la 
Boemia primeggia sovra tutti gli Stati Austriaci , 
contandovisi moltissime fabbriche di telerie, di co- 
toncrie e di pannilani d'ogni sorta, di calze di filo 
e di lana, di cappelli, di carta, di strumenti musi- 
cali, di armi bianche e da fuoco, e di più altri la- 
vori di ferro, d'acciajo, di rame e di stagno; più 
di 66 fonderie di vetro , nelle quali sono occupati 
più di 35oo operai , e non poche officine in cui si 
lavorano le granate e le pietre dure. 

Abitanti. I Boemi di origine in parte Tedeschi e 
nel maggior numero Slavi parlano in alcuni luoghi 
il tedesco e più generalmente il boemo , eh 1 è un 
dialetto slavo : sono per natura forti , coraggiosi , 
molto affezionati alla patria , pronti nelF imparare 
ogni sorta di mestieri e d'arti; si sono sempre di- 
stinti anche nelle scienze, ed hanno una particolare 
inclinazione ed attitudine alla musica. 

Religione. La religione cattolica è dominante in 
Boemia. L'Arcivescovo di Praga e i Vescovi di Leit- 
meritz, Kònigingratz e Budweis a lui suffraganei 
ne sono i .principali Gerarchi. Anche i Greci non 
uniti e gli Ebrei vi sono tollerati ; e i Protestanti , 
tanto Luterani che Calvinisti , vi hanno oratorj 
pubblici coi loro Seniori, Soprintendenti e Predicanti. 

Strade. Le principali strade di Boemia sono: 
i.° La grande strada di Vienna a Dresda, la 
quale procedendo da Znaim riceve in se stessa ad 
Iglau la strada diBrùnn, ed attraversa tutta la Boemia 
passando per Brod-Tedesco, Czaslau, Brod-Boemo, 
Praga, Schlan, Aussig e Peterswalde , ov' entra in 
Sassonia, a Pirna , Dresda, ecc. Da questa grande 
strada a Czaslau si stacca la strada per Chrudim, 



Tedeschi. 139 

la quale, dividendosi in due, va pel nord a Kònigin- 
gratz ai monti Sudeti , a Glatz e a Breslaw nella Slesia ; 
e pel sud-est si suddivide a Zwittau per Olmiitz e 
per Brùnn. Ed a Schlan si staccano due altre grandi 
strade: la più meridionale per Liebkowitz, Carlsbad, 
Eger , il Fichtelberg, la Baviera, Culmbach , Bam- 
berg e Vùrzburg, oppure Baireuth é Nurnberg, 
oppure Amberg, Regensburg, ecc.: la più setten- 
trionale per Laun e Tòplitz a Peterswalde , ecc., 
oppure per Saatz, Kommottau , Sebastianberg, ad 
Annaberg , Chemnitz e Leipzig in Sassonia. 

2. La strada di Tabor , al sud di Praga, la 
quale a Budvveis piega all' est per Wittingau e va 
a Schwarzbach e ad Horn nella Bassa Austria ; e 
continuando nella direzione meridionale va a Frey- 
stadt e a Linz nell'Alta Austria. 

3.° La strada di Beraun, detta del Regno , che 
a Pilsen si divide in tre altre principali strade : 
quella di Klattau e Strakonitz che va ad unirsi a 
Budweis con quella di Tabor ; quella di Stab che 
passa in Baviera a Waldmunchen , a Roetz, ad 
Amberg o a Regensburg, ecc.; e quella di Miess e 
Pian che va ad Eger e di là al Fichtelberg, ecc. 

4. La strada della Slesia che al nord-est di 
Praga va a Brandeis, e si divide in due: Tuna all'est 
per Nimburg, Kònigstadtl, Chlumetz e Kònigingratz, 
donde pel nord si va ai monti Sudeti a Glatz nella 
Slesia , ecc. , e pel sud a Zwittau ed Olmutz o Brùnn ; 
T altra al nord di Brandeis a Jung-Bunzlau ove ne 
forma tre altre, cioè quella che per Gabel e pei 
monti Riesen va a Zittau in Sassonia, quella che 
per Liebenau va a Gòrlitz nella Slesia Prussiana, e 
quella che per Sobotka e Gitschin va a Kònigin- 
gratz , riunendosi ivi con quella di Nimburg, ecc. 

Divisione territoriale. Il regno di Boemia si divide 
nel Distretto di Praga e nei 16 Circoli seguenti: 



1. di Bunzlau. 
a, di Bidschow. 



3. di Kònigingratz. 

4. di Chrudim. 



140 Stati Austriaci 

5. di Czaslau. 

6. di Tabor. 

7. di Budweis 

8. di Prachen. 

9. di Klattau. 
io. di Pilsen. 

Topografia. Capitale del 



li. di Ellbogen. 
12. di Saatz. 
i3. di Leitmeritz. 
14. di Rakonitz. 
i5. di Kaurzim. 
16. di Beraun. 
a Boemia è Praga (Prag), 



città grande, fortificata, assai ben fabbricata e delle 
più industri e commercianti d'Europa, nella quale 
risiedono il Governo del Regno , il cui presidente 
ha il titolo di Supremo Burgravio , il General Co- 
rnando militare, il Tribunale d'Appello, quello dei 
Nobili e T Arcivescovo. Essa consiste in 4 parti 
principali: la Città vecchia e la Città nuova sulla 
destra della Moldava, e la Piccola Praga (Klein 
Seite ) col così detto Hradschin sulla sinistra , e 
conta edifizj e stabilimenti di più sorte assai rag- 
guardevoli. Tali sono fra i primi il Duomo di archi- 
tettura gotico-tedesca , ove sono il ricco mausoleo 
di S. Giovanni Nepomuceno , una magnifica cappella 
di S. Venceslao ed una biblioteca ; il Bourg o Pa- 
lazzo Imperiale ; la Badia de" Premonstratensi detta 
Strahof, in cui si ammirano F organo della chiesa , 
la biblioteca ed altre scientifiche collezioni; il ponte 
di pietra che unisce la città vecchia colla piccola 
Praga, il quale ha 18 arcate, 742 passi di lunghezza, 
14 di larghezza, 28 statue di Santi in marmo e 
quella di S. Giovanni Nepomuceno in bronzo ; la 
piazza maggiore con un obelisco ed una gran fon- 
tana nel mezzo; il Carolinum ossia l'Università così 
chiamata da Carlo VI; il già Collegio de 1 Gesuiti in 
cui stanno la Biblioteca Imperiale ricca di ben i3om. 
volumi, il Gabinetto di storia naturale e F Osserva- 
torio astronomico; il Wischerad , castello in cui ri- 
sedevano gli antichi re di Boemia, il quale sta 
sovra uq 1 altura ed è al presente del tutto smantel- 
lato ; la cittadella coli 1 arsenale ; i palazzi delF Ar- 
civescovo , della Città , Czernim , Liechtenstein , 



Tedeschi. 141 

Lobkowitz, Nostitz, Kinski e Wallenstcin che ha un 
vasto giardino sempre aperto al pubblico, e finalmente 
le chiese di Santa Croce, di S. Nicola, quella detta 
del Thcin in cui è il mausoleo del cel. astronomo 
Ticone Brahe, ecc. ecc. In quanto poi a stabili- 
menti ha Praga , oltre i già nominati , più Scuole 
elementari, fra le quali una normale e tre altre 
maggiori (una di queste per gli Ebrei); una Scuola 
politecnica, tre Ginnasj , un'Accademia di belle arti, 
un Istituto pe' sordi-muti, uno pei ciechi, un Orfa- 
notrofio, un Seminario generale, due Capitoli di 
Canonichesse, più Società letterarie di scienze, di 
arti e d' agricoltura , un Orto botanico ed agrario , 
un Teatro , una Zecca , un Ospitale per gli amma- 
lati, uno per le partorienti ed un altro pei pazzi; 
molte collezioni anche private di monete , di stampe 
incise, di quadri, ecc.; molte manifatture grandiose 
d'ogni genere, e molte attivissime case di commer- 
cio. Nel 1823 Praga contava, senza la guarnigione, 
96111. abitanti, fra i quali 7 mila Ebrei, che in 
questa città hanno il loro ghetto. — Nel Circolo 1, di 
Bunzlau^ Jungbunzlau , residenza dell' Ufficio Cir- 
colare, ha 35co abitanti, una Scuola elementare 
maggiore ed un Ginnasio ; Melnick è ragguarde- 
vole pel suo territorio in cui prosperano le viti 
statevi introdotte da Carlo VI; Reichstadt, al nord 
di Melnick, è la capitale del Ducato di tal nome 
che fu dato nel 1818 al figlio di Napoleone, ed ha 
un bel palazzo e 2m. abitanti ; Turnau ha 25oo 
abitanti occupati particolarmente a pulir le pietre 
preziose che si ritrovano nei vicini monti Riesen ; 
e Reichenberg ha i3m. abitanti e molte fabbriche di 
calze e di stoffe di lino, di lana e di cotone. — 
Nel Circolo 2, di Bidschow, Gitschin, capoluogo del 
Circolo, ha una Scuola maggiore e un bel palazzo; 
Starkenbach ha ottime fabbriche di vetro e di tele, 
ed Hohenelbe (già Giessdorf) sta presso la sorgente 
dell'Elba. — Nel Circolo 3 Kónigingratz è città 



142 Stati Austbiaci 

forte e vescovile con una Scuola maggiore, un Gin- 
nasio e quasi 8m. abitanti; Josephstadt (già Pless) 
è un'altra fortezza fondata da Giuseppe II, che ha 
circa ani. abitanti; Relchenau e Trautenau sono due 
altre piccole città molto industri. — Nel Circolo 4 
Chrudim ha 5m. abitanti circa ; Pardubitz è famosa 
per fabbriche di coltelli e di lame da spada; e 
Leutomischl ha quasi 5m. abitanti ed un Ginnasio. — 
Nel Circolo 5 Czaslau , residenza dell 1 Ufficio Circo- 
lare, ha 25oo abitanti; Kuttenberg ne ha 6200, e 
possiede miniere di rame e di piombo, avendo esau- 
rita quella di argento che ivi era un tempo ric- 
chissima; e Jenikau ha un 1 I. R. Fabbrica di tabac- 
chi. — Nel Circolo 6 Tabcr, residenza dell'Ufficio 
Circolare ed un tempo fortezza degli Ussiti , sta 
in cima di un monte, ed ha 35oo abitanti; e Neuhaus 
ha molte fabbriche di panno. — Nel Circolo 7 Bud- 
weis , città ben fabbricata e residenza dell' Ufficio 
Circolare e di un Vescovo , ha una Scuola elemen- 
tare maggiore, un Ginnasio, un Liceo, un deposito 
d'artigliera, molte fabbriche di panno e 6m. abitanti ; 
Krwnau, capitale del Ducato di Schwartzenberg, 
ha varie cartiere e fabbriche di panno, una biblio- 
teca, un medagliere, un giardino botanico e quasi 
5m. abitanti; e Rosenberg, al sud di Krumau , ha 
sorgenti di acque salubri ed una pesca di perle 
nella Moldava. — Nel Circolo 8, di Prachcn, Plsek 
è la residenza dell'Ufficio Circolare: essa ha una 
Scuola elementare maggiore, ed ebbe altre volte 
miniere d'oro nel suo territorio ; Wlnterberg e Rei- 
chenstein sono famose per le loro fabbriche di cri- 
stalli ; ed il villaggio di Hussenetz lo è per essere 
la patria dell'eresiarca Giovanni Uss, stato arso vivo 
nel 14 15. — Nel Circolo 9 Klattau, residenza dell'Uf- 
ficio Circolare, ha 401. abitanti e manifatture di 
pannilani e di calze; e Tauss ne ha 3m. e varie 
manifatture di vetro, di allume, di ferramenta e di 
fasce di lana. — Nel Circolo io Pilsen, residenza 



Tedeschi. 143 

dell' Ufficio Circolare , ha una Scuola elementare 
maggiore, un Ginnasio, un Liceo, molte fabbriche 
di panni, due mercati assai frequentati e quasi 6m. 
abitanti ; Miess ha nel suo territorio ricche miniere 
di piombo; Pian ha manifatture di panni, di allume 
e di vitriolo ; e Topel ha una ricca Badia Premon- 
stratense con chiesa e biblioteca assai ragguarde- 
voli. — Neil 1 1 1 Circolo Ellbogen , sede dell 1 Ufficio 
Circolare, ha circa 2m. abitanti; Eger o Egra, città 
forte, ne ha circa 8m. ; Carlsbad, città assai frequen- 
tata in estate a motivo delle sue acque termali, ne 
ha 25oo, i quali lavorano assai in opere di stagno, 
d' acciajo e di pietra ; Sclilakenwerth ha miniere di 
stagno ; Joachimsthal ha cave d' argento ed un Ma- 
gistrato superiore di miniere; e Franzensbrunnen , 
novella città presso Schlakenwerth, ha una sorgente 
di acque acidule assai famose. — Nel 12 Circolo 
Saatz, residenza dell'Ufficio Circolare, ha 4m. abi- 
tanti ; Kommothau ne ha 5m. con molte manifatture 
di allume; i villaggi di Sedlitz e Seidschitz hanno 
acque amare salubri; e quello di Steckenitz ha acque 
termali coree quelle di Spa. — Nel i3 Circolo 
Leitmeritz, residenza dell'Ufficio Circolare e di un 
Vescovo , ha quasi 4m. abitanti ed un territorio che 
dà ottimo vino ; Tìieresienstadt è una importante 
fortezza stata fabbricata da Giuseppe II , che ha 
circa mille abitanti ; Tóplìtz è città rinomata per 
le sue acque termali; Duchs , Brix, Bilia ed Àussig 
hanno pure buoni vini e frutta con alcune manifat- 
ture specialmente di calze e di tela. — Nel Circolo 
14 Rakonitz è una piccola città di i5oo abitanti; e 
Schiari , sul fiumicello Rothenbach, è residenza del- 
l'Ufficio Circolare ed ha 3m. abitanti, varie fabbri- 
che di cotoncrie e di calze, e molti vigneti nel suo 
circondario. — Nel Circolo i5, il cui Ufficio risiede 
in Praga, vi sono Kaurzim, città antica; Kolin presso 
la quale è una miniera d'oro un tempo ricca; e 
Plantari , borgo fumoso per la vittoria riportatavi 



144 Stati Austriaci 

dagli Austriaci sopra i Prussiani nel 18 giugno del 
1757, vittoria in memoria della quale P Imperatrice 
Maria Teresa istituì Y Ordine militare che porta il 
nome di lei. — Nel Circolo 16, che pure ha in 
Praga il proprio Ufficio Circolare, sono Beraun, sul 
fiume di tal nome, con quasi am. abitanti ; Carlstein, 
castello fondato da Carlo V; Schebrack, piccola città 
con cave di carbon fossile; Przibram con una mi- 
niera d'argento ed un Ufficio di miniere, ed Horzo- 
witz con miniere di ferro. 

C Margraviato di Moravia. 

Denominazione. Ebbe la Moravia ( Maehren ) il 
suo nome dalla Morava o March che P attraversa. 
Abitata anticamente dai Quadi e dai Marcomanni , 
fu invasa nel VI secolo cristiano dagli Slavi, i quali 
vi fondarono un reg;no che durò fino ai tempi di 
Carlo Magno; in seguito ebbe essa i suoi Margravj 
o Marchesi fino alP anno 1040, nel quale fu resa 
dipendente dal re di Boemia. 

Confini ed estensione. La Moravia confina al nord 
colla Boemia e colla Slesia; all'est coir Ungheria; al 
sud coir Austria, ed all'ovest colla Boemia. La sua 
superficie è di circa 4896 miglia geografiche qua- 
drate, e la popolazione di circa i,3oo,ooo anime. 

Acque. Bagnano principalmente la Moravia: i.°La 
Morava già nominata a carte 119, la quale nasce 
dallo Schneeberg ( o monte di neve ) che sorge nella 
catena dei monti Sudeti al sud di Glatz, e dopo aver 
bagnata Olmutz e gran parte della Moravia si dirige 
al Danubio formando confine fra V Austria e P Un- 
gheria. 2. La Thaya pure mentovata a carte 119, 
che bagna Znaym e si getta nel fiume precedente. 
3.° La Schwarza che bagna Brùnn e si getta nella 
Thaya presso Nikolsburg. 4. V Oder che nasce al 
nord-est di Olmutz, e va per la Slesia e gli Stati 
Prussiani a Stettin e al Mar Baltico. 



Tedeschi. 145 

Costituzione fisica. La Moravia è quasi interamente 
montuosa. AI nord essa ha i monti di Glatz o Su- 
deti, fra i quali lo Schneeberg o Monte di neve, alto 
1462 metri sul mare, le cui diramazioni orientali 
la dividono dalla Slesia; all'est ha un'altra catena 
montuosa chiamata Jablunka, la quale può dirsi una 
diramazione de 1 Carpazj che si stende dalla Vistola 
fino al Danubio a Presburgo; air ovest ha sulla linea 
di Zwittau ed Iglau un 1 altra diramazione dello 
Schneeberg , conosciuta sotto la denominazione di 
Montagne Morave, che la divide dalla Boemia; nel- 
l'interno del paese ha pure qua e là diverse mon- 
tagne poco alte; soltanto al sud, verso l'Austria, 
può dirsi piana ed aperta la Moravia. — Il clima 
vi è in generale non troppo rigido, e l'aria (ad 
eccezione di alcune situazioni paludose ) salubre. 

Produzioni del paese. Il suolo è fertilissimo nella 
Moravia e vi produce frumento, segale ed avena 
in abbondanza, orzo, riso, miglio, lenti, piselli, 
fave ed altri legumi ed ortaggi, lino di ottima qua- 
lità, zafferano, frutta da giardino e specialmente 
susine che si vendono secche anche all' estero , le- 
gnami d'ogni sorta, ghiande di quercia e noci di 
galla, ed anche vino benché scarsamente. In quanto 
al regno animale, la Moravia ha cavalli, buoi, pe- 
core, capre, porci, caprioli, cervi, cinghiali e lepri 
in abbondanza ; molti volatili e particolarmente oche 
e fagiani; molte api, e pesci piuttosto scarsamente. 
In quanto ai minerali , la Moravia ha pietre nobili 
o seminobili di varie sorte, cioè agate, amatiste, 
diaspri, crisoliti e simili , ambra gialla, marmo, bolo 
o argilla ocrea, terra da gualchiera , allume, zolfo, 
nitro, carbon fossile, torba, ferro, piombo ed ar- 
gento presso Iglau e Triesch. 

Industria nazionale. I Moravi sono molto attivi 
neir accrescere e mettere a profitto le produzioni 
del paese, lavorando e vendendo anche all'estero 
il proprio lino, che per finezza e lunghezza è il più 

Eleni, di Geogr. Pari. L ,10 



146 Stati Austriaci 

stimato negli Stati Austriaci, coltivando gli alberi frut- 
tiferi, da cui traggono la sussistenza molti villaggi, 
mantenendo (specialmente nei dintorni di Neutischein 
e di Fulnek) molti animali bovini e molti porci, 
fabbricando burro, buoni caci ed assai strutto, ed 
allevando ( specialmente nei dintorni di Hanna ) 
molte oche ed altri volatili domestici. In quanto 
alle manifatture, i Moravi fabbricano principalmente 
pannilani stimatissimi e tele , che poi spacciano in 
Vienna. 

Abitanti. I Moravi sono in parte Tedeschi ed in 
parte Slavi. Tra questi ultimi si distinguono per lin- 
guaggio, costumi e particolari usanze gli Hannachi, 
gli Slowachi e i Boemi che sono stabiliti in alcuni 
Distretti della Moravia. Il più comune linguaggio del 
paese è un dialetto slavo, come lo è quello de' Boemi. 

Religione. I Moravi generalmente sono cattolici e 
dipendono dall'Arcivescovo di Olmutz o dal Vescovo 
di Briinn. Fra loro si contano però circa 3om. Ebrei, 
e vi sono pure molti Protestanti coi proprj oratorj , 
i quali dipendono dal Concistoro d** Ingrowitz al 
nord-ovest di Briinn sulla Schwarza se Calvinisti, 
e da quello di Bielitz in Islesia se Luterani. 

Strade. Passano per la Moravia i due principali 
rami della grande strada settentrionale di Vienna 
(vedi a carte 122), cioè quello che da Nikolsburg 
va a Briinn, ad Olmutz e di là a Troppau in Islesia 
e negli Stati Prussiani, o a Teschen pure in Islesia, 
e di là per Bielitz a Cracovia e nella Polonia Russa, 
o a Lemberg in Galiizia; e quello che per Znaim 
ed Iglau va da Vienna a Praga. Alla detta grande 
strada di Vienna, Nikolsburg, Briinn ed Olmutz si 
congiungono poi varie altre principali strade esclu- 
sivamente morave, alcune delle quali congiungono 
anzi i detti due rami della strada settentrionale 
viennese, cioè: 

i.° La strada di Hradisch che da Hungarish- 
Brotl conduce a Wischau fra Briinn ed Olmutz. 



Tedeschi. 147 

2. La strada di Presburgo che per Austerlitz 
viene a Brunii. 

3.° La strada di Znaini a Pohrlitz e Briinn. 

4. La strada cPIglau Gross-Batiska e Brùnn. 

5.° La strada di Zwittau procedente dalla Boe- 
mia (vedi a carte 139 ), la quale nella detta città 
si divide in due rami, Timo per Olrnutz e V altro 
per Briinn. 

Divisione territoriale. La Moravia si divide i$ 6 
Circoli. 



1. Di Briinn. 

2. Di Znaim. 

3. D'Iglau. 



4. Di Olrnutz. 

5. Di Prerau. 

6. Di Hradisch. 



Topografia. Nel 1 Circolo Brunn, la più bella 
fra le città morave, situata in un ameno territorio, 
parte sopra di un colle e parte sul confluente del 
fiume Zwitta col fiume Schwarza, è la residenza 
non solamente dell 1 Ufficio Circolare e del proprio 
Vescovo, ma ben anche del Governo, del General 
Comando militare e del Tribunale d'appello di tutta 
Ja Moravia e della Slesia Austriaca. Essa ha una 
Scuola maggiore normale, un Ginnasio, un Liceo, 
una Gasa di educazione per le fanciulle , più stabi- 
limenti di beneficenza, molte manifatture di panni, 
di casimiri e di stoffe e nastri di seta, quattro annui 
mercati , un commercio assai vivo e circa 28m. 
abitanti ; Altbrunn è un sobborgo di Brunii con due 
ospitali; Spielberg è un castello in gran parte de- 
molito, ed ora convertito in prigione di Stato, che 
sorge in cima di un colle 3o metri circa al di sopra 
di Brùnn; Rausnitz, presso la medesima città , è un 
villaggio che vide l'immortale Giuseppe II occupato 
in arare un campo , e quell'aratro si conserva tut- 
tora con venerazione in Brùnn ; Austerlitz è famosa 
per la battaglia del i8o5, ed ha quasi 2m. abitanti 
ed un gran palazzo e giardino del Principe di 
Kauuitz ; Nikolsburg > posta in un terreno assai 
fertile anche in vino, ha un castello, un Collegio 



148 Stati Austriaci 

di Scolopj con Ginnasio e Liceo, una Villa dei 
Dietristein ed 8m. abitanti, dei quali 3m. Ebrei; 
Eisgrub, sul Taya, ha un palazzo e grandiosissimi 
giardini dei Lichtenstein; e Zwitta, sul fiume dello 
stesso nome, ha quasi 3m. abitanti e manifatture 
di pannilani e tele. — Nel 2 Circolo Znaim, posta 
sopra un'altura in riva al Taya, è sede dell 1 Ufficio 
Circolare ed ha una grandiosa fabbrica di tabacco, 
una Scuola maggiore, un Ginnasio e circa 6m. abi- 
tanti. — Nel 3 Circolo Iglau, posta in un paese 
alto ed assai montuoso, bagnato dalflglawa influente 
nel Taya, è città antica ed una volta fortificata, la 
quale ha un Ginnasio, i3m. abitanti ed importanti 
manifatture di carta, di pannilani e di vetri ; Gross- 
Meseritsch, sede deir Ufficio Circolare, è ben fabbri- 
cata ed ha 35oo abitanti, una bella Villa dei Lichten- 
stein e qualche fabbrica di panni , come ne hanno 
anche Trebitsch sulTIglawa, che ha quasi 4111. abi- 
tanti, e Teltsch situata in un paese paludoso. — 
Nel 4 Circolo Olrnutz, situata fra due rami della 
Morava, è città forte e ben fabbricata, che ha 
una Scuola normale, un'Accademia militare, un 
Ginnasio, un Liceo, una pubblica Biblioteca di 5om. 
volumi, 3 Monasteri, i3 Chiese, un Arcivescovo 
che viene eletto dal proprio Capitolo e che ha un 
palazzo magnifico, un orologio astronomico degno 
di osservazione , un arsenale assai ben costrutto 
e circa lira, abitanti; Neustadt di Moravia è re- 
sidenza dell' Ufficio Circolare ed ha circa 3m. abi- 
tanti e varie manifatture di ferro, di lana e di vetri; 
Sternberg^ città ben fabbricata e ben situata fra i 
monti, ha 8m. abitanti, molte manifatture di panni 
e di canavaccio , una sorgente di acque acidule 
assai stimate ed un vivo traffico ; Schónberg ha 
una manifattura di stoffe così dette di Manchester ; 
Prosnitz sul fiume Hanna , influente nella Morava, 
ha 8m. abitanti e fa gran traffico di granaglie e di 
acquavite; e Hr cediseli presso Olrnutz è una bellissima 



Tedeschi. 149 

villa dell'Arcivescovo. — Nel 5 Circolo Prerau y una 
delle più antiche città morave, ha 35oo abitanti ed 
un Ginnasio; Kremsier, sulla Morava, Principato 
dell'Arcivescovo di Olmutz che vi fa la sua ordinaria 
residenza, è una delle più belle città morave ed ha 
una Scuola di 4 classi j un Ginnasio e quasi 4m. 
abitanti; Weisskirken, sede dell 1 Ufficio Circolare, ne 
ha 35oo; Fulnek 5m. ; Neutitschen 45oo, ed in ge- 
nerale queste piccole città hanno vive manifatture 
di panni e tele. — Nel 6 Circolo Hradisch, sopra 
un'isola della Morava, è residenza dell'Ufficio Cir- 
colare ed ha 2m. abitanti e alcune fortificazioni; 
Wissowitz ha 25oo abitanti e manifatture di panni t 
e Bisenz è una piccola città nei cui dintorni si fa 
il miglior vino della Moravia. 

D. Ducato di Slesia. 

Denominazione. La Slesia , abitata anticamente dai 
Quadi, fu nei primitivi secoli cristiani invasa, come 
la Polonia e la Boemia , da varie tribù di Slavi 
(Unni, Sarmati-Lechidi, Avari, ecc., tutti oriondi 
Asiatici), i quali dai Boemi e Polacchi, da cui di- 
pendevano, verso il secolo nono furono chiamati 
Szlezli, parola che in lingua slava significa gente 
venuta insieme. Da ciò credesi più comunemente 
che avesse il suo nome la Slesia (Schlesien), uno 
de 1 più vasti ed antichi Ducati d'Europa, il quale 
dopo essere stato dipendente or dalla Polonia, or 
dalla Boemia, ed anche diviso in più Signorie e 
Principati, nel 1 339 fu riunito alla Corona di Boe- 
mia. Esso pervenne alla Casa d'Austria nel 1627 
insieme colla detta Boemia e colla Moravia ; ma fu 
per la maggior parte (cioè per circa -}) ceduto alla 
Prussia dall'Imperatrice Maria Teresa nel 1745. 

Confini ed estensione. La Slesia Austriaca confina 
al nord colla Slesia Prussiana, all'est col Regno di 
Gallizia, al sud coli' Ungheria e colla Moravia, ed 



i5o Sta/ti Austriaci 

all' ovest colla stessa Moravia e colla Contea di Glatz, 
che ora fa parte della Slesia Prussiana. La Slesia 
Austriaca non ha che circa 1440 miglia geografiche 
quadrate di estensione con circa 36o mila abitanti. 

Acque. Bagnano la Slesia Austriaca 1. Y Oder che 
scorre il paese dal sud al nord, recandosi negli Stati 
Prussiani ; 2. la Fistola ( Weichsell ) che nasce nei 
monti posti ali 1 est di Teschen e va in Polonia ; 
3. YOppa che influisce nelPOder presso Troppau, 
segnando il confine fra la Slesia Prussiana e Y Au- 
striaca ; 4. P Oelsa che da Teschen si reca nello 
stesso fiume; 5. la Biala che da Bielitz va nella 
Vistola, dividendo la Slesia Austriaca dalla Gallizia. 
Nessuno dei detti fiumi è navigabile. 

Costituzione fisica. La Slesia Austriaca è ingom- 
brata , particolarmente verso l'Ungheria e la Moravia, 
da alte montagne che possono riguardarsi come 
diramazioni dei monti Carpazj. Il suolo vi è per 
verità in più luoghi opportuno alla coltivazione 
delle granaglie, ma non dà quanto basta al bisogno 
degli abitanti. -*r II clima vi è assai rigido verso i 
monti e temperato nella pianura. 

Produzioni del paese. La Slesia Austriaca dà, in 
quanto ai vegetabili, avena, orzo, legumi, frutta, 
lino e canapa: il lino della Slesia è ovunque cono- 
sciuto per la sua bontà. In quanto al regno animale, 
si distingue la Slesia Austriaca per V allevamento 
del bestiame bovino, e quindi vi si prepara e vi si 
smercia molto strutto e molto burro salato; né vi 
ha scarsezza di salvaggina. In quanto ai minerali , 
havvi ferro, sabbia d'oro, salnitro, piombaggine , 
rame e qualche poco di argento. Il detto paese è 
poi ricchissimo di sorgenti d'acque salubri. 

Industria nazionale. Gli abitanti della Slesia Au- 
striaca non potendo ottenere dal proprio suolo tutti 
gli alimenti che loro abbisognano, se li procurano 
dalle altre provincie dando loro in cambio vane 
manifatture, e specialmente rpfe e tele, merci che 



Tedeschi. i£i 

attesa l'eccellenza del lino di Slesia sono assai ri- 
cercate, ed anche panni e varie altre stoffe di lana. 

Abitanti. Sono questi in parte di origine slava , i 
quali parlano il dialetto moravo , ed in parte di 
origine e di linguaggio tedeschi. 

Religione. Nella Slesia Austriaca è dominante la 
religione cattolica, estendendovisi in parte la diocesi 
dell 1 Arcivescovo di Olmutz, ed in parte quella del 
Vescovo di Breslau, che mantiene un suo Vicario 
generale a Johannesberg fra Glatz e Weidenau. Vi 
esercitano però liberamente il loro culto anche i 
Protestanti. 

Divisione territoriale. La Slesia Austriaca , la quale 
è soggetta al Governo di Brunii, si divide nei due 
Circoli di Troppau e di Teschen. 

Topografia. Nel Circolo i Troppau, sull'Oppa, è 
una belia città murata, capitale di un Principato 
mediato dei Lichtenstein, la quale ha i3m. abitanti, 
un Ginnasio , una Scuola elementare di 4 classi , 
una Società agraria, manifatture di panni e di sa- 
pone e un vivo traffico; Jagerndorf, pure sull'Oppa 
e capitale di un altro Principato dei Lichtenstein, 
e Sede dell 1 Ufficio Circolare, ha una Scuola elemen- 
tare di 4 classi e 4600 abitanti ; Gross-Pohlom , presso 
Troppau, ha una ricchissima miniera di allume; Freu- 
denthal ha una sorgente di acque acidule ed una 
fucina di ferro ; Wurbenthal ha un 1 altra sorgente 
minerale ed una manifattura di filo di ferro; Wei- 
denau ha una fabbrica di specchi. — Nel Circolo 2 
Tescheiij sulFOelsa, è residenza dell'Ufficio Circo- 
lare ed ha 6m. abitanti, un Ginnasio pe" Cattolici 
ed uno pei Protestanti, una Scuola elementare di 4 
classi, e più manifatture di panni e d'armi da fuoco; 
Jablunka, fra gli alti monti, è un passaggio a Csacza 
in Ungheria , il quale è munito di grandi fortifica- 
zioni militari; Biclitz . sul Biala, è capitale di un 
Principato della Casa Sulkowski ed ha 4111. abitanti, 
molto traffico e varie tintorie e fabbriche di panno; 



i5a Stati Austriaci 

Freystadt ha mille abitanti circa e molte manifat- 
ture di tela. 

E. Ducato di Stiria. 

Denominazione. La Stiria , chiamata in tedesco 
Steyer-Mark, trae il suo nome dai Conti di Steyer, che 
nel secolo XII la dominarono col titolo di Margravj. 
Confini ed estensione. La Stiria confina al nord 
coll'Arciducato d'Austria, all'est col Regno d'Unghe- 
ria e con quello di Croazia, al sud col Regno d 1 II- 
liria ossia colla Carniola e colla Carinzia, ed all'ovest 
coi Circoli di Salzburg e del Traun del già detto 
Arciducato d' Austria. — L' estensione della Stiria è 
calcolata a 6384 miglia geografiche quadrate, e la 
popolazione ha circa 800,000 anime. 

Acque. Bagnano la Stiria i seguenti fiumi: 

i.° Il Muhr che viene dal Salzburghese a Ju- 
denburgy a Knittenfeld n a Leoben, a Bruch, a Gratz 
ed a Radkersburg, donde passa in Ungheria per 
gettarsi nella Drava presso Legrad. 

2. VEnns (già nominato tra i fiumi dell'Au- 
stria) che vien pure dal Salisburghese , e nella 
Stiria riceve la Salza proveniente da Maria Zeli 
prima di entrare in Austria, ove influisce ìael Danubio. 

3.° La Drava che viene dalle Alpi Rezie nel 
Regno d'Illiria, bagna nella Stiria Mahrburg e Pet- 
tau , e quindi va in Ungheria per gettarsi nel Da- 
nubio presso Essek. 

4. La Sava che viene dal Regno d'Illiria e per 
lungo tratto lo divide dalla Stiria meridionale , e 
dopo Rann passa nella Croazia e poi nella Schiavo- 
nia, ove separa questo regno dalla Croazia Turca, 
dalla Bosnia e dalla Servia fino a Semelino e Bel- 
grado, ove si getta nel Danubio. 

Vi sono in oltre varj laghetti. 
Costituzione fisica. La Stiria è montuosa partico- 
larmente nelle sue due estremità settentrionale ed 



Tedeschi. i 53 

occidentale, poiché le Alpi Noriche (vedi a carte 
i3o) stendono quivi tre loro diramazioni principali: 
cioè quella che divide la Stiria dal paese di Salzburg 
e dall'Austria fino al Semring-, quella che tra i fiumi 
Enns e Muhr va a congiungersi colla precedente 
fra Maria Zeli e il Semring suddetto, e quella che 
dalle sorgenti del fiume Drava (fra il Salzburghese e 
la Carinzia) si stende con direzione orientale fra la 
Carinzia stessa e la Stiria fino al sud di Judenburg , 
ove con direzione meridionale va fino alla Carniola 
e al fiume Sava, stendendo alcuni rami subalterni 
verso Leoben e principalmente nella Stiria meridio- 
nale a Mahrburg ed a Cilli. I monti più alti della pri- 
ma ramificazione appartengono ali 1 Arciducato d'Au- 
stria, e le due altre ramificazioni non hanno vette 
di straordinaria elevazione o fama. — Il suolo della 
Stiria è fertile particolarmente ne' luoghi piani e 
verso i confini de!F Ungheria ove prosperano anche 
le viti. — L'aria vi è rigida ne' monti, più mite 
altrove; ma dovunque pura e sanissima. 

Produzioni del paese. Il regno vegetabile è piut- 
tosto povero nella Stiria, ma attesa la particolare 
industria degli abitanti vi si raccolgono frumento , 
segale, grano turco, orzo, avena, legumi, canapa, 
patate ed anche vino in mediocre quantità, e vi 
abbondano i pascoli e grandi boschi per la maggior 
parte di alberi resinosi. In quanto al regno animale, 
fiorisce quivi l'allevamento delle bestie bovine e 
de 1 cavalli, si ha gran cura de' volatili domestici di 
modo che i capponi della Stiria sono particolarmente 
apprezzati, e vi sono altresì molti animali salvatici, 
e fra questi camosci nelle alte montagne, ed ottimi 
pesci ne' fiumi e ne' laghi. Inquanto a' minerali, la 
Stiria può dirsi assai ricca ; giacche vi si trovano 
miniere di ferro, di rame, di piombo ed anche di 
argento, e le prime sono si abbondanti che dalle 
sole cave di Eisenerz e di Vordemberg nel Circolo 
di Bruck , che sono famose sino dall' ottavo secolo 



164 Stati Austriaci 

cristiano, si ricavano annualmente 26om. quintali 
dì ferro greggio , cioè due terzi di quanto se ne ha 
da tutte le miniere della Stiria ; vi sono in oltre 
cave di pietre calcari ed arenarie, alabastri e marmi 
bellissimi, diaspri, pietre focaje, quarzo, lapis, car- 
bon fossile, torba, zolfo, acque termali ed acidule, 
e nella valle deir Enns e di Ausee miniere di sale 
assai ricche. 

Industria nazionale. Gli Stiriani sono laboriosi in 
sommo grado : essi attendono all' agricoltura con tale 
diligenza, che anche nelle più alte montagne ren- 
dono fruttifero il terreno portandovi il concime e 
lavorandolo con grande attenzione. Le loro cure 
però sono più generalmente rivolte alle proprie mi- 
niere e specialmente al ferro, essendovi per tale 
metallo due grandi forni fusorj, più di 80 magli, 28 
grandi manifatture di falci ed un maggior numero 
di altre officine di lame, di filo di ferro, di lime, 
di altri arnesi d' acciajo e di latta, che spargonsi non 
solo per ogni parte della Monarchia, ma che sono 
ricercate anche nel Levante e persino nelle Indie 
orientali; e vi si lavora anche il rame. 

Strade. La Stiria è attraversata dalla grande strada 
meridionale di Vienna (vedi a carte 122) dal Monte 
Sernring fino a S. Oswald in Carniola; e da questa 
si diramano: a Bruck la strada diLeoben, la quale 
conduce per Eisenarz, Steyer ed Enns al Danubio ; 
per Schladming nel Salzburghese e nella Baviera ; 
e per Judenburg e Villach in Tirolo o alla Ponteba 
in Italia: a Gratz la strada di Furslenfeld per V Un- 
gheria, ed a Mahrburg la strada di Pettau per la 
Croazia. 

Abitanti Gli Stiriani sono per la maggior parte 
di origine e di linguaggio Tedeschi; soltanto al sud 
della Drava gli Stiriani sono Slavi di origine e par- 
lano un dialetto slavo detto Windish. 

Beligionc. Nella Stiria è dominante la religione 
cattolica, sotto la «iurisdizione del Vescovo di Leoben 



Tedeschi. i55 

resistente in Goess al sud eli Leobcn sulla destra del 
Muhr; del Vescovo di Seckau (piccola città al nord- 
est di Judenburg) residente in Gratz, ed in parte 
del Vescovo di Levanto o Lavamunda (piccola città 
di Carinzia posta sul confluente del fiume Lavant 
colla Drava), il quale risiede in 8. Andrea, villaggio 
di Carinzia al nord-est di Klagenfurt. Anche i Lu- 
terani hanno quivi due pubblici Oratorj , V uno a 
Schladming sullEnns, e V altro nel Ramsau in quello 
stesso circondario. 

Divisione territoriale. La Stiria si divide in due 
parti principali , la Supcriore o Settentrionale , e 
r Inferiore o Meridionale', la prima si suddivide nei 
due Circoli di Bruck e di Judenburg, e la seconda 
nei tre Circoli di Gratz, di Mahrburg e di CillL 

Topografia. Nel Circolo di Bruck la piccola città 
di questo nome, situata al confluente del Muerz 
nel Muhr, ha due ponti, un palazzo Imperiale, 
T Ufficio Circolare, circa nm. abitanti, ed in vici- 
nanza una* lunghissima caverna con bellissimi sta- 
lattiti; Leoben, altra piccola e bella città sul detto 
fiume, ne ha 2400 e molto traffico di ferro; Vordem- 
berg ed Eisenarz o Innernberg sono due ragguarde- 
voli borghi , famosi per le loro miniere di ferro , 
nel primo dei quali risiede l'Ispettorato supremo 
delle miniere di Stiria; Maria Zeli è un celeberrimo 
e ricco. Santuario, presso il quale ritrovasi un' L R. 
fonderia di cannoni, di palle e d'altri arnesi di ferro ; 
e Murzuschlag^ a pie del Semring, è un villaggio 
con fucine, fabbriche di falci e un circondario atti- 
vissimo nei lavori del ferro. — Nel Circolo di Juden- 
burg la piccola città di tal nome , posta in mezzo 
ad alte montagne quasi sempre coperte di neve , 
sul Muhr che qui è già navigabile, ha V Ufficio Cir- 
colare, una Scuola elementare maggiore, un bel 
ponte, i5oo abitanti ed in vicinanza manifatture di 
falci e di polvere da ardere ; Knittelfeld ha pure 
fucine e manifatture di falci; Muhrau, sullo stesso 



i56 Stati Austriaci 

fiume, lavora egualmente il ferro e Tacciajo; Ausce, 
sul Traun (vedi a carte i3o), è un borgo di circa 
1200 abitanti, in cui risiede un 1 1. R. Amministra- 
zione del sale, poiché quivi la sola vicina montagna 
di Sandling dà circa i5om. quintali di sale all'anno; 
Lietzen, villaggio posto sulTEnns in uria situazione 
alpestre ed amena, è celebre pel mercato di cavalli 
che vi si tiene ; e Admont sullo stesso fiume lo è 
pel suo ragguardevole monastero di Benedettini. — 
Nel Circolo di Qratz la città di tal nome , capitale 
di tutta la Stiria, sorge assai ben fabbricata ed in 
un'amena situazione sul Muhr, con tre sobborghi, 
una cittadella posta in alto, 22 fra chiese e cap- 
pelle, 7 chiostri, un teatro e 34m. abitanti: ritro- 
vansi in essa il Governo della Stiria, il General 
Comando militare della Stiria, del Regno d'Illiria e 
del Tirolo, il Vescovo di Seckau o Seggau, il Tri- 
bunale pei Nobili, F Ufficio Circolare, una pubblica 
Biblioteca di loom. volumi, un Istituto di scienze 
naturali e di arti e mestieri , chiamato Giovanneo 
perchè istituito dall'Arciduca Giovanni, nel quale si 
trovano preziosissime collezioni di oggetti e mac- 
chine interessanti specialmente la Stiria; un Liceo, 
un Ginnasio, una Scuola elementare normale, un 
convitto imperiale di educazione maschile, una so- 
cietà filarmonica , più manifatture di birra , di lavori 
in ferro e in acciajo, di stoffe in cotone o in seta, 
di pelli, di carta, e un vivissimo traffico special- 
mente di falci e di vino; Feistritz, al nord diGratz, 
sul Muhr ha miniere di rame, di ferro e di piombo 
con argento; Furstenfeld, sul Feistritz influente nel 
Rab, ha circa i5o case ed una I. R. fabbrica di 
tabacco ; Radkersburg , città posta in una grande 
isola del Muhr, ha circa 200 case, un gran ponte, 
un vino stimatissimo e molto traffico di ferro e 
vino. — Nel Circolo di Mahrburg la città di tal 
nome, posta sulla sinistra della Drava, ha circa 
5m. abitanti, Y Ufficio Circolare, un Ginnasio, una 



Tedeschi. i5t 

Commissione economica per gli abbigliamenti militari 
con vasti magazzini, un castello, un ospedale ed un 
ricco traffico di grani e viuo; e Pettau, pure sulla 
Drava, ha una bella situazione, circa 200 case ben 
fabbricate, un antico castello, una I. 11. Casa per 
gl'invalidi, un lungo ponte ed lift vivo commercio 
coli' Ungheria e colla Croazia. — Nel Circolo di 
Cilli la città di tal nome, posta al confluente del 
Koding nel San che uniti vanno alla Sava, ha un 
castello, due conventi, l'Ufficio Circolare, un Gin- 
nasio, 24.CO abitanti ed alcuni resti di antichità ro- 
mane; Gonovitz e Rohitsch, al nord-est di Cilli, sono 
villaggi famosi il primo pel suo buon vino, e l'altro 
per le sue acque acidule ricercatissime; Tóplitz 
al sud di Cilli ha una sorgente d' acque termali ; 
Windisch-Feistritz e Windisch-Gratz , al nord di Cilli, 
sono piccole città ragguardevoli la prima per avere 
una bella villa signorile con magnifici giardini, e la 
seconda per le sue miniere e fucine di ferro. 

F. Regno d' Illiria. 

Denominazione. Questo regno fondato dall'augu- 
stissimo Imperatore Francesco I con Sovrana patente 
del 3 agosto j8i6, e costituito negli attuali suoi 
limiti da una successiva patente del 1822 , ebbe il 
nome d'Illirici perchè in parte fu abitato prima di 
G. C. dagrillirj, che stendevansi lungo l'Adriatico 
dai confini orientali del Norico, ora Stiria, fino alla 
Grecia ; ed abbraccia in sostanza gli antichi Ducati 
di Carinzia (Kàrnihen) e di Carniola (Krain), e 
il così detto Litorale Austriaco , che ora comprende 
tutta l' Istria con alcune isole del Quarnero, e le 
antiche Contee di Gorizia e Gradisca. 

Confini ed estensione. Il Regno d' Illiria confina al 
nord col Salzburghese appartenente all' Austria Su- 
periore e colla Stiria Superiore: all'est colla Stiria 
Inferiore e colla Croazia ; ai sud col Mare Adriatico 



1 58 Stati Austriaci 

e colla Provincia del Friuli appartenente al Regno 
Lombardo-Veneto; ed all'ovest colla detta Provincia 
e col Tirolo. — La sua estensione è calcolata a 
circa 8804 miglia geografiche quadrate e la popo- 
lazione a circa un milione di abitanti. 

Acque. Una gran parte del Regno Illirico è ba- 
gnata dalP Adriatico ? il quale vi forma più golfi e 
segnatamente quelli del Quarnero e di Trieste, che 
stanno Puno sulla costa orientale e Paltro sulP oc- 
cidentale dell' Istria. Vi sono in oltre 5 fiumi rag- 
guardevoli, cioè: 

i.° La Drava, che scende dalle Alpi Rezie o 
Tirolesi , e bagna Villach e i dintorni di Klagenfurt 
dirigendosi nella Stiria ( vedi a carte i52 ). 

2.° La Sava, che scende dal Monte Terglou 
nelle Alpi Giulie, e, bagnato il nord del Lubianese , 
segna il confine fra Pllliria e la Stiria, recandosi in 
Croazia (vedi a carte i52 ). 

3.° UArsa, piccolissimo fiume che sbocca nel 
piccolo golfo delf Adriatico che sta al sud di Albona , 
il quale è ragguardevole perchè segna i confini na- 
turali dell 1 Italia colla Croazia. 

4. V Isonzo o il Lisonzo, che dal monte Terglou 
scende a Gorizia e Gradisca per gettarsi nel golfo 
di Trieste alP est di Aquileja. 

5.° La Malisnna, che da Palmanova si getta 
nell'Adriatico all'ovest di Aquileja dopo aver ricevuta 
F Ansa che segna il confine fra Pllliria e il Regno 
Lombardo-Veneto ; 

E i laghi di Werth, dal quale fu condotto un 
canale navigabile a Klagenfurt; di Zirknilz, che 
quasi ogni anno perde le sue acque , e più altri. 

Costituzione fisica. 11 Regno cTIlliria è general- 
mente montuoso; poiché la di lui parte settentrionale 
( detta Carinzia ) è ingombrata al nord ( sui confini 
del Tirolo, delf Austria e della Stiria) dalle Alpi 
Rezie e Noriche, ed al sud (sui confini del Friuli ) 
dalle Alpi Carniche, dalle quali si stende al sud di 



Tedeschi. 159 

Klageufurt la catena del monte Loibcl: la parte cen- 
trale (detta Carinola) è ingombrata dalle Alpi Ginlie 
ossia dalla catena del monte Ter gioii, il quale è alto 
3m. metri sul mare ed è perpetuamente nevoso; ed 
anche la parte meridionale (detta Litorale Austrìaco) 
è sparsa di varie diramazioni delle Alpi dulie, fra 
le quali sono notabili i monti detti del Carso che 
sorgono fra Gorizia e Trieste. V Illiria non ha pia- 
cevoli colline e pianure fuorché nel territorio che 
sta fra Gorizia ed Aquileja. — Il clima del Regno 
Illirico, prescindendo dalle alte montagne, è più 
mite che quello della Stiria, specialmente nella Car- 
inola e nel Litorale Austriaco ; ma non è ovunque 
sano a motivo dei terreni paludosi che vi si ritro- 
vano: e particolarmente nella Carniola inferiore e nei 
dintorni di Aquileja il clima sarebbe insopportabile 
se il vento che di quando in quando vi domina non 
lo purgasse dalle infette esalazioni. — Il suolo del 
Regno Illirico, ad eccezione del territorio che confina 
col Friuli, non può dirsi fertile, essendo cretoso, 
sabbioso o calcare in Carinzia , e generalmente sas- 
soso o limaccioso nella Camicia ed in alcune parti 
del Litorale Austriaco; cosicché l'Italia e l'Ungheria 
somministrano ali 1 Illiria i grani e il vino di cui 
scarseggia, come la Stiria e l'Austria le forniscono 
il sale. 

Prodazioni del paese. Il Regno Illirico dà in quanto 
a 1 vegetabili alcun poco di frumento e di segale , 
grano saraceno, orzo, miglio molto, avena, lino 
molto, canapa stimata, fave, lenti, rape ed altre 
simili radici , grano turco in Carniola e nel Litorale , 
riso in quest* ultima parte del regno, noci, castagne, 
mele e simili frutti piuttosto abbondantemente in 
Carinzia e in Carniola, mandorle, olive, limoni, 
aranci esimili frutta più delicate nel Litorale, vino 
assai scarsamente in Carinzia e in Carniola, ma in 
copia e squisito nel Litorale, essendo famosi il Pie- 
colico e il Refosco del circondario di Gorizia e 



i6o Stati Austriaci 

Gradisca, e il Prosecco del Triestino; e finalmente 
legna in generale piuttosto scarsa, quantunque il 
paese non manchi di boschi di faggi, di pini, di 
abeti, di tigli e simili. In quanto al regno animale 
ha in abbondanza animali bovini, pecore, capre, 
cavalli, in Carniola e nel Litorale somieri eccellenti, 
asini e majali molti, salvaggina, uccelli e pesci, e 
nel Litorale molti bachi da seta, molti volatili do- 
mestici e molte api. In quanto al regno minerale 
la Carinzia abbonda di ferro e di mercurio, ed ha 
in oltre argento, marmi, pietre calcari, stalattiti, 
carbon fossile, torba, zolfo, marga, terre coloranti 
ed amianto; la Carniola ha le cave di mercurio più 
ricche che si conoscano in Europa , molto ferro , 
molta creta, cinabro, stalattiti, agate, calcedonie, 
alberese, porfido, serpentino, diaspro e marmi bel- 
lissimi; e il Litorale non ha che lavagna, alberese, 
carbon fossile in abbondanza, ed alcune saline fra 
Trieste e Capo d'Istria, le quali non danno quella 
quantità di sale che basti per tutto il regno. 

Industria nazionale. La coltivazione del grano 
saraceno , del miglio e delle fave , e i lavori di ferro 
e di acciajo occupano principalmente Y industria 
della Carinzia, che fornisce all'estero verghe, lame, 
filo e chiodi di ferro, non meno che falci, falciuole, 
coltelli , forbici e simili. In Carniola i prati e i campi 
sono generalmente mantenuti nello stato più florido; 
anche fra i monti si attende indefessamente all'alleva- 
mento del bestiame; si coltivano le viti, quantunque 
con poco vantaggio, e si fabbricano chiodi di ferro 
in gran copia , vasi di rame e di terra cotta che si 
spediscono ai porti d'Italia, scappini , calze e stoffe 
di lana filata universalmente nelle campagne , varie 
manifatture di pelli e molti utensili di legno. Nel 
Litorale poi Y industria agricola si occupa quasi 
generalmente nella coltura de' gelsi e de* bachi da 
seta, in quella degli alberi fruttiferi ed in quella 
de' pascoli, allevandovi*! molto bestiame; in quella 



Tedeschi. ìfii 

delle viti specialmente a Gorizia e Trieste, in quella 
delle granaglie nelle pianure di Gradisca e di Aqui- 
leja, e finalmente per riguardo al Triestino nella 
fabbricazione dell 1 olio di olive e dell'acquavite, in 
varie manifatture e nel commercio marittimo* 

Strade. Attraversano il Regno d' Illiria i due rami 
principali che forma a Bruck la grande strada me- 
ridionale di Vienna (vedi a carte 122), cioè la 
strada di Gratz , Mahrburg e Cilli, die in Illiria va 
per S. Oswald , Laibach , Ober-Laibach , Planina , 
Adelsberg e Prewald a Trieste; e quella di Leoben, 
Judenburg, Unzmarkt e Neumarkt, che in Illiria va 
per Friesach, S. Veit, Klagenfurt, Velden e Villach 
alla Ponteba ed al Friuli, o a Lienz in Tirolo. la 
oltre ha l' Illiria alcune altre principali strade sue 
proprie che si congiungono colle due precedenti, cioè: 

i.° La strada che da Klagenfurt conduce a Lai- 
bach per Kirsentheuer, pel monte Loibel e Krainburg. 

2. La strada che da Villach va pure a Krain- 
burg e Laibach per Wurzen , Asling e Lafniz. 

3.° La strada che da Laibach va per Weixel- 
burg , Treffen, Neustadtl (detta anche Rudolphs- 
werth ) e Mòttling a Gailstadt in Croazia, e di qua 
ad Agram pel nord-est e pel sud-ovest a Novigrad, 
Fiume e Zeng per Y ottima strada Maria Luigia. 

4. La strada che da Adelsberg ( sulla grande 
strada da Gratz a Trieste) va per Sagurie, Feistriz 
e Lippa a Fiume come sopra. 

5.° La strada che da Prewald (sulla grande 
strada suddetta) va per Vippach, S. Croce, Gorizia 
e Gradisca a Palmanova nel Friuli. 

6.° La strada che da Trieste va per Materia e 
Lippa a Fiume. 

7. La strada che da Trieste mette a Capo 
d* Istria, a Pinguente , Pisino, Dignano e Pola. 

Abitanti. Nel Regno d' Illiria gli abitanti sono ge- 
neralmente Tedeschi di origine e di lingua in Cariu- 
zia , Slavi di più sorti in Carinola , e quasi tutti 

Elcrn. di Geo gì'. Part. I. Il 



iÓ2 Stati Austriaci 

Italiani o discendenti dagli antichi Illirici nel Li- 
torale. 

Religione. Nel Regno d' IIHria è dominante la re- 
ligione cattolica, e vi esercitano la giurisdizione 
ecclesiastica, per rispetto alla Carinzia, il Vescovo di 
Gurk residente in Klagenfurt , e quello di Lavamund 
residente in S. Andrea già mentovato a carte 154; 
per riguardo alla Garniola, il Vescovo di Laibach, e 
per riguardo al Litorale i Vescovi di Gorizia, di 
Trieste, di Capo d'Istria, di Cittanuova, diParenzo, 
di Pola , di Veglia posta nell' isola di tal nome e di 
Ossero posta nell 1 isola di Cherso. Vi 6ono però tol- 
lerati anche i Protestanti e i Greci non uniti, i quali 
hanno in Trieste i loro pubblici oràtorj. 

Divisione territoriale. Il Regno d* 1 Illiria si divide 
nei due Governi di Laibach e di Trieste: il primo 
comprende la Carinzia e la Carniola, e si suddivide 
nei 5 Circoli di Villach > di Klagenfurt, di Laibach, 
di Neustadtl e di Adelsberg; il secondo comprende 
le antiche Contee di Gorizia e Gradisca e la peni- 
sola d'Istria con alcune isole vicine, e si suddivide 
nei due Circoli di Gorizia e di Trieste. 

Topografia. Nel Circolo di Villach ( Villach o Be- 
lale) la città di tal nome, posta sulla Drava, ha 
T Ufficio Circolare , circa 3m, abitanti, molte officine 
di (ilo, chiodi ed altri utensili di ferro, un vivo 
traffico, ed in vicinanza (a Tòplitz) una sorgente 
di acque termali , e ( a Bleyberg ) una ricca mi- 
niera di piombo; Ober-Villach , pure 6ulla Drava, 
ha manifatture d^armi; JDollach ha una miniera di 
zinco ; Tarwis ha fonderie di ferro 9 e Ponteba ( di 
cui 6Ì è parlato a carte 117) sta sul celebre pas- 
saggio fra l'Italia e T Illiria. — Nel Circolo di Kla- 
genfurt la città di tal nome (detta anche Selanz e 
anticamente Claudii forum e già capitale della Ca- 
rinzia ) sta sul Gian influente nella Drava , ed ha 
T Ufficio Circolare, un Tribunale pei Nobili, il Tri- 
bunale d'appello per tutta T Illiria e la Stiria > il 



. Tedeschi. i63 

proprio Vescovo che porta il titolo di Vescovo di 
Gurk ( piccola città al nord di Klagenfurt ) , un 
Ginnasio, un Liceo, molte manifatture di stoffe in 
lana, in cotone ed in seta^ di biacca, di minio, 
di sale di saturno, di verderame, e circa iom. abi- 
tanti; 5. Vito (S. Veit) ha i principali magazzini 
del ferro di Carinzia ; il villaggio di Hiittenberg con 
circa 600 abitatiti ha la più ricca miniera di ferro 
pure in Carinzia; Friesach è la città più antica pure 
della Carinzia , e S. Andrea sul fiume Lavant è 
residenza del Vescovo di Lavamunda posta alla foce 
dello stesso fiume nella Drava, sul confine della 
Stiria di cui si è parlato a carte i55. — Nel Circolo 
di Laibach la città di tal nome detta anche Lu- 
biana ( sul Laibach influente nella Sava, il quale è 
famoso pe' suoi granchi di una straordinaria gros- 
sezza ) è residenza del Governo, del proprio Ve- 
scovo, di un Tribunale pei Nobili e dell' Ufficio Cir- 
colare, ed ha un castello che la domina dall'alto, 
un Ginnasio , un Liceo, più altri istituti letterarj , 
molto commercio e i5m. abitanti; Laak fa molto 
traffico di tele, refe e cavalli; e Krainburg, è una 
antica città che fu già residenza dei Duchi di Car- 
niola. Nel Circolo di Neiistadtl la città di tal nome, 
detta anche Rudo.lphswerth , sorge sopra di un 
colle , in riva del Gurk influente nella Sava , ed ha 
l 1 Ufficio Circolare, uà Ginnasio, circa 2m. abitanti 
e in vicinanza (a Tóplltz) una sorgente d'acque ter- 
mali ; Weixelburg sulla Sava è città industre special- 
mente nel lavorare il ferro, racciajo, il cuojo e !e 
calze ; e Gottschee, piccola città dei Conti di Àuers- 
berg , ha un antico castello , un Tribunale ed abi- 
tanti assai rinomati fra i commercianti, facendo essi 
in diversi paesi un traffico molto esteso , e conser- 
vando ovunque un loro proprio particolare linguag- 
gio e vestimento. Nel Circolo di Àdelsberg il borgo 
di tal nome ha Y Ufficio Circolare, circa 800 abitanti 
ed una grande montagna, nella quale si ritrova una 



164 Stati Austouci 

celebre lunghissima caverna; Idria , borgo di quasi 
4111. abitanti, ha in vicinanza la famosa miniera di 
mercurio, la quale rende pel valore di oltre un 
milione di fiorini all' anno ed occupa circa 700 per- 
sone ; e Laak è una città di circa i5oo abitanti. — 
Nel Circolo di Gorizia la città di tal nome, detta 
dai Tedeschi Górz , è situata a pie d'un monte, in 
un ameno e fertile territorio, ed ha un antico castello 
posto in alto, il proprio Vescoro, l'Ufficio Circo- 
lare, un ginnasio, varie manifatture e circa fòco 
abitanti: essa appartenne anticamente ai Duchi del 
Friuli, quindi allo Stato che V Imperator Carlo Ma- 
gno diede al Patriarca di Àquileja, e da ultimo fino 
al i5oo a' suoi Conti particolari; Gradisca, fortezza 
sulla sinistra dell'Isonzo, ha circa 1000 abitanti; 
Monfalcone ha i5oo abitanti , grani e vini assai pre- 
giati , bagni minerali , ed in vicinanza il famoso Ti- 
mavo, fiumicello menzionato da Virgilio e da altri 
antichi scrittori che sbocca in faccia all'isola Belforte, 
nella quale era l'antico tempio di Diomede; ed A qui" 
leja è una città anticamente issai ragguardevole e 
residenza di un Patriarca, la quale essendo stata in- 
cendiata da Attila nel 462 e dai Longobardi nel 590, 
andò sempre decadendo e non conserva ora se non 
se )6oo abitanti ed alcuni avanzi di antichità, fra 
i quali un canale navigabile fino al mare che fu 
scavato dai Romani. — Nel Circolo di Trieste la città 
di tal nome, una delle più commercianti di Europa, 
ha un celebre porto , un porto franco , due lazza- 
retti , una scuola di nautica, una borsa, più stabi- 
limenti di manifatture varie, una biblioteca e molti 
altri importanti letterarj istituti, un bel teatro, T Uf- 
ficio Circolare, il proprio Vescovo, il Governo e 
circa 40111. abit. ; Capo d'Istria, posta sopra un'isola 
unita alla terra ferma per mezzo di un ponte , ha 
un porto, un' ginnasio, un Vescovo e 55oo abi- 
tanti; Pirano , Città Nuova, città vescovile, e Pa- 
renzo altra città vescovile, hanno pure buoni porti, 



Tedeschi. i 65 

ma pochi abit.; Rovigno o Trevigno è una città com- 
merciante, con 2 porti e circa 9000 abitanti; Fola 
ha una gran racla , una cittadella, un proprio Vescovo 
e bellissime antichità romane ; cioè un anfiteatro , 
un tempio ed un arco detto Porta Aurea; e Pesino, 
al nord di Pola , ha 1700 abitanti. Fra le isole del 
Quarnero che sono sottoposte al Governo di Trieste 
60110 ragguardevoli: Veglia, che ha una città di egual 
nome fornita di un porto, di un proprio Vescovo e 
di circa 800 abitanti ; Cherso che ha una città di 
egual nome con circa 35oo abitanti, ed Ossero, altra 
piccola città vescovile; e V isola deLossini ove sono 
due borghi chiamati V uno il grande e T altro il 
piccolo Lossino. 

G. Contea Principesca del Tirolo. 

Denominazione. Non si può con certezza stabilire 
donde questo paese abbia tratto il suo nome ; ma 
Comunemente si suppone che lo traesse da quello 
del castello detto Tirol ( al nord di Meran ) nel 
quale risedevano gli antichi Conti che dominarono 
la parte settentrionale di un tal paese verso Tanno 
1^33. Per diritto ereditario questa Contea passò 
quindi ai Duchi di Carinzia, e nel i363 alla Gasa 
d' Austria. 

Confini ed estensione. La Contea del Tirolo confina 
al nord colla Baviera, all'est colP Austria Superiore 
e colla Carinzia appartenente al Regno d* llliria, al 
sud col Piegno Lombardo-Veneto, ed all'ovest colla 
Confederazione Elvetica, cioè coi Cantoni dei Gri- 
gioni e di S. Gallo. L'estensione dei Tirolo è valu- 
tata 8260 miglia geografiche quadrate, eia popola- 
zione a quasi 800,000 abitanti. 

Acque. Tre sono i grandi fiumi che bagnano prin- 
cipalmente il Tirolo , cioè : 

i.° V Adige, dai Latini detto Athesis e dai Te- 
deschi Etsch, che nasce ai confini del Tirolo col 



i66 Stati Austriaci 

Cantone Elvetico de' Grigioni dai due laghetti di 
Reschen ed Hcidc non lungi da Mais, e percorre 
in Tirolo quasi ioo miglia geogr. italiane passando 
presso Glurns , Merano, Bolzano, Trento, Roveredo 
ed Ala prima di entrare nel Regno Lombardo-Veneto 
( vedi a cart. 39 ) , ove gettasi neir Adriatico. 

2° h'Inn che nasce nel Canton dei Grigioni 
alle falde del monte Giulio, attraversa la Valle En- 
gadina, riceve le acque della valle di Livigno ap- 
partenente al Distretto lombardo di Bormio s ed 
entrando in Tirolo vi percorre ben 100 miglia geo- 
grafiche italiane bagnando Iinst , Innsbruck, Halla , 
Schwatz , Rattenberg e Kufstein , donde passa in 
Baviera per gettarsi nel Danubio a Passavia. 

3.° Il Ledi che nasce nel Vorarlberg al nord- 
est di Bludenz, èva in Baviera per gettarsi nel Da- 
nubio in faccia a Donauwerth. 

In oltre appartengono in piccola parte al territorio 
tirolese: i.° il Reno , fiume Elvetico e Germanico, 
il quale dai dintorni di Mayenfeld fino al lago di 
Costanza divide il Tirolo dal Cantone Elvetico di 
S. Gallo; 2. Ylser, fiume bavarese, che nasce in 
Tirolo fra il Lech e Finn, donde va a Munich e ai 
Danubio; 3.° la Drava, fiume d' Illiria (V. a cart. i58), 
di Stiria (V. a cart. i52) e d'Ungheria che racco- 
glie presso Lienz le acque del Brenner, del Pizzo 
dei 3 Signori e del Gross-GIockner ; 4. la Boita , 
uno dei principali influenti della Piave (V. a cart. 1 14), 
che nasce nel Pusterthal; 5.° la Brenta (V. a cart. 39) 
la quale nasce nelle Alpi di Trento, ed è ivi ingros- 
sata dal Cismone e dal Tesino. Ha pure il Tirolo 
alcuni piccoli laghi ( quali sono quello di Achen al- 
l' ovest di Rattenberg, e quelli che sono allo sorgenti 
dell'Adige) e una parte di quello di Garda. 

Costituzione fisica. Il Tirolo è un paese estrema- 
mente montuoso, poiché ivi principalmente si alzano 
in più file le grandi Alpi dagli Antichi dette Rezie , 
con vette perpetuamente coperte di nevi e di ghiaccio 



Tedeschi. 167 

(chiamate dagF Italiani Vedrette, e dai Tirolesi Ferner), 
che trovansi in generale a due mila e più metri al 
di sopra del livello marino. Tali sono il Brenner, la 
cui cima ha 2066 metri di elevazione sul detto li- 
vello ( e la strada che vi passa andando da Brixen 
ad Innsbruck ne ha 1420); il Gross-Ferner che ne 
ha 2274 *, T Or tei che ne ha 4300 , e la vetta vicina 
all' Ortel medesimo che fu detta dai Tirolesi Fine 
del Mondo ( End der Welt ). Fra queste alpi si sten- 
dono molte ampie ed amene valli con frequenti e 
popolati villaggi; ma più situazioni vi sono soggette 
alle così dette valanghe, cioè a que 1 grandi ammassi 
di neve che giù precipitando dai monti con un fra- 
gore simile al tuono strascinano con sé quanto in- 
contrano e devastano le campagne e le case. Il suolo 
vi è poco fertile nella parte settentrionale ; mentre 
la meridionale ha boschi, valli, colline, prati, campi 
e vigne assai ridenti. Il clima vi è sano ovunque ; 
ma vario nella temperatura a seconda delle posizioni 
diverse , cioè rigidissimo negli alti monti e mite 
nella parte che apparsene geograficamente air Italia. 
Prodazioni del paese. Il regno vegetabile è povero 
in Tirolo , e manca specialmente di granaglie. Vi 
abbondano però in generale i pascoli pel bestiame, 
e i boschi che danno ottimi legnami, e vi si colti- 
vano felicemente in più Circoli il tabacco , il lino , 
la canapa , le viti ( che in alcune situazioni danno 
ottimi vini ) , i legumi e gli ortaggi che vi riescono 
saporitissimi , e gli alberi fruttiferi che formano la 
ricchezza di alcune vallate, le quali vendono anche 
fuori di paese castagne, noci, mele, melagrane e 
pesche di una particolare squisitezza e grossezza; 
e verso il lago di Garda vi hanno anche mandorle, 
olive, cedrati ed altre frutta delicate. In quanto al 
regno animale , il Tirolo è ricco di molto bestiame 
bovino (che va d'estate a pascersi sui monti) e per 
conseguenza di buon formaggio, di pelli e di cuojo; 
di cavalli , di pecore e capre ; di bachi da seta nella 



i63 Stati Austriaci 

parte meridionale, nella quale prosperano i gelsi; di 
volatili domestici e selvatici; di pesci e specialmente 
di ottime trote rossicce nelle acque che scendono 
dal Brenner ; e di camosci, stambecchi, cervi, ca- 
prioli , tassi , marmotte, lepri , volpi, orsi e lupi. 
Ed in quanto ai minerali, abbonda il Tirolo di sai 
fossile, di marmi bellissimi, di alabastro, di ferro, 
di piombo, di rame e di carbon fossile, ed ha pure 
argento , oro , zinco , argento vivo , calamita , co- 
balto, allume, salnitro, vitriolo , antimonio, rubini, 
agate, calcedonie, amatiste, granate, smeraldi, dia- 
spri, e sorgenti di acque minerali e termali in più 
luoghi. 

Industria nazionale. I Tirolesi sono in generale 
molto attivi, pieni d'industria ed amantissimi della 
patria. Le produzioni vegetabili eh' essi hanno sono 
il frutto della loro fatica e pazienza assai più che 
della feracità del terreno , ed oltre di ciò essi non 
lasciano di coltivare più altri rami d' industria e di 
speculazione. Sonovi in Tirolo molti negozianti ric- 
chissimi che fanno un commercio di spedizione assai 
rilevante; più fabbriche di stoffe di seta, di coto- 
ncrie , di tela batista , di pannilani , di tappeti e di 
calze ; interi villaggi che continuamente si occupano 
in filar lana e cotone o in fare merletti; più e più 
officine nelle quali si lavorano il ferro, V acciajo, 
l'ottone, il vetro, il cuojo, il legno, e si fabbri- 
cano gli utensili più generalmente necessarj : in 
quanto al legno, si fanno, anche senza disegno e 
macchine, dai pastori e dai villici figurine ed altri 
lavori di poco valore che sono in gran copia spe- 
diti all' estero ; i montanari si occupano utilmente 
anche nella caccia, essendo quasi tutti eccellenti 
bersaglieri , e finalmente in alcune delle più povere 
vallate molti abitanti sogliono recarsi annualmente 
in estranei paesi per procacciatisi il vitto e qualche 
guadagno con diverse professioni, vendendo tappeti, 
frutti freschi e secchi, lavori d'intaglio in legno , 
immagini sacre, canarini, ecc. 



Tedeschi. 169 

Abitanti. I Tirolesi sono generalmente di origine 
e di lingua Tedeschi. Solamente verso l'Italia sono 
essi di origine e di lingua Italiani, ed in piccola 
parte del Trentino Cimbri e Tigurini, come quelli 
dei Sette Comuni Vicentini ( V. a cart. no). 

Religione. Nel Tirolo è dominante la cattolica re- 
ligione sotto la giurisdizione dei due Vescovi di 
Trento e di Brixen o Bressanone , il quale ultimo 
tiene un suo speciale Vicario a Feldkirch pel Circolo 
del Vorarlberg. Vi sono però tollerati i Protestanti 
e gli Ebrei. 

Strade. Strada centrale e primaria del Tirolo è 
quella che, continuando la grande Strada Orientale 
di Milano (V. a cart. 46 ) , va da Verona lungo 
T Adige ad Ala, a Roveredo, a Trento, a Botzen o 
Bolzano, a Klausen e a Brixen o Bressanone, ove 
dividendosi in due principali diramazioni, Y una verso 
Test e F altra verso il nord, va a congiungersi colle 
grandi strade Meridionale ed Occidentale di Vienna 
( V. a cart. 22 ): la prima per Brunecken e Lienz, 
donde passa nell' Illiria a Willac e Klagenfurt, nella 
Stiria a Leoben e Bruck, e quindi nell'Austria In- 
feriore a Neustadt e Vienna ; la seconda per Ster- 
zing , il monte Brenner , Steinach , Schònbérg , 
Innsbruck , Schwatz , Rattenberg , Woergl e Wai- 
dring, donde passa nell'Austria Superiore a Salzburg, 
Linz e Vienna. Con questa grande bipartita strada 
comunicano poi tutte le altre strade tirolesi, Fra le 
quali sono ragguardevoli : 

i*° Verso l'Italia, la strada che da Trento mette 
a Pergine , a Borgo Valsugana e a Bassano; e quella 
che da Bolzano mette a Merano , a Mais, allo Stelvi, 
a Bormio , al lago di Como e a Lecco. Vedi a carte 
46 e 80. 

2. Verso il lago di Costanza, la Svizzera e il 
Reno, le due strade che partono Furia da Innsbruck 
lungo T Inn (passando presso Imst ) , e Y altra da 
Mais ( poc' anzi nominato ) , passando per Nauders 



170 Stati Austriaci 

e Pruz; le quali poco lungi da Landek si uniscono 
Sfidando ad Arlberg, Langen, Bludenz, Feldkirch e 
Bregenz. 

3.° Verso la Svevia , la Baviera e la Germania 
settentrionale , i.° le due strade che partendo da 
Innsbruck e da Imst ( sunnominato ) si uniscono a 
Nassereit , andando a Reiti e Wils , e quindi in Ba- 
viera a Fussen , Kempten , Augusta , ecc. ; 2. la 
strada da Innsbruck a Zierl , Seefeld e Scharniz , 
che va a Mittenwald e Munich in Baviera , e a 
Dresda in Sassonia, ecc.; 3.° la strada che da Woergl 
( sulla grande strada da Innsbruck a Salzburg ) 
mette a Kufstein , ad Eri e a Chiem in Baviera, ecc. 
Divisione territoriale. La Contea del Tirolo si di- 
vide ne' sette Circoli seguenti, gli ultimi due dei 
quali costituiscono il Tirolo Italiano 

i.° Del Vorarlberg , ove Bregenz, Feldkirch e 
Bludenz ; 

2. Dell' Alto Inn (Ober-Innthal) , ove Imst, 
Scharnitz e Ghirns ; 

3.° Del Basso Inn ( Unter-Innthal ) , ove Inns- 
bruck , Halla , Schwaz e Kufstein ; 

4. Del Pusterthal , ove Brunecken , Brixen e 
Lienz ; 

5.° Di Bolzano o Botzen, ove la stessa, Merari 
e Tirol ; 

6.° Di Trento , ove la stessa e Pergine ; 

7. Di Roveredo . ove la stessa, Ala e Riva. 
Topografia. Il Vor-arl-berg ( paese così denominato 
dai Tedeschi per essere situato davanti al monte 
Arl^ e che prima de! 1786 era diviso nelle Signorie 
di Bregenz^ di Hohenems , di Hoheneck, di Feldkirch, 
di Somienbcrg e di Bludenz, le quali erano aiFatto 
staccate dal Governo dei Tirolo) è ricco di bestiami, 
di legnami , di varie manifatture di cotone e lino , 
« di un commercio assai vivo, ne manca di cereali 
e di vino. Quivi Bregenz f città posta alla foce del 
fiume di tal nome, sul lago di Gostanza {Bodensee), 



Tedeschi. 171 

ha l'Ufficio Circolare, un piccolo porto, duemila 
abitanti e gran traffico di granaglie , bestiami e le- 
gnami ; Feldkirch, suIT III, ha fabbriche di mussoline 
e i5oo abitanti; e Bludcnz o Pludens ne ha 800 — 
Nelf Alto Inn l'Ufficio Circolare risiede in Imst o 
Imbst , borgo di circa 3ooo abitanti in vicinanza 
deirinn , che ha miniere di ferro, fabbriche di 
falci, manifatture di lino e cotone, e un traffico 
di canarini che si estende fino in Russia e in Tur- 
chia : Reutte è un bel borgo sul Ledi , presso il 
quale sorge Ehrenberg , già fortezza; Ziri è pure 
un borgo ragguardevole che ha un ponte sull'Inn, 
e in vicinanza la montagna detta per la sua ripi- 
dezza il Muro di S. Martino (S. Martinswand ) , 
sulla quale l'Imperatore Massimiliano I.° a caccia 
di camosci fu perduto due giorni e due notti ; 
Scharnitz ( al nord di Innsbruck) è un altra fortezza 
smantellata ; e Glurns , la città più meridionale di 
questo Circolo, sorge sull'Adige — Nei Basso Inn, 
andando dal sud al nord, si trovano : alle falde me- 
ridionali del Brenuer , sull 1 Eisak che scende dai 
detto monte e va nell'Adige , il borgo di Sterzing 
che ha 3m. abitanti , più manifatture di utensili di 
ferro, alcuni avanzi di antichità romane, e in vi- 
cinanza una sorgente di acque termali ; alle falde 
settentrionali dello stesso monte, Steinach , villag- 
gio presso cui trovansi i bagni d 1 Irinser e alcune 
vestigia di città romane distrutte; Innsbruck , ca- 
pitale di tutto il Tirolo , posta alla foce del Sii 
nelTInn, città bella specialmente pe ? suoi vasti e 
ridenti sobborghi , nella quale sono ragguardevoli 
il palazzo reale ( detto Burg ) con una chiesa assai 
ricca e giardini, parco , statue e pitture di pregio, 
più altre chiese e palazzi, il ponte di vivo suir Inn, 
la cavallerizza , T arsenale e il teatro , e ritrovansi 
il Governo, il Tribunale d' appello, un Ufficio supe- 
riore per le miniere, un liceo, un ginnasio, un 
collegio di educazione più scuole elementari , una 



172 Stati Austriaci 

società letteraria detta patriotica , una pubblica gal- 
leria di quadri , una pubblica biblioteca, più ga- 
binetti di storia naturale , di antichità e di cose 
rare e circa io5oo abitanti che mantengono un vivo 
commercio e varie manifatture di tele, di cotone- 
rie , di pannilani, di stoffe e nastri di seta, ecc. 
Nella Corte d'Innsbruck ( alla quale è annessa la 
vicina Villa Reale di Ambras) ha riseduto più di 
una volta alcun Principe della Casa Regnante , e 
in detta città si raduna ( ogni due anni circa ) la 
Dieta Tirolese composta di Deputati dei Prelati , 
de' Signori , de 1 Nobili , de' cittadini ed anche degli 
agricoltori del paese; Hall, città sulPlnn che qui co- 
mincia ad essere navigabile, che ha un ponte, una 
zecca, 4m. abit., qualche fabbrica di cotoncrie, un 
circondario industre nel quale generalmente si fanno 
berrette e calzette di lana, e in poca distanza una 
ricca miniera di sale, che occupa circa 700 persone e 
dà annualmente 3oom. quintali di sale; Schwaz^ borgo 
di 401. abitanti e residenza dell 1 Ufficio del Circolo 
e di un Ispettorato per le miniere, nel cui circon- 
dario si trovano miniere di rame, di ferro e d'ar- 
gento , e molta attività nel far calze e berrette di 
lana ; Rattenberg^ altra città sull'Ina, con un castello, 
circa 900 abitanti , manifatture di filo di ottone ed 
aghi, e in vicinanza miniere d'argento e di rame; 
Ruf Stein, città forte; Zeli, sul Zill influente nell'Adige, 
villaggio di 870 abitanti che insieme col suo circon- 
dario era aia Salzbur^hese, e nel cui dintorno si 
trovano i monti Rohr ed Heinzen che hanno miniere 
d'oro. — Nel Circolo del Pusterthal è sede dell'Uf- 
ficio Circolare Bruneck , sul Rienz influente nell'Ei- 
sak, città di circa 2000 abitanti, che ha un convento 
di Orsoline per l'istruzione delle fanciulle, e un cir- 
condario bello e fruttifero nei quale si alleva molto 
bestiame e si lavorano tappeti di lana; Innichen, 
borgo presso il quale nasce la Drava ; Licnz, posta 
alla foce dell' Isol nella Drava, piccola città con un 



Tedeschi. 173 

Ufficio per le miniere, un convento di Domenicane, 
per T istruzione delle fanciulle, e circa 2m. abitanti 
che lavorano falci ^ coltelli, lesine, macinatoi da 
caffè ed altri arnesi di ferro e di ottone; Brixen o 
Bressanone, alla foce del Rienz nelTEisak, città di 
6m. abitanti circa, con un Vescovo cbe fino al i8o3 
fu Sovrano della maggior parte di questo Circolo, 
un Duomo e una Corte assai ragguardevoli, un gin- 
nasio , una casa di zitelle inglesi, sufficiente indu- 
stria e commercio, e un circondario bello e fertile 
che dà un ottimo vino rosso; Klausen, sull 1 Eisak, 
piccola città con un convento di Cappuccini, e in 
vicinanza, ali 1 est, la Valle del Grobner , i cui abitanti 
fanno col legno di pino figurine ed altri arnesi che 
poi vanno a vendere per T Europa e perfino in Ame- 
rica : le donne fanno qui generalmente pizzi di refe, 
e perfino i ragazzi di 7 anni sono obbligati a man- 
tenersi col proprio lavoro. — Nel Circolo di Bolzano 
o Botzen la città di tal nome, p#sta al confluente 
dell' Eisak e del Talfer, in vicinanza dell 1 Adige che 
qui comincia ad essere navigabile, è assai ben fab- 
bricata e per la sua situazione la più commer- 
ciante e la più ricca di tutto il Tiroio : essa ha 
circa iom. abitanti, buoni edifizj, bei giardini, grandi 
filande e filatoi per la seta, l 1 Ufficio del Circolo, 
un Tribunale d'appello pel commercio, un ginnasio, 
un vasto traffico , due fiere assai frequentate ed un 
circondario ricco di biade, di vino, di gelsi, di 
noci, di castagne e d'altre frutta, poiché qui il clima 
comincia a risentirsi della temperatura dell' Italia : 
i villaggi di LeyLach , Leyfer , Rentsch e Tramili 
vicini a Bolzano son celebri pel vino, prodotto che 
come la seta si ha nelle valli esposte al mezzogiorno 
e di temperatura mite, mentre le valli più fredde 
e sterili si distinguono lavorando tessuti di filo , 
merletti e suppellettili varie in ferro e in legno; 
Meran, già capitale del Tiroio settentrionale, quando 
i primitivi Conti risedevano nel vicino Castello di 



174 Stati Austriaci 

Tirol, è una piccola città sull'Adige, con un bel 
circondario ricco di buon vino, di pesche e d'altre 
frutta eccellenti, di cui fa commercio, e che ha pure 
alcune fucine di ferro e sorgenti di acque mine- 
rali : la Valle Venosta (già Venusta, cioè bella) 
si stende dal nord-est al sud di Meran. — Nel Cìr- 
colo di Trento, nel quale fino al di là di S. Michele 
si parla generalmente l'italiano, e che dal 1027 per 
concessione dell'Imperatore Corrado II fino al i8o3 
formò un Principato Sovrano del Vescovo di Trento, 
primeggia la città di tal nome detta dai Tedeschi 
Trient , nella quale risiedono l'Ufficio del Circolo 
ed un Tribunale pei Nobili , e che sorge sull' Adige, 
in un bel territorio, con alte e maestose mura, un 
Duomo di architettura gotico-tedesca, una Chiesa 
detta di Santa Maria Maggiore, nella quale dal i545 
al i563 fu tenuto un concilio ecumenico o generale 
per riconoscere e condannare gli errori di Lutero e 
degli altri novatori, un grandioso castello ora con- 
vertito in caserma che fu già Corte del Principe 
Vescovo, un lungo ponte di legno sul fiume, Scuole 
elementari maggiori pe 5 due sessi, un Ginnasio, un 
Liceo , un Seminario Vescovile , un mediocre com- 
mercio e circa i5m. abitanti. Questa città fu fondata 
(per quanto dicesi) 400 anni avanti Gesù Cristo dai 
Galli, e fu dominata due secoli dopo dai Romani 
che T aggregarono alla loro provincia Veneta , nel 
476 di Gesù Cristo dai Goti , nel 586 dai Longo- 
bardi che ne fecero uno dei loro 36 Ducati d' Ita- 
lia, nelT 800 dai Franchi che ne fecero una Marca 
del loro regno d 1 Italia , e finalmente nel 960 dal- 
l' Imperatore Ottone che la destinò a far parte del- 
l' Impero Germanico. Il Trentino conta più vallate 
olio hanno ciascuna qualche particolarità osservabile: 
tali sono la Valle dell Adige che va fin oltre S. Michele, 
e eh' è assai fertile: sulla sinistra del detto fiume, 
la Valle Flemme , irrigata dal La vis influente nell'A- 
dige , la quale ha per capoluogo Cavalese ed è ricca 



Tedeschi. 175 

soltanto di legna, di bestiami e di marmi; la Valle 
di Tassa, irrigata pure dal Lavis , nella quale assai 
si lavora in figurine di legno; la Pieve di Primiero , 
irrigata dal Gismone influente nel Brenta, il di cui 
capoluogo è Fiera, e che dà lino, segale, orzo, 
frumento e grano turco che però non riesce sempre 
abbastanza maturo; la Falle Tesino , irrigata dal fiu- 
me dello stesso nome che influisce nel Brenta presso 
Grigno, i di cui abitanti non avendo sussistenza dal 
terreno fanno lavori di legno o vanno gran parte 
dell'anno fuor di paese, vendendo particolarmente 
immagini sacre; la Valle Sugana, irrigata dal Brenta, 
la quale è ricca di grani , di vino e specialmente 
di seta; il Perginese che è tutto bello e che ha miniere, 
biade, vino e seta: e sulla destra dell'Adige, la Falle 
di Sole o di Sulz confinante colla Lombardia, ed irri- 
gata dal Nos o Noce influente nell'Adige, nella quale 
si fa molta seta e si ritrovano Male, suo capoluogo, 
il Monte Tonai, donde si passa a Ponte di Legno 
e ad Edolo in Valcamonica, il Passo di Noce che 
mette in Val Furva e a Bormio, e le acque mine- 
rali di Pejo, al nord di Noce, e di Val Rabbi al nord 
di Male ; la Valle di Non, al sud della precedente 
e sulla destra del Nos fino a Cles , suo capoluogo, 
la quale è assai popolata , e dà in alcune situazioni 
assai buon vino ; le Valli di Funi e di Bori o Buono, 
all' est di Breno in Va'camonica , che sono irrigate 
dal Chips o Chiese che poi forma il lago d' Idro; 
la Valle di Rendena e la regione detta delle Giù- 
dicarie che hanno per capoluoghi Pieve di Rendena, 
Tion e Scenico , e che sono entrambe irrigate dal 
fiume Sarca influente principale del gran lago di 
Garda , valli che in generale non hanno quasi altro 
che pascoli, bestiame bovino e formaggio ; e final- 
mente la Valle di Caveden , all' ovest di Trento , la 
quale, insieme col resto del circondario di detta 
città, somministra granaglie, tabacco, frutta, vino 
e seta. — Nel Circolo di- Roveredo o Rovereto la 



176 Stati Austriaci Tedeschi. 

città di tal nome, detta dai Tedeschi Roverhekh , 
situata sul torrente Leno presso la sua foce nel- 
l'Adige, è la residenza dell'Ufficio Circolare e di 
circa ioni, abitanti. Essa è ben fabbricata , ed ha 
un ginnasio, un 1 accademia letteraria, grandiosi edi- 
ficj mossi dall' acqua per fare e lavorare la seta , 
ed un vivo commercio specialmente di 6eta, che le 
frutta molta ricchezza. Il territorio di Roveredo 
da 4 miglia sotto Trento fino al confine del Ve- 
ronese è in generale ridente , popoloso e fertile 
in gelsi , viti e tabacco. Ivi sono , ai sud di 
Roveredo , la Val Arsa che confina coi monti di 
Recoaro e coi Sette Comuni del Vicentino ( vedi a 
carte no), e la Valle Lagarina , lungo l'Adige , 
nella quale trovansi i così detti quattro Vicariati 
dei Conti di Castelbarco di Milano , cioè Mori , 
Brentonico , Ario ed il bel borgo di Ala, che ha 
fabbriche di velluti ed altre stoffe di seta. All' ovest 
di Roveredo poi stanno Arco e Riva, nel territorio 
dei quali, attesa la dolcezza del clima , prosperano 
il tabacco , i gelsi , le viti , gli ulivi , ed in parte 
anche gli agrumi, e in quanto al borgo di Riva in 
particolare, vi prospera anthe il commercio special- 
mente de' bestiami che vi si esportano , e dei grani 
e della seta che vi s' introducono pel lago di Garda , 
sul quale ha un buon porto : ed all' ovest di Arco 
stendesi, fra i laghi di Garda e d' Idro fino ai monti 
bresciani di Bagolino, la Valle di Leder che ha mi- 
niere di ferro , ma poche produzioni vegetabili* 

Art. 3. Regno d Ungheria. 

Denominazione e storia. Il paese ora detto Un- 
gheria al tempo degli antichi Romani apparteneva 
in gran parte alla vasta regione che allora diccvasi 
Pannonia, e nella sua parte al nord-est ad un'altra 
vasta regione che dicevasi Dacia; fu occupato^ nel V 
secolo cristiano dagli Unni originariamente Tartari 



Ungheria. 177 

nomadi venuti dal nord del Tibet e della China, e 
nelT 897 dagli Ungari provenienti secondo alcuni 
dalle sponde del fiume Volga, e secondo altri dalla 
Finlandia; ebbe da questi ultimi l'attuale suo nome 
di Ungheria; verso il 1000 abbracciò generalmente 
la religione cristiana , diventò Regno ed ebbe per 
suo primo Re Santo Stefano ; e finalmente nel i5a6 
questo medesimo Regno passò alla Gasa d'Austria, 
e nel 1687 fu dichiarato ereditario nella medesima. 
Confini, estensione e popolazione. Il Regno d'Un- 
gheria confina al nord col Regno di Galizia, da cui 
è diviso per mezzo dei monti Carpazj ; alPest col 
Gran Principato di Transilvania ed in piccola parte 
col Principato Turco di Valachia; al sud colla stessa 
Valachia , colla Servia e coi Regni di Schiavonia e 
di Croazia; ed all'ovest col Ducato di Stiria , col- 
l' Arciducato d'Austria, col Margraviato di Moravia 
e col Ducato di Slesia. — La sua superficie è di 
circa 58,568 miglia geografiche italiane quadrate, e 
la popolazione di circa 8,5oo,ooo anime compresa 
la soldatesca ivi ordinariamente residente. 

Acque. Grande e principal fiume in Ungheria è il 
Danubio proveniente dall'Austria (vedi a carte 119 
e 129), nel quale, tranne il Poper o Poprad (che 
dal sud di Kesmarkt nel Comitato di Zips va in 
Galizia nel Circolo di Sandec, ove si unisce al 
Donaiec per recarsi alla Vistola ) ^ influiscono tutte 
le acque correnti di quel paese. Tra queste pri- 
meggiano sulla destra del Danubio 

i.° La Leyta, fiume austriaco ( vedi a carte 
119), che sbocca presso Altenburg. 

2. 11 Raab che scende dai monti della Stiria 
all' est di Gratz , e sbocca presso la città di Raab. 
3.° La Brava proveniente dal Tirolo, dall' II- 
liria e dalla Stiria (vedi a carte j66, i58 e 162), 
la quale da Warasdino sino alla sua foce, all'est 
di Essek , divide V Ungheria dalla Croazia e dalla 
Schiavonia; — e sulla sinistra 

EUm* di Geogr. Fart. I. 12 



178 Ungheria. 

i.° La Morava o March, fiume moravo ed 
austriaco (vedi a carte 1^4 e 119). 

2. Il Waag che da Posteuy e Leopoldstadt 
sbocca ingrossato dal Neutra a Komorn. 

3.° Il Gran che da Neusohl e dai dintorni di 
Kremnitz e Schemnitz viene a sboccare in faccia 
alla città di Gran. 

4. Il Theiss, già Tibisco, che scende da Szigeth 
a Nagy-Szollos, Nameny, Tokay, Szolnok, Csongrad, 
Szegedin , e sbocca nel Danubio ali 1 est di Peter- 
wardein , dopo avere nel suo lungo corso ricevuto 
più fiumi provenienti dalla Transilvania , e nomina- 
tamente il Szamos da Nemethi nel Comitato di 
Szathmar, il Koros da Baros e Gyula, ingrossato dal 
Sebes-Koros e dal Berettyó procedenti V uno da 
Csucsa e V altro da Deda, ed il 31aros da Arad. 

5.° Il Temes proveniente da Karansebes , Lugos 
e dai dintorni di Temesvar che sbocca non lungi 
da Belgrado. 

Vi sono inoltre nell'Ungheria più laghi, fra i 
quali quello di Neusiedl, le cui acque sono purgative 
contenendo del solfato di soda 5 quello di Platten 
ricco di ottimi pesci, e quello di Palits che contiene 
molto sale alcalino. Nel Comitato di Bacs evvi il Canale 
Francesco che unisce il Danubio col Theiss ; e nella 
parte meridioraie principalmente vi sono molte paludi. 
Costituzione fisica. L Ungheria è montuosa al nord, 
ove i Carpazj la ingombrano, alzandosi al nord-ovest di 
Kesmarkt a 2700 metri sul livello del mare colla vetta 
di Lomnitz e a 2371 con quella di Kriwan e d'altri 
monti componenti il gruppo detto di Taira-, ed è piana 
nella sua più gran parte al sud. Il clima vi è rigido 
nelle montagne, temperato nella parte centrale lungo 
la riva destra del Danubio, e piuttosto caldo nella 
parte meridionale ; ma non è ovunque salubre ( spe- 
cialmente nel Banato, cioè dal Maros al Danubio) 
a motivo dei pantani e delie vaste paludi che vi si 
trovano. — Il suolo ungherese è in generale dei più 



UtfCttlEUU. I79 

fertili d' Europa, particolarmente quello che si trova 
al sud-est del Danubio fino ai confini ottomani, ove 
in alcune situazioni le granaglie crescono quasi senza 
coltura : Y Ungheria settentrionale però non produce 
grani abbastanza pei proprj abitanti, ed anche nella 
meridionale non mancano considerabili tratti di ter- 
reno paludosi o sabbiosi (detti dagli Ungheresi 
Pussten ) che non danno altro che qualche pascolo 
al bestiame: tali sono i dintorni di Debrecin e di 
Kecskemet, che sono abitati soltanto da pastori. 

Produzioni del paese. Tutti e tre i regni della 
natura sono ricchissimi in Ungheria. Quello de 1 ve- 
getabili dà in gran copia frumento di più qualità, 
grano turco, avena e legumi d'ogni sorta; minor 
quantità di segale e d'orzo; grano saraceno, panico, 
saggina e lino al nord ; miglio e canapa nelle regioni 
calde; qualche poco di riso nei Banato; patate, aspa- 
ragi, ortaggi, tabacco, cotone, papaveri, cetriuoli , 
poponi, cocomeri, ecc.; castagne in gran quantità; su- 
sine, con cui si fa l'acquavite detta sliwowicza o raki; 
noci, mandorle, fichi ed altre simili frutta ne' paesi 
caldi; bellissimi boschi di querce, abeti ed altre legna 
da costruzione e da fuoco, non però da per tutto; e 
vini squisiti e rinomatissimi specialmente nel Comitato 
di Zemplin, nel quale si fanno annualmente almeno 
80, eoo barili di vino. Il regno animale dà grande 
copia di cavalli non grossi aia buoni , di buoi stimati 
i migliori d'Europa, di majali, di pecore che danno 
anche formaggi stimatissimi, quali sono quelli di Sohl 
e Liptau; bufali, asini e muli; api e bachi da seta più 
che mediocremente; volatili domestici e salvatici in 
abbondanza; cervi, caprioli, orsi, lupi, volpi, lepri, 
marmotte, martore; lupi cervieri, ecc.; trote, sto- 
rioni grossìssimi, lucci, carpioni, anguille, salamoili, 
lontre, testuggini, gamberi^ sanguisughe, ecc. In 
quanto a ? minerali poi l'Ungheria occupa ora il 
primato che godeva ne' tempi più antichi la Spagna; 
giacche vi si trovano miniere (Toro (che ne danno 



i8o Ungheria. 

annualmente a5oo marchi circa), d'argento (che ne 
danno circa 80,000), di ottimo rame (che ne danno 
annualmente 34m. quintali), ed anche eli ferro, di 
piombo, di cobalto, di salgemma e di argento vivo; 
vitriolo, allume, salnitro, zolfo, petrolio, carbon 
fossile, torba, più specie di pietre preziose, cioè 
diamanti, rubini, smeraldi, zaffiri, topazj, giacinti, 
corniole, granate, opali ed agate; nelle grotte dei 
monti Carpazj cristalli e petritìcazioni varie e bel- 
lissime; diaspri, marmi fini di varie sorte, alabastro, 
porfido', granito, amianto, ardesia, pietra focaja, 
immense cave di calcina, terre da pentolajo , da 
follone e sigillata; verdeporro, e più di 35o sorgenti 
di acque minerali. 

Industria nazionale. L* Ungheria potrebb 1 essere 
per la copia e varietà delle sue naturali produzioni 
uno de 1 paesi più ricchi della terra; ma per difetto 
d'industria non è ricca la metà di quello che po- 
trebb 1 essere. Per mancanza di attività vastissimi 
tratti di paese rimangono paludosi , sabbionosi e 
sterili; i campi, i prati e gli stessi pascoli non sono 
diligentemente mantenuti ; i gelsi , i bachi da seta 
e gli stessi alberi fruttiferi non sono curati come si 
dovrebbe; i contadini per lo più ignorano perfino 
il nome della maggior parte degli ortaggi; e f igno- 
ranza e la negligenza degli agricoltori sono sovente 
il motivo delle cattive raccolte in Ungheria più che 
F inclemenza degli elementi. Le fabbriche poi e le 
manifatture non sono in Ungheria di alcun momento , 
e l'opulenza dei signori ungheresi, che posseggono 
vastissimi territorj, deriva tutta direttamente dai tre 
regni della natura, anziché dalle officine dell'arte. 

Abitanti. La popolazione dell'Ungheria presenta 
un aggregato di diverse nazioni che in varie epoche 
vennero a stabilirsi in questo regno e che sempre 
vi si mantennero quasi separate fra loro , avendo 
quasi ciascuna il proprio dialetto, la propria religione 
ed i proprj costumi; cioè Unga/i nella loro propria 



Ungheria. 181 

lingua detti Magyar, i quali trovansi per la maggior 
parte nella pianura; Slavi Ai varie sorte, vale a dire 
Slovachi, Russniachi, Razzi o Rasciani o Serviani, 
Croati, Slavoni, Dalmatini, Vandali ecc.; Tedeschi, 
Valachi probabilmente discendenti dalle antiche colo- 
nie militari romane; Macedoni; Greci moderni, detti 
anche Zinzari, Albanesi e Clementini; Ebrei, e Zingari 
qui venuti nel secolo XV. Parlansi quindi in tal re- 
gno più linguaggi, cioè Y ungherese, lingua la quale 
ha quasi nulla di comune coi vocabolarj delle altre 
lingue; il tedesco, il russo volgare o moderno nei 
.Comitati di ZempUri, di Beregh, di Ungwar, di Saròs 
e di Ugocs ; il romano-slavo o valaco nel Banato e 
nel! 1 Ungheria orientale ; lo slavo-illirico o arnauto o 
albanese; il greco moderno , V armeno, il zingano , eh 1 è 
un dialetto indiano, e da molte persone si parla an- 
cora, quantunque corrottissimamente, il latino, che 
d'altronde èritenuto come lingua ufficiale per gli 
atti pubblici e per gli affari più solenni del Regno. 

Religione dominante in Ungheria è la cattolica, e 
vi esercitano la giurisdizione ecclesiastica TArcive- 
sco 5 vo ,di Gran residente in Presbtirgo , eh è primate 
del Regno , gli Arcivescovi di Erlau e di Kolotza, 
e 17 altri Vescovi cattolici con diocesi (tre dei quali 
sono Greci-uniti, dipendenti dall'Arcivescovo greco 
di Lemberg), oltre molti altri Vescovi meramente 
titolari. Anche i Greci-non-uniti e i Protestanti hanno 
in Ungheria un' esistenza politica ed esercitano il 
loro culto pubblicamente, i primi colla dipendenza 
di 5 Vescovi suffraganei al loro Arcivescovo di Car- 
lowitz in Galizia, e i secondi colla dipendenza di 
un Ispettore generale residente in Pesth e di 4 
Ispettori circolari se della confessione Augustana, e 
di 4 Curatori se della confessione Elvetica. Gli Ebrei 
sono esclusi soltanto dalle città presso le quali si 
scavano miniere. 

Strade. Principali strade dell' Ungeria sono, sulla 
destra del Danubio 



182 Ungheria. 

i.° La strada che da Schewacht ( sulla strada 
orientale di Vienna, come a carte 122) mette per 
Fischament ed Hamburg a Kitsee in faccia a Presbur- 
go, a Raab, a Szoni in faccia a Komorn, a Dorog 
presso Gran, a Voroswar, a Buda e a Pestìi; 

2. Quella che da Schewacht suddetto va ad 
Oendenburg, Gùns, Stein-am-Anger, Kormond e in 
Croazia a Warasdino, Agram, Carlstadt e Fiume; 

3.° Quella che da Fiirstenfeid nella Stiria \ V. a e, 
154) attraversa a Kormond la strada suddetta e va 
per Simeg, Veszprim , e Stuhlweissenburg a Buda; 

4. Quella che da Raab viene a Papa e Simeg sud.°; 

5.° Quella che da Buda per Stuhlweissenburg e 
Zollos va in Croazia a Kopreinitz, Kreutz ed Agram ; 

6.° Quella che da Buda per Ersken , Foidvar e 
Mohacz va lungo la destra del Danubio a Tolna, 
aSzerard, alle vicinanze di Fùnfkirchen e ad Essek 
nella Schiavonia ; — e sulla- sinistra del Danubio i, 

i>° La strada che da Presburg mette a Stampfen 
e ad Holitsch, Austerlitz e Briinn, come a carte 147; 

2. La strada che pure da Presburgo va sl Tyr- 
nau, Leopoldstadt e FreystadI, la quale si divide' in 
4 principali diramazioni, cioè i. a pfer Trfentschin , 
Hungarisch Brod, Hradisch e Wischaù in Moravia, 
come a carte 146; 2. a per Csascza e Jablunkau a 
Teschen nella Slesia, come a carte i5i ; 3. a per Ro- 
senberg e Kesmarkt a Muscina in Galizia, o più como- 
damente per Leutschau , Eperies e Bartfeld a Duckla 
pure in Galizia; 4/ da Freystadtl a Neutra, Schemnitz, 
Kremnitz, Neusohl, ecc. nell'interno del Regno; 

3.° La strada da Pesth a Kerepes, Erlau e Ka- 
schau, la quale qui si divide in due principali dira- 
mazioni, cioè i. a da Kaschau ad Eperiés -, é Bartfeld 
come sopra; 2. a da Kaschau ad Unghwar e Munkacz , 
donde per Vereczk a Sambor e Lemberg in Galizia, 
e per Nagy-Banya in Transilvania ; 

4. La strada da Pesth a Orkeni, Kecskeraet , 
Seghedino, Kis-Kanisa , Komlos e Temesvar, dalla 



Ungheria. i83 

quale si va: i. a da Orkeny a Czegled, Erlau, ecc. 
come sopra ; da Czegled a Szolnock , Debrecin , 
Nagy-Caroli , Szathmar-Nemethi , Nagy-Banya e Bi- 
stntz in Transilvania 5 e da Debrecin per Margitta 
e Deda, oppure per Gran-Varadino e Nagy-Barod 
a Glausenburg in Transilvania ; a. a da Kecskemet a 
Csongrad , Orohaza ed Arad , e di qui a Toth-Varad 
o a Theresiopel e Temesvar; 3. a da Temesvar per 
Lugos, Kossova eDobra, oppure per Lugos, Karan- 
sebes, Bauczar, Hetszeg ed Hunyad a Garlsburg pure 
in Transilvania; per Karansebes e Mehadia ad Orso va 
in Valàchìa; e per Szobel e Moravicza a Weisskir- 
cheh, e a Semendria nella Servia, e a Paucsova, Bel- 
grado, Semeliuo ecc. ; 

5.° La strada da Pesth a Melykut, Teresianopoli, 
Neusatz e Peterwaradino in Schiavonìa: dalla quale a 
Melykut se ne distacca un'altra pel Danubio e Fùnf- 
kirchen o Mohacz, ed a Teresianopoli un' 1 altra per 
Zombor , Darda ed Essek. 

Divisione territoriale. L'Ungheria si divide in 46 
Comitati (1) governati secondo la costituzione del 
regno, ed in 6 altri Distretti che hanno ciascuno una 
particolare amministrazione. Quelli fra i detti Co- 
mitati e Distretti che ' trovansi sulle due sponde del 
Danubio [formano' 1* Ungheria detta impropriamente 
Bassa e che dovrebbe dirsi Occidentale , e quelli che 
stanno sulle due sponde del Theiss formano la così 
detta Alta Ungheria, che meglio dirébbesi Orientale. 
Ciascuna poi delie dette due parti si suddivide in due 
Circoli che sono denominati dalla sponda del fiume 
su cui ritrovatisi, come nella seguente tavola, nella 
quale s'indicano alPincirca le popolazioni de' luoghi 
principali, i Vescovati latini cblP*, i Vescovati greci- 
uniti coli 1 (*) , i greci-non-uniti coir)*(, i Tribunali 
d'appello col T e il Tribunale supremo col T. S. 
■ ■■ ' 

(1) Questi Comitati sono detti dai Tedeschi Gespanchaften dalla 
parola ungherese Ispati che significa Proposto o Capo , e dagli 
Ungheresi Varmagye y e furono introdotti nel 1 180 dal re Bela III, 
eie diede ai Conti o Capi dei poteri che furono poi funesti al regno. 



184 



Ungherj 



CIRCOLO ALLA SINISTRA DEL DANUBIO. 



Comitati 



LUOCHI PIÙ* HOTÀBILI E LOBO ABITABTl. 



l3 



SPrexbvrc 
Bosing 

( Tyrnau T. 

Neutra * 

Freystadtl 

Neutra. ^ Leopoldstadt 

Pòsteny e Holitsch 

Skalitz 



Tbektschin I Trentschin . 

An va 



Alt-Kubm , 
Arva 



» Liptau , 



» SORL. 



Thub 



S. Michele 

Lipcse , Rosenberg e Bocza. . . 

Neusòhl 

Herrengrund e Altgebirg 

Alt-Sohl, Libethen e Briesen. 

S. Martino 



Aranyos Maróth. . . 
Kònigsberg e Leva , 
Kremnitz 



Gbam [ Gran. 



Kemencze. . . , 

Honth ) Sehemmtz . . . 

Windschacht . 



» T ( Gyarmath 

» Neocrad < ' 

è Gacs e Losoncz . 



>» Pesth 



Buda o Open 

Testh 

Waitzen 

Aszod, Godollo e Nagy-Koros 

Kecskeraet 

Kalocza * 



)*( 

T. S. 



[ Zombor 

I Teresianopoli . . 

t, / Zenta e Apatin . 

Bacs C ^ r 



36ooo 
4000 
5ooo 

6000 



6000 
3ooo 



Bacs. 

Neusatz 

Futak e Tittel . 



>*( 



I I PlOCOLA IvUMAMA. 



$ Itun-Szent-Miklos 

' ( Felegyhaza ed Halasz 



IOOOO 

iioooj 
17000 



33ooo 
5 1000 

8000 
12000 
a5ooo 

5ooo 

18000 

28000 



14000 

35oo 
9 5 00 



ACCIDENTALE. 



185 



CIRCOLO ALLA DESTRA DEL DANUBIO. 



Co 



M I T A T X 



Luochi più' «otabili e LorxO abitanti. 



DI WlESELBUEO . 



Altenburg Ung. 

Wie«elburg 

Neusiedl 

Kitsee 



(Oedenburg . 
Rust 

» UEDEKEUEC <. _. 

a JMsenstadt. . 
I Esterhaz. . , 



Eise 



Stein-ara- Anger. 

Gùns 

Pìnlcafeld 

S. Gottardo . . . 



» d£LADA 



f Szlada-Egerszeg 

\ Kessthely , 

. \ Tapolcza 

J Fiii ed 



Grande Rani=a . 



» Veszpeim 



Veszprim 

Papa 

Ral<onyer-Wald ( foresta ). 
Palota 



» Raab . . 

» IvOMOEN 



Raab 

S. Martino. 



Ivomorn . 
Dotis . . 



» Stuhlweissenbukc Stuhlweissenburg . 

» ToLNA 



ì si 



Szekszard . • • 

Tolna 

iniontornya. 



S.meoh \ Kaposvar 

Szigetvar 



» Babahy 



Pecs o Cinque Cbiese. 

Mohacs 

Siklos 



22000 

I 100 
3ooo 

a5oo 
5ooo 



8000 



75oo 



i55oo 

IOOOO 

9000 
ia5oo 



9000 



i86 



Ungher ) 



CIRCOLO ALLA DESTRA DEL THEISS. 



§ tio 



25 

26 

27 

28 
29 
3o 

3i 

32 

33 

3 4 



Comitati. 



Lxi 



OGHI PIÙ NOTABILI E LORO ABITANTI. 



Leutschau 

Zipserschloss * 

Iglò 

°i Z ^s / Gollnitz 

Scbmolnitz 

Kesmark 

Lublo. 




Satorallya-Ujhely . 

Zemplin 

>» Zemplin. ) s aro.-Patak 

Kres2tur 

Homonna 

Tokay 



U»gwab | Ungwar . 

/ Szobranz 



» Bekegh f Bregb-Szasz. '. 

^ Munkacs (*) 



Abaujvar 



( ICascbau 

( Mctzenseifen. 



Pelsocz , 

Gomor 

Rima— Szombat . 

Tiszolcz 

Dobschau. 
Rosenau 



Torna 



^ Torna. . . . 
\ Szilitcze. . 

\ Miskòlcz. . 

Borsod ) Szendro . . 

] Onod 

Erlau 

Matra. . . . 

Heves <J Gyongyos. 

Ilatvan. . . 
Heves. . . . 



Distretto decli Jazygi. . . . 



Jaszbereny 



RIENTALE. 



187 



CIRCOLO ALLA SINISTRA DEL TIIEISS. 



Comitati. 



Luoghi più' notabili e loro abitasti. 



35 
36 

38 

40 

4i 

4 a 

4 3 

44 

4 5 
46 



di 'Marmàrqì. . 



KitannaHnHHHMnawi 

C S/iofet '..... 

| Ronassek e Husst. 



TT i Aagv-Syoìlos 

» UGOC3 { ^ b ' t, 

( Grosstorna e Latares 



» Szathmak. 



( Nagy-Karoly •••• 
^ S*arhmar-Nemeth . 

' f Erdod 

Nagy-Eanya . . . . . 






Nagy-Kallo. . . 

Szaboles e Ris-Varad (Picc V aradino). 

B { Nagy-Varad ( Gran Varadino ) * (*). 

" ( M**$¥ n T - 

ula, 



» eekes ..;.....$ ^yula. 

( Rekcs . 



( S/ejredin 

CsoKCBAD ) b 

( vasarhely 



, C Tót-Kònvos 

• • / Mezòbegyes e Mako. 
• J Magyar-Csanad 

' • ti ( Alt-Aracl. . 

» Abad I 

( Menes 



C^ANAD . ; 



)*f 



>» Kkassow 



L-ugos ..._..• 

Kra^sow e Dogna?ka 

Orawitza , Saska e Moldava . 



C Temesvar ■ • ri 

T 1 Teresiopoli 

» 1 EMES ( r 

J A rad-nuovo e Lippa 

[ Wersclietsc ' \ 



m 

IV 



» Tokòntal. 



Nagy-Eecrkerek . . 
Nagy-S.-Miklos. . . 

\ Karstszag 

I Madras 



Gbande Kumania .... 

Citta* degli Hajduchì. . . . | Nanas e Hadhaz 

Regg. E anato Tedesco . . 



Pancsova 

Weisskirchen 

^ Karan?ebes. . . 

Reso. Ramato Val. Illie. ( Mchadia 

( Vecchia Orsov 



6000 
1 1000 



5ooo 



5ooo 
3 7 eoo 

6000 
1 1000 

2.6000 



5ooo 



i65oo 



9000 



fioco 
5ooo 



4000 
i5oo 



i88 Ungheria. 

Topografia. Nel Circolo alla sinistra del Danubio 
sono ragguardevoli: nel Comitato i.° Presburgo 
{Posony o Pressborek), capitale del regno dal \hij 
al 1780, la quale sorge sulla sinistra del Danubio, in 
un'amena situazione fra la pianura e la parte mon- 
tuosa dell' Ungheria. Essa dividesi nella Città pro- 
priamente detta e nel sobborgo detto Schlossgrund, 
ed ha in quanto agli edifizj, una vasta Chiesa par- 
rocchiale con insigne Collegiata, nella quale ora se- 
guono le incoronazioni dei Re e delle Regine, una 
Chiesa di S. Elisabetta con una magnifica cupola, 
un Castello , già residenza dei Re , ora convertito 
in caserrria, posto sovra un'altura fuori di città, 
che ha uno scalone magniBco ed una vista deli- 
ziosa, un gran teatro, un ponte volante sul Danubio 
che qui è largo 208 metri circa e diversi palazzi 
ragguardevoli, fra' quali quelli del Governatore, 
del Comando militare , della Cancelleria Reale , 
de' granai pubblici, de' signori Bathiany, Erdòdy, 
Wachtler;, Grasalkovicz, ecc., e alcuni di questi 
con giardini principeschi e collezioni varie di libri 
e di oggetti di storia naturale ; ed in quanto a sta- 
bilimenti, una Reale Accademia di educazione ed un 
Arciginnasio pe' Cattolici , un Ginnasio protestante, 
una Scuola elem. maggiore, una Casa di Orsoline 
per l'istruzione delle fanciulle, un Convento di Frati 
di S. Gio. di Dio per la cura degl'infermi, un Con- 
vento di Elisabettine per le inferme, varie fabbri- 
che di tabacco, di pellami, di pannilani e di stoffe 
d'oro e d'argento, ed un vivo commercio di spe- 
dizione tanto per terra come pel Danubio. In Pre- 
sburgo risiede d' ordinario 1' Arcivescovo di Gran , 
Primate del regno, e si radunano per lo più ogni 3 
anni l'Alto Clero cattolico e greco-non-unito , i Ba- 
roni e Magnati del regno, e i Deputati de' Nobili e 
delle Regie città, che costituiscono fa Dieta (Status 
et Ordines ) , alla quale sono accordati grandi .pri- 
vilegi. — Tyrnau {Nagy-Szombath) , città regia che 



Ungheria. 189 

per le sue 9 torri e per le sue molte chiese e case 
religiose fu detta la piccola Roma, nella quale sono 
lai?. Tavola (detta dai Tedeschi Gerichtstafel) , che 
è quanto dire il Tribunale d'Appello del Circolo, 
una R. Accademia di educazione, un ginnasio, un 
seminario cattolico, un osservatorio astronomico, una 
delle principali 4 case d 1 invalidi del regno ed un 
vivo commercio. Essa ebbe un tempo anche V uni- 
versità, che fu poi trasportata a Pesth. — Bosing, 
città con bagni minerali. — L'isola di Schutt (Csal- 
lokos) , lunga 44 miglia comuni d'Italia e larga fino 
a 28 circa, la quale è assai fertile, ha una città e 
quasi 100 villaggi, ed è formata da due rami dei 
Danubio (l'uno detto Danubio di Presburgo o di 
Neuhausel, e l'altro Danubio di Wieselburg) che si 
dividono a Presburgo e si riuniscono a Komorn. = 
Nel Comitato 2. ° Neutra (Nitria), città vescovile 
che ha un ginnasio, un castello forte e molto com- 
mercio di vini. — Freystadll, che ha ottime vigne 
e celebri mercati di grani. — Leopoldstadt, fortezza 
situata in un luogo paludoso , che ha un arsenale 
e una casa d'invalidi. — >Posteny, borgo con acque 
termali. — Holitsch, borgo sul March, che ha una 
grandiosa manifattura di stoviglie di pietra e una 
deliziosa villa principesca. — Skalitz , città situata 
sopra una rupe, che ha un ginnasio ed un attivissimo 
traffico. = Nel 3.° Trentschin, R. città sul Wag, eoa 
un castello forte , bagni caldi a Tóplicz ed acque 
acidule a Chocholna. = Nel 4. Kubin, semplice 
borgo, ma luogo principale del Comitato, ed Arva, 
castello sopra di un monte. = Nel 5.° oltre il borgo 
industre di S. Michele (Senz Miklos), che è capo- 
luogo, si trovano Lipcse , che ha miniere di ferro e 
d'antimonio; Rosenberg (grosso borgo cori un col- 
legio ginnasiale, acque termali e manifatture di terra 
cotta), che ne ha di ferro e rame, e Bocza, che ha 
una ricca miniera d' oro il più fino che trovisi in Euro- 
pa. = Nel 6.° Neusóhl ( Beszterczc-Banya, NcosoUum), 



jyo Ungheria. 

città vescovile sul confluente del Bistritz nfel Gran, 
che ha un ginnasio e in vicinanza miniere di ferro e 
rame. — Herrengrund ed Altgebirge, villaggi uniti con 
un passaggio sotterraneo , nei quali si trovano più 
officine per purgare e fondere il rame che ivi si scava, 
ed una sorgente di vitrìolo di rame, nel quale im- 
mergendo delle stanghette di ferro, rimangono queste 
tutte rivestite di rame, e così per precipitazione si 
ottiene dal detto vitriolo il rame di cementazione. — 
Brezno-Banya o Briesen , città nel cui circondario 
prospera una razza di pecore che dà formaggio e lana 
eccellenti. — Liebethen con una miniera di ferro e 
rame. — Altsohl con acque acidule. — Karpfen o Car- 
pona con un ginnasio e un territorio fertilissimo. c±4 
Nel 7. S. Martino (Senz Màrton), borgo sul Thurocz 
influente nel Waag. = Neil' 8.° Aranyos-Maróth, capo- 
luogo. — Kónigsberg ( Uj-Banya) , città con fabbriche 
dì vetro. — Kremnitz ( Kórmocz-Banya ) , R. città con 
lin ginnasio, una zecca famosa, e in vicinanza assai 
ricche miniere d'oro e d'argento. — Leva con acque 
minerali. = Nel 9. Gran (Esztergom, Strigonium) , 
bella città arcivescovile al confluente del Gran nel 
Danubio, in un territorio ubertoso, con un ginnasio e 
con acque termali. = Nel 10. ° Kemencze , capoluogo 
dei Comitato. — ■ Schemriitz ( Schelmecz-Banya ) , R. 
città assai ragguardevole , in cui sono un Ufficio 
superiore per le miniere, una celebre Scuola di 
mineralogia, due ginnasj, l'uno pei cattolici e V altro 
pei protestanti, e in vicinanza assai ricche miniere 
d'oro, d'argento e di piombo. — Windschat, borgo 
in cui sta la Direzione delle miniere del Comitato. — 
Neil 1 11. ° non vi sono che borghi, fra 1 quali Gyarmath 
è capoluogo; Neograd dà il nome al Comitato, e 
Gacs e Losoncs hanno qualche fabbrica di pannilani. 
= Nel 12.° Buda (O'fen) , capitale del regno e resi- 
denza dell'Arciduca Palatino, Luogotenente del regno, 
che è quanto dire del Viceré, del Consiglio di Go- 
verno, della Camera Aulica, del General Comando 






Ungheria, 191 

militare , e di un Vescovo greco non unito , la 
quale sta sovra di un colle sulla destra del Danubio 
in faccia a Pestìi , nel luogo ov 1 era l'antica Sicam- 
brìa, ed ha una Corte o Castello Reale magnifico, 
in cui si custodisce la corona reale d'oro riguardata 
da tutta la nazione come una specie di Palladio , un 
arciginnasio , due scuole elementari maggiori, una 
pubblica biblioteca, un gabinetto di storia naturale, 
uri arsenale di armi, due teatri, un casino di ricrea- 
zione, acque termali in un apposito bellissimo ecli- 
fizio stato costrutto dai Turchi, alcune manifatture, 
alcuni avanzi d'opere romane ed un territorio ce- 
lebre pel suo vino rosso ; essa è città forte nella 
quale risedettero gli antichi re e probabilmente 
anche Attila re degli Unni ; è abitata da molte pri- 
marie famiglie ungheresi, e fu presa da Solimano li 
nel i52Ó e di nuovo nel i52(); ma il Principe Eugenio 
di Savoja la riconquistò alla Casa d'Austria nel 1686. 
Al sud e in poca distanza da Buda, sovra un bel 
promontorio che si stende lungo la destra del Danu- 
bio ed anche nella vicina isola di Raczkevi, trovatisi i 
castelli o palazzi nei quali quel grand' uomo soleva 
prender riposo dalle sue gloriose militari fatiche, ri- 
creandosi coi semplici piaceri della campagna e collo 
studio dell'economia rurale. Egli fece in fatti molto 
bene al paese anche in ciò, e particolarmente col far 
venire il primo nell'Ungheria le pecore d'Arabia, colle 
quali fu insignemente migliorata !a razza indigena^ 
— Pestìi, la più popolata ed attiva città del regno,, 
la quale sorge assai ben fabbricata sulla sinistra del 
Danubio in faccia a Buda, con cui è congiunta in. 
estate per mezzo di un ponte di barche lungo quasi 
un mezzo miglio comune d'Italia, e che ha la Regia 
Tavola seltenwirale , che è quanto dire il Supremo» 
Tribunale del regno, 1' Università statavi trasportata 
daTyruau, un osservatorio astronomico posto sovra il 
vicin monte Bloxberg o di S. Gherardo, un museo 
nazionale, una bellissima casa per gl'invalidi, un 



192 Ungheria. 

ginnasio, un vivissimo commercio e quattro fiere an- 
nuali assai frequentate: all'est di Pestìi si stende fino 
a Godollo la celebre pianura irrigata dal fiumicello 
Rakos, nella quale anticamente attendavansi i Nobili 
Ungheresi per eleggervi il re, e si videro talvolta per 
ciò piantati ben 8om. padiglioni. — Waitzen ( Vacz y 
Vacium) , R. città vescovile con una bella cattedrale, 
un ginnasio, un istituto pe' sordo-muti, un'accademia 
militare di recente istituzione chiamata Ludovicoeum 
ed un collegio di Scolopj. — Visegrad, castello reale 
posto in un' amenissima situazione sulla destra del 
Danubio fra Waitzen e Gran. — ■ Asczod, alP est di 
Waitzen, villaggio sul Galliabach, con un bel palazzo 
principesco fornito di gabinetti di numismatica e di 
storia naturale. — Godollo, altro villaggio ameno con 
un bel castello del Principe Grasalkovicz , nel quale 
si trovano un delizioso giardino , un serraglio di 
belve ed un teatro. — Nagy-Koros con un ginnasio 
pei Protestanti. — Kecskemet , borgo popolatissimo 
posto nel mezzo di una vastissima landa, nella quale 
si allevano numerosissime mandre di buoi. — Kolocza 
(Colocium), piccola città in cui risiede un Arcive- 
scovo, che è anche Vescovo latino di Bacs (Bachia) 
nel Gomitato seguente. = Nel i3.° Zombor, R. città 
popolosa e commerciante, presso la quale comincia il 
Canale Francesco, che unisce il Danubio col Theiss. — 
Theresianopel ( Maria- Tlieresiopel o Theresienstadt o 
Szabadkà), città delle più popolate ed industri, la quale 
ha una vastissima caserma, un bel convento di France- 
scani ed un vivo traffico di tele, di lana, di pecore, 
di cavalli e delle principali produzioni del paese. — 
Zenta, celebre per la grande vittoria qui riportata 
nel 1697 dal Principe Eugenio di Savoja sui Turchi 
comandati dal Sultano Mustafà II. — 'Apatia, bellissimo 
villaggio sul Danubio, nel quale ritrovasi una colonia 

di Tedeschi che diligentemente vi coltivano la ca- 

• • • i 

Rapa, la robbia (pianta che tinge in rosso), il 

guado (pianta che tinge in turchino) e i bachi da 



Ungheria. 193 

seta, e presso il quale fin quasi al Theiss 6Ì veggono 
gii avanzi di una grande muraglia creduta un trin- 
ceramento degli antichi Romani. — Bacs , vago borgo 
e Vescovato latino, unito a Kalocza, e greco non 
unito. — Neusatz {Uj-Vedek, N copiatila) città com- 
merciante, in cui gli abitanti sono quasi tutti Slavi 
Raizi (Serviani) e risiede il Vescovo greco di Bacs. — 
FiUak, villaggio sul Danubio, nel quale si tiene un 
annuo mercato assai frequentati) dai mercanti turchi. — 
Tiltel, piccola città nel Distretto militare dipendente 
dal Generalato di Petervaradino , detto degli Csaikisti 

Tschaìkisti ( che è quanto dire degli operaj e sol- 
dati della flottiglia, che sono quasi tutti Slavo-Illirici 
e che hanno V accennata denominazione dalla parola 
Tschaikes che significa galera), nella quale sono can- 
tieri, arsenali ed altri magazzini ed uffici navali. 

Nella Piccola Kumania (Kis-Kunsag) paese ricco 
di biade e di bestiami, non v'hanno città, e i 
borghi principali che vi si trovano sono Kun-S.— Mi- 
chele ( Kuti-Szenl-Miklos ) Felegyhaza ed Halasz. 

1 dimani, che abitano nell'Ungheria questo distretto 
ed un altro ancor più piccolo, chiamato Grande 
Kumania, sono comunemente creduti Tartari pro- 
venienti dalle sponde del fiume Kuma , al sud del 
Volga. Essi nei secoli XI e XII percorsero e devasta- 
rono i paesi giacenti fra il Volga e il Danubio, e verso 
il T25o furono dal Re Bela IV ricevuti in Ungheria con 
patti e privilegi particolari, in conseguenza dei quali 
hanno tuttavia le dette due Kumanie una particolare 
amministrazione sotto la speciale protezione dell'Ar- 
ciduca Palatino, il quale porta il titolo di Conle e 
Giudice degli Jazigi e dei dimani, abbenchè questi 
per dir vero siano a poco a poco diventati affatto 
Ungheresi, abbracciando la religione cristiana, e 
dimenticando il proprio linguaggio e i loro antichi 
costumi per adottare quelli degli Ungheresi. 

Nel Circolo alla destra del Danubio sono rag- 
guardevoli : nel Comitato 14, ° Ungarisch-Altenburg, 
Eleni, di Geo^r. Part, I. l3 



194 Ungheria.. 

borgo con ginnasio, così detto per distinguerlo da 
Deutsch-Altenburg che sta nell'Austria inferiore. — - 
Vieselburg, borgo che fa gran commercio di grani.— 
Neusiedl, piccola città sul lago dello stesso nome, 
che fa pure gran commercio di grani , e che ne 1 
suoi dintorni fa buoni vini. — Kitsee o Kotsi y borgo 
e villa principesca 6iilla grande strada di Vienna, 
dal quale pretendesi che derivi il nome di Kutsche, 
che dai Tedeschi fu dato alla carrozza, ritenuta co-» 
munemente una invenzione ungherese, o per lo meno 
una invenzione antica richiamata in uso dagli Un- 
gheresi. = Nel i5.° Oedenburg (Soprony) , regìa città 
antica , con bei sobborghi , un ginnasio cattolico 
ed uno protestante , varie manifatture ( specialmente 
di pannilani e di coltelli), un rilevante commercio 
di vini, grani, bestie bovine , porci, mele e frutta 
secche, e in vicinanza una cava di carbon fossile. — 
Rust, piccola città rinomata pe' suoi vini. — Eisenstadt 
o Kis Martori, piccola città appartenente al Principe 
Esterhazy, che ivi ha una specie di Corte. — Esterhaz, 
villa deliziosa del suddetto Principe sul lago di 
Neusiedl , con palazzo , parco , teatro , quadre- 
ria, museo di curiosità, ecc. — Nel 16. Stein-am- Anger 
( Szombathely , Sabaria) sull'Anger influente nel Raab, 
piccola città vescovile, in cui nacque S. Martino 
Vescovo di Tours , con un ginnasio, scuole filoso- 
fiche ed alcune antichità romane. — Gilns ( Koszog, 
Ginsium) sul Guns influente nel Raab , R. città e 
residenza della R. Tavola del Circolo, con un ginna- 
sio, più fabbriche di panno e un circondario ricco di 
buoni vini e di frutta squisite. — Pinkafeld, borgo con 
acque acidule eccellenti. — S. Gottardo (Szent-Goth) 
borgo famoso per la sconfitta che ivi diede ai Turchi 
nel 1664 il Generale italiano Montecuccoli alla testa 
degl 1 Imperiali. = Nel 17. ° Szlada-Egerszeg , borgo in 
cui si tengono le adunanze de! Comitato. — Kessthely, 
altro borgo sul lago diPlatten, con acque termali, 
un ginnasio , una scuola di disegno e di musica , un 



Ungheria. 195 

seminario d'istitutori ed una scuola d'agricoltura 
detta Georgicon, stabilimenti ivi eretti dal Conte di 
Festetics di Tolna, cui questo borgo appartiene, — • 
Taplocza, borgo con acque minerali salubri. — Fùred, 
villaggio celebre per le sue acque acidule ricerca- 
tissime. — Nagy-Kanisa, un tempo fortezza ed ora 
borgo aperto, con un ginnasio e molto commercio. — 
Strido, villaggio all'ovest di Kanisa, da alcuni creduto 
un avanzo dell 1 antica città di Stridone, patria del 
gran Padre della Chiesa S. Girolamo, morto nel 420.= 
Nel 18. Wesprim ( V esprimiamo sul Sarvitz influente 
nel Danubio, piccola città vescovile, con un ginnasio 
e molto commercio di vino e grani. — Papa, borgo 
ragguardevole, con un palazzo Esterhazy, un gin- 
nasio, due chiese pei Protestanti, una bella chiesa 
cattolica e due conventi. — La Foresta di Bakony , 
diramazione delle Alpi di Stiria, lunga 48 miglia 
geografiche d 1 Italia e larga da 8 a 20 , nella quale 
prosperando assaissimo le querce, si allevano immense 
truppe di porci. — Palota (Palatium), già villa del 
Re Mattia Corvino che regnò dal 1458 al 1490. *== 
Nel 19. ° Raab ( Nagy-Gyor , Jaurinum ) R. città 
vescovile, con fortificazioni state rovinate dai Fran- 
cesi , una cattedrale con coro sontuoso , una bella 
piazza, più edificj ragguardevoli, un ginnasio, un'ac- 
cademia d'educazione e quattro annuali mercati, 
specialmente di bestiami. — 5. Martino , una delle 
principali Badie de' Benedettini, situata sopra tre 
colline. 3= Nel 20. ° Komorn (Komaron o Komarno ) R* 
città e fortezza non mai stata presa, situata nell'estre- 
mità orientale dell'isola di Schutt, con un ginnasio, 
una bella chiesa un tempo de' Gesuiti, un ponte 
volante e molto commercio di grani, vino, mele e 

pesci Dotis o Tata, borgo con un ginnasio, acque 

termali, una fabbrica di majolica e in vicinanza una 
cava di bel marmo. = Nel 21. Stulilweissenburg 
( Szehes-Fejervar , Bieligrad, Alba Regalis) R. città 
vescovile e fortezza importante, situata in uà 



196 Ungheria.. 

territorio paludoso, con un ginnasio e una cattedrale 
nella quale si facevano anticamente le incoronazioni 
dei Re. = Nel 22. Szekszard, borgo ne 1 cui dintorni 
si hanno uve eccellenti > che danno un vino della 
specie di quello di Borgogna e d'un gusto anche 
migliore. — Tolna, altro borgo sul Danubio, nel 
qual fiume si fa quivi una ricca pesca di storione. — 
Simontornya, altro borgo con celebri vigneti. = Nel 
23. ° Kaposvar , borgo principale del Comitato, e 
Sigetvar o Grànz-Siget^ fortezza in un luogo palu- 
doso. — Nel 24. ° Cinque Chiese (Fùnfkirchen, Pecs , 
Quinque Ecclesice) piccola città vescovile situata in 
un fertile territorio, con una scuola normale, un 
ginnasio, un accademia d'educazione, molte antichità 
romane e un vivo traffico. — Mohacs , borgo situato 
in un circondario paludoso, nel quale il Re Lodovico 
II perdette nel i52Ó la vita e una grande battaglia 
contro i Turchi, e questi medesimi furono poi intera- 
mente sconfitti nel 1687 dall'Imperatore Leopoldo I. — • 
Siklos, borgo ne' cui dintorni si fa un ottimo vino rosso. 
Nel Circolo alla destra del Theiss sono da osser- 
varsi : nel Comitato 25.° Leutschau (Lotse) città 
ben situata, che ha due ginnasj , uno cattolico e 
T altro protestante, alcune fabbriche d'idromele e un 
vivo commercio di vino, grani, bestiame e tele. — 
Zips (Zips-Schloss , Scepusium) castello in cui risiede 
il Vescovo di tal nome. — Iglò o Neudorf, sull'Hernad 
influente nel Theiss, che ha miniere di cobalto, ed 
è una delle così dette 16 città privilegiate esistenti 
in questo Comitato, le quali furono popolate da 
industri colonie tedesche, ed hanno una speciale 
amministrazione. — Gollnitz , borgo con vicine 
miniere di rame e ferro, e più fucine per tali me- 
talli. — Schmolnitz ( Szomluok ) borgo popoloso , 
con ricche miniere di rame e vitriolo, forni, fucine 
ecc. — Kesmark o Kaisermarkt , città sul Poprad 
influente nella Vistola, con un liceo e più tintorie 
e stamperie di tela. = Nel 26. Eperies (Epcrieòinum) 



Ungheria» 197 

R. città vescovile, sul Torissa o Tarcza influente 
neir Hernad , nella quale risiede la R. Tavola dei 
Circolo , e che ha un ginnasio e molta attività 
commerciale. — Bartfeld , borgo sul Tòpi influente 
nel Bodrog , con ricche saline ed acque minerali 
gasose, come quelle di Pyrmont nel Principato di 
Waldeck, delle quali fa molto spaccio. — Szovar, 
borgo con altre saline* = Nel Comitato 27. °, cioè 
in quello di Zemplin che in gran parte è alpestre, 
ma che pure è ricco in ciascuno dei tre regni na- 
turali e specialmente nelle viti, che in esso furono 
portate da Malvasia di Morea e dall'Italia nel 1241 
per ordine del Re Bela IV, si deggiono osservare 
Satorallya-Ujhely , borgo vicino alla foresta di Long 
tutta di querce ed abeti , il quale ha un palazzo 
per le assemblee del Comitato , chiese cattoliche e 
greche non unite , una sinagoga, un ginnasio e ben 
3oo celle vinarie tagliate nella roccia. — Zemplin y 
castello con alcuni avanzi di una fortezza romana, 
nel cui circondario si trovano granate e rubini. — 
Saros-Patak, sul Bodrog, con un ginnasio pe' Cat- 
tolici, un collegio pei Protestanti stato fondato dal 
famoso ribelle Ragoczy, ed una pubblica biblioteca. 
— Krestur, borgo celebre per la coltivazione delle viti. 
— Hommona y alle falde dei monti Carpazj , città forti- 
ficata , stata fabbricata dai Russi , Rusniaci o Ruteni 
od Orosz, greci di religione ma non d'origine, che 
nel secolo XII passarono dalla Russia Rossa o Galizia 
orientale a stabilirsi nel nord-est dell'Ungheria, ove 
ora trovansi nel numero di circa 36om. anime. — 
E sopra tutti Tokay ( Tocato ) borgo situato al 
confluente del Bodrog col Theiss e popolato prin- 
cipalmente da Ungheresi Protestanti e da Greci, 
presso il quale sopra di una collina detta di S. Teresa 
sta la vigna di Szarwasch, che dà il più squisito e 
vero vino di Tokay. Siccome però la detta vigna 
appartiene quasi tutta ali 1 Imperatore , così il vino 
di Tokay che si vende ( e che costa più di qualunque 



198 Ungheria. 

altro vino del mondo) proviene per lo più da altre 
ottime vigne di Tarczal, di Krestur e dei vicini 
colli di Hegyallia, Tallya, Ond e Ratka, o è una 
mistura del mosto delle uve appassite di Tokay 
(detto Essenza di Tokay, il quale si rassomiglia al 
mele pel sapore ed alla teriaca per Y aspetto ) con 
altro buon vino ^ mistura conosciuta col nome di 
Ausbruch; o è Mashklass , cioè vino bonificato con 
una piccola quantità della detta essenza, o stato per 
qualche tempo nelle vecchie botti del vero Tokay. — 
Nel 28. ° Ungwar con un castello forte e un gin- 
nasio , borgo in cui risiede il Vescovo greco unito 
di Munkacs ; e Szobranz , altro borgo con acque 
minerali. = Nel 29. ° Bereghszàsz e Beregh , borghi 
poco importanti, e Munkacs , borgo vescovile, con 
una fortezza famosa per l'assedio che vi sostenne 
tre anni continui contro gl'Imperiali la moglie del 
ribelle Emerico Tekeli verso il 1688, e che ora 
serve come prigione di Stato. = Nel 3o.° Kaschau 
(Kasa, Cassovia) R. città vescovile, fortificata, in- 
dustre, commerciante e la più bella dell 1 Ungheria 
orientale, la quale è bagnata dall' Hernad ed ha 
molti edificj ragguardevoli (come la cattedrale, il 
palazzo del Governatore, le caserme, l'arsenale e 
l'accademia d'educazione pei Nobili), una scuola 
normale, un arciginnasio, varie manifatture di pan- 
nilani , di cappelli e di raajolica, ed in vicinanza 
deliziose villeggiature, bagni salubri, caverne natu- 
rali ammirabili per estensione, pe* loro labirinti e 
variatissime stalattiti, e al nord presso Czerwenitza 
cave di bellissimi opali, e presso Ranka altre cave di 
opali ed acque minerali. — Metzenseifen Inferiore e 
Superiore, grandi borghi con miniere di ferro e 
d'argento. = Nel 3 1.° Pelsócz, sul Sajo influente nel 
Theiss, capoluogo. — Gomor, altro borgo sul detto 
fiume, che dà il nome al Gomitato. — Rima-Szombat 
o Gross-Steffelsdorf, borgo industre che fornisce l'Un- 
gheria specialmente di bocchini di pipe, — Rosenau 



Ungheria. 199 

( Rozno-Banya , Rosnavia) città vescovile sullo stesso 
fiume, che ha un ginnasio, molta industria specialmente 
nelT imbiancar tele, e miniere d'oro , d'argento, di 
cobalto e di rame. — Dobschau, altro grosso villaggio 
con magli e fonderie di palle e cannoni, il quale è 
situato in mezzo ad alti monti in vicinanza di varie 
cave di ferro, di cobalto, di rame, di granate e 
d'asbesto. = Nel 32.° Torna, borgo. — Szilitcze, 
villaggio famoso per una caverna, la quale nel cuore 
dell 1 estate è gelata e piena di ghiaccio , e nelP in- 
verno calda, asciutta e senza ghiaccio affatto, giacché 
lentissimamente partecipa fllle variazioni della tem- 
peratura esterna. ■= Nel 33.° Miskolecz, borgo po- 
poloso, con due ginnasj , in vicinanza del Sajo, iit 
una bella valle, nella quale si coltivano molto le 
viti, i poponi e gli alberi fruttiferi, e si trova una 
sorgente di acque minerali salubri. — Dios-Gyor, 
villaggio posto in vicinanza di una miniera dalla 
quale si ha il ferro e Facciajo migliore di tutta V Un- 
gheria. = Nel 34. Ertati {Eger , Agria) sul fiume 
dello stesso nome che influisce nel Theiss, città arci- 
vescovile, molto industre e commerciante, che ha una 
bella chiesa metropolitana, un vasto castello o palazzo 
governativo, più ospedali e conventi religiosi, un 
ginnasio, un liceo, un osservatorio astronomico, va- 
rie fabbriche di panni, concerie di pelli, e ne 1 suoi 
dintorni eccellenti vigne, acque termali, e miniere 
d'argento e rame nei monte Ma tra. — Gyongyos , 
borgo ben situato , con un ginnasio ed ottime vigne. 
— Hatvan, altro borgo con belle razze di cavalli e 
grossissimi cocomeri. — Heves , borgo che dà il nome 
al Comitato. 

Nel Paese degli Jazygi (Jasz-Orszag) il quale ha 
una particolare amministrazione sotto la protezione 
dell 1 Arciduca Palatino (vedi a e. 193) si trova il 
grosso borgo di Jaszbereny con un ginnasio. Gli 
Jazygi (così detti dalla parola jazs che significa arco , 
e quindi chiamati in latino Balistarii e Philistcei ) 



200 Ungheria. 

erano anch'essi Kumani, i quali circondati dal Re 
Ladislao IV verso il 1285 furono obbligati a farsi 
battezzare e a rimanere a condizioni vantaggiose 
nel territorio loro assegnato: come gli altri Kumani 
anche gli Jazigi sono diventati interamente Unghe- 
resi, e attendono all' agricoltura ed al bestiame. 

Nel Circolo alla sinistra del Theiss sono ragguar- 
devoli: nel Comitato 35.° Sziget, grosso borgo sul 
Theiss, con un ginnasio ed un Ispettorato superiore 
dei sali. — Rhonaszeck, villaggio situato fra monta- 
gne saline che danno i,6oo,oco quintali di sale 
all'anno. — Marmar os , antico castello che dà il nome 
al Comitato. — Huszth, fortezza. = Nel 36.° Nagy- 
Szòllós, capoluogo. — Grosstorna, villaggio con acque 
salubri. — Komlos e Bartacs , villaggi presso i quali 
si trovano miniere d'argento. = Nel 37. Nagy- 
Karoly, capoluogo, con bei giardini del Conte Karoly. 
~ Szathmar-Nemethy (Szathmarinum) R. città ve- 
scovile, industre e commerciante, sul Samos, la quale 
è formata dai due borghi di Szathmar e Nemethy, 
con un ginnasio. — Ecsed, borgo presso il quale si 
raccoglie grande quantità di soda. — Nagy-Banya 
(nome che significa grande miniera) borgo con un 
ginnasio, una zecca, e in vicinanza ricche miniere 
d'oro e d'argento. — Felso-Banya (Alta Miniera) 
con ricche miniere d'oro. — Nel 33.° Nagy-Kallo> 
borgo e capoluogo, ne 1 cui dintorni si raccoglie 
molto salnitro. — Szabolcs , piccola città che dà 
il nome al Comitato. = Nel 89.° (detto di Bihar ed 
il più vasto di tutti) Gran-Varadino (Nagy-Varad 
o Gross-Wardeiìi, Varadinum majus) R. città e for- 
tezza presso il Sebes Koros o Koros rapido, con due 
Vescovi cattolici V uno latino e l'altro greco, una 
bella cattedrale, un arciginnasio, un'accademia d'edu- 
cazione , ed acque termali. — Debretzin^ R. città 
delle più popolose dell'Ungheria ed insieme delle 
più commercianti, nella quale si ritrovano la R. 
Tavola del Circolo, un ginnasio, un grande collegio 



Ungheria.. 201 

t.V educazione pei Protestanti, molte fabbriche spe- 
cialmente di sapone e di pipe, e nelle vicinanze una 
estesissima landa ricca di mandre bovine, di porci e 
di alcali minerale. = Nel 40. ° Gyula, sul Fejer Karos 
o Bianco, con un castello. — Bekes, grosso borgo 
presso il quale il Fekete-Koros o Nero sbocca nel 
Bianco. = Nel 41. Seghcdino ( Szegedin ) sul con- 
fluente dal Maros nel Theiss, R. città assai com- 
merciante in cereali, tabacco e bestiame, con un 
forte , un ginnasio , un teatro , molte manifatture 
di soda ed un vasto territorio in gran parte sterile 
e sabbioso. — - Csongrad, antico castello che dà il 
nome al Comitato. — Vasarhely, borgo ov' è una 
società per la diffusione delle cognizioni fisiche. = 
Nel 42. ° Tòt-Kómlós , capoluogo. — Csanad (Chonad, 
Csanadium) piccola città vescovile in riva al Maros, 
la quale dà il nome al Comitato. — Mezóhegyes , 
grandioso Reale stabilimento , di circa 60 miglia 
geog. d'Italia quadrate d'estensione, nel quale sono 
allevati i cavalli ad uso degli eserciti e nel quale 
(per esempio) nel 1795 conta vansi diecimila fra 
cavalle e stalloni in custodia di soli 2Ó3 uomini. = 
Nel 43.° Arad- Vecchio (Alt-Arad) città sul Maros, 
in cui risiede un Vescovo greco non unito. — Menes y 
villaggio celebre pel suo vino da taluno preferito a 
quello di Tokay. = Nel 44. Lugos , borgo presso il 
quale si coltivano molto le viti. — Krassova, piccola 
città sul Karasch influente nel Danubio, la quale dà 
il nome al Comitato. — Orawicza, piccola città sopra 
un monte, nella quale risiede la Direzione superiore 
delle miniere del Banato, avendo in vicinanza mi- 
niere di rame (le più ricche d'Europa) ed anche 
d'argento, con forni ecc. = Nel 48.° Temcswar , sul 
Bega influente nel Danubio, fortezza celebre, stata 
presa da Solimano II nel i552 e ritolta ai Turchi 
dal Principe Eugenio di Savoja nel 1716, nella quale 
risiede il General Comando militare del Banato, e 
vi sono strade spaziose e regolari, edifizj di buona 



202 Ungheria. 

architettura moderna, un Vescovo greco non unito, 
più filande di seta , due grandi compagnie di com- 
mercio e molti abitanti tedeschi e slavo-illirici che di- 
ligentemente coltivano le biade, le viti, il lino, il ta- 
bacco e i gelsi. — Arad-Nuovo, fortezza. — TFerschets, 
borgo assai trafficante, che ha un Vescovo greco non 
unito ed un ginnasio. = Nel 46. ° Nagy-Becskerek, 
borgo principale, e Nagy-S.-Miklos , altro borgo nel 
quale ha v vi una scuola pratico-economica d'industria 
pei villici. 

Nella Grande Kumania o Nagy-Kunsag ( abitata 
ed amministrata come la Piccola Kumania, di cui a 
carte 193, la quale abbraccia più tratti di paese 
attigui al Comitato 34. , ed ha poche vigne, ma 
ben coltivate campagne e molto bestiame) vi sono 
Karstszag o Uj-Szallos, e Madras, borghi industri. 

Nel paese detto Città degli Hajduchi {Heiduken- 
stàdte ) il quale sta ali 1 ovest di Debretzin , e fin 
dal tempo del Re Giovanni Corvino (verso il 1470) 
gode molti privilegi a motivo di certi particolari corpi 
di fanteria che quegli abitanti somministrarono , 
primeggiano i due borghi di Nanas e Hadhaz. 

Nella parte del Regno Ungarico che viene com- 
presa nel così detto Paese dei Confini Militari ( Mi- 
litàr-Grànze-land) paese che si stende per quasi 
900 miglia comuni d' Italia lungo il confine Ottomano, 
che ha un permanente cordone di 46 mila uomini, 
ed un'organizzazione tutta militare, si osservano: 
nella parte presidiata dal Reggimento del B anato 
Tedesco, la fortezza di Pancsowa, al confluente del 
Temes col Danubio , in cui risiede lo Stato Maggiore 
ctel Reggimento suddetto , e la piccola città di Weiss- 
kirchen sul Karasch ; e nella parte presidiata dal 
Reggimento del Banato Valaco-Illirico , il borgo di 
Karansebes 9 residenza dello Stato Maggiore del Reg- 
gimento suddetto, che ha molto traffico e fa ottimi 
vini; quello di Mehadia, sullo Czerna, che ha bagni 
caldi anticamente chiamati di Ercole , i quali portano 



TflANSILVANlÀ. 2c3 

il termometrò di Réaumur al grado 48, alcuni avanzi di 
romane antichità , e in vicinanza una grande naturale 
caverna e un lavatojo per raccogliere le pagliuole 
d'oro che si trovano neir arena del fiume; e Vecchia 
Orsova, piccol forte alla foce dello Czerna nel Danubio. 

Art. 4. Gran Principato di Transilvania. 

Denominazione e storia. Il Gran Principato di Tran- 
silvania, che anticamente faceva parte della Dacia , fu 
dagli Ungheresi chiamato Erdely , in latino Transilva- 
nia, cioè Paese al di là de monti, e dai Tedeschi 
Siebenbiirghen. Questo secondo nome vuoisi derivato 
da sieben Bnrgen (sette Castelli) quasi che il paese 
di cui parlasi avesse un tempo sette principali castelli 
che lo distinguessero ; ma siccome ciò non ha ap- 
poggio nella storia, così pare più verisimile che la 
voce sieben derivi da Szeben o Cibinum, nome antico 
di Hermannstadt già capitale del paese, tanto più 
che anche il Re Andrea II verso il 1220 s'intitolò 
Comes Chibiniensis per dirsi Conte di Transilvania. — * 
Questo paese fu conquistato da S. Stefano nel 1002, 
e rimase dipendente dall'Ungheria fino al ]536; 
ebbe da quest'anno al 1694 i suoi Principi parti- 
colari eletti dagli Stati, i quali col titolo di Vaivodi 
regnarono quasi sempre in terribili contrasti, do- 
vendo stare sotto la protezione delle due Corti di 
Vienna e di Costantinopoli; e nel 1694 fu ceduto 
all'Augustissima Casa d'Austria. 

Confini, estensione e popolazione. Il Gran Principato 
di Transilvania confina al nord coli' Ungheria ed in 
piccola parte colla Galizia, all'est colla Moldavia, al 
sud colla Valachia ed all'ovest coir Ungheria. — Esso 
ha circa 17 mila miglia geog. d'Italia quadrate di 
estensione, e circa 2 milioni d'anime di popolazione. 

Acque. Principali fiumi della Transilvania sono i.° 
il Samos che a Dees viene formato da due principali 
influenti, il Samos maggiore o freddo che scende da 



204 Transilvania. 

Kodna e Bistritz , e il minore o caldo che viene dar 
Gyalu e Klausenburg, e che passa in Ungheria al 
sud di Nagy-Banya, a Nemethi e a Piccol Varadino 
per gettarsi nel Theiss, V. a pag. 178; 2. il Maros 
che nasce presso Gyergyo S. Miklos nella Sede di 
Csik-Szereda , e riceve principalmente V Aranyos 
presso Maros-Ujvar e il Kukel o Kukullo o Tornova 
al nord di Carlsburg, e passa in Ungheria ad Arad 
e a Seghedino ove si getta nel Theiss, vedi a pag. 
suddetta; 3.° V Alata o Alt che nasce presso la sorgente 
del Maros, e al 3ud di Hermannstadt passa nella 
Valachia per gettarsi nel Danubio. Il Samos, il Maros 
e l' Aranyos son navigabili, e con maggiore facilità 
di tutti il secondo, che porta le navi da Carlsburg 
al Theiss e al Danubio. La Transilvania ha in oltre 
non pochi piccoli laghetti. 

Costituzione fisica. La Transilvania è un paese 
elevato, dal quale discendono le acque nelle regioni 
limitrofe. I monti Carpazj lo rendono alpestre nella sua 
massima parte, stendendo in esso dalla loro principale 
catena ( le Alpi Dacie e Bastarmene degli Antichi, le 
quali vanno dall'Ungheria alla Moldavia) varie dira- 
mazioni che lo circondano ed ingombrano anche 
internamente, protraendosi fino al Danubio presso 
Orsowa, ed alzando alcune delle loro vette a 25oo e 
fin quasi a 3ooo metri sul livello marino. — Il suolo 
vi è generalmente assai fertile; ed il clima salubre, 
ma sotto egual latitudine più freddo che in Ungheria* 

Produzioni del paese. In quanto ai vegetabili la 
Transilvania ha grani d'ogni sorta, e particolarmente 
un eccellente frumento, legumi, tabacco e vino 
molto, essendovi più di 100 mila jugeri (1) di vigna, 
canapa, lino, robbia , luppoli, zafferano, bellissimi 
pascoli, alberi da frutta di tutte le varietà, legna 
e legnami da fabbrica, erbe e radici aromatiche e 
medicinali, e tartufi; in quanto al regno animale, 

(1) Un jugero o joch corrisponde a tornature o,575543a5. 



Transilvania. 205 

cavalli, bestie bovine, pecore, porci, volatili dome- 
stici e salvatici, api, bachi da seta, pesci, e nei 
monti animali voraci e salvaggina ; in quanto ai 
minerali la Transilvania è ricca più d'ogni. altra parte 
d'Europa in oro, di cui ha 40 miniere, quasi tutte 
ne' monti del nord-o^Pest, e che si trova tanto puro, 
come misto coli 1 argento, ed anche in sabbia vicino 
alle acque correnti; in rame, cavandone dalla sola 
miniera di Deva più di 3^oo quintali all'anno, ed in 
sale, essendovi ben 120 sorgenti d'acqua salata, e 
cavandosi annualmente dalle miniere di salgemma un 
milione e quattrocento mila quintali di saie; ed ha 
inoltre argento, ferro anche in figura di granate, 
zinco, piombo e piombaggine, mercurio, magnete, 
arsenico, antimonio, tellurio (specie di antimonio 
scoperto dal signor Kitaibel presso Nagiag) carbon fos- 
sile, zolfo, salnitro, petrolio, allume, pietre preziose 
di più qualità (cioè agate, amatiste, diamanti, topazj, 
granate, calcedonie, onici, corniole, ecc.) diaspro, 
porfido, marmo, alabastro, serpentino, pietra pomice 
e molare, tufo, stalattiti, gesso, marga, sinopia, ecc., 
ed acque minerali acidule, amare ecc., delle quali 
più migliaja di bottiglie passano anche all' estero. 

Industria nazionale. L'economia rurale è piuttosto 
florida in Transilvania; ma 1' industria applicata alle 
arti vi è ancora nell'infanzia. Tutto quello che vi 
si fa in questo genere è opera per la massima parte 
della diligenza di nuovi Tedeschi colà stabilitisi. 

Abitanti. Nell'attuale popolazione della Transilvania 
distinguonsi colonie di oltre a io diverse nazioni 
qui venute in diverse epoche dopo la conquista di 
Santo Stefano. Tra queste però per antichi diritti 
e possesso non sono per così dire dominanti nel 
paese che tre, cioè gli Ungheri qui venuti come 
conquistatori; gli Szekler (chiamati in latino e in 
francese Sicules ) che secondo alcuni sono anch' essi 
di razza ungherese o magyara , o secondo altri 
discendenti dagli Unni ritirati nelle montagne, ai 



20Ó Transilvania. .* 

quali come a gente bellicosa fu affidata dagli Un- 
gheri la guardia del paese e dato il nome di Szekler, 
che appunto vuol dire Guardiani; e i Sassoni o Te- 
deschi (giacché gli antichi Ungheresi chiamavan Szazs 
o Sassoni tutti gli abitanti della Germania) , i quali in 
diversi tempi e particolarmente* nel 1 143 enei 1224 
qui vennero invitati dai monarchi ungheresi , rice- 
vendo da essi molti terreni e privilegi. Queste 3 
nazioni tuttavia fra loro distinte in Transilvania for- 
mano gli Stati del Gran Principato , ed hanno voce 
nella Dieta che annualmente si raduna. Gli altri, 
cioè i Valachi, che sono pure più di 8oom. e che 
occupano principalmente il centro e la parte orientale 
del paese, gli Armeni, i Greci, gli Ebrei, i Bulgari, 
creduti discendenti degli Unni di Attila, i Polacchi, 
gli Zingani e i nuovi coloni vi sono protetti, ma 
non entrano a rappresentare la nazione transilvana. 
Religione. In Transilvania sono autorizzate come 
religioni del paese la Cattolica, la Calvinista-Elve- 
tica, la Luterana e la Sociniana o Unitaria , che 
professa di credere una sola persona in Dio : la 
Greca non unita e Y Ebraica sonovi. semplicemente 
tollerate. I Cattolici latini vi hanno un Vescovato in 
Karlsburg; i Cattolici greci ne hanno uno in Fagaras, 
e il Vescovo risiede in Balasfalva o Blaseudorf; e i 
Greci non uniti ne hanno uno in Hermannstadt. 

Strade. Nella Transilvania continuano le cinque 
grandi strade ungheresi già indicate a carte i83: cioè 

i.° Quella di Nagy-Banya a Dees, e di qui a 
Bistritz o a Szamosujvar e Clausenburg. 

2. Quella di Margina a Deda e Clausenburg. 

3.° Quella di Gran-Varadino ad Elesd, Nagy- 
Barod, Csucsa e Clausenburg. 

4. Quella di Temeswar, Kossova, Dobra, Carls- 
burg ed Hermannstadt, eh/ è la più frequentata. 

5.° Quella meno frequentata che da Karansebes 
va a Marga, a Bautzari, a Bukova, al passo detto la 
Porta di ferro, ad Hatzeg all'est di Nagy-IIunyad, 
« a Szaszvaros sulla precedente strada di Carlsburg. 



Transilvania. 207 

Verso la Galizia va una strada da Bistritz, pel 
passo di Rodna o per quello di Borgo Bistritza, a 
Moldau, Kiaiplung, Czernowitz nella Bukowina e 
in Galizia , o piegando all' est a Jassy in Moldavia. 

Verso la Turchia poi ha la Transilvania otto 
celebri passi coi rispettivi lazzaretti per le cautele 
sanitarie, che sono quelli di Biritsch fra le sorgenti 
del Maros e quelle dell' Aluta, di Ghymes , di Oytos 
presso Bereczk, di Bussa, di Tomos , di Terzburg 
tutti e tre aF sud di Kronstadt, di Torre Rossa al sud 
di Hermannstadt, e di Wulkan al sud di Szazsvaros; 
de' quali passi il più frequentato è quello della 
Torre Rossa, che mette a Bukarest e a Nicopoli. 

Divisione territoriale. Il Gran Principato di Tran- 
silvania si divide in tre parti principali, che sono: i.° 
il Paese degli Ungheria il quale si estende all'ovest 
verso l'Ungheria ed in parte anche al nord, avendo 
per città principali Claasenburg e Carlsburg eoa 
Weissenburg. 2. Il Paese degli Szekler , che si estende 
lungo la parte orientale, ed ha per città principale 
Marosvasarhely+Z? Il Paese dei Sassoni, che occupa 
la parte meridionale e qualche porzione dall' orien- 
tale e della settentrionale, ed ha per città 'primarie 
Hermannstadt ;, Kronstadt e Bistritz. Queste tre grandi 
parti si suddividono poi in 29 parti minori, cioè in 11 
Comitati, 4 Distretti e 14 Sedi o Giudiciarie , in te- 
desco Stuhle\ le quali maggiori e minori parti sono 
per lo più costituite da più tratti di terreno fra loro 
distanti, e verso il contine ottomano sono anche 
frammischiate col Paese de" 1 Confini Militari (vedi a 
e. 202 ) che anche in Transilvania occupa circa 4000 
miglia geog, d'Italia quadrate e comprende 12 borghi, 
438 villaggi e i4om. anime circa. Nella tavola se- 
guente, compilata coi segni convenzionali di quella 
dell'Ungheria, si sono segnati colle lettere C M. i 
borghi principali che appartengono al detto Paese 
de' Confini Militari, e con caratteri distinti le città 
principali del Gran Principato e i Capoluoghi. 



208 



Tkansilvànu. 



N.° 

prog. 



Comitati, Distretti 
e Sedi. 



J 

vj S3 

rH CO ' 

O 



m 1 



14 



i5 



16 

18 

19 



22 

23 
24 
25 
26 

27 

28 



29 



Co. di Weissenbubg suteb. 



WeISSENBUBC IWFEE. , 



Luoghi più' vota-bili 
e lobo abitanti. 



IvUCKELBUBG • 

Thobda . . . . 



» Clausenbubg 

» DOBOKA 

»» SzOLNOCX INlEBIOEE. 

» SzOLNOCK CENTRALE . 
» Hl'NYAD . 



Keatsna. 



» Z AB AND . 



Distretto di Fagabas. 
»> Ivo v AB 

Sede di Udvabhely. . - 

» Habomsbek , 

» Csik-Szebeda .... 

» Maeosvasaehely. 
» Aeanyos 

» Hebmannstadt 

» sckassbubg i 

» Medgyes 

» muhlenbach .... 

1» Il E l^M A KKT 

» ]N : AGY-SlNK 

» PvEPS 

» Leskiech 

>» Bboos 

dlstbetto di k.b0nstadt 

>» Bl*l*ITZ. . . 



Martonf alvei 

Carislurc con Weisscnburg. * 

Zalatna Piccolo Schlatten. . . 

Nagy-Enyedy Balasfalva, Salz- 
burg , Olt'en-Banya, Verespa- 
tak , Abrnd-Banya 

Dieso Senz-Mar tori ^ Kukullvar. 

Senz-Miklos , Ebesfalva 

Thorda o Thor«nburg 

Torotzko, S/.azs-Regen, Gorgeny 

Clàusenburg o Kolosvar 

Kolos , Samosfalva , Gyalu. . . . 

Szek , Doboka, Apafifalva .... 
Decs, Akna, Eegrescb, BotL-pojana 

Samosujvar o Armenierstadt. . . 

Zi/ah , Tasnad 

Devi) Nagiag, Sekeremb,Tscher- 
tescb, Baytza, Tresztia, Por- 
kura, Hnnyad, Gradistye .... 

Smlyo , Nagyfalu 

Kratsna , Bogodanhaza 

Koros^Banya, Halmagy, Vatza. 

Brad , Karatsch , Bareschd , 
Ivriàcbtior 

Fagaras o Fagrescbmarkt . (*) 

Nagy-SomkiLti Berkess, Bara. . 

Kapnyk-Banya, lCovar. ...... 

Szekeìy-Udvarheìy 

Keresztur 

Sepsi S. Gyórgy. ...... C. M. 

Keszdi-Vasarhely C. M. 

Zabola, Kovaszna, Bereczk . . . 

Csìk-Szereda C. M. 

Gyergyo Senz Miklos 

Marosvaharhely T. 

Fel-Viucz , Aran y 03 , Bagion. . 

Herman n&tadt o Szeben. . )*( 

Orlath C. M. 

Segesvar o Scbàssburg 

Medgyes o Mòdwasch 

Birthelm o Beretbalom 

Muhlcnbach o Szasz-Szeben . . . 

Reissmarkt 

Nugy-Slnk o Gross-Scbenk. . . . 

Beps 

Uj-Egyhaz o Leskircb 

Szasz-Varos o Broos 

Kronstadt o Braschow 

Zeiden o Feketebalom. . . C. M. 

llosenau, Zernyest 

Bistrìtz o Nòsen 

Kodna 

N*s zoù o Nassow r. M. 



TUANSILVANIA. 209 

Topografìa. Capitale della Transilvania al presente 
è Clausenburg Kolosvar, già Claudiopoli e Zeugma, 
poiché in essa risiedono l'I. R. Governo e la Dieta 
del Gran Principato. Questa città anticamente anno- 
verata fra i paesi dei Sassoni ed in seguito ( allorché 
abbracciò le dottrine degli Unitarj ) fra quelli degli 
Ungheri, de 1 quali diventò il Capoluogo, è situata in 
una bella valle sul Samos minore, alle falde di un alto 
monte; ed ha una cittadella, un forte sulla montagna, 
più-edifizj ragguardevoli, ginnasj, licei e convitti di 
educazione separati pe' Cattolici , pei Protestanti e 
per gli Unitarj, più conventi religiosi, due sinago- 
ghe, il Soprintendente degli Unitarj , fabbriche di 
panno, di cappelli e di maiolica, e circa 25m. abi- 
tanti. — Seconda città ed un tempo Capitale della 
Transilvania è Hermannstadt (Szeben, Cibinum), capo- 
luogo del Paese de' Sassoni, stata fondata o riedificata 
da un certo Hermann di Franconia coetaneo del re 
S. Stefano, e la più vasta fra le città del Gran 
Principato, la quale sorge assai ben fabbricata e mu- 
nita sul fiume Kubin o Szeben influente nelP Aiuta, 
in una bella pianura; ed ha fra le sue mura il General 
Comando militare, V I. R. tesoreria del Gran Princi- 
pato, T archivio nazionale dei Sassoni, un Vescovo 
greco non unito indipendente, una pubblica biblio- 
teca, una società letteraria detta dei Filostorici, 
due ginnasj , uno pei Cattolici ed uno pei Protestanti, 
un orfanotrofio, una raffineria di nitro, un commercio 
piuttosto florido, alcune manifatture di pannilani, 
cuoi, utensili di ferro e rame, e circa i6m. abi- 
tanti , la maggior parte dei quali non sono Cattolici, 
ed alcuni sono Zingani stabiliti in un apposito sob- 
borgo. — Carlsburg, situata nel paese degli Ungheri 
sovra il pendio di un monte in vicinanza del Maros, 
è la principale fortezza del Gran Principato: in essa 
veggonsi i sepolcri degli Huniadi o Corvini, famiglia 
d'origine vaìaca, da cui discesero Giovanni Huniade 
governatore di Transilvania e poi Reggente d'Ungheria 
Eleni, di Geogr. Pari. 1, 1% 



aio TRA.NSILVANIA. 

morto nel 1456, e il di lui figlio Mattia Corvino re 
d'Ungheria morto nel 1^90, i quali sono ambidue 
celeberrimi per valor militare. — Wcissenburg o 
Fcjervar (cioè città bianca, in latino Alba Carolina) 
piccola città quasi in contatto colla fortezza sud- 
detta, è la sede del Vescovo latino di Transilvania, 
ed ha una bella chiesa cattedrale, un capitolo, un 
seminario, un ginnasio, una pubblica biblioteca, 
un osservatorio astronomico, una zecca, varie ma- 
nifatture e circa I2m. abitanti. — Kronstadt o Bra- 
schow ( Corona), altra piccola città fortificata, atte- 
nente al territorio dei Sassoni, è assai ragguardevole 
per essere la più attiva ed insieme la più popolata 
della Transilvania. Sta essa ai piedi di un erto 
monte, sul quale ha un forte castello, e contiene due 
ginnasj , l'uno cattolico e V altro protestante, più 
manifatture di panni e coperte di lana, di cotoncrie, 
di tele e di certi vasetti d'acero lavorati al tornio, 
dei quali si fa grande spaccio in Valachia, una raf- 
fineria d'idromele, una tintoria turca e circa 3cm. 
abitanti che fanno il principale commercio della Tran- 
silvania. — Maros-Vasarhely, detta anche Oschorhci y 
Neumarkt e Markstadt , capoluogo degli Szeklcr, 
sul Maros e quasi nel centro del Gran Principato , 
è pure una E. città, forte ed assai distinta, avendo 
la R. Tavola giudiziaria, cioè il Tribunale d'Appello 
per tutta la Transilvania dipendente dal Supremo 
Dicastero di Vienna, due ginnasj, uno pei Cattolici 
ed unp pei Protestanti, mi collegio di educazione 
per questi ultimi , una pubblica biblioteca di 6cm. 
volumi, un gabinetto mineralogico, molto traffico 
specialmente di legnami da fabbrica, e quasi icni. 
abitanti. — Z alata a , detta anche Goldcnmark e 
Klein Scldattcn o Piccolo Scldattcn, sul fiume Trajan 
influente nel Maros, è pure un borgo degno di 
particola* menzione, essendo esso il capoluogo dei 
Valachi, che formano la parte più numerosa della 
popolazione transilvana, e la residenza del Tribunale 



TlUNSILVÀNlÀ. 21 I 

e degli altri Uffici relativi alle miniere. Esso e 
ameno, ed ha circa 4111. abitanti e ne 1 6uoi dintorni 
ricche miniere d' oro, d'argento vivo e di rame, e 
lavatoi d'oro ne" fiumi. 

Meno importanti, ma per diversi aspetti notabili 
sono pure in Transilvania i luoghi seguenti : 

Nel Paese degli Ungheria Martonfalva o Villaggio 
di S. Martino, capoluogo del Comitato i.°, il quale 
sta al nord-est di Hermannstad. = Nagy-Enyed o 
Strasburgo al nord di Carlsburg, capoluogo del Co- 
mitato 2. , borgo nel quale risiede il Soprintendente 
dei Calvinisti-Elvetici, e che ha una celebre accade- 
mia d'educazione pei Protestanti. — Balasfalva o 
Blasendorf, cioè Villaggio di S. Biagio, al nord-est 
di Carlsburg, borgo in cui risiede il Vescovo greco 
unito di Fagaras. — Salzburg, borgo al nord-ovest di 
Hermannstadt, che possiede ricche miniere di sale. — 
Qffenburg o Offerì- Bany a, al nord-ovest di Carlsburg, 
borgo con forni fusorj e in vicinanza buone miniere 
di piombo ed anche d'oro e d'argento. — Abrud- 
Banya o Qross Schlatten, cioè Grande Schlatten, 
sull'Ompoly influente nell'Aranyos, e Verespatak, 
villaggi vicini , posti in mezzo a ricche miniere e 
a molti lavatoi d'oro nei nominati due fiumi, che 
ne abbondano assai. = Dieso Senz Marion, sul Kukel 
minore, capoluogo del Comitato 3.° — Kukullovar e 
Senz Mildos , sullo stesso fiume, borghi con ottime 
vigne. — Ebesfalva o Villaggio di Si Elisabetta, sui 
Kukel maggiore, piccola città stata fabbricata ed 
abitata quasi interamente dagli Armeni che vi fanno 
\m rilevante traffico di vino e di lana. = Thorda o 
Thorenburg) suH'Aranyos influente nel Maros, capo- 
luogo del Comitato 4. , e borgo di 8m. abitanti, con 
un ginnasio per gli Unitarj, e iti vicinanza miniere 
di saie, che ne danno 24om. quintali all' anno, e an- 
che di ferro, argento ed oro. — Torotzko , al sud 
di Thorda, borgo con miniere di ferro, argento ed 
oro e molti fabbri ferrai. — Szazs-Regeu e Gorgeny, 



a 1 1 Tr ansilv ani a.. 

borghi vicini a Maros, al sud-est di Bistritz , che 
posseggono sorgenti di acque minerali famose. = 
Kolos, all'est di ClauSenburg nel Comitato 5.°, borgo 
con miniere di sale. - — Samosfalva, borgo, al nord 
della stessa città, il quale ha due castelli, eGyalu, 
all'ovest, che ha un castello ragguardevole. = Szek, 
capoluogo del Gomitato 6.° detto di Doboka dall'altro 
vicino borgo di tal nome. — Apatiti o Apafifalva o 
Apafalva, al nord-est di Szek, borgo da cui trassero 
origine gli Apafj , ultimi Vaivodi o Principi di Tran- 
silvania che cessarono di regnare nel 1694. = Dees, 
capoluogo del Comitato 7. , posto al confluente del 
grande e piccolo Samos, presso il quale ad Akna e ad 
Eegresch sono miniere di sale, e a Botispojana, sui 
contini dell'Ungheria, miniere d'oro e d'argento. — 
Szamosujvar (cioè nuova città del Samos) o Arme- 
nierstadt, piccola città ben fabbricata ed abitata quasi 
intieramente da circa ani, Armeni, che vi lavorano 
stoffe e pellami, ed attendono al commercio di lane, 
vini e bestiame. = Zilah e Tasnad, principali borghi 
del Comitato 8.° = Deva, grande e florido borgo, 
capoluogo del Comitato 9. , che ha in vicinanza 
ricche miniere di rame e al nord, verso Zalathna e 
Brad, le miniere di Nagyag, Selceremo, Tschertesch, 
Baytza, Tresztia e Porkura, le quali danno in ab- 
bondanza oro, argento, il nuovo metallo detto tel- 
lurio, antimonio ed arsenico, potendosi dire in 
generale che da quel minerale si ha un terzo d'oro 
e due d'argento. — ffunyad, altro borgo con un 
castello, al cui sud-ovest si trovano più lavatoi d'oro 
e più miniere di ferro, le quali probabilmente hanno 
fatto che i Romani chiamassero Porta ferrea il pas- 
saggio che ivi è per Marga e Karansebes alla pianura 
di Temesvar; ed al sud, nella distanza di i5 miglia 
comuni d'Italia, sulla strada del passaggio suddetto, 
Gradistye , villaggio presso il quale si trovano molti 
avanzi dell'antica capitale della Dacia, detta dai Daci 
Sarmizagethusa , e dai Romani Ulpia Tiajana. = 



Transilvanu. 2l3 

Semlyo, capoluogo del Comitato io. — Nagyfalii e 
Kratsna, altri grossi borghi, e Bogodanhaza o Bagoli/, 
villaggio eoa miniere d'oro e d'argento. = Koros- 
Banya, sul Fejer-Koros o Koros bianco, capoluogo 
del Comitato n.°, al di cui nord sta Hqlmagy, altro 
grosso borgo, all'est sono le acque termali di Vatza, 
al sud stanno il borgo di Brad e le miniere d'oro 
di Karatsch, Bareschd e Krischtior , e all'est varie 
cave di sale. = Fugar as o Fagreschmarkt , sull'Aluta, 
borgo Vescovile (il Vescovo risiede a Balasfalva) e 
capoluogo del Distretto particolare (12Ì a cui dà il 
nome. == Nagy-Somkut , capoluogo del Distretto 
particolare (i3) denominato dall'antico castello di 
Kovar , nel quale al sud-est di Kov.ar è una miniera 
d'oro, al nord presso Bara e Kapnik-Banya sono 
miniere d'oro, d'argento e di piombo, e presso 
Nagy-Somkat è il borgo industre di Berkess, nei 
quale è una grande manifattura di vasi e pipe di creta. 
Nel Paese degli Szekler sono notabili : Szekely- 
TJdvarhely , sul Kukel maggiore, capoluogo della Sede 
(14) di tal nome, che ha un ginnasio cattolico, un 
collegio pei Protestanti , un istituto per gli orfani 
nobili, più concerie di pelli, manifatture di legno, e 
6m. abitanti. — Keresztur, borgo sullo stesso iiume, 
con un ginnasio per gli Unitarj. = Sepsi-Senz-Gyorgy, 
capoluogo della Sede di Haromszek (i5) detta anche 
di Scuòle, residenza dello Stato Maggiore del reggi- 
mento di confine degli Ussari Szekler, con una chiesa 
pei Riformati ed un altra per gli Unitarj. — Kezdi- 
Vasarhely, altro borgo in cui risiede lo Stato Mag- 
giore del secondo reggimento di confine di fanterìa 
degli Szekler. — Zabola, altro borgo con un forte 
e una miniera di sale. — Kovaszna con sorgenti di 
acque salubri. — Bereczk, borgo che mette al passo 
di Oitos per la Moldavia. = Csik-Szereda, capoluogo 
della Sede di tal nome (16) e residenza dello Stato 
Maggiore del primo reggimento di fanteria di con- 
fine degli Szekler. — Gyergyo-Senz-Miklos , borgo 



ni 4 Transilvania. 

situato presso il passo di Ghym alla Moldavia , e che 
ha una bella chiesa Armena, e in vicinanza sorgenti 
di acque minerali salubri, e miniere d'oro, argento 
e piombo. = Fel-Vincz , capoluogo. — Aranyos e 
Bagyon, altri borghi della Sede di Aranyo9 (18) 
posta quasi al centro della Transilvania. 

Nel Paese dei Sassoni, nella Sede e in vicinanza 
di Hermannstadt (19), Orlatila borgo in cui risiede 
lo Stato Maggiore del primo reggimento di fanteria 
di coniine dei Valachi. = Segesvar o Schàssburg, sul 
Kukel maggiore , R. città e capoluogo della Sede 
di tal nome (20), che ha un forte, un ginnasio, 
manifatture di cotone, molto commercio, 6m. abitanti 
ed un bel territorio nel quale prosperano le viti. = 
Medgyes o Mediaseli o Módwasch, sullo stesso fiume, 
capoluogo della Sede di tal nome (21), che ha un 
ginnasio e 5m. abitanti. — Birthelm o Berethalom, 
borgo posto in mezzo a bellissimi vigneti, nel quale 
è un ginnasio protestante, e sta il Soprintendente dei 
Luterani di Transilvania. ■= Mùhlenbach o Szasz-Szeben, 
capoluogo della propria Sede (22), che ha ottimi 
vini e 2m. abitanti. — Reissmarkt, capoluogo della 
propria Sede (28). = Nagy-Sink o Gross-Schenk, 
capoluogo della propria Sede (24) , nel quale si 
tengono mercati ragguardevoli di filo'e lino. = Reps, 
capoluogo della propria Sede (25), in cui tiensi una 
grande fiera di cavalli. = Uj-Egyhaz o Leskirch, 
capoluogo della propria Sede (26). = Szasz-Varos o 
Broosy sul Broserbach, R. città e capoluogo della 
propria sede (27), la quale fu ricevuta nella comu- 
nione dei Sassoni allorché Clausenburg passò agli 
Ungheri , e che ha 25oo abitanti. = Zeiden o Fekete- 
halom, poco lungi da Kronstadt al nord, borgo di 
3200 abitanti, che appartiene al Generalato dei Con- 
fini militari transilvani. — Rosenau, borgo con un 
forte, situato nella Sede (28) di Kronstadt (detta 
anche Burzenland, cioè Paese delle tempeste, dalla 
parola slava bar za che significa tempesta) in vicinanza 



Senior ONTA. 2l5 

del Passo di Tomos che mette in Valachia. — 
Zernyest, villaggio con miniere di piombo , in vici- 
nanza del Passo di Terzburg, poco distante all'ovest 
da qnelio di Tomos. = Bistritz o Besztercze o Nósen, 
sul Bistritz maggiore ( fiume proveniente dal Passo 
di Borgo che mette nella Bukowina e in Galizia , 
ed influente nel Samos freddo ) , R. città e capo- 
luogo della propria Sede (29), con due ginnasj , 
uno pei Cattolici ed uno pei Protestanti, nella quale 
contansi5m. abitanti. — Rodna, villaggio alle sorgenti 
del Samos freddo e presso il Passo a cui dà il nome, 
non lungi dal quale si trovano miniere di piombo, 
di ferro, di rame, d'argento, di sale, ed acque mi- 
nerali salubri. — Naszod o Nassow , sul Samos, 
borgo in cui risiede lo Stato Maggiore del secondo 
reggimento di fanteria di* confine dei Valachi. 

Art. 5. Regno di Schiavonia. 

Denominazione e storia. Di tanti paesi che gli Slavi, 
Slavoni o Schiavoni, già da noi mentovati a carte 1 36 
e 149, percorsero in Europa, occupandone a poco 
a poco quasi tutto il nord e gran porzione del centro , 
la sola Schiavonia ne prese la sua denominazione. 
Questa formava parte dell 1 antica Pannonia allorché 
gli Slavi verso il 620 di G. C. , essendo già stabiliti 
ne 1 monti Carpazj, vennero, per quanto dicesi, invitati 
dall'Imperatore Eraclio contro gli Abari o Avari, 
altri Slavi più antichi che già da un secolo avean 
usurpata ai Greci la Dalmazia , ed ebbero occasione 
d'impadronirsi della Pannonia meridionale, di gran 
parte del paese che allora dicevasi Norico , e di quasi 
tutto quello che dicevasi Illirico ossia Liburnia e 
Dalmazia. In queste regioni ( corrispondenti alla Sti- 
ria meridionale, alla Carniola, al Friuli orientale, 
air Istria, alla Croazia, alla Schiavonia, alla Bosnia, 
alla Servia, ed alla Dalmazia) si sparsero gli Slavi, 
abbracciando la religione cristiana di rito latino nei 



tt\ 6 ScHIAVONU. 

paesi verso V ovest, e quella di rito greco verso Test, 
e fondarono a poco a poco più Zupanie o Signorie (i) 
che seppero conservarsi in buona intelligenza coi 
Greci, ai quali nel 683 somministrarono ben 3om. 
combattenti, e mantenersi anche al tempo della do- 
minazione di Carlo Magno; ma che poi scomparvero 
affatto nel secolo XI, nel quale il Litorale Dalmatino 
rimase quasi tutto in potere dei Veneziani v le parti 
orientali della Dalmazia, della Servia, della Bosnia 
e della Croazia furono occupate dai Greci (ai quali 
nel 1453 succederono i Turchi) e quasi tutto il 
rimanente dei detti territorj Slavi restò ai monarchi 
Ungheresi , i quali per ciò assunsero allora anche 
il titolo di Re di Dalmazia , Croazia, Rascia e Servia^ 
quantunque delle dette provinole Slave non posse- 
dessero per intiero che la Schiavonia, ora eretta in 
regno , e la Rascia ( ora ceduta ai Turchi con tutta 
Ja Servia ) che formava un piccolo Stato sul fiume 
Rascia influente nel Drin presso la foce di questo 
fiume nella Sava. 

Confini , estensione e popolazione. Il Regno di 
Schiavonia confina al nord-est col Regno d'Ungheria, 
al sud-est coi Principati Turchi di Servia, Bosnia e 
Croazia, ed all'ovest colla Croazia Austriaca. — Ha 
circa 5coo miglia geografiche italiane quadrate di 
estensione e 600,000 abitanti. 

Acque. Fiumi principali, ne' quali scolano tutte le 
acque della Schiavonia , sono : 

i.° La Drava, fiume tirolese, stiriano ed un- 
gherese ( V. a carte 166, i58, 162 e 177) che la 
divide dall'Ungheria, dai dintorni di Gradacz . fino 
alla sua foce all'est di Essek. Essa da Legrad in poi 
per difetto di pendenza si va rallentando in modo 
che forma frequenti allagamenti e paludi insalubri. 
2. Il Danubio, che dalla foce della Drava a 
quella della Sava presso Semelino continua il conline 
fra T Ungheria e la Schiavonia. 

(i) La Yoce slava Pan significa Sig?iore, 



Schuvonia. 217 

3.° La Sava, fiume illirico e croato (V. a carte 
i58) il quale da Dubitzca sino alia sua foce nel 
Danubio segna il confine meridionale della Schiavonia. 
Anche questo fiume attesa la sua poca pendenza 
trabocca frequentemente dalle sponde ; ma è navi- 
gabile fino a Sziszeg in Croazia, donde i battelli 
vanno per la Kulpa fino a Carlstadt. 

Costituzione fisica. Una diramazione alpina, co- 
nosciuta sotto il nome di Montagne di Carievitza , 
si stende quasi paralella alla Drava da Gii li nella 
Stiria, attraversando la Croazia settentrionale, fin 
quasi al centro della Schiavonia, ov 1 essa svanisce 
lasciando luogo ad una perfetta pianura, per poi 
rialzarsi nel Sirmio. Le dette montagne sorgono qua 
e là in figura di picchi calcari fino ad 85c metri 
sul livello marino con aspetto assai pittoresco, es- 
sendo per lo più dirupati, ma sparsi di bellissime 
foreste, e cingendo, specialmente . verso Possega , 
amenissime vallate. — Il clima è assai mite , puro 
e salubre ne' monti, ma umido e poco sano nella 
"vicinanza de* fiumi. — Il suolo, che verdeggia e 
fiorisce per ben 9 mesi dell'anno, è de 1 più feraci 
che si conoscano, particolarmente nel Sirmio, ed 
anche senza molta cultura somministra abbondantis- 
sime raccolte, purché i venti meridionali non vi 
portino (come spesso accade) il flagello delle locuste. 

Produzioni del paese. La Schiavonia, inquanto al 
regno vegetabile, dà grano turco in gran copia, 
cioè ico ed anche 2C0 sementi per una; frumento 
molto, specialmente nel Sirmio, ma spesso misto 
con cattive sementi ; tabacco pregiato al pari del 
turco, specialmente presso Possega ; vino ottimo 
(che però non soffre di essere trasportato) special- 
mente a Carlowitz nel Sirmio, ove sul monte Alma 
furono piantate le prime viti per ordine dell'Impe- 
ratore Probo nell'anno 270; miglio, legumi \ lino, 
canapa, robbia ed altre piante tintorie; liquirizia ec- 
cellente, poponi, castagne; prugne in grande quantità, 



21 8 SCHI^VONIA.. 

che si distillano per farne sliwowitza; gelsi, fichi , \ 
mandorle , pesche e simili ; legna anche di grosso! 
fusto ne' monti, pascoli ottimi pel bestiame, erbe e 
radici medicinali, alberi a manna come quei di Cala- 
bria, e tartufi aromatici come quei del Piemonte, 
abbenchè questi ultimi due articoli siano qui poco 
curati. — In quanto al regno animale, dà cavalli, 
buoi stimati quanto gli ungheresi ma scarsi, bufali, 
pecore anche di razze migliorate, porci col pelo ar- 
ricciato (detti mongolutza) che si comperano piccoli 
nella Bosnia e nella Servia; seta ottima; mele 
cera assai; volatili domestici e salvatici, e fra questi 
anche aquile; volpi, orsi, lupi, linci e cinghiali nei 
monti -, pesci , ed in ispecie storioni grossissimi ; 
lontre suile sponde della Sava , e testuggini terrestri 
sulle rupi.- — In quanto ai minerali, ha poco ferro, 
carbon fossile, alcuni marmi ed alcune sorgenti di 
acque minerali e termali. 

Industria nazionale. La fertilità del suolo fa che 
generalmente si trascuri nella Schiavonia V economia 
rurale. Vi si attende però qua e là con qualche di- 
ligenza air allevamento de' cavalli, ed alla cura delle 
pecore, delle api e de 1 bachi da seta. La pesca 
degli storioni lungo il Danubio non vi è negletta 
Il commercio de' generi nazionali è attivo special- 
mente in Essek, in Vukuvar e in Brod; quello di 
spedizione e di speculazioni in grande è floridissimo 
in Semelino; ed in quanto a manifatture, la Schia- 
vonia non ha che una fabbrica di pannilani, una 
fonderia di vetri ed alcune fabbriche di fazzoletti 

Abitanti. La popolazione della Schiavonia è com- 
posta principalmente di Slavi o Schiavarli indigeni, 
discendenti da quelli che qui stabilironsi , come si 
disse, nel secolo VII, i quali sono generalmente Cat- 
tolici latini ; e di Serviani e Raiizi o Ras ciani (Slavi 
aneli 1 essi e confratelli degli Schiavoni e de 1 Croati 
del , secolo VII, ma Greci di religione) i quali si sono 
rifugiati nel Sirmio e nelle regioni vicine dopo che 



SCHIAVONIA. 219 

la Bosnia , la Eascia e la Servia caddero in potere 
dei Turchi. — Gli Schiavonia i Serviani (come anche 
i Croati ) hanno costumi in parte ungheresi ed in 
parte greci o turchi , e ( come tutti discendenti da 
Slavi dell 1 Europa centrale , che si sono mescolati 
cogli anteriori abitanti dell'Illirico, Illirici, Abari ecc., 
in generale altri Slavi più antichi ) parlano dialetti 
slavo-illirici fra loro molto affini, e che al parere dei 
dotti si avvicinano in alcune cose ai dialetti parlati 
anche attualmente dagli Siavi orientali , che sono i 
Russi, ed in alcune altre a quelli che sono parlati 
dagli Slavi occidentali, che sono i Polacchi, i Boemi 
e i Wendi. — Nella Schiavonia si trovano anche 
molti Tedeschi, ed in picciol numero Ungheresi, 
Armeni ed Ebrei. 

Religione. Nella Schiavonia è dominante la reli- 
gione cattolica, e vi esercitano la giurisdizione spi- 
rituale il Vescovo di Bosnia e Sirmio residente in 
Deakovar , ed in parte anche quelli di Agram o 
Zagrabia in Croazia , e di Cinque Chiese in Ungheria. 
Vi è però molto estesa anche la greca non unita 
sotto la dipendenza àe\V Arcivescovi j$i Karlowitz , 
e di un Vescovo residente in PakrdW? 

Divisione territoriale. Il Regno di Schiavonia (una 
gran parte del quale è compresa nel Paese de'' Con- 
fini Militari, di cui a carte 202) si divide in Civile 
e Militare^ e queste due parti si suddividono, la 
prima nei tre Comitati di Veròcze, di Possega e di 
Vukovar o Sirmio , i quali dipendono dal Ban o 
Gonfaloniere , o Governator Generale di Croazia e 
Schiavonia, residente in Agram ; la seconda nei Ge- 
neralati di Gradisca , di Brod e di Petervaradino , 
al quale è unito anche il Distretto degli Tschaikisti 
iu Ungheria, di cui a carte 193. 

Topografia. Nella Schiavonia Civile o Provinciale 
sono osservabili: Vcr'ócze ( Verucia) borgo che dà 
il nome al Comitato. — Essck, in islavo Oszick , 
città forte sulla Orava, che ha circa (poc abitanti 



220 SCHIA^VONIA. 

civili, vaste caserme, un ginnasio, molto commercio 
di cavalli, buoi, porci, cereali e seta greggia, una 
bellissima strada arginata che va tino a Darda , at- 
traversando per ben 2782 metri una palude (strada 
stata costrutta in sostituzione di una specie di ponte 
di legno o serie di ponti e ghiajate che Solimano II vi 
aveva fatto fabbricare nel i566) e nei dintorni una 
fertilissima pianura con paludi che rendon l'aria malsa- 
na. — Deakovar ( Diakovaram ) borgo in cui risiede il 
Vescovo cattolico latino di Bosnia e Sirrnio. — Nashicze 
o Nassicz, altro borgo con una fabbrica di vetro. = 
Possega o Bossega^ sull'Orlova influente nella Sava, 
unica R. città di Schiavonia, che ha 36oo abitanti, 
un ginnasio e un territorio ameno e fertilissimo in 
tabacco. — Podgorie, all'est di Velika, villaggio con 
una fabbrica di pannilani. — Mercopolie , all'ovest* 
di Velika, luogo in cui si allevano pecore di razze 
distinte. — Pakracz* borgo in cui risiede un Vescovo 
greco non unito. — Lipik e Daruwar, villaggi con 
bagni salubri. = Vukovar , capoluogo del Gomitato 
o Ducato del Sirmio, gli abitanti del quale sono 
quasi tutti di religione greca, ed attendono ai bachi 
da seta, alla pesca ed al commercio. — Ulok ed 
Irekolreg, altri luoghi principali posti in vicinanza 
dei colli di Fruska Gora, che sono assai deliziosi 
ed hanno 12 conventi greci dell'Ordine di S. Basilio. 
Nella Schiavonia Militare ( detta anche Generalato 
Slavo o di Petervaradino) la quale, compreso '. il 
Distretto Ungherese degli Tschaikisti, ha 2232 mi- 
glia geografiche italiane quadrate di estensione , 
244 mila anime, 4 fortezze, 1 città, 8 borghi, 3io 
villaggi e 3 reggimenti d'infanteria nazionale di 
contine, si osservano: Gradisca vecchia, villaggio 
fortificato sulla Sava, con un lazzaretto. — Gradisca 
nuova, altro villaggio di circa 210 case, nel quale 
risiede lo Stato Maggiore del Reggimento dei Gra- 
discane — Kr aliava- Velika, luogo fortificato, in cui 
sorgeva anticamente Clara Magnarla , grande città 



SCHIAVONIA. 221 

della Panno nia detta Savia. = Brad , città fortificata 
stilla Sava, con 41H. abitanti civili, un lazzaretto e 
qualche commercio. — Vinkóvcze , borgo in cui risiede 
lo Stato Maggiore del Reggimento di Brod. =s 
Petervaradino (Petcr-Varad, Peterwardein) sul Da- 
nubio, fortezza importantissima, presso la quale il 
Principe Eugenio di Savoja sconfisse i Turchi nel 1716, 
ed in cui risiedono il Tribunale d'Appello militare 
per tutto il Paese de' Confini Militari, il General 
Comando della Schiavonia civile e militare, e circa 
5m. abitanti civili che si occupano particolarmente 
della pesca degli storioni — Karlowitz^ grosso borgo 
in cui risiede l'Arcivescovo da cui dipendono i Ve- 
scovi Greci non uniti austriaci, tranne quelli di 
Hermannstadt, di Czernowitz e di Sebenico, e che 
ha un seminario greco, scuole slavo-illiriche, un 
ginnasio, circa 6m. abitanti, e un circondario che 
dà un ottimo vino rosso della specie del Monte- 
pulciano di Toscana. — Szlanhament, villaggio in 
faccia alla foce del Theiss, famoso per due vittorie 
riportate dai Turchi nel 1697 e nel 17 16. — Semelino, 
città situata presso la foce della Sava nel Danubio, 
sulla strada più breve fra Vienna e Costantinopoli, 
e che per ciò è diventata il centro della naviga- 
zione e del commercio fra i due Imperi Austriaco 
e Turco, nella quale si trovano molti trafficanti 
slavo-illirici, tedeschi, greci, armeni ed ebrei, in 
tutto iam. abitanti circa, un Magistrato di sanità, 
un gran lazzaretto per le merci e per le persone 
provenienti dal Levante, e grandi magazzini di sale 
che vi è portato sul Theiss dall'Ungheria. — Mi- 
trowitz , borgo sulla Sava , in cui risiede lo Stato 
maggiore del Reggimento di Petervaradino, e che ha 
pure un lazzaretto. — Jarak^ all'est del precedente, 
villaggio situato nel luogo ove sorgeva Sirmio , già 
capitale dell'antico Illirico, patria degl'Imperatori 
Romani Probo, Marco Aurelio e Valerio Massimiliano, 
e nella quale già si tennero più concilj. 



ht± Croazia. 

Art, 6. Regno di Croazia. 

Denominazione e storia. Fra gli Slavi che nel se- 
colo VII mossero, come si disse a carte m5, 
contro degli Avari, quelli che si stabilirono fra la 
Sava e l'Adriatico, o perchè provenivano dai Car- 
pazj o perchè si collocarono nelle montagne del 
Norico e dell'Illirico, furono soprannominati Horvati, 
Hrovati , Crobati o Crovati, cioè Montanari (*). Da 
questi ebbe il nome la Croazia, la quale formò nel 
X secolo uno Stato assai potente, che comprendeva 
una parte della Bosnia e della Dalmazia , la di cui 
capitale chiamata Beligrad sorgeva secondo alcuni 
presso Zara vecchia, e secondo altri presso Jaicza 
nella Croazia Turca , ed il cui Sovrano portò alla 
prima il titolo di Archizupan, e poi quello di Re. 
Ma, come già si disse a carte 2i5, tutti gli Stati 
Slavi di queste contrade, e quindi anche il detto 
Regno di Croazia , scomparvero nel secolo XI. 

Confini , estensione e popolazione. Il Regno attuale 
di Croazia confina al nord coli' Ungheria e colla 
Stiria, all'est colla Schiavonia e colla Croazia Turca, 
al sud col Regno di Dalmazia, ed all'ovest col mare 
Adriatico e col Regno d' Illiria. — Ha circa 65oo 
miglia geografiche dTtalia quadrate di estensione, 
e circa 68om. abitanti. 

Acque. Fiumi principali della Croazia sono : la Drava 
che la divide dalla Stiria e dall'Ungheria recandosi 
nella Schiavonia; la Sava che passa al sud di Agram; 
la Kulpa che passa per Carlstadt e sbocca nella 
Sava a Sziszek , e V Unna che per lungo tratto 
divide la Croazia Austriaca dalla Turca, e sbocca 
nella Sava presso Dubicza. I primi 3 di questi fiumi 



(*) La voce greca Oros e la slava Gora significano monte. In greco 
Vvobcdo od Orovaio significa letteralmente che va pel monti. 



Ckoazia. 223 

sono comodamente navigabili. L'Adriatico bagna pure 
per lungo tratto quella parte del regno di Croazia 
che dicesi anche Dalmazia o Litorale Ungherese. 

Costituzione fisica. 11 Regno di Croazia è in gran 
parte montuoso , poiché al nord è attraversato 
da una diramazione delle Alpi di Stiria , la quale 
s' innoltra per la Schiavonia fino al Danubio, come 
si disse a carte 217, ed al sud vi si prolungano 
varie diramazioni delle Alpi Giulie, cioè della Carniola 
e deirilliria, le quali nella Dalmazia Turca si congiun- 
gono colle diramazioni del monte Emo» I monti di 
questo paese non sono per altro molto alti; poiché 
il Kapclla, uno de' più estesi che sta fra Ogulin ed 
Ottochacz , non ha che 950 metri circa di elevazione 
sul livello marino, ed il Velebich ( il più alto ) che al 
sud di Gospich fa il confine col regno di Dalmazia, 
ne ha circa 17C0: sono essi poi generalmente calcari, 
e si presentano in aspetto assai pittoresco, cioè 
dirupati e sparsi di pericolosi precipizj , screpolati 
per ogni verso, in gran parte spogliati dal vento di 
ogni vegetazione e di terra, qua e là traforati da 
enormi caverne , e distribuiti in modo che formano 
anche delle valli chiuse da ogni parte e che di 
quando in quando diventano laghi, senza che ben 
si veda donde l'acqua penetri ed esca; giacché qui 
trovansi più fiumicelli e torrenti che si perdono 
negli abissi o nelle caverne de' monti, e si scaricano 
per vie invisibili o ricompajono dopo avere scorso 
sotterra gran parte del loro viaggio. — Il clima 
della Croazia è in generale salubre e temperato, 
eccettuate quelle parti che sono esposte al vento del 
nord qui chiamato Bora {Borea) il quale è tanto forte 
che talvolta solleva in aria i sassi, ed arreca un 
tal freddo che rende alcune situazioni inabitabili e 
pressoché inaccessibili. Lo stretto lembo di terra che 
sta fra le montagne e il golfo del Quarnero gode il 
dolce clima d'Italia, prosperandovi i fichi, le man- 
dorle e i cedri. — La costituzione fisica del paese e 



2^4 Croazia. 

specialmente il vento Bora fanno che il snolo della 
Croazia non si possa dir fertile, se si eccettuano 
alcune valli ben esposte e le belle pianure che stanno 
lungo la Drava e nella parte orientale irrigata dalla 
Sava. 

Produzioni del paese. Nella Croazia il regno ve- 
getabile dà poco frumento; un poco più di grano 
turco, di segale e di avena; tabacco molto; vino 
ottimo nel Comitato di Kreutz , ma che non soffre 
di essere trasportato; legni tintorj ; alberi fruttiferi 
di più sorte e specialmente susine, e varie foreste 
di querce altissime. Il regno animale ha capre, por- 
ci, pecore e pollame domestico in gran copia; bachi 
da seta in alcuni luoghi; lepri, volpi, cervi, capriuoli, 
orsi, lupi ed altri animali nelle montagne. Il regno 
minerale, ferro, vitriolo e rame; marmi bellissimi 
e variatissimi, di cui veggonsi fatti i ponti e i para- 
petti della via Carolina e le case di Fiume, Zeng 
e Porto Re; ed alcune sorgenti di acque minerali 
salubri. 

Industria nazionale. Il Croato preferisce a qua- 
lunque professione la militare, perciò l'industria 
rurale e le manifatture non sono in fiore nella 
Croazia; con tutto ciò in alcuni distretti vi si lavo- 
rano il ferro e il tabacco , in altri si fanno delle 
tele, in altri si attende alla pesca, e verso V Adria- 
tico si fa qualche traffico specialmente di sai marino. 

Abitanti. Oltre i Croati propriamente detti, ha il 
Regno di Croazia molti altri Slavi-Illirici venutivi 
dalla Bosnia e dalla Servia , e non pochi Tedeschi. 
Il linguaggio del paese è un dialetto slavo-illirico 
come quello degli Schiavoni, e i costumi nazionali 
sono in generale militari; giacche i Croati e i Turchi 
abitanti nei loro territotj di confine si mantennero 
fra loro in una specie di continua guerra irregolare 
fino al 1760, assalendosi per sorpresa e saccheg- 
giandosi vicendevolmente, e per conseguenza viven- 
do gli uni e gli altri quasi sempre ali' erta e fra i 



Croazia. 225 

pericoli come in un accampamento guerresco. Ora 
i due Governi hanno tolto quasi del tutto simili 
disordini; ma nei Croati in generale continua tuttavia 
T abitudine di vivere militarmente, poco pensando 
agli agi ed ai pericoli della vita. 

Religione. Gli abitanti de! Regno di Croazia sono 
pel maggior numero Cattolici-latini, dipendenti nelle 
cose spirituali dal Vescovo di Agram o da quello di 
Zeng (Segna) e Modruss , residente in Fiume o in 
Novi fra Zeng e Fiume. Vi sono però anche molti 
Greci uniti, pei quali V Angustissima Maria Teresa 
eresse un Vescovado in Kreutz o Crisuim\ e molti 
Greci non uniti, che hanno in Carlstadt un loro 
Vescovo dipendente dall' Arcivescovo di Karlowitz. 

Strade. Centrale e primaria strada della Croazia 
si è quella procedente da Kormond in Ungheria 
(V. a carte 122 e 182), la quale da Warasdino 
passa ad Agram, a Carlstadt e a Fiume. A questa 
si congiungono le altre sei principali strade del 
regno, cioè: 

i.° La strada che da Mahrburg e Pettau nella 
Stiria viene a Petrianecz e Warasdino,, V. a carte 164. 

2. La strada che da Laybach neir Illiria per 
Treffen, Neustàdtl e Rami viene ad Agram, e per 
Neustàdtl e Mòttling a Carlstadt, V. a carte 161. 

3.° La strada che pure da Laybach per Planina, 
Adelsberg, Seguria, Feistritz e Lippa vien a Fiume. 

4. La strada che da Trieste viene per Materia 
a Lippa e Fiume. 

5.° La strada che da Carlstadt mette a Josephs- 
thal, Modruss , Xuta-Loqua e Segna, e da Xuta- 
Loqua ad Ottochacz, a Gospich e Carlopago, e da 
Gospich e Medak a Knin e a Zara in Dalmazia. 

6.° La strada che da Carlstadt e Glina mette 
per Kostainicza o per Dubicza nella Croazia Turca , 
e da Dubicza nella Schiavonia. 

Fra le suddette strade quella da Carlstadt a 
Fiume, lunga 65m. passi ed ammirabile per rocce 

Ehm* di Geogr. Part. L lo 



22Ó Croazia. 

forate, abissi colmati e ponti solidissimi, dicesi in 
parte Carolina ed in parte Maria Luigia, perchè 
cominciata sotto gli auspicj dell'Imperatore Carlo VI, 
e finita sotto quelli dell'Imperatrice Maria Luigia, 
moglie dell'Imperatore Francesco I; e quella da 
Carlstadt a Zeng o Segna e a Carlopago vien detta 
Giuseppina , perchè fatta eseguire con enormi spese 
e magnificamente dall'Imperatore Giuseppe II. 

Divisione territoriale. Come la Schiavonia anche 
la Croazia appartiene nella sua maggior parte al 
Paese dei Confini Militari, e quindi si divide anche 
essa in Civile ed in Militare. La prima si suddivide 
nei tre Comitati di Warasdino, di Kreutz e di Agram, 
che sono governati dal Bari o Gonfaloniere residente 
in Agram, al quale è affidato, come si disse, anche 
il governo della Schiavonia civile ; e nel Litorale^ 
di Fiume detto anche Dalmazia Ungherese , il quale 
ha in Fiume il suo proprio Governo. — La seconda, 
che abbraccia 4448 miglia geografiche italiane qua* 
drate con circa 38om. abitanti , e eh 1 è presidiata 
da otto reggimenti di confiue, si suddivide nei tre 
Generalati di War asdir io , del Banale Croato ( cioè 
della frontiera del Comitato di Agram) e di Carlstadt. 

Topografia. Nella Croazia Civile sono da notarsi: 
nel Comitato di W'arasdino la R. città di tal nome, 
posta sulla Drava, la quale è fortificata, ed ha una 
scuola elementare maggiore, un ginnasio, un con- 
vento e 4600 abitanti.-— Toplika, villaggio con acque 
termali, e Krapina, borgo donde è opinione che 
uscissero nel VIsec. i due fratelli Czech e Ledi, primi 
fondatori delle due monarchie Boema e Polacca, e*- 
Nel Comitato di Kreutz la R. città di tal nome, detta 
in ungherese Koeres- Vas arhely, in croato Krisevczi, 
in latino Crisium, la quale è fortificata, ha un Ve* 
scovato greco unito , un chiostro greco dedicato a 
S. Puìcheria , dà il nome ad un reggimento di con- 
fine, e pretende essere stata la capitale della Croazia, 
pia non ha che ouu abitanti» — Kopreinìz o Caproncza ì 



Croazia. 227 

piccola città fortificata — e Moszlawina ( Mons Clau- 
dius ) borgo dipendente insieme col suo territorio 
da Kreutz, quantunque posto fra il Generalato di 
Warasdino e quello del Confine Banale, il quale ha un 
forte ( come in generale ne hanno in Croazia, Schia- 
vonìa e Bosnia quasi tutte le alture ) ed un circon- 
dario che dà il miglior vino del paese. 5» Nel Comitato 
o Banato di Agram sono osservabili la R. città di 
tal nome, in croato Zagrab, in latino Zagrabia, già 
Qraecz o Graetz, cioè rocca, situata sopra di un 
colle vicino alla Sava, e capitale dei due Regni di 
Schiavonia e Croazia, nella quale ritrovansi il Ban 
(Baìius) o Gonfaloniere della Schiavonia e Croazia, 
il quale assistito da un Tribunale o Consiglio di sette 
Assessori governa le porzioni civili dei detti due 
Pegni; il Vescovo, il quale per diritto è Luogote- 
nente del Ban suddetto; la R. Tavola Banale ossia 
il Tribunale d'Appello per la Schiavonia, la Croazia 
e la Dalmazia ungherese, preseduta dal Ban e di- 
pendente dal Sapremo Dicastero di Giustizia in 
Vienna; il General Comando militare di tutta la 
Croazia; una università, un collegio d'educazione 
pei Nobili, un ginnasio, una scuola elementare 
normale, una stamperia e circa 17U1. abitanti quasi 
tutti nobili. — Szamobor, villaggio con una miniera 
che dà circa 4m. quintali di rame aìT anno. = Nel 
Lido o Litorale, già Dalmazia ungherese , si osser- 
vano: Fiume, in tedesco S. W cit-am-Flaum , in la* 
tino Flumen Sancti Viti, ed in croato Rekari, città 
per lingua e per costumi italiana, detta per la sua 
industria commerciale la Trieste Ungarica, nella 
quale ritrovansi il Governo del Litorale, composto 
di un Governatore e Capitano civile, e di tre Asses- 
sori, un ginnasio, varie manifatture, circa 8m. abi- 
tanti, un porto franco ed un porto capace di i5oo 
piccole navi, ma di accesso -non facile a motivo 
de 1 venti pericolosi che agitano frequentemente il 
golfo ora detto Quarnero ed anticamente Gamico o 



sia8 Croazia. 

Lib umico o Polatico. Poco fuori di Fiume abitano 
gli Zbiztri creduti discendenti degli antichi Carnj o 
Liburni, i quali già parlavano un loro dialetto slavo, 
ed ora parlano V italiano. — Buccari, piccola città 
con un porto ed alcune manifatture di tela. — Porto 
Re, altro grosso borgo con una rada. — Novi, 
ordinaria residenza del Vescovo di Modruss e Segna. 
Nella Croazia militare si osservano : nel Generalato 
di Warasdino la piccola , ma bella città fortificata 
di Bellovar, fondata dall'Imperatrice Maria Teresa, 
nella quale stanno gli Stati Maggiori dei due reg- 
gimenti di Confine di Kreutz e di S. Giorgio, e 
circa 3m. abitanti civili. — S. Giorgio, villaggio che 
dà il nome ad un reggimento, ed alcuni piccoli 
forti. = Nel Generalato Banale Croato , presidiato da 
due reggimenti di confine, chiamati Banali, Timo 
Primo o Tedesco, V altro Secondo o Illirico, sono: 
Glina, borgo in cui risiede lo Stato Maggiore del 
primo reggimento. — Petrinia, piccola città fortifi- 
cata sulla Kulpa, in cui risiede lo Stato Maggiore 
del secondo reggimento , e che ha 35oo abitanti 
e qualche traffico. — Kostainicza , piccolo forte 
sulFUnna con circa iooo abitanti civili. — • Zrin, 
altro forte di montagna posto in un distretto reso 
quasi inabitabile dal Bora. *== Nel Generalato di 
Carlstadt, il più esteso di tutti, che corrisponde 
alle parti dell' Illirio anticamente dette Liburnia 
e Iapidia, e che vien presidiato da quattro reggi- 
menti di confine, si osservano: Carlstadt o Carlo- 
wetz, R. città e fortezza ragguardevole sulla Kulpa, 
nella quale stanno lo Stato Maggiore del reggi- 
mento di Sluin, un Vescovo greco non unito, un 
ginnasio e circa 35oo abitanti che fanno qualche 
commercio mercè la navigazione della Kulpa e Tot- 
lima strada da Carlstadt a Fiume. — Sluin o Szluin, 
borgo con un lazzaretto ed alcune fortificazioni, 
che dà il nome al reggimento summentovato , al 
sud-ovest del quale il fiume Sluinchieza o Sluinziza 



Dalmazia. 229 

forma nei monti 43 bellissime cascate, mettendo in 
moto altrettanti mulini, e poi s'inabissa e si perde 
per circa i3 miglia geografiche d'Italia, ricomparendo 
da ultimo a Sluin ove si getta nella Korona influente 
nella Kulpa. — Ogulin, borgo in cui risiede lo Stato 
Maggiore del reggimento a cui dà il nome. — Mo- 
druss e Segna o Zeng, piccole città da cui prende 
la denominazione il Vescovo che risiede ora in 
Fiume ed ora in Novi; la prima delle quali sta alle 
falde del monte Kapella , e la seconda sul canale 
della Morlacca , avendo un piccolo porto franco , 
qualche traffico, un ginnasio e circa 3m. abitanti. — - 
Ottochacz, borgo in cui risiede lo Stato Maggiore 
del reggimento a cui dà il nome. — Carlopago , 
piccola città marittima in cui termina la strada 
Giuseppina. — Gospich, altro borgo nel quale risiede 
lo Stato Maggiore del reggimento detto di Licca, 
cioè del Distretto bagnato dal fiume di tal nome, 
influente nel Jadovach, distretto che in parte è assai 
spopolato e semiselvaggio, come lo è pure quello 
detto di Corbavia, giacente sulla frontiera turca di 
Ostrovicza e di Sokolacz , anche a motivo del vento 
Bora che vi domina orribilmente. 

Art* 7. Regno di Dalmazia. 

Denominazione e storia. Dall' antica città di Del- 
minio, che sorgeva sulla sinistra della Narenta, non 
lungi dal luogo dov' è ora Mostar nell 1 Erzegovina 
o Dalmazia Turca, vuoisi che prendesse il nome la 
Dalmazia, neir occasione che i Romani i56 anni 
avanti Fera volgare si resero padroni di questa parte 
deir antichissimo Illirio. — La Dalmazia associata 
alle vicende di Roma fu compresa neir Impero 
d' Occidente che si estendeva fino al Golfo di Drino, 
fu devastata dagli Unni, fa inclusa nel Regno degli 
Ostrogoti, fu quindi annessa all' Impero d Oriente , 
ed essendo stata invasa successivamente dagli Avari, 



23o Dalmazia. 

dagli Slavi-Croati e dagli Ungheria finì col trovarsi 
divisa nel secolo XI in tre parti principali, cioè in 
Dalmazia Ungherese al nord-ovest , in Dalmazia 
Greca (nel secolo XV divenuta Ottomana) al sud-est , 
ed in Dalmazia Veneta lungo le coste marittime , 
dove tutte le città (eccettuata Ragnsi che si costituì 
in repubblica) fino dal secolo Vili si erano poste 
sotto la protezione di Venezia allora padrona del- 
l'Adriatico. Quest'ultima porzione insieme con Ragusi 
fu nella pace eli Vienna del 1814 assegnata all'lm- 
perator d'Austria, già sovrano della Dalmazia Un- 
gherese annessa alla Croazia , il quale ne formò 
T attuale Regno di Dalmazia. 

Confini, estensione e popolazione. Il Regno di 
Dalmazia confina al nord-ovest coir Adriatico h colla 
Dalmazia Ungherese e colle Croazie Austriaca e 
Turca; al nord-est colla detta Dalmazia Turca chia- 
mata anche Erzegovina; al sud-est col Monte Negro 
e coir Albania, e al sud-ovest coll'Adriatico. — Esso 
ha circa 4400 miglia geografiche italiane quadrate 
d' estensione ed una popolazione di circa 340 mila 
anime , comprese le guarnigioni. 

Acque. Oltre il Mare Adriatico , che rende assai 
belle e ben difese le coste Dalmate, formandovi una 
specie di arcipelago con isole, penisole, scogli, ca- 
nali e spiagge variatissime , bagnano questo Regno 
i.° Il fiume Zermagna, già T e dardo 9 che nasce 
dai monti più meridionali della Croazia o Dalmazia 
Ungherese, e sbocca nel Canale detto della Montagna 
o della Morlacchia al nord-est di Zara, 

2. 11 Kerka, già Tizio, fiume pittoresco che 
nasce in una grotta al nord di Knin , viene ingros- 
sato dal Cicola, e fa cinque bellissime cascate, fra 
le quali è famosa quella che fa presso Scardona 
prima di sboccare a Sebenico. 

3.° Il Cettina che nasce all'est di Knin fra ca- 
verne nerastre , corre fra dirupi precipitandosi presso 
Verlika-Gabritza da un'altura di quasi 5o metri, e 
sbocca ad Almissa nel Canale di Brazza. 



Dalmazia* a3i 

4. \\ Narenta, già Naro, eh e viene da Mostat 
nella Dalmazia Turca , bagna Metkovich, e per più 
foci si scarica in faccia alla penisola eli Sabbioncello. 
Vi sono in oltre più laghi, i maggiori dei quali 
sono quelli di Gezero e di Rastog, non lungi dalle foci 
del Narenta, e quello di Vrana fra Zara e Sebenico. 

Costituzione fisica. Il Pvegno di Dalmazia consiste 
fisicamente in una lunga e stretta lista di terra 
pendente al sud-ovest sulf Adriatico , e cinta al 
nord-est da una catena montuosa che va per l'Albania 
al monte Emo , e per la Croazia alle Alpi Giulie. 
Esso presenta verso il mare un suolo ingombrato 
da più rocce calcari , generalmente arido ed in certe 
situazioni paludoso; e verso i monti alcune belle 
foreste e piacevoli valli e colline , ma più general- 
mente enormi ed ignudi dirupi con precipizj , ca- 
verne , acque correnti, cascate e voragini che danno 
al paese un aspetto assai pittoresco, - — Il clima 
vi è vario secondo le situazioni, cioè rigido e do- 
minato dal Bora verso la Croazia , freddo verso le 
montagne deir Erzegovina e del monte Negro , e 
temperato come quello dell'Italia verso il mare ed 
il mezzogiorno, dov'è ignota la neve, V inverno 
non consiste che in sei settimane di pioggia 9 e i 
fiori e gli arbusti più delicati rimangono sempre a 
cielo scoperto. — Il terreno della Dalmazia non è 
in generale fecondo. 

Produzioni del paese. La parte alpestre della Dal- 
mazia essendo anche assai scarsamente popolata, non 
ha quasi altro, per riguardo al regno vegetabile, 
che ottimi legnami per la marina., legna da fuoco 
e pascoli; la marittima in vece dà principalmente 
vini dolci ed assai spiritosi, circa 65om. eimer dei 
quali vengono annualmente esportati, e i più stimati 
sono quelli di Teodo presso Gattaro , dell'isola 
Brazza e di Barbado nell'isola di Albe; olio d'oliva; 
fichi de' quali si fa gran traffico; mandorle special- 
mente nelle isole di Brazza, Lesina > Lissa e Lagosta; 



232 Dalmazia. 

altre frutta da giardino; uva di Corinto; zafferano; 
mastice o ragia di lentischio; frassini a manna; erba 
piuttosto scarsamente ; legumi e cereali ; ma la rac- 
colta di questi ultimi è si povera che nessun distretto 
può somministrarne ai vicini, e quelli diSebenico, 
Spalatro ., Macarsca e Cattaro ne raccolgono appena 
quanto basta per mantenersi una terza parte dell'an- 
no. — In quanto al regno animale la Dalmazia ha 
bachi da seta , bestie bovine , pecore , porci , vo- 
latili domestici e salvatici, e pesci in grande abbon- 
danza ne 1 suoi golfi , laghi e fiumi. — In quanto al 
regno minerale , carbon fossile e ferro presso Sign 
(che non si cavano), sai marino, alberese, marmi 
diversi, acque termali e sulfuree, asfalto e coralli 
che si pescano specialmente presso Sebenico. 

Industria nazionale. Se la Dalmazia fosse più ac- 
corta e laboriosa nelF economia rurale , essa non 
avrebbe anche nei distretti più popolati tante bo- 
scaglie e tanti terreni incolti o paludosi, né sarebbe 
così spesso travagliata dal flagello della fame. Ma i 
Dalmatini attendono più volontieri alla pesca, valu- 
tandosi a quasi otto milioni di franchi quanto essi 
ricavano dalle sardelle, dal tonno e dallo sgombro 
che vendono altrui; alla fabbricazione delle navi ed 
al commercio di mare, potendosi calcolare che circa 
3m. navi mercantili dalmatine girino per l'Adriatico 
e per l'Arcipelago; ed alla fabbricazione del rosolio 
maraschino , che traggono dalle ciriege acidule che 
appositamente si coltivano nelle isole , e dell' acqua- 
vite che traggono da' corbezzoli delle isole incolte. 
Sonovi in oltre in Dalmazia alcune fabbriche di 
stoffe di seta e vi si esercitano i mestieri più ne- 
cessarj nella società. 

Abitanti. I Dalmatini dividonsi in Marittimi e 
Montanari o Morlacchi. I primi sono discendenti degli 
Illirj ( Sciti o Slavi antichissimi ) , i quali si sono 
mescolati coi popoli che di mano in mano soprav- 
vennero in paese , Romani , Unni , Goti , Slavi 



Dalmazia. 233 

moderni ( cioè Avari , Schiavoni e Croati ) , Greci 
de' bassi tempi, Ungheri e Veneziani, dei quali ul- 
timi le città dalmate adottarono fin clalT Vili secolo 
la lingua, la religione, il vestire e i costumi. I 
secondi, cioè i Morìacchi (More-Vlach ossia Valachi 
di mare, i quali parlano dialetti slavi, vestono 
ancora alT antica e sono di religione generalmente 
cattolici latini o greci) pajono di due diverse razze; 
giacché quelli che abitano al sud lungo i fiumi 
Kerka, Cettina e Narenta sono robusti, di colore 
olivastro, con capelli neri, naturalmente feroci, 
parlano uno slavo misto di latino o valaco , hanno 
alcune loro canzoni tragiche assai belle e sono 
creduti da taluni un avanzo di Avari, da altri 
Bulgari misti di Valachi qui rifugiatisi verso il 1019, 
i quali quivi associarono alla propria lingua la sla- 
va; quelli poi che abitano al nord verso la Croazia 
sono biondi , meno forti e meno fieri dei Morìacchi 
meridionali, e discendono forse dagli Unni o Goti 
qui venuti prima del V secolo. 

Religione. Dominante nel Regno di Dalmazia è la 
religione cattolica latina , essendovi tre Arcivescovati 
(in Zara, Spalatro e Ragusi) e ben dieci piccoli 
Vescovati (alcuni dei quali sono divenuti semplice- 
mente titolari) in Arbe, Nona, Scardona, Knin o 
Tinia , Sebenico, Trau, Brazza con Lesina e Lissa ? 
Macarsca , Curzola e Cattaro. Anche i Greci non 
uniti vi hanno però un loro Vescovo in Sebenico, 
il quale non è dipendente da alcun Metropolita. 

Strade. Da Gospich nel Generalato di Carlstadt 
viene una strada a Knin, la quale va per Ostrovitza 
a Zara, e per Verlika e Sign a Spalatro. Un'altra 
strada più vicina al mare va da Ostrovitza suddetta 
a Sebenico , Trau , Spalatro , Macarsca , Gradaz , 
Opus e Ragusi. 

Divisione territoriale. Il Regno di Dalmazia si di- 
vide nei quattro Circoli di Zara , di Spalatro , di 
Ragusi e di Cattaro, che hanno ciascuno un Capi- 
tano Circolare dipendente dal Governo di Zara. 



12^4 Dalmazia. 

Topografia. Sul continente di questo regno sono 
ragguardevoli 

i.° Nella Dalmazia propriamente detta, Zara^ 
già Jadera o Diadora , capitale della Liburrda , 
città fornita di buone mura , di una cittadella e di 
un vasto, sicuro e ben difeso porto, nella quale 
stanno il Consiglio di Governo composto di 5 
Consiglieri e di un Governator civile e militare, al 
quale è affidato anche il General Comando militare 
del regno, un Tribunale d'appello soggetto al su- 
premo Dicastero di Vienna, TUfficio Circolare, l'Ar- 
civescovo > un arsenale di terra e di mare, una 
scuola normale, un ginnasio, alcuni avanzi di anti- 
chità romane, e circa seimila abitanti che attendono 
molto al commercio ed alia fabbricazione del mara- 
schino e di alcune stoffe di seta e di lana. — - Nona, 
città vescovile, già cospicua al tempo dei Romani 
e poi residènza di alcuni re Croati, la quale sorgeva 
isolata nel mezzo di un bel porto , ma che ora 
( essendovisi ritirato il mare) si è cangiata in un 
miserabile villaggio, circondato da paludi ricche 
soltanto di anguille, e da un territorio spopolato ed 
incolto in cui non si veggono che boscaglie di querce, 
di lentischi e di ginepri. — Zara vecchia, in islavo 
Biograd (nome che significa bianca città) ora villaggio 
con un vasto porto, ed un tempo città ragguardevole, 
stata distrutta dal Doge Ordelafo Faliero nel iii5> 
da taluno creduta la stessa che Beligrad, in cui ri- 
sedevano nel secolo X i re di Groazia. — Ostrowitza % 
borgo in vicinanza di boschi di frassini a manna. — - 
Knin ( in latino Tinia) , vescovato titolare e fortezza* 
— - Scardona^ altra piccola città vescovile. *H Sebenico , 
bèlla città con due forti castelli (uno dei quali del 
Sanmicheli) , un ampio porto cinto di rocce e colline 
che lo rendono come un anfiteatro, una grandiosa 
cattedrale col tetto tutto fatto a grandi lastre di 
marmo, due Vescovi, uno latino ed uno greco non 
unito, e circa seimila abitanti. — Trau o Troghir ^ già 



Dalmazia» a35 

TrùguriupZy città vescovile antichissima stata fondata 
dai Siracusani , ma che ora conta appena quattromila 
abitanti. * — Salona, altra piccola città con avanzi di 
antichità romane. — Spalatro , città arcivescovile, in- 
dustre ed assai commerciante, situata in una penisola 
sulle rovine di un famoso palazzo dell'Imperatore 
Diocleziano, con un porto assai vasto e ben difeso , 
al quale approdano le navi che fanno il commercio 
fra il Levante e Venezia, e quelle che qui vengono 
a caricare ferro, cuojo, tessuti di lana, cotone, 
seta , cera ed altre merci delia Bosnia e della Dal- 
mazia; un Ufficio Circolare, un ginnasio, molti avanzi 
di antichità, più fabbriche di maraschino, circa f mila 
abitanti , e tante sorgenti d 1 acque sulfuree che ob* 
bligano i cittadini a ber acqua di cisterne. — Poglitza, 
al nord-est di Spalatro, capoluogo di un distretto 
popolato da circa i6m. abitanti, i quali sono divisi 
in tre caste, di Nobili Ungheresi, di Nobili Bosmachi 
e di Morlacchi, e godono molti antichi privilegi. — 
Almissa, piccola città. — Macarsca, altra piccola 
città vescovile, con un porto e circa 3 mila abitanti* 
2. Nel già territorio della Repubblica di Ragusi, 
Sabbioncello o Paliosatz, penisola ricca di buoni 
marinai. — Stagno, piccola città su due golfi. — « 
Ragusi, in lingua slava Dobronich, città fabbricata 
all' uso italiano, fortificata, assai commerciante ed 
industre, che ha un porto piuttosto piccolo, un bel 
palazzo, già residenza del Governo Raguseo ed ora 
dell'Ufficio Circolare, un Arcivescovo, un ginnasio^ 
alcune manifatture di rosolio e di stoffe di seta f 
quasi 3oo navi mercantili e circa ioni, abitanti per 
origine, per lingua e per costumi interamente ita- 
liani. Discendono essi dagli antichi coloni romani 
in Dalmazia, i quali all'invasione de' Barbari forti- 
ficaronsi in una città marittima, detta Rausium, ora 
Ragusi vecchia, non lungi dal luogo ove sorgeva 
f antica Epidauro , e quindi obbligati da un terremoto 
a lasciare quella situazione, fondarono la moderna 



236 Dalmazia. 

Ragusi, ove costituiti in repubblica aristocratica, 
con uno stato di circa 5om. abitanti, rivaleggiarono 
per la loro industria coi Veneziani , scavarono mi- 
niere in Dalmazia e nella Bosnia , fecero prosperare 
le viti, gli olivi e le frutta nel loro piccolo territorio 
di sua natura infecondo ed arido, e fornirono alle 
lettere ed alle scienze personaggi assai grandi. 

3.° Il Circolo di Cattavo detto anche Albania 
Austrìaca, già Veneta, consiste fisicamente in un 
gruppo di montagne dirupatissime, bagnato da alcuni 
torrenti e da una lunga, stretta e profonda baja 
dell'Adriatico che tortuosamente vi penetra per due 
stretti chiamati Bocche, ed abitato da circa 3om. abi- 
tanti: esso è uno dei paesi più pittoreschi d'Europa; 
giacche in quanto alla scena vi si veggono alternarsi 
le più sterili rupi coi più bei tratti di verzura e colle 
piantagioni di viti, olivi, fichi, agrumi ed altri simili 
alberi che sempre a cielo scoperto vi prosperano 
attesa la dolcezza del clima ; qua e là sorgono sul 
golfo varie borgate ©he riescono quasi in contatto 
colle navi, e nel fondo al nord-est verdeggiano le 
tetre foreste del Monte Negro ; ed in quanto al 
morale, gli abitanti quasi isolati fra i feroci Monte- 
negrini e il mare sono per carattere e per costumi 
alquanto singolari, cioè robusti, attivi, poco tolle- 
ranti in fatto di religione, gelosi, piuttosto vendi- 
cativi, e quasi sempre col remo o col moschetto 
alla mano. Sulla costiera di questo Circolo dalle 
Bocche fino al territorio turco cT Antivari si veggono 
la penisola di Lustissa col porto di Traste; il ter- 
ritorio di Xuppa colla città di Budua, e il territorio 
di Pastrovìch abitato da una popolazione armigera; 
e dentro le Bocche ritrovatisi Castelnuovo , piccola 
città forte; Risano, già capitale del paese, gli 
abitanti della quale un tempo tutti pirati conservano 
ancora alcune parti dell' antico vestito dei Romani ; 
Perasto, piccola, ma bella città, disposta a foggia di 
anfiteatro; Dobrota (fra Perasto e Cattaro), distretto, 



Dalmazia. i3? 

gli abitanti del quale non si maritano che fra loro 
e diconsi cattolicissimi; Cattaro, piccola fortezza in 
cui risiedono il Capitano del Circolo, il Vescovo e 
circa tremila abitanti di lingua e costumi quasi 
interamente italiani, con un porto giudicato il mi- 
gliore di tutto l'Adriatico, nel quale già soleva 
svernare gran parte della flotta veneta; Persagno 
(all'ovest di Cattaro) con eleganti casini da villeg- 
giatura, ed abitanti assai socievoli; e Teodo (al sud 
di Persagno) , altro distretto ameno con ville e vigne 
assai rinomate. 

Fra le isole Dalmatine poi sono osservabili: Arbe y 
che ha circa tremila abitanti ed un suolo in parte 
ricco di viti, olivi e gelsi, ed in parte sterile e 
soggetto al freddo soffio del Bora; la città vescovile 
di Arbe non ha che un migliajo di abitanti, i quali 
esportano grani, vino barbado, acquavite, olio, lana, 
cuojo, seta, pecore, porci e cavalli. — Pago con 
un capoluogo dello stesso nome, che ha circa duemila 
abitanti, isola già ricca di saline, e che fa una pro- 
ficua pesca di tonno, ma eh 1 è troppo esposta al 
Bora. — Melada, ricca di bei marmi bianchi. — - 
V Isola Lunga o Grossa, ricca di vini e di olivi. — 
Veglia di Uglian e Pasmana , situate fra Grossa e 
Zara, della quale formano il canale. — L? Isola Coro- 
nata, che dà buoni formaggi. — Morter , all'ingresso 
orientale del canale di Zara, che viene riguardata 
come un rifugio di pirati. — Bua, già Boas , luogo 
di relegazione degl 1 Imperatori Greci quand 1 erano 
padroni della Dalmazia , la quale ha una sorgente 
di asfalto, ed è unita a Trau con un ponte. — 
Brazza popolata da circa iom. abitanti, e ricca d'olio, 
di vino, di frutta, di zafferano, di mastice e di seta. — 
Lesina, già Pharia, con una piccola città vescovile 
dello stesso nome , isola meno popolata della pre- 
cedente, ma più importante per la sua situazione, 
pe' suoi porti e perchè somministra vini ottimi, 
frutta, mele, lepri, pesci e marmi. - — L'issa, onde 



238 Galizia. 

si hanno frutta e lana, con un porto stato fortificato 
da Napoleone. — Curzola con una piccola città 
vescovile dello stesso nome, isola che abbonda di 
legnami da costruzione, di vino e di bei marmi, 
ma scarseggia d'acqua. — Lagosta (al sud di Cur- 
zola ) con naturali baluardi e iscrizioni antiche cre- 
dute fenicie. — Meleda o Melide ( al sud di Sab- 
bìoncello ) con un lago ed alcuni avanzi di un an- 
tico teatro. — Giupana con altre isolette all'ovest di 
Raglisi , nelle quali hanno i Ragusei più loro giardini. 

Art. 8.° Regno di Galizia e di Lodomiria» 

Storia. Il territorio che costituisce il Régno di 
Galizia e di Lodomiria nel IV e V secolo di G. C. 
era abitato nella sua massima parte da quegli Slavi 
Karpi, Karpati, Krapati, Korobati o Kr -ovati, che 
diedero il nome ai monti Karpazj, e nell'VIIl secolo 
anche alla Croazia. Ai detti Karpi neir 898 (allorché 
gli Ungheri attraversarono quel paese recandosi, pel 
paese che ora costituisce i Comitati di Beregh e di 
Ungwar, air attuale loro sede) erano succeduti i 
Russini o Rusnìachi di origine rutenica o russa , 
della stessa razza di quelli che occuparono ed oc- 
cupano tuttavia più Comitati ungheresi , ma diversi 
in più cose dai Russi che ora dominano il nord 
dell'Europa; e sui detti Russini (cioè fino alle falde 
settentrionali dei Carpazj ) regnava nel 989 Wlodo- 
miro I, Duca o Principe di Kiew , detto il Grande, 
che introdusse il primo tra i Russi la religione cri- 
stiana da esso abbracciata e che portò le sue con- 
quiste all'est fino a Caffa ed all'ovest fin verso la 
Vistola, togliendo ai Lechi o Polacchi Przemysl, e 
fondando fra le altre in vicinanza del Bug quella città 
di Wloclomir che ora trovasi al nord di Lemberg 
in Volinia. Il detto Principe e i successori di lui, 
seguendo l'uso antico di fondare più Ducati o Princi- 
pati indipendenti in favore dei Principi del proprio 



Galizia. 239 

sangue, istituirono anche nel paese di cui parliamo 
(al quale fu dato il nome ài Russia Rossa o Nera) 
più Ducati, che rimasero all'ateo staccati dalla Russia 
propriamente detta. Tra questi primeggiò il Ducato 
di Halicz, posteriormente chiamato Halizia o ( come 
i Russi pronunciano) Galizia , del quale nel \i3y 
era in possesso Jaroslaw tìglio di Wlodomiro II, Duca 
di Kievv, e nel 1182 un altro Wlodomiro , il quale, 
perseguitato da suo fratello Micislao protetto dai 
Polacchi, si rifugiò presso Bela III Re d'Ungheria, 
e diede con ciò V occasione al medesimo e ai di lui 
successori di acquistare dei diritti sulla Galizia. la 
fatti Bela III mandò tosto ad Halicz sqo figlio An- 
drea; questi vi esercitò per qualche tempo i diritti 
sovrani, e succeduto al padre nel 1204 unì al titolo 
di Re d Ungheria anche quello di Re di Galizia e 
di Lodomiria, e nel 1214 ad istanza de' Bojardi o 
Grandi di Halicz fece incoronare Re di Galizia suo 
figlio Colornan. Poco dopo il 1220 il detto Coloman 
fu scacciato dalla Galizia, òvecoirajuto dei Polacchi 
regnarono di nuovo alcuni Duchi della Casa di 
Wlodomiro, fra i quali quel Leone che nel 1277 
fondò Leopoli o Lemberg; ma nel 1340 Casimiro il 
Grande, terzo di questo nome fra i re di Polonia, 
conquistò Leopoli e i Ducati di Przemysl, Halicz e 
Lucko con la Volinia e la Podolia ; e quindi i detti 
paesi fecero parte delP antico Regno elettivo Polacco, 
finche, in forza dei concerti e trattati eh 1 ebbero 
luogo fra la Russia, la Prussia e l'Austria negli anni 
1772, 1792 e 1790, il detto antico regno elettiva 
fu soppresso. L'imperatrice Maria Teresa, Regina 
d'Ungheria, ebbe allora luogo di far rivivere gli 
antichi suoi diritti, e il Regno di Galizia e di Lo- 
domiria; nel quale rimase compresa una parte delU 
già piccola Polonia coi Ducati di Zator ed Oswiecirn 
già dipendenti dai Duchi di Oppelen e di Teschen 
nella Slesia che verso il 1460 erano stati occupati 
dai Polacchi, e nel 1774 anche la Bukowina statai 
ceduta air Austria dai Turchi» 



240 Galizia. 

Denominazione. Il regno di cui parliamo dicesi di 
Galizia e di Lodomiria; ma questi due nomi non 
indicano al presente due diversi territorj. Dalla storia 
sappiamo che il nome di Galizia deriva dalla città 
di Halicz, e quello di Lodomiria o dalla città di 
Wlodomir , o da qualche Principe di tal nome. 

Confini, estensione e popolazione. Il Regno di 
Galizia confina al nord colla Repubblica di Cracovia, 
col Regno di Polonia e coir Impero Russo; all' est 
con questo stesso Impero e col Principato di Molda- 
via tributario all'Impero Turco; al sud colla Tran- 
silvania e coir Ungheria , ed all'ovest colle due 
Slesie , T Austriaca e la Prussiana. — La superficie 
di questo regno è calcolata 9288 miglia geogr. ita!, 
quad., e la popolazione poco più di 4 milioni di 
abitanti. 

Acque. Principali acque della Galizia sono la Vi- 
stola, il Dniester , gl'influenti a destra della Vistola 
e i fiumi della Bukovina. 

La Vistola ( Wista o Weichsel ) nasce non lungi 
da Teschen nella Slesia Austriaca , divide dalla Ga- 
lizia la Slesia Prussiana, la Repubblica di Cracovia, 
e quindi fino a Zawichost il Regno di Polonia, ba- 
gnando Cracovia e Sandomierz; attraversa il Regno 
di Polonia, bagnando Varsavia; e da ultimo passa 
nel Regno di Prussia, ove bagna Thorn eDanzica, 
e si getta nel Baltico. 

Il Dniester o Niester , già Tyrus , nasce nei 
Carpazj all'est di Lisko, bagna Halicz e quindi va 
per la Moldavia e la Bessarabia a sboccare nel Mar 
Nero fra Odessa ed Akerman. 

I principali influenti a destra della Vistola, i 
quali provengono tutti dai Carpazj, sono: il Dunajec 
ingrossato dal Poprad a Stari-Sandec (V. a cart. 177) 
e dal Biala presso Tarnow -, la Wisloka, la quale 
bagna Jaslo e Pilsno; il San che bagna Lisko , Sanok, 
Przemysl e Jaroslavv, ed è poi ingrossato dal Wislok 
proveniente da Krosno e Rzeszow ; ed il Bug che 



Galizia. 241 

nasce presso Zloczow, passa per Bialy-Kamien, Busk 
e Krystiampol, è ingrossato dal Polten proveniente 
dai dintorni di Lemberg, e raggiunge la Vistola nel 
Regno di Polonia air ovest di Varsavia, dopo avere 
per gran tratto di paese segnato il confine fra il 
Regno di Polonia e Y Impero Russo. 

I fiumi principali della Bukovina poi sono: 
il Pruth che bagna Delatyn , Kolomea e Czernowitz, 
e poi si reca nella Moldavia per gettarsi nel Danubio 
presso Galacz; il Sereth che nasce al sud di Kutti, 
ljagna la città a cui dà il nome, e va pure per la 
Moldavia al Danubio; e la Sutschawa, la Moldava 
e la Bistritza Aurea che nascono pure al sud di Kutti , 
e recansi nella Moldavia per unirsi al Sereth. 

Costituzione fisica. La Galizia è montuosa al sud, 
ove i Carpazj la dividono dalla Transilvania, dall' Un- 
gheria e dalla Slesia, e generalmente piana nelle 
altre parti. 1 Carpazj Polacchi non sono elevati quan- 
to gli Ungheresi , giacché le cime dei monti detti 
Babia-Gora e Czerno-Gora (che trovansi nei Circoli 
di Myslenice e di Sandec e che sono i più alti) non 
arrivano a 1600 metri di elevazione sul livello ma- 
rino. — Il clima vi è rigido ed aspro nei monti ove 
domina il vento di nord-est, ed assai temperato, ma 
in generale troppo umido , nelle altre parti. — Il 
suolo può dividersi per riguardo alla fertilità in tre 
parti quasi eguali : una pressoché sterile perchè in- 
gombrata da montagne o da paludi, una di pianure 
coperte di sabbia nelle quali non può d'ordinario 
vegetare nel verno alcun cereale , ed una terza 
assai fertile che dà ora 4, ora 5 ed ora 6 grani 
per semente. 

Produzioni del paese. Il regno vegetabile dà in 
Galizia molto frumento , che si raccoglie in maggiore 
abbondanza nelle grandi pianure di Lemberg, Rzeszow 
eBelz, e che viene in gran parte esportato; avena, di 
cui si fa un cattivo pane pei villici; orzo, grano sara- 
ceno e patate; molto lino e molta canapa specialmente 

Eleni, di Geogr. Pan. ^ lt> 



242 Galizia. 

a Przemysl, ove si fa un grande spaccio di tele 
grossolane; tabacco , rabarbaro specialmente presso 
Lemberg e Sambor , e a Makrotin presso Zolkievv ; 
asparagi e melloni in gran copia ; molti alberi resi- 
nosi e da foglie; pini sugli scogli de 1 Carpazj ; e 
pochissimi alberi di frutta da giardino. In vicinanza 
di Lemberg furono già piantate alcune vigne; ma il 
rigore della temperatura ve le fece perire, quantun- 
que Lemberg si trovi a 49 gradi di latitudine come 
Parigi. Nella Bukowina però, lungo il Pruth e la 
Moldava, prosperano le viti a pergolati ed anche gli 
alberi di frutti da giardino. — Il regno animale dà, 
specialmente in Bukowina, molti cavalli che riescono 
ottimi anche pel servizio militare; molte bestie bovine 
e molti porci; capre e pecore delle quali non si ha 
gran cura; api in grande abbondanza, che ne 1 boschi 
depongono il proprio lavoro ne' tronchi degli alberi ; 
cervi, capriuoli, orsi, lupi ed altri animali voraci 
ne 1 boschi ; camosci e stambecchi sugli scogli dei 
Carpazj; e gran copia di pesci ne 1 fiumi e nei molti 
vastissimi stagni che qui si ritrovano. — In quanto 
al regno minerale la produzione che distingue la 
Galizia è il sale, giacche le sole miniere di Wieliczka 
e di Bochnia danno annualmente pel valore di due 
milioni di fiorini netti in sai gemma; tutto il terreno 
che sta fra Cracovia e Lemberg, se viene scavato 
verso i Carpazj, presenta generalmente sai minerale 
o acqua salata; ed anche nel già Ducato di Halicz e 
nella Bukovina ritrovansi più sorgenti saline , dalle 
quali si estrae regolarmente una grande quantità di 
sale. Ha in oltre la Galizia alcun poco di ferro nelle 
valli dell'alto San ed a Jakobeni in Bukovina; poco 
rame a Poschorytta pure in Bukovina ; poco piombo 
argentifero a Jakobeni suddetta; marmi di mediocre 
bellezza ne' monti di Stanislawow ; alabastro nelle 
cave saline di Bochnia; pietre focaje, terra creta, 
alcune sorgenti di acque acidule, ed anche di solforate 
e bituminose; e pagliuole d'oro nella Bistritza Àurea. 



Galizia. 243 

Industria nazionale. Ai Polacchi si fa generalmente 
il rimprovero di mancanza di attività e d'industria, 
giacche la classe più numerosa vi è ancora assai 
rozza. Con tutto ciò i Polacchi Austriaci sono gene- 
ralmente occupati nell'agricoltura; fabbricano molte 
tele anche fine, specialmente verso i confini della 
Slesia, e molte coperte di lana nelle montagne; 
sulle rive della Vistola e del San, e particolarmente 
ne' boschi di Jaroslaw, preparano molti legnami da 
costruzione che mandano a Danzica; imbiancano la 
molta cera che hanno e ne fabbricano una grande 
quantità di candele; ed hanno più concerie di cuoi, 
più fucine di ferro, alcune buone vetraje, alcune 
tintorie di cotone che gareggiano colle turche, ed 
altre manifatture di soda, di salnitro, di potassa, 
d'idromele, di acquavite, ecc.; in modo che l'espor- 
tazione che si fa da questo regno in cavalli, buoi, 
pelli, cuoi, lana, sego, mele, idromele, cera, can- 
dele di cera, setole di porco, lino, canapa, tabacco 
in foglia, soda, salnitro, ecc., e soprattutto in grani 
e sale, viene valutata circa 20 milioni annui di 
franchi. Il commercio vi è per altro quasi intera- 
mente nelle mani degli Ebrei. 

Abitanti. I quasi 4 milioni d'abitanti che ritro- 
vansi nel Regno di Galizia si dividono come segue. 
Più di un milione e mezzo sono Polacchi, parlanti 
la loro propria lingua, eh' è un dialetto della slava, 
ed abitanti principalmente nella parte occidentale 
del regno. Quasi due milioni sono Rusniachi o Ru- 
tenici o Russini , cioè di origine Russi , i quali par- 
lano un loro proprio dialetto slavo molto affine a 
quello dei Russi, ed abitano nella parte orientale 
del regno. Quasi duecento mila sono Moldaveni o 
Moldavi, parlanti la lingua valacca ed abitanti nella 
Bukowina. Più di duecento mila sono Ebrei, sparsi 
in tutto il regno, i quali quivi ritrovansi prima del 
XII secolo cristiano, sono della setta de'Karaiti, e 
portano la barba lunga ed un uniforme abito talare. 



244 Galizia. 

Circa settantadue mila sono Tedeschi che hanno 
stabilite più loro colonie in varie parti del regno. 
Vi sono in oltre in minor numero e in diverse città 
Armeni, Greci, Zingari , Magyari od Ungheri, e 
nella Bukowina Filipponi o Lippowani (in sostanza 
Russi dell 1 antico rito ) colà venuti dalla Crimea al 
tempo dell'Imperatore Giuseppe II. 

Religione. Il Regno di Galizia distinguesi per una 
grande varietà e tolleranza in quanto ai culti reli- 
giosi ; ma quello dello Stato e del più gran numero 
degli abitanti è il cattolico. I Latini vi hanno un 
Arcivescovo in Lemberg, un Vescovo in Przemysl, ed 
un altro in Tarnow. I Greci uniti hanno un Arcive- 
scovo pure in Lemberg, ed un Vescovo a Przemysl. 
Gli Armeni , che sono anch'essi cattolici, hanno il 
loro Arcivescovo a Lemberg. I Greci non uniti hanno 
in Czernowitz un loro Vescovo indipendente. I 
Protestanti hanno pure in Lemberg un Soprinten- 
dente con tre Seniori; e gli Ebrei vi hanno una 
Direzione generale, composta d'un Rabbino in capo 
e di 6 Anziani. 

Strade. Grande e primaria strada nel Regno di 
Galizia è quella che da Teschen e Bielitz nella 
Slesia Austriaca va a Bistritz in Transilvania, pas- 
sando per Biala , Kenty , Andrychau , Wadowice , 
Izdebnik, Myslenice, Gdow, Bochnia , Tarnow, 
Pilsno, Rzesow, Przeworsk, Jaroslaw , Przemysl, 
Grodek, Lemberg, Rohatin, Martinow, Stanislawow , 
Delatyn, Kolomea, Sniatyn, Czernowitz, Sereth, 
Suczawa, Kimpolung, Poscoritta, Jakobeni e Pojana- 
Stampi. A questa primaria strada, che percorre la 
parte settentrionale del regno , si unisce in tre 
punti un' altra grande strada interna , che percorre 
la parte meridionale di esso , cioè quella che da 
Biala o da Andrichau va a Przemysl, passando per 
Seypusch (Zywiec), Jordanow,, Skomielna, Dobra, 
Tymbark , Nowy-Sandec, Grybow, Gorlice, Jaslo, 
Dukla e Barysz; e da Przemysl va a Lemberg per 



Galizia. 245 

Dobromil, Stare-Miasto , Sambor, Drohobycz e Stry. 
Da queste due strade interne partono tutte le altre 
strade più considerabili della Galizia, cioè: 

i.° La strada per la Slesia Prussiana, da Kenty 
ad Oswiecim , e di là a Berun e Nikolai ; 

2. Le due principali strade per Cracovia, e di 
là pel Regno di Polonia e Varsavia ; V una delle 
quali parte da Izdebnik, e l'altra parte da Gdow 
e passa per Wieliczka e Podgorze ; 

3.° Le due principali strade che conducono 
immediatamente nel Regno di Polonia , cioè quella 
che da Przeworsk o Jaroslaw va a Tarnogrod , 
Josephow e Zamosc; e quella che da Lemberg va 
pure a Zamosc , passando per Zolkiew e Rawa in 
Galizia e per Tomaszow in Polonia ; 

4. La principale strada per la Russia, che da 
Lemberg va per Zloczow e Brody a Radziwilow e 
Krzeminiec in Volinia; e quelle meno regolari e 
meno frequentate, che vanno Tuna da Zloczow sud- 
detta per Tarnopol, Trembowla , Chorostkow ed 
Husiatyn a Grudek in Podolia ; e V altra da Trem- 
bowla suddetta per Czortkow e Zaleszezyki, lungo 
il Dniester, a Chotym in Moldavia, a Kamieniec 
Podolski, e in Ressarabia; 

5.° La strada per la Turchia, che da Czernowitz 
va per Botutschany, o per Sereth e Suczawa, nella 
Moldavia Turca a Jassy , ecc. ; 

6.° Le quattro principali strade per l'Ungheria, 
che tutte partono dalla suddetta grande strada in- 
terna meridionale, cioè: i. a quella che da Stry, 
Skole e Klimiec passa a Vereczke, Izvor, Polena e 
Munkacz nel Comitato di Beregh; 2. a quella, più 
comoda di tutte, che da Dukla va per Tylava a 
Komarnik , Sztropko ed Eperies nel Comitato di 
Saros; 3. a quella che da Nowy-Sandec va per Piw-. 
niczna a Bela e Kesmark nel Comitato di Zips , o 
a Zeben nel Comitato di Saros ; 4.* quella che da 
Skomielna va (per Spitkowice o per Neumark, detta 



246 Galizia. 

anche Nowytarg) a Knbin nel Comitato di Arva, e 
di là a Rosenberg nel Comitato di Liptau , o a S. 
Marton nel Comitato di Thurocz. 

Più altre meno comode, ma carreggiabili strade 
vanno pure direttamente pe' Carpazj dalla Galizia 
ai Comitati di Trentschin, di Zemplin, di Unghwar 
e di Marmoros. 

Divisione territoriale. Il Regno di Galizia si divide 
in 19 Circoli come vedesi nella tabella seguente, 
la quale è compilata coi segni di convenzione spie- 
gati a pag. i83. 

Fra i detti Circoli i primi 6, che sono abitati 
da popolazioni di origine e di lingua polacche, prima 
del 1772 facevan parte della Piccola Polonia, la 
quale si estendeva sulle due sponde della Vistola, 
dalla Slesia sino alla foce della Piliczà', al sud di 
Czersk ? abbracciando i tre Palatinati o Governi di 
Cracovia , Sandomir e Lublin : lo Stato libero di 
Cracovia e il nuovo Regno di Polonia occupan ora 
il resto ( cioè la maggior parte ) della detta Piccola 
Polonia. — I seguenti 12 Circoli, che sono general- 
mente abitati da popolazioni di origine e lingua 
rusniache o russe, prima dell'epoca suddetta (1772) 
costituivano, insieme col Circolo di Zamosc stato unito 
al nuovo Regno di Polonia, la Russia Rossa o Nera, 
la quale abbracciava i tre Palatinati di Chelm, Belcz 
e Lemberg colla Pokuzia, già Ducato di Halicz. Il 
fiume Wislok , che nasce all' est di Dukla nel Circolo 
di Jaslo , bagna Krosno e sbocca nel San al nord- 
ovest di Jaroslaw, e quindi il detto San dividevano 
la Piccola Polonia dalla Russia Rossa o Nera. — Il 
Circolo poi di Czernovitz nella sua maggior parte è 
costituito dalla Bukowina, provincia della Moldavia 
che dal Gran Sultano fu ceduta air Austria nel 1774. 



Regno di Galizia e Lodomiru. 

I 

Luoghi rru' notabili 

E LORO ABITANTI. 

W culo w ice 

Myslenice 

Biala 

Landskron, Tyniec , Zator 

Oswiecim, Kenty , Andrychau 

Bochnia 

Staniontek 

Wieliczka 

Podgorze . 

Nowy-Sandsc 

Stary-Sandec, Szczyrzyce, Muszyna. . 

Jaxlo 

Krosno 

Dakla , Koìaczyce , Gorlice 

Tamow * . 

Tuchow , Pilsno, IColbuszow 

Bzeszow 

Laneut , Przeworsk 

Sanok < 

Lisko, Dobromil, Nowe-Miasto 

Sambor * 

Drohobycz 

Itomarno, Zalokiec , Maydan , Orowe. 

Przemysl * (*). 

Jaroslaw , Jaworow , Sklo 

Zolkiew 

Augustow, Belz, Krystiarapol> Lubeczow 

Lemeerc * (*) T. 

Winniki , Nawarya 

Zlokzow 

Brody 

Busk , Bialykaruien • 

Tarnopol 

Zbarasz , Trembowla 

Brzezany 

Rohatyn , Podkamien . . . . . 

Stry 

Zydaczow, Skole, Polechow, Dolina . 

Slaiùslawow 

Halicz 

Tysmienica, Maryamfol, Nizniow ... 
Buczacz, Bohorodczany , Solotwina .. 

Zaleszczyki » 

Czortkow , Iazlowiec , Husyatyn 

Kolomea 

Snyatyn • 

Gwozdziec, Luczki, Kossow , Kutti. . 

Czernowitz )*(• 

Suczawa 

Sereth, Waskoutz, Solka, Kaczyka . . 
Bojana, Sinout, Bosantsche, Bajaeeschtie. 
Poschoritta 7 Jakobeny, Kirlibaba . . . . 



247 



i3 



16 



Circoli 



Myslbnice 



CzETxNOWITZ 

o 

BuKOWIMA. 



a5oo 
2000 
35oo 



3aoo 

35oo 
4000 
36oo 

i5oo 
5ooo 

45oo 

4600 

i5oo 

6600 
7000 

7400 
7000 
4200 

5oooo 

6200 
3ocoo 

7000 

45oo 

55oo 

6200 
4000 

3200 

2000 
65oo 

6000 
5oco 



248 Galtzi\. 

Topografia. Capitale della Galizia è Lemberg o 
Lwow o Leopoli , stata fondata nel 1277 da un 
Principe Russo per nome Leone, che ha strade rette, 
larghe e ben selciate, alcuni nobili edifizj , dovuti 
ai Greci ivi rifugiatisi nel secolo XIII , un bel pas- 
seggio pubblico sulle mura, e sobborghi e dintorni 
ridenti. In essa ritrovansi il Governo, il General 
Comando militare e il Tribunale d'Appello del re- 
gno, T Ufficio Circolare, il Tribunale di prima istanza 
pei nobili, un Tribunale di commercio, l'Arcivescovo 
latino di Lemberg , V Arcivescovo greco-rutenico 
unito di Lemberg, Halicz e Kamieniec in Podolia, 
ed un Arcivescovo cattolico armeno; una università, 
una biblioteca nazionale fondata dal Conte Osso- 
linsky, due ginnasj, due seminarj cattolici, uno 
latino ed uno greco, un'accademia di belle arti, 
una scuola elementare normale, una scuola tecnica, 
due scuole elementari maggiori per gli Ebrei, tre 
monasteri, uno di Benedettine, uno di Ospitaliere 
ed uno di Armene, ciascuno dei quali ha convitto 
e scuole pubbliche per le fanciulle ; più altri stabi- 
lirhenti d'istruzione e di beneficenza, e circa 5om. 
abitanti, fra i quali contansi circa 17 mila fra Greci 
ed Armeni, e più di i3m. Ebrei. In Lemberg si 
fa pure, specialmente colla Russia e colla Turchia, 
il principale commercio del regno , hanno luogo 
tre fiere annuali assai frequentate, e vi sono anche 
vàrie manifatture particolarmente di tele e di pel- 
lami. 

Brody, soprannominatala Trieste di Polonia pel 
vivo commercio di transito eh' essa fa colla Russia, 
colla Turchia, colla Germania e colf Italia, è anche 
per la sua popoli-ione di quasi 3om. abitanti ( un 
terzo de* quali Ebrei ) la seconda città di Galizia. 
Essa ha una scuola elementare maggiore, una scuola 
per le fanciulle, una speciale scuola tecnica anche 
scientifica per gli Ebrei, e, oltre le chiese cattoli- 
che, due chiese russe e tre sinagoghe. 



Galizia. 249 

Przemysl, sul San, è ragguardevole per la sua 
popolazione di circa 7400 abitanti, e per avere due 
Vescovi cattolici, uno latino ed uno greco; un pa- 
lazzo reale , già residenza degli antichi particolari 
suoi Duchi; P Utìicio Circolare; una scuola elemen- 
tare maggiore, un ginnasio, un liceo, una pubblica 
scuola femminile presso le Benedettine, ed alcune 
manifatture specialmente di utensili di legno e di botti* 

Jaroslaw, situata essa pure sul San fra ridenti 
colline, ha egualmente un palazzo già residenza dei 
proprj suoi Duchi, che ora appartiene ai Principe 
Czartorisky ; una Commissione militare pel vestiario 
delle truppe, una scuola elementare maggiore pei 
maschi, una scuola per le fanciulle , una bella chiesa 
dedicata alla Beata Vergine , un bellissimo collegio 
di Gesuiti, alcune fabbriche di panno e di tela, ed 
un vivo traffico di filo, di tele, di mele, di cera e 
di legnami da costruzione che si tagliano nei boschi 
vicini e che vanno a galla sul San e sulla Vistola 
fino a Danzica. 

Tarriow, sulla destra del Dunajec, è divenuta 
città vescovile per munificenza dell 1 Imperatore Fran- 
cesco I, il quale nell'anno 1827 ivi trasportò la sede 
del Vescovato latino eh 1 egli aveva eretto nel 1822 
in Tyniec; ed ha, oltre l'Ufficio Circolare, un Tri- 
bunale di prima istanza pei nobili, più manifatture 
di tela, un ginnasio e scuole elementari pe 1 due sessi. 

Krosno, sul Wislok influente nel San, ha un 
castello o palazzo reale, due monasteri, molti de- 
positi di vini ungheresi di cui fa grande spaccio, e 
nelle vicine montagne alcune escavazioni di ferro. 

Bochnia, piccola città in cui ritrovatisi l'Ufficio 
Circolare, una regia Amministrazione delle saline, un 
ginnasio, una scuola elementare maggiore pei maschi 
ed una scuola minore femminile, è famosa per la sua 
grande miniera di sai gemma , la quale da taluno fu 
creduta scoperta da S. Cunegonda moglie di Boleslao 
V re di Polonia, verso il 1209, probabilmente perchè 



2>5o Galizia. 

la detta Principessa, figlia di Bela IV re d'Ungheria, 
fece venire dalla sua patria degli abili minatori per 
iscavarla. Ad ogni modo gli escavamenti in grande 
di Bochnia ebbero principio nel 1442, e progredi- 
rono a segno che al presente la detta miniera con- 
siste in una galleria sotterranea lunga 32^8 metri, 
larga 244 ed alta 325, nella quale 3oo persone sono 
continuamente occupate a cavar sale ( ed anche 
alabastro ) senza che vi regni troppa umidità. 

Wieliczka, piccola città provveduta di una scuola 
elem. magg., è pure famosissima per la sua miniera di 
sale, una delle più mirabili che si conoscano, la quale 
si stende sotto la città e i dintorni di essa per oltre 
5ooo metri in lunghezza, 65o in larghezza, e 260 
fino a 474 in altezza, in tre distinti piani, con volte, 
strade, pilastri, camere, stalle, specchi e perfino una 
cappella con altare, statue ed ornamenti analoghi, il 
tutto in sai gemma. Vi si discende per io pozzi, vi 
sono continuamente occupate 5oo persone e circa 3o 
cavalli, ed è mirabile come in quella profondità si 
rinvengano non di rado conchiglie ed ossa di animali. 

Halicz, sicuramente così chiamata dalla voce 
greca Ah che significa Sale, dacché il territorio di 
cui era capitale abbondò sempre ed abbonda tuttavia 
di sorgenti saline, non conserva deir antica sua 
grandezza che un palazzo reale. 

Sambor , situata sulla sinistra del Dniester in 
una bella e fertile pianura, è una città di quasi 
settemila abitanti, che, oltre l'Ufficio del Circolo, ha 
una Intendenza per le saline, un Tribunale per gli 
affari mineralogici, un ginnasio, una scuola elemen- 
tare maggiore , molta attività specialmente nel fare ' 
ed imbiancar tele, e nei dintorni più sorgenti salate. 

Drohobycz^ al sud-est di Sambor, è un'altra 
città molto industre, che ha una scuola elementare 
maggiore, una scuola femminile, una badia di Mo- 
naci di S. Basilio, molti trafficanti quasi tutti ebrei, 
un mercato settimanale assai frequentato, quattro 
fabbriche di sale e in vicinanza più sorgenti salate. 



Galizia. 2S1 

La Bukowitia, provincia già dipendente dalla 
Turchia e creduta la culla della nazione moldava , 
è particolarmente ricca di pecore, di bestie bovin$^ 
di cavalli, di api, di frutta e di minerali; e Iti 
chiamata dai Tedeschi col suddetto nome (che si- 
gnifica foresta di faggi) perchè ivi è grande abbon- 
danza di tali alberi. Capoluogo n è Czernowitz sul 
Pruth, piccola città ben fabbricata, che ha, oltre 
P Ufficio Circolare, due Tribunali di giustizia, un 
Vescovo greco non unito con un proprio seminario, 
un istituto filosofico, un ginnasio, una scuola elemen- 
tare maggiore, una scuola speciale moldava, e scuole 
per le fanciulle. In essa radunatisi anche gli Stati 
provinciali, che alla Bukowina furono accordati se- 
paratamente dal resto del Regno di Galizia. Ivi è 
anche Suczawa, città di circa mille case e cinque 
mila abitanti, che ha un antico castello diroccato, 
molte rovine di chiese ed antichi edifìcj , una scuola 
elementare maggiore e scuole elementari speciali pei 
Moldavi e per gli Armeni. Questa città , già residenza 
degli Ospodari o Despoti di Moldavia e di Valachia, 
nel secolo XV aveva 16 mila case, e si legge nelle 
storie, che presso di essa TOspodaro Stefano il Grande 
nel 1496 sconfisse 80 mila Polacchi, ed obbligò 20 
mila Nobili prigionieri a seminar ghiande di faggio 
sul campo di battaglia. 

In quanto agli altri luoghi indicati come nota- 
bili nella Tavola sinottica, in generale quelli che 
sono capoluoghi hanno tutti, oltre Y Ufficio Circo- 
lare, una scuola elementare maggiore: in partico- 
lare poi, nel Circolo i.° Myslenice ha pure una scuola 
maggiore pe' maschi ed una scuola per le fanciulle ; 
Biala, divisa da Bielitz di Slesia dal fiumicello Biala 
influente nella Vistola , ha una scuola maggiore e 
manifatture di panno; e qui è da notarsi che la voce 
slava Biala significa bianco e bianca, e che molti altri 
luoghi e fiumi sono chiamati con questo nome in Ga- 
lizia, in Polonia e in Russia*, Landskron è una piccola 



262 Galizia, 

città con un* 1 antica rocca posta in alto; Tyniec sulla 
Vistola, cinque miglia ai sud-ovest di Cracovia, ha un 
collegio di Gesuiti, e fu prima di Tarnow la sede del 
nuovo Vescovato latino che fu istituito in Galizia nel 
1822; Zator ed Oswiecim o Auschwitz furono già ca- 
poluoghi di due piccoli Ducati; Kenty ed Andrychau, 
città vicine, situate alle falde dei monti chiamati 
Bahia-Gora , hanno manifatture di tele e di panni- 
lini, =5 Nel Circolo 2. Staniontek o Starnatici è un 
borgo otto miglia all'ovest di Bochnia, nel quale 
fiorisce un collegio di educazione femminile affidato 
alle Monache Benedettine, e Podgorze è una nuova 
piccola città sulla Vistola , in faccia a Cracovia ? la 
quale dal Congresso di Vienna fu dichiarata esente 
da ogni gabella daziaria. = Nel 3.° a Nowi-Sandec 
ritrovasi anche un ginnasio, a Stari- Sandec una casa 
4 1 educazione per le figlie nobili presso le Monache 
di Santa Chiara, ed a Szczyrzycc , nove miglia all'est 
di Myslenice, una badia di Cisterciensi, i quali hanno 
una pubblica scuola maggiore: Muszyna poi, 18 mi- 
glia al sud-est di Stari-Sandec sui confini dell'Un- 
gheria , è capoluogo di una grande Signoria came- 
rale, alla quale appartengono i bagni e le sorgenti 
acidule di Krynica, che stanno 4 miglia al nord di 
Muszyna. == Nel 4. Dukla ha una scuola elemen- 
tare maggiore e varie fabbriche di tela ; Kolaczyce 
sulla destra della Visloka, 4 miglia al nord di Jaslo, 
ha un territorio assai fertile e manifatture di pentole; 
e Gorlice o Gorlitz, sulla Ropa influente nella Visloka, 
3o miglia al sud-ovest di Jaslo, è una piccola città 
attivissima e manifattrice. = Nel 5.° Tuchow, sulla 
Biala influente nel Dunajec, ha una badia di Bene- 
dettini; Pilsno , sulla sinistra della Wisloka, è una 
città industre; e Kolbuszow , 3o miglia al nord -est 
di Pilsno , è un borgo che con tutto il suo circon- 
dario attende assaissimo a far tele ed a lavorar le- 
gnami anche al tornio. = Nel 6.° il capoluogo 
Rzeszow ha più manifatture di biancheria da tavola 



Galizia, a53 

ed anche un ginnasio e una scuola femminile; Lancia 
ha un grande palazzo del Principe Lubomirski , e 
manifatture di pannilini ; e Przeworsk ha un mona- 
stero di Suore Ospitaliere con una pubblica scuola 
femminile. = Nel 7. Lisko ha molto traffico di 
avena e d'orzo che vende nelle montagne dell 1 Un- 
gheria , e nel suo circondario ha miniere di zolfo 
e di vitriolo; Dobromil e Nowe-miasto, fra loro di- 
stanti 4 miglia, sono due piccole città camerali, presso 
le quali si trovano sorgenti di petrolio e di acqua 
salsa, e varie officine per estrarre da questa il sale 
col mezzo della ebollizione, e Dobromil ha anche 
Ima scuola elementare maggiore. =ds Neil 1 8.° Komarn, 
piccola città sulla sponda di un lago, si occupa prin- 
cipalmente in far tele e scarpe; Zalokiec, Maydan, 
Orowe, ed altri borghi e villaggi posti verso le sor- 
genti del San, del Dniester e dello Stry hanno 
miniere di ferro e molte fucine per lavorarlo. == 
Nel 9, è notabile anche la città di Javorow, 26 
miglia al nord- est di Przemysl, presso della quale 
ritro vansi i famosi bagni sulfurei di Stelo. = Nel io.° 
Augustow o Mosty-Wielkie , i5 miglia al nord-est 
di Zolkiew, è un borgo con regie fabbriche di tre- 
mentina e di potassa; Krystiampol\ io miglia al 
nord-est del precedente, è un altro borgo concio- 
naci di S. Bernardo e di S. Basilio ; Belz è una 
piccola città che ha manifatture di panno, ed un ter- 
ritorio assai fertile e benissimo coltivato; Lubaczow , 
35 miglia all'ovest diZolkiew, è capoluogo di una 
grande Signoria ; e Makrotin, 3 miglia al sud di 
Zolkiew, è un villaggio famoso per la coltivazione 
del rabarbaro. = Neil' n. ° Winniki^ 4 miglia all'est, 
e Nawarya, 7 miglia al sud di Lemberg , sono due 
borghi, il primo con una regia fabbrica di tabacchi, 
il secondo con una grandiosa cartiera. === Nel 12. 
Busch, sul Bug, è una piccola città con cartiere e 
concerie di cuoi; e Bialykamien, sullo stesso fiume, 
7 miglia al nord di Zloczow, un borgo con un castello 



254 Galizia. 

di delizia dei Principi Radzivil. = Nel i3.° il capo- 
luogo Tarnopol, sul Sered influente nel Dniester, 
è fornito anche di un ginnasio e di un collegio di 
educazione diretto dai Gesuiti; Zbarasz è una città 
verso i confini della Volinia, che ha una scuola 
elementare maggiore, un ginnasio e un monastero 
di Monaci di S.Bernardo-, e Trembowla è un'altra 
città molto antica. = Nel 14. il capoluogo Brzezany y 
sulla Zlota-Lipa influente nel Dniester, ha un gin- 
nasio e qualche traffico; e Rohatin, sulla Lipa pure 
influente nel Dniester, e Podkamien, 7 miglia al nord- 
est di Rohatin, sono piccole città con ubertosi 
territorj. === Nel i5.° Zydaczow, non lungi dal con- 
fluente dello Stry nel Dniester, è una città con 
un'antichissima rocca posta sovra un'altura; Skole, 
2.0 miglia al sud-ovest di Stry, sulla strada che per 
Klimiec va in Ungheria, come pure Mizim e Lolyn 
situati presso il fiume Swica influente nel Dniester, 
al sud di Zidaczow, sono villaggi presso dei quali 
si trovano miniere di ferro ; e Polechow , Dolina e 
Kalusz, sulla strada che da Stry mette a Stanislawow, 
sono luoghi nei quali si estrae il sale dall' acqua 
salata, di cui trovansi più sorgenti in quel circonda- 
rio. = Nel 16. il capoluogo Stanislawow o Stanislau, 
fra le due Bystriche influenti nel Dniester, città un 
tempo fortificata, ha un Tribunale di prima istanza 
pei nobili , un ginnasio , ed una scuola elementare 
anche femminile; Tysmienica è un borgo abitato da 
Greci ed Armeni, che fan molto traffico di cera e di 
cavalli; Maryampol sul Dniester, 8 miglia al nord di 
Tysmienica, è un borgo con un gran castello princi- 
pesco , un convento di Suore Ospitaliere che man- 
tengono anche una pubblica scuola femminile, ed uà 
circondario nel quale si trovano cave di pietre focaje 
eccellentissime; Nizniow pure sul Dniester, 12 miglia 
all'est da Maryampol, è un borgo nel quale si lavorano 
le pietre focaje suddette; Buczacz, i5 miglia al nord- 
est di Niziiiow sulla destra dello Stripa influente nel 



Galizia. a55 

Dniester, è un borgo nel quale si trova una badia di 
Basiliani, che mantengono una scuola elementare 
maggiore ed un ginnasio; Bohorodoczany, io miglia 
al sud di Stanislau, è una piccola città con un Tri- 
bunale per le miniere, ed un 1 Intendenza per le sa- 
line, da cui dipendono quattro altri Uffici; e Solot- 
wina, sulla Bystrica occidentale, è un borgo situato 
fra varie sorgenti saline. = Nel 17. il capoluogo 
Zaleszezyki, sul Dniester, ha fabbriche di panno e 
molto commercio; Jazlowiec , sulla sinistra dello 
Stripa, 7 miglia al sud di Buczacz, è una piccola 
città fortificata all'antica; ed Husyatyn , sul Podhorce 
influente nei Dniester, che segna il confine fra la 
Galizia e la Podolia, è una piccola città di molto 
commercio. = Nel 18. Snyatyn, sulla sinistra del 
Prudi, è un'antica città che fa molto commercio di 
bestie bovine, di cavalli, di cera e di mele, e nella 
quale si tengono mercati assai frequentati dai Mol- 
davi, e sono stabiliti più di 5oo Armeni; Gwozdziec 
è una piccola città che ha una badia di Monaci di 
S. Bernardo ed una scuola elementare maggiore ; 
Luczki, io miglia al sud diKolomea, ha una regia 
Intendenza, da cui dipendono le officine nelle quali 
si fa bollire V acqua salata per cavarne il sale, che 
trovansi in Kolomea, in Kossow, 12 miglia all'est 
di Luczki sulla Rybnicza influente nel Pruth, ed in 
Kutti, città camerale sulla sinistra dello Czeremosc 
pure influente nel Pruth, la quale ha pure concerie 
di pelli e manifatture di marrocchino specialmente 
per opera di una colonia d'Armeni ivi stabilita. = 
Nel 1 9. ° Sem/2, sulla destra del fiume di tal nome, 
ha una dogana di confine, ed è in gran parte abitata 
dai Filipponi menzionati a pag. 244; Vaskoutz o 
Waskowitz, sulla destra dello Czeremosc, 20 miglia 
all'ovest di Czernowitz, è un borgo ove sono regie 
razze di cavalli per gli eserciti ; Solka e Kaczyka , 
20 miglia circa all'ovest di Suczawa, hanno profi- 
cue sorgenti saline; Bojana, sulla strada che va da 



a56 Galizia. 

Czernowitz alla Moldavia lungo la sinistra del Pruth; 
Sinout, 3 miglia alPest di Sereth; Bosantsche , 5 
miglia al sud-est di Suczawa; e Bajaseschtie , sulla 
Moldava, sono luoghi dove subiscono la contumacia 
sanitaria le persone e le merci che provengono dalla 
Turchia; Poschoritta, 5 miglia all'ovest di Kirhpolung 
suir alta Moldava; ha un R. Ufficio mineralogico ed 
una miniera di rame, che ne dà circa 25oo quintali 
ali 1 anno; Jakobeny , sulla Bistritza Aurea , ha una 
miniera di ferrò e piombo argentifero; e Kiflibaba, 
sullo stesso fiume 12 miglia al nord-ovest di Jako- 
beny, ne ha una pure di piombo argentifero* 



267 



APPENDICE. 

Stati Austriaci che non fanno parte dell'Impero. 

AH 1 Augustissima Gasa d'Austria appartengono tre 
altri Stati che propriamente non fanno parte dell' Im- 
pero Austriaco , e questi sono : 

i.* I Ducati di Parma, Piacenza e Guastalla, 
che per disposizione del Congresso di Vienna spettano 
a Sua Maestà l'Arciduchessa Maria Luigia, 

2. I Ducati di Modena, Reggio, Mirandola e 
Massa col Principato di Carrara, che per diritto 
ereditario spettano alla Casa Austriaca Estense, di- 
scendente dall'Arciduchessa Maria Beatrice, ultima 
erede dell'antichissima famiglia d'Este. 

3.° Il Gran Ducato di Toscana, che per antichi 
trattati spetta al ramo Austriaco ivi regnante. 

i. 9 Ducati di Parma, Piacenza e Guastalla* 

Denominazione e storia. Questo Stato riceve la 
propria denominazione dalle sue tre principali città. 
Tacendo le moltiplici poco fauste vicende a cui questo 
piccolo Stato fu sottoposto ne' tempi antichi, esso 
appartenne dal i545 al 1731 (esclusa Guastalla) ai 
Duchi Farnesi, poi fino al 1736 ai P\.e di Spagna, 
poi fino al 1748 alla Casa d'Austria, poi fino al 1802 
insieme col Guastallese ad un ramo cadetto dei Bor- 
boni di Spagna, e poi fino al 18 14 all'Impero Fran- 
cese, colla dissoluzione del quale fu assegnato alla 
regnante Duchessa Maria Luigia , Arcid. d'Austria. 

Confini. Il territorio -dei due Ducati di Parma e 
di Piacenza, i quali sono fra loro attigui, confina 
al nord col Reguo Lombardo-Veneto ; alP est col 

Ehm, di Geogr, Part. I. 17 



258 Ducati di Parma, ecc. 

Ducato di Reggio; al sud colla Lunigiana (la quale 
è in parte Toscana ed in parte Estense ) e collo 
Stato continentale del Re di Sardegna; ed all'ovest 
con questo medesimo Stato. 

Il confine settentrionale segue V alveo del Po 
dal Rio Torto (al nord di Castel S. Giovanni) fino 
alla sponda destra dell'Enza, in faccia a Viadana. Il 
confine orientale segue il torrente Enza fino all'Alpe 
di Succiso, irregolarmente però, in modo che restano 
al Parmigiano più liste di terra anche sulla destra 
dell'Enza stessa. Il confine meridionale, determinato 
dalla cresta dell' Appennino , tocca la Lunigiana to- 
scana dall'Alpe di Succiso fino al monte Gotra, ec- 
cettuato nn piccolo tratto, al nord est di Pontre- 
moli, nel quale sale fino alla cresta dell'Appennino 
una parte della Lunigiana Estense; e dal monte Gotra 
al monte Satta tocca il territorio Sardo. Il confine 
occidentale poi segue i monti Satta, Pregaiupo, Bocco, 
Ghiffi, Nero e Roncallo, che formano Testrernità in- 
terna della gran valle del Taro; e quindi a salto 
il torrente Auto influente nella Trebbia, la Trebbia 
stessa, i monti di Pietracava e di Lazzarello , il 
torrente Bardonezza, e da ultimo il Rio Torto. 

Il Ducato di Guastalla, eh' è affatto staccato 
dagli altri due, confina al nord e all'est coi Po e 
col Regno Lombardo-Veneto , e al sud e all' ovest 
col Reggiano. 

Estensione e popolazione. La superficie dei tre 
Ducati fu calcolata 1712 miglia italiane geografiche 
quadrate, e la popolazione (nel 1828) 419201 
abitanti, dei quali 229228 nel Parmigiano, 171727 
nel Piacentino, e 18246 nel Guastallese. 

Acque. Il Po è il principale e solo fiume naviga- 
bile dei Ducati di Parma, Piacenza e Guastalla. Sovra 
di esso stendesi a Piacenza un ponte di barche della 
lunghezza di quasi Goo metri, compresa l'isola sulla 
quale è appoggiato nel mezzo; e sono in oltre sta- 
biliti per la più facile comunicazione fra le due 



Ducati m Parma . ecc. 259 

sponde molti Porti o navi da tragitto, cioè 26 sulla 
sponda Piacentina e Parmigiana dalla foce del Torto 
a quella dell'Enza, tre sulla sponda Reggiana dall'En- 
za alla foce del Cròstolo, ed uno sulla sponda Gua- 
etallese d;il Cròstolo a Luzzara inclusivamente. Questi 
tre Ducati sono in oltre bagnati da io grandi tor- 
renti che dagli Appennini o dalle loro ramificazioni 
discendono al Po , e sono: 

i.° Il Tidone che dal monte di Pietracava e dai 
colli di Romagne in Piemonte entra nel Piacentino 
a Nibbiano, e sbocca all'ovest di Veratto; 

2. La Trebbia che nasce presso Ottone, 12 
miglia al sud-ovest di Bobbio, è ingrossata dall'Auto, 
passa ali 1 est di Bobbio , ed entrata nel Piacentino 
sbocca air ovest di Piacenza dopo essere passata in 
vicinanza alla detta città sotto il grandiosissimo 
ponte di cotto, di 28 archi, lungo metri 471 e 
largo 8, che fu edificato per ordine della Duchessa 
Maria Luigia, e terminato nel i825; 

3.° La Nura che nasce presso il comune delle 
Ferriere, 26 miglia al sud di Piacenza, e dopo aver 
bagnati i comuni di Bettola , Borgo S. Bernardino 
e Ponte dell'Olio sbocca 7 miglia all'est di Piacenza; 

4. Il Riglio che nasce dal monte Obolo all' est 
di Bettola, passa all'ovest di Carpaneto e di Cadeo, 
ed a Caorso, 8 miglia all'est di Piacenza, si getta 
nella Chiavenna ingrossata dal Chero, la quale sbocca 
presso S. Nazzaro ; 

5.° L'Arda che nasce dal monte Menegora, io mi- 
glia al sud-ovest di Lugagnano, passa per Firenzuo- 
la, e sbocca presso Polesine ingrossato dall' Ongina; 

6.° Lo Stirone che scende dai monti di Pelle- 
grino e Pozzolo, passa presso Borgo S. Donnino e 
Soragna , e si getta nel Taro a Fontanelle , al sud 
di Roccabianca sul Po ; 

7. Il l'aro che scende dai monti Penna, Pre- 
galupo e Satta, posti nella cresta degli Appennini, 
io miglia circa al nord di Sestri; bagna Borgo Taro 



2Óo Ducati di Parma, ecc. 

e Forno vo, ov* è ingrossato dal Ceno oZeno; passa 
5 miglia ali 1 ovest di Parma sotto il magnifico ponte 
di cotto di 20 archi e di 585 metri in lunghezza, 
che vi fu eretto nel 1819 dalla Duchessa Maria 
Luigia; e quindi fra Tre Casali e S. Secondo va a 
sboccare all'est di Roccabianca; 

8.° La Parma che scende dai monti Tavola , 
Orsaro e Brusa , che sorgono io miglia circa al 
nord di Villafranca sulla Magra , in Lunigiana ; passa 
presso Corniglio e Langhirano; ed ingrossato dalla 
Baganza entra in Parma, donde passa a Colorno 
per gettarsi nel Po in faccia a Viadana; 

9. L' Enza che scende dalP Alpe di Succiso e 
dal monte Malpasso, 6 miglia circa al nord-ovest 
di Sassalbo in Lunigiana; segna qua e là il confine 
collo Stato Estense , passando presso i comuni Reg- 
giani di S. Polo, Montecchio e S. Ilario; e sbocca 
insieme colla Parma fra Mezzano appartenente al Par- 
migiano e Brescello appartenente al Reggiano; 

io.° Il Cròstolo, fiume Reggiano, che dopo Santa 
Vittoria entra nel Guastallese, e sbocca all'ovest di 
Guastalla. 

La Trebbia, il Taro, la Parma e V Enza sono 
i principali fra i detti torrenti. 

Costituzione fisica. Il territorio dei due Ducati di 
Piacenza e Parma, conterminato dal Po e dalla cresta 
degli Appennini, è per due terzi montuoso (al sud), 
e per una terza parte piano (al nord) con un lieve 
declivio verso il Po. Nella parte montuosa suddetta la 
cresta degli Appennini presenta tre vette principal- 
mente ragguardevoli per altezza, cioè quella deWAlpe 
di Succiso, situata fra il Parmigiano, il Reggiano e la 
Lunigiana, che ha 2020 metri di elevazione sul livello 
del mare; quella del Monte Orsaro (6 miglia al nord 
di Bagnone nel Pontremolese, e poco più al sud di 
Berceto nel Parmigiano) che ne ha 1834, e q ue l' a 
del Monte Penna (sul confine occidentale, io miglia 
al sud di Ferriere) che ne ha 1739: e nell'interno 



Ducati di Parma, ecc. 261 

elei paese si distinguono per altezza il Monte di Ca- 
rameto (fra il Ceno e l'Arda, 9 miglia al sud di 
Lugagnano) che ne ha i322, e il Morite Sporno (sulla 
destra della Baganza, i3 miglia al sud di Noceto) 
che ne ha 1060. Del resto gli Appennini di questo 
Stato, abbenchè dirupati ed erti alla cima, formano 
tutti colle loro diramazioni settentrionali più vallate 
generalmente aperte e pendenti verso il nord-est , 
in fondo alle quali veggonsi i letti dei torrenti, e 
sui fianóhi assai frequenti villaggi e terre con pa- 
scoli, boschi, piccoli campi, ed anche vigne là dove 
ai monti succedono le colline. Nella parte piana poi, 
nella quale stanno Piacenza alta 5i metri e Parma 
alta 66 sul livello marino , il terreno ( quantunque 
rotto a certe distanze dai larghi letti di ghiaja che 
vi formano i torrenti , e da fosse profonde special- 
mente nel Parmigiano e nel Guastallese ) presenta 
campagne, vigneti, prati e grandi boscaglie lungo 
il Po, e non ha paludi fuorché in vicinanza di questo 
medesimo fiume, particolarmente nel Guastallese. — 
II clima vi è piuttosto caldo, ma salubre, abbenchè 
il Po vi produca nell'autunno e nel verno delle 
nebbie frequenti, e in primavera vi dominino quasi 
periodicamente i venti di nord-est e nord-ovest 
spesso dannosi agli alberi da frutta. — Il suolo è 
assai fertile. 

Produzioni del paese. Frumento, grano turco, riso, 
canapa, legumi d'ogni specie, patate, vino; castagne, 
noci, frutta da giardino, vasti pascoli ne ? monti , e 
legna piuttosto scarse pel consumo del paese sono 
le produzioni vegetabili dei tre Ducati. Le animali 
consistono specialmente nella seta e nelle molte 
pecore e bestie bovine che vi si mantengono, ed 
anche ne' majali (mantenuti quivi unicamente con 
ghiande di quercia) colle di cui carni si fanno salami 
particolarmente rinomati. In quanto ai minerali, vi 
sono due piccole miniere di ferro e di rame nel 
comune detto delle Ferriere, al sud di Piacenza 



2Ó2 Ducati di Parma , < ce. 

presso le sorgenti della Nura-, 77 pozzi d'acqua sa- 
lata a Salso maggiore, al sud di S. Donnino ; alcune 
sorgenti di petrolio pure a Salso maggiore ed a 
Miauo al nord di Fornovo; sorgenti di acque sulfuree 
bituminose, salubri specialmente per le malattie 
cutanee, a Lusignano dei bagni sulla destra del Par- 
ma, e a Porta presso Tabiano, 4 miglia al sud di 
S. Donnino ; 4 e vi hanno pure terra creta, calce for- 
tissima, gesso, vitriolo e cristalli di rocca. 

Industria nazionale. Gli abitanti dei tre Ducati 
attendono principalmente all'agricoltura, alle vigne, 
alle frutta da giardino, ai bachi da seta, alle pecore 
ed al bestiame bovino. In quanto alle manifatture 
(oltre i mestieri comuni ad ogni colta popolazione) 
visi lavora la seta, si fanno con essa calze, nastri 
ed alcune stoffe pe 1 nazionali, si tessono tele, frusta- 
gni, evi sono fabbriche di cappelli, oreficerie, car- 
tiere, fonderie di caratteri da stampa, e tipografie 
che lavorano anche per l'estero. La seta e la lana sono 
però i più importanti articoli di esportazione. 

Abitanti. Gli abitanti dei tre Ducati son ora tutti 
italiani abbenchè di varia origine come i Lombardi, 
e parlano un proprio dialetto italiano. 

Religione. Il culto cattolico è dominante nei tre 
Ducati, che hanno quattro Vescovati, cioè quelli di 
Parma, di Piacenza e di S. Donnino, e quello di 
Guastalla, statovi istituito da Maria Luigia nel 1828. 
Vi sono, tollerati i Protestanti, ed anche gli Ebrei 
che vi hanno otto Sinagoghe. 

Strade. Attraversa i Ducati di Piacenza e Parma 
la principale strada d'Italia, cioè quella a cui fanno 
capo a Piacenza le grandi strade procedenti da 
Torino e da Milano , e tutte le grandi strade del 
territorio Veneto ; la quale per S. Donnino e Parma 
va a Reggio, a Modena, a Bologna e in tutta V Italia 
media e meridionale. Havvi in oltre una buona strada 
di montagna che da Parma mette alle sorgenti della 
Magra, a Pontremoli e a Sarzana sul Mediterraneo, 



Ducati di Parma, ecc. 2Ó3 

passando per Colecchio, Fornovo, Castello, Cassio, 
Berceto, e quindi, fra i monti Lusina e Valoria appar- 
tenenti alla cresta dell' Appennino, a Pontremoli, ecc. 
La strada che da Piacenza mette a Parma, Reggio, 
Modena, Bologna e Rimini fu dai Romani detta Emilia, 
perchè fatta costruire 200 anni circa avanti G. C. dal 
Console Emilio Lepido; se non che essendosi questa 
coli 1 andar del tempo guastata al di là di Bologna, 
e per ciò passando i viaggiatori da Bologna a Lucca , 
donde conduceva a Roma la Via Claudia, ne av- 
venne che abusivamente nei bassi tempi fu detta 
Via Claudia anche quella che conduce da Piacenza 
a Bologna , rimanendo il nome di Emilia alla strada 
ed anche al paese che si stende da Bologna a Rimini. 

Divisione territoriale. Questo Stato dividesi in 14 
Distretti, cinque dei quali costituiscono il Ducato 
di Piacenza, otto quello di Parma, ed uno quello di 
Guastalla. Ed in quanto all' amministrazione della 
giustizia, vi si contano 44 Preture, tre Tribunali 
di prima istanza {in Parma, Piacenza e Borgo Taro) 
e due Tribunali superiori, uao d'Appello ed uno 
Supremo, in Parma. I capoluoghi di distretto nel 
Piacentino sono: Castel S. Giovanni all'ovest di Pia- 
cenza, Piacenza, Monticelli d'Ongina all'est di Piacen- 
za, Fiorenzuola fra Piacenza e S. Donnino, e Bettola 
sulla Nura, al sud di Piacenza, nei monti. Quelli del 
Parmigiano sono: Parma, Borgo S. Donnino, Busseto 
al nord del precedente, Colorno al nord di Parma, 
Montechiarugolo al sud-est della stessa città, presso 
P Enza, e Langhirano, Borgo Taro e Bardi ne'monti, 
il primo presso la Parma, il secondo presso del Taro, 
ed il terzo presso del Ceno o Zeno. 

Topografia. Nel Parmigiano Parma , residenza 
della Sovrana e del Governo , è una città antichis- 
sima, nella quale si trovano circa 4om. abitanti , un 
Vescovo, un Tribunale di prima istanza, quello 
d'Appello ed il Supremo; una Università di circa 5oo 
studenti , una celebre accademia di belle arti con 



264 Ducati idi Parma, ecc. 

una pinacoteca stata magnificamente restaurata daIN 
Duchessa Maria Luigia, nella quale si ammirano più 
capolavori di Antonio Allegri detto il Correggio, 
di Raffaello Sanzio da Urbino , di Francesco Maz- 
zuola detto il Parmigianino , del Francia , del Lan- 
franco, dei Caracci, ecc.; una sala di statue antiche 
trovate pel maggior numero a Velleja , ed anche 
moderne di Canova e d'altri insigni scultori; un 
museo di medaglie e di altre antichità specialmente 
Vellejati; una pubblica biblioteca di oltre 63m. volu- 
mi con molte edizioni delle più rare e più cji due 
mila e cinquecento codici biblici o di argomento bi- 
blico, quasi tutti in ebraico o in altre lingue orientali, 
e quasi tutti manoscritti, che appartennero al dottis- 
simo De Rossi; una tipografia Ducale (già Bodo- 
niana) famosa in tutta F Europa, la quale possiede 
le madri o forme di 594 diversi caratteri da stampa, 
spettanti alle varie lingue antiche e moderne che si 
conoscono; un orto botanico; due collegi di educa- 
zione pei maschi ; una scuola militare; quattro ospe- 
dali, due dei quali per gli ammalati ordinarj, uno per 
gF incurabili ed uno pei mentecatti; otto ospizj, cioè 
cinque per gli orfani, uno per gli esposti, uno pei figli 
abbandonati, con opportune scuole di mestieri, ed 
uno (detto della maternità) per le partorienti, con 
una scuola d'ostetricia: stabilimenti tutti ai quali la 
regnante Duchessa ha dato o F esistenza o ragguar- 
devolissimi miglioramenti. In quanto agli edificj poi, 
ha Parma tre ponti sul fiume del suo nome, una 
cattedrale stata rifabbricata nel secolo XI con archi- 
tettura tedesca, nella quale veggonsi i monumenti 
del Petrarca che vi fu Arcidiacono , del celebre 
Vescovo Turchi, del poeta Angelo Mazza, del Ro- 
doni, ecc., oltre più altri pregiati lavori di scultura, e 
si ammirano le più famose dipinture a buon fresco 
del Correggio; F antico battistero ottagono, situato 
a fianco della Cattedrale, edifizio del 1196 che è 
ricco di marmi veronesi, di mosaici e di preziose 



Ducati di Parma, ecc. 2Ò5 

colonne; la chiesa di S. Gio, Evangelista, e il già 
convento di S. Paolo , ove sono altre dipinture a 
fresco del Correggio e del Parmigianino ; la chiesa 
dell'Ordine Costantiniano di S. Giorgio, detta la 
Steccata , nella quale Maria Luigia fece fabbricare 
una maestosa camera mortuaria pei Principi; il pa- 
lazzo Farnese, il nuovo palazzo della Corte e il 
bel teatro nuovo di disegno di Nicolò Bettoli, che 
sono fra loro attigui, nel primo dei quali si ammira 
un grandiosissimo anfiteatro coperto, capace per ben 
novemila spettatori, che fu eretto sul disegno di Gio. 
Battista Aleotti dal Duca Ranuccio I nel 1618, e che, 
quantunque ora sia fuori d'uso, è pur sempre nel 
suo genere un'opera quasi unica; 1! ameno e vastis- 
simo giardino Ducale che sta in poca distanza dalla 
Corte, nel casino del quale si veggono belle dipin- 
ture a fresco di Agostino Caracci, del Baglioni e 
del Cignani; il pubblico passeggio assai ridente ed 
esteso; una piccola cittadella detta il Castello, opera 
del secolo XVI; e i palazzi del Comune, dei Tribunali, 
dell' Università e del Collegio pei Nobili detto di S. 
Caterina, per non parlare de'palazzi privati Sanvitali, 
Poldi, Pettorelli, Pallavicini, ecc., i quali contengono 
anche preziose quadrerie ed altre collezioni di ra- 
rità. — Borgo S. Donnino (già Fidentia) sullo Stirone, 
patria dell'ab. Zani, autore dell' Enciclopedia delle arti, 
è una piccola città vescovile e capoluogo di distretto, 
che ha 6m. abitanti, una bella cattedrale, un ospitale 
per gì' infermi , una casa di ricovero per tutti i po- 
veri dello Stato, e in vicinanza alcune rovine che 
credonsi avanzi dell 1 antica città detta Giulia CrisopolL 
— Busseto, patria del dottissimo storico Ireneo Affò 
e capoluogo assai popoloso, provveduto di un pub- 
blico ospitale, fu già capitale del grande feudo e mar- 
chesato chiamato Stato Pallavicino (perchè spettante 
all'antichissima famiglia di tal nome) il quale com- 
prendeva 44 Comuni lungo la destra del Po da Monti- 
celli lino a Gibello, e nell'interno del paese fino a 



a06 Ducati di Parma, ecc. 

S. Donnino inclusivamente. I Pallavicini quivi alloggia- 
rono nel 1643 l'Imperatore Carlo V , che allora elevò 
Busseto alla dignità di città, ma essi nel i58o ven- 
dettero S. Donnino ai Farnesi, nel 1620 cedettero 
loro anche Cortemaggiore, e quindi in seguito per 
diverse altre vicende perdettero a poco a poco ogni 
diritto feudale sulP antico loro Stato. — Gihello o 
Zibello sul Po e Castel Guelfo sulla strada di Parma 
sono castelli stati eretti nel principio del secolo XIII , 
allorché i partiti Ghibellino e Guelfo straziavano le 
popolazioni di ciascuno Stato d'Italia. — Colorno , 
sulla Parma, otto miglia al nord della capitale, è 
capoluogo di distretto, con ttn ospitale ed una pub- 
blica biblioteca, nel quale ritrovasi V antica villa 
Ducale stata edificata dai Farnesi , che ha bellissimi 
arazzi, una bella chiesa con un organo stupendo, 
ed un parco assai vasto. — Montechiarugolo , otto 
miglia al sud-est di Parma, presso l'Enza, dirimpetto 
a Montecchio, fu già castello e feudo Sovrano dei 
Sanvitali, e dal 1415 al 16 12 di quel ramo della fa- 
miglia Torelli che poi passò in Polonia, ove, tradotto 
il proprio nome in polacco e acquistata la Signoria 
di Poniatow, si chiamò Cioleck Poniatowski, e diede a 
quel Regno elettivo nel 1764 l'ultimo Re Stanislao II. 
— Sala (sulla sinistra della Baganza, 7 miglia al 
sud-ovest di Parma, e al sud di Colecchio ) è un 
villaggio presso del quale fu dà Maria Luigia edifi- 
cata un altra villa Ducale detta Casino dei Boschi. — 
Bórgo Taro ha un Tribunale di prima istanza, un 
ospitale e una pubblica biblioteca. — Bardi , antica 
fortezza nella quale si custodiscono i prigionieri di 
Stato, fu già capitale di un Principato della famiglia 
Landi, ed ora è capoluogo di Distretto. 

Nel Piacentino Piacenza, cosi detta dall'amena 
sua situazione , fu città romana delle più cospicue ; 
ma le replicate devastazioni a cui fu soggetta fecero 
sì che ora non le resta alcun proprio antico monu- 
mento. Essa è vasta assai più di Parma e ricchissima 



Ducati di Parma, ecc. 267 

di belle strade, di palazzi e di belle abitazioni, 
cosicché in vece di 3om. abitanti, che ha, ne potrebbe 
contener icom. Conta fra i principali suoi edifizj 
una buona cittadella, un palazzo Ducale immenso 
ed altissimo, ma non compito, detto pure la Citta- 
della perchè convertito ad uso di caserma militare, 
il quale fu edificato con disegni, per quanto eredesi, 
del Vignola da Margherita d'Austria, moglie del 
Duca Ottavio Farnese; un maestoso palazzo del Co- 
mune, stato eretto nel 1281 , davanti al quale sta 
la maggior piazza con due statue equestri 'Colossali 
in bronzo, fuse da Francesco Blocchi nel 1620 e 
1624, che rappresentano i Duchi Alessandra e Ra- 
nuccio 1, padre e figlio Farnesi; una maestosa cat- 
tedrale con dipinture a fresco del Guercino e di 
Lodovico Caracci; la chiesa di S. Giovanni in Canale 
con quadri del Laudi e del Camuccini, e molte altre 
grandiose e ricche chiese; un grande ospitale; un 
bel teatro, e più palazzi privati, ragguardevoli per 
architettura e per le preziose quadrerie e collezioni 
di rarità che contengono: ed in quanto a stabilimenti, 
ha un Vescovato, un Tribunale di prima istanza, un 
liceo, una pubblica biblioteca, un collegio istituito 
dal celebre Cardinale Alberoni e diretto dai Religiosi 
Blissionarj, che si trova fuori della città, nel quale i 
giovani ecclesiastici vengono gratuitamente mante- 
nuti ed istruiti negli studj filosofici e teologici; un or- 
fanotrofio ed altre pie istituzioni. Il traffico vi è piut- 
tosto vivo, e vi sono alcune manifatture specialmente 
di seterie. — Castel S. Giovanni e Borgonuovo, all'ovest 
di Piacenza, sono borghi ragguardevoli, e il primo ca- 
poluogo di distretto, che hanno ciascuno un ospitale. — 
Campremoldo di sopra ( già Campomorto ) 7 miglia 
al sud-ovest di Piacenza fra il Tidone e la Trebbia, 
è il luogo dove Annibale sconfisse il Console Romano 
Sempronio nell'anno 218 avanti G. C. — Fra Im- 
gagnano e Bettola, nella valle del Chero io miglia 
al sud di Piacenza , ritrovansi le rovine dell' antica 



2Ó8 Dogati di Parma, ecc. 

Velleja , la quale ( probabilmente dopo il terzo 
secolo cristiano) fu sepolta, in modo da non più 
sapersi poi dove fosse, da uno straordinario improv- 
viso scoscendimento di quelle montagne, provenuto 
non si sa se da un terremoto o da una eruzione 
vulcanica. Ivi a caso nel 1747 fu dissotterrata una 
tavola di bronzo, sulla quale è incisa una disposi- 
zione dell'Imperatore Trajano in favore di 279 
fanciulli e fanciulle da alimentarsi a sue spese, e 
da questa scoperta essendosi argomentato che in quei 
dintorni dovea trovarsi Velleja, furono ordinati gli 
escavamenti per rinvenirla, e, a malgrado delle diffi- 
coltà del terreno, si lavorò dal 1760 in poi con tale 
diligenza, che la detta città fu quasi interamente 
diseppellita e vi si rinvennero statue, busti, monete, 
mosaici e molte antiche preziosissime suppellettili 
che ammiransi nel museo di Parma. — Fiorenzuola 
{Fedendola) patria del Cardinale Alberoni , Castel 
Arquato , Corte Maggiore e Monticelli d Ongina , si- 
tuato presso il Po , sono borghi ragguardevoli del 
Piacentino, provveduti ciascuno di un ospitale. 

Nel Guastallese Guastalla è una piccola città 
vescovile, che ha circa 7 mila abitanti, una pubblica 
biblioteca, una statua in bronzo, stata fusa dal celebre 
Leon Leoni Aretino, rappresentante Ferrante I Gon- 
zaga, tre ospitali, uno per gl'infermi, uno per gli 
esposti ed uno pe' miserabili, ed una celebre fabbrica 
di cappelli di trucioli. — Luzzara ha pure ospizj per 
gP infermi e gli orfani, ed un istituto fondato da un 
certo Platensfceiner, nel quale si raccolgono poveri 
d'ambo i sessi e si occupano a far tela e cappelli 
di trucioli. 

II Guastallese nel 1406 fu dal Duca di Milano 
Gio. Maria Visconti dato in feudo, col titolo di 5i- 
gnoria e Contea, a quegli stessi Torelli ai quali il 
Duca Filippo Maria nel i4i5 diede anche la Contea 
di Montechiarugolo. Dai Torelli la detta Signoria di 
Guastalla passò nel i539 (per un atto di vendita 



Ducati di Modena, ecc. 269 

della cel. Contessa Lodovica Torcila) a Don Ferrante 
Gonzaga, i cui discendenti nel 1621 ottennero dal- 
l'Imperatore Ferdinando II il titolo di Duchi-, ma 
finita nel 1745 la discendenza maschile di questa 
famiglia, il Ducato di Guastalla fu dall' Imperatrice 
Maria Teresa ricuperato come feudo dello Stato di 
Milano , e ceduto nel trattato di Aquisgrana del 
1748 al Duca di Parma e Piacenza. 

2. Ducati di Modena, Reggio, Mirandola e Massa 
col Principato di Carrara. 

Denominazione. Questo Stato vien denominato 
dalle sue principali città, e dicesi anche Estense, 
perchè proveniente nella sua massima parte dalla 
famiglia d'Este. 

Confini. Lo Stato Estense consiste i.° in un gran 
tratto di paese che senza interruzione si stende dal 
Po di Brescello e di Gualtieri, dal Guastallese e dai 
Distretti Mantovani di Suzzara, Gonzaga, Revere e 
Sermide fino a Massa di Carrara ed al Mediterraneo, 
comprendendo successivamente i Ducati di Mirandola, 
Modena e Reggio col Carpigiano, il Frignano, la 
Garfagnana , il Ducato di Massa e il Principato di 
Carrara; 2. in alcuni piccoli tratti di paese che 
si ritrovano nella Lunigiana. — La detta massima 
porzione del territorio Estense confina al nord col 
Po , col Ducato di Guastalla e colla Provincia Lom- 
bardo-Veneta di Mantova; all'est collo Stato della 
Chiesa; al sud col Gran Ducato di Toscana, col 
Ducato di Lucca e col Mediterraneo; ed all'ovest 
col Ducato di Parma, colla Lunigiana Toscana e col 
Ducato di Genova appartenente al Re di Sardegna. — 
I territorj Estensi nella Lunigiana (già Feudi Impe- 
riali di piccoli principi ) confinano generalmente 
colla Lunigiana Toscana, in mezzo della quale si 
ritrovano; alcuni di essi però confinano anche al 
nord col Parmigiano, all'est col Principato di Car- 
rara , e al sud col suddetto Ducato di Genova. 



270 Duciti di Modf,n\, ecc. 

Estensione e popolazione. Vieri data allo Stato 
Estense la complessiva superficie di i536 miglia 
geografiche italiane quadrate, e la popolazione di 
circa 400 mila abitanti. 

Acque. Oltre il mare Mediterraneo , bagnano lo 
Stato Estense i seguenti fiumi : 

i.° Il Po da Brescello a Gualtieri; 

2. L 1 Enza influente nel Po tra il Parmigiano 
e il Reggiano V. a e. 259 ; 

3.° Il Cròstolo , che scende dagli Appennini 18 
miglia circa al sud di Reggio, e dopo S. Vittoria 
entra nel Guastallese V. a e. 269 ; 

4. La Secchia, che nasce pure negli Appennini 
non lungi dal Cerreto dell'Alpe, 28 miglia circa al 
sud di Reggio, divide dal Modenese il Reggiano e il 
Carpigiano, passando presso Sassuolo, Rubiera, Carpi 
e Concordia, e al nord di questa entra nel Regno 
Lombardo-Veneto per gettarsi in Po fra S. Benedetto 
e Quingentole -, 

5.° Il Panaro , che scende dagli Appennini si- 
tuati tra Fanano e la Toscana, è ingrossato dalla 
Scultena proveniente dal Frignano , passa 4 miglia 
ali'est di Modena, servendo di confine tra il Mode- 
nese e il Bolognese dai dintorni di Vignola fino a 
Finale , dopo la quale città entra nel Ferrarese per 
gettarsi nel Po al nord di Bondeno ; 

6.° Il Serchio , che bagna la Valle Garfagnana, 
donde passa nel Lucchese per gettarsi nel Mediterraneo; 

7. Il Frigido, che bagna il territorio di Massa 
e sbocca nel Mediterraneo ; 

8.° Il Canone, che bagna Carrara e sbocca nel 
Mediterraneo. 

Costituzione fisica. Lo Stato Estense è in gran 
parte montuoso , poiché in esso è compresa una 
considerevole porzione degli Appennini, i quali quivi 
dividono V antica Lombardia dalla Toscana, dalla 
Garfagnana e dalla Lunigiana, e formano al sud-est 
alcune delle più alte loro vette, qual è quella del 



Ducati di Modena, ecc. 271 

Cimone, all'ovest di Fanano, che sta 2000 metri 
circa sul livello marino. I detti monti sono in gran 
parte calcari : in agosto rimangono affatto senza 
neve , ad eccezione di qualche angusto burrone 
ben difeso dal sole; e nelle cime più alte non pro- 
ducono che erbe alpine. La parte piana dello Stato 
si stende dai dintorni di Reggio e di Modena fino 
verso il Po, e viene in gran parte irrigata. — Il 
clima vi è temperato e salubre. — Il suolo è ge- 
neralmente fertile, ma lo è assai più la pianura 
orientale che V occidentale ; poiché quella è fecon- 
data dalle acque del Panaro che discendono da una 
regione ricca di terra vegetabile e ben coltivata, 
mentre questa è irrigata dalla Secchia, che proviene 
da dirupi sterili ed arenosi. 

Produzioni del paese. La parte piana dello Stato 
Estense ha in abbondanza frumento , grano turco , 
riso , legumi , gelsi , vino pregiato , canapa , frutti 
da giardino ed erba, non mancandovi prati anche 
artificiali; e la parte montuosa ha pascoli sulle vette 
più alte, e di mano in mano che si viene al basso 
ricche selve di foggi, di abeti, dicerri, di querce, 
di castagni, di noci e d'altri alberi comuni all'Ita- 
lia; boscaglie, prati, vigne ed anche campi uber- 
tosi nelle vallate e specialmente nel Frignano ; ed 
oliveti , agrumi e piante gentili verso il Mediterra- 
neo. — In quanto al regno animale, ha bachi da 
seta, bestie bovine, pecore e majali in abbondanza; 
pesci eccellenti ed anche lontre ne' suoi fiumi; lupi, 
volpi, tassi, martori, faine, scojattoli, donnole e lepri 
ne' monti; e volatili domestici e salvatici, fra i quali 
ultimi anche aquile , gufi e sparvieri negli Appen- 
nini. — In quanto a' minerali , ha presso Carrara 
cave inesauste di marmo bianco finissimo, che som- 
ministra a tutti gli scultori d'Europa, ed anche 
bellissimi cristalli di rocca ; nella Garfagnana marmi 
a macchie diverse, vaghi stalattiti nelle grotte che 
vi si trovano, gesso ed una piccola miniera di ferro a 



272 Ducati di Modena, ecc. 

Fabbriche; presso Castellarano ( i3 miglia al sud- 
ovest di Modena ) una piccola miniera di rame ; 
presso Scandiano manganese, zolfo, agate variegate 
ed anche avanzi di produzioni marine, cioè chioc- 
ciole ed altri testacei di mare, e a Querzola più pozze 
fangose, dette volgarmente Salse, dalle quali esala 
continuamente un gas infiammabile ; presso Vignola e 
Bismantova ricche cave di gesso; a Monte Corone (8 
miglia al sud di Vignola) agate di color di latte ser- 
peggiate e variate di una durezza poco minore delle 
orientali, e maggiore di quelle di Boemia e di Sasso- 
nia; a Montegibbio (3 miglia al sud di Sassuolo ) sul 
fianco di un colle che ha sulla cima una pozza fangosa 
o Salsa del diametro di circa un terzo di metro , la 
quale spesso gorgoglia esalando aria infiammabile , 
più pozzi di petrolio di vario colore; qua e là negli 
Appennini amianto, talco, agate, calcedonie, brecce 
o quarzi conglomerati, legni impietriti, carbon fos- 
sile, torba e terra alcalina; e finalmente sorgenti di 
acque minerali diverse , cioè termali a Quara ( già 
Balneum Aquarium), a5 miglia al sud di Reggio, 
e a Torrite presso Gastelnuovo di Garfagnana, ove 
già scava vasi anche zolfo e ferro; marziali perfette a 
Carpineti; acidule e saluberrime a Brandola, 22 mi- 
glia al sud di Modena; salubri egualmente e legge- 
rissime a Spilamberto, 8 miglia al sud-est di Modena; 
ed amare e salse a Scandiano. Il purgante detto Sale 
di Modena, che è un solfato doppio di soda e di 
magnesia, si estraeva col mezzo della evaporazione 
dair acqua di una fontana che si trova presso Modena 
prima che la chimica insegnasse il modo di com- 
porlo artificialmente. Ne può tacersi in quanto all'acqua 
comune, che nel suolo di Modena scavando un pozzo 
s'incontrano alla profondità di circa tre metri e mezzo 
il pavimento dell 1 antica città, quindi un sedimento di 
ghiaja e di altre materie fluviali , e da ultimo , alla 
profondità di circa 20 metri dal pavimento attuale 
della città, uno strato argilloso della grossezza di 



Ducati di Modena j ecc. 273 

circa un metro e mezzo, nel quale facendosi con una 
trivella un pertugio, ne sgorga con impeto un'acqua 
pura ed ottima, che riempiendo il pozzo ribocca e 
scorre sulla superficie del terreno, formando una 
sorgente perenne. Simili pozzi trivellati, antichissimi 
in Modena, essendo 9tati scavati anche nell 1 Artois 
o Artesia, furono dai Francesi denominati Artesiani. 

Industria nazionale. Gli Estensi sono molto industri 
agricoltori, si occupano assai nel fare e lavorar la 
seta, ed hanno anche, oltre i mestieri comuni a tutte 
le colte nazioni, alcune fabbriche di panni ordinarj , 
di tele di canapa, di veli, fettucce *e zendaline di 
seta, di cappelli di trucioli, di majoliche e di vetri, 
ed alcune conce di pelli. 

Abitanti. Gli Estensi appartennero alla Gallia Ci- 
salpina , ali 1 antico Impero Romano ed ai Regni 
italici de' Goti e de' Longobardi ; quindi anch' essi , 
come il resto de' Lombardi, sono Italiani discendenti 
da diversi popoli anche stranieri all'Italia, e parlano 
tutti un dialetto italiano. 

Religione. Dominante negli Stati Estensi è la re- 
ligione cattolica romana, e vi esercitano la spirituale 
giurisdizione i Vescovi di Modena, Reggio, Carpi e 
Massa di Carrara. Vi sono tollerati anche gli Ebrei, 
che vi si trovano nel numero di circa 6m., ma loro 
è vietato l'acquisto di stabili possedimenti; e vi sono 
tollerate anche parecchie famiglie di Protestanti. 

Strade. Passa per Reggio e Modena la via Emilia 
procedente da Piacenza ( V. a carta 261) che va 
a Bologna ecc., e vi sono in oltre due altre strade 
ragguardevoli attraverso agli Appennini, Tuna delle 
quali da Reggio o da Modena va per Sassuolo, 
Castellarano , Carpineti , Castelnuovo ne' monti e 
Cerreto dell'Alpe a Fivizzano, a Sarzana ed alla 
Spezia sul Mediterraneo; e l'altra, assai più grandiosa 
e dall'Alfieri detta poetica, fatta costruire dal Duca 
Francesco III verso il 1760, che va da Modena per 
Monterdone, Bastiglia, Paullo , Monte Cucolo , Monte 
£lcm. di Gcogr, Fan, L l3 



274 Ducati di Modena, ecc. 

Cenere e Barigazzo a Pieve di Pelago; donde a destra 
pel Monte S. Pellegrino discende a Castiglione e a 
Castelnuovo di Garfagnana., e a sinistra va per Fiu* 
inalbo a S. Marcello e a Pistoja in Toscana. Alcuni 
dotti pensano che Annibale nel recarsi dalla Trebbia 
al Trasimeno passasse in queste parti gli Appennini. 
Divisione territoriale. Lo Stato Estense dividesi 
in 5 Provincie e 62 Comunità ( cioè Distretti ) come 
nella seguente tabella, nella quale è indicata la po- 
polazione qual era nel 1829. 



Provincie. 


Comunità. 


Abitanti. 


Capoluoghi. 


1 Modena. ...... 

2 Reggio 

3 Garfagnana .... 

4 Lunigiana 

5 Massa e Carrara. 


22 
i3 
i5 
io 

2 


2a32i3 
152029 

27710 
20896 
26000 


Modena. 

Reggio, 

Castelnuovo, 

Fosdinovo. 

Massa. 


62 


449848 



La Provincia di Lunigiana è affidata a un Delegato 
di Governo, le altre ad un Governatore; ma è da 
notarsi che lo Stato di Massa viene tuttavia gover- 
nato ed amministrato separatamente. 

Topografia. Modena, colonia degli antichi Promani 
che qui combatterono per più anni contro i Liguri 
e quindi fra loro medesimi al tempo delle guerre 
civili , dopo la caduta dell'Impero Romano fece 
parte di quell'infelice Regno d'Italia che fu succes- 
sivamente in potere degli Eruli, dei Goti, dei Lon- 
gobardi, e da ultimo dei Re Francesi e Germanici; 
verso il noe, allorché la dignità di Re d'Italia fu 
ridotta pressoché ad un semplice titolo, fu posseduta 



Ducati di Modena, ecc. 27 5 

dalla celebre Contessa Metilde , che dominava gran 
parte dell'Italia superiore e media; e nel 1288 da 
Obizzo da Este, da cui discende per parte della 
madre il regnante Duca Francesco IV. Or essa è città 
ben fabbricata, ma senza fortificazioni, situata al 
grado 44, 38', 52" di lat. bor. , grado 1, 44' 
all'est dall'osservatorio di Milano, e 44 metri sul 
livello marino, la quale ha circa 25m. abitanti, ed 
è divenuta capitale e residenza dei Sovrani Estensi 
dopo che questi cessarono nel 1698 di posseder Fer- 
rara, nella quale dominavano fino dal 1208. Questa 
città ha, in quanto agli edifizj, una Corte non termi- 
nata di disegno di Bartolomeo Avanzini romano , 
fatta fabbricare dal Duca Francesco I nel i635, 
che ha poche pari in Europa per magnificenza ar- 
chitettonica ; un vasto e bellissimo giardino Ducale; 
una cattedrale gotica, stata eretta al principio del 
secolo XII con una torre tutta di marmo, detta la 
Ghirlandino*, alta dal suolo 70 metri circa, nella 
quale vien custodita la secchia di legno che fu ca- 
gione della guerra civile fra i Modenesi e i Bolo- 
gnesi, stata cantata dal Tassoni nel suo poema eroi- 
comico intitolato Za Secchia rapita; più altre chiese 
ragguardevoli anche per le preziose dipinture e scul- 
ture che vi si trovano; un grandioso ospedale; un 
luogo pio detto Albergo delle Arti, nel quale si rac- 
colgono e si mantengono molti poveri, occupandoli 
in diversi lavori; un bel palazzo municipale con una 
saia, detta del Consiglio , dipinta a fresco dallo Sche- 
doni e dall'Abate; un teatro; un bel passeggio pub- 
blico sulle mura, ed un canale artefatto, pel quale 
si può navigare da Modena al Panaro, al Po ed 
air Adriatico. In quanto a stabilimenti poi , ha Mo- 
dena il suo Vescovo col proprio seminario, pubbliche 
scuole elementari pe due sessi, scuole ginnasiali 
affidate a' Gesuiti, un liceo, un collegio di educa- 
zione pei Nobili , diretto da Preti secolari ; una 
università con gabinetti assai ricchi, di tìsica, di 



276 Duca/ti di Modena, ecc. 

chimica e di storia naturale, nella quale gli studenti 
della facoltà legale sono divisi in quattro convitti , 
uno in Modena, uno in Reggio, uno alla Mirandola 
ed uno in Fanano; un orto botanico, un osservatorio 
astronomico provveduto di ottimi Strumenti di Amici, 
di Reichenbach e di Frauenhofer; una pubblica bi- 
blioteca situata nel palazzo Ducale di ben ioom. 
volumi con molti preziosi manoscritti, che fu già cu- 
stodita dai dottissimi bibliotecarj Muratori, Zaccaria 
e Tiraboschi ; un gabinetto numismatico che conta 
2Óm. medaglie, fra le quali una serie preziosissima 
di greche; due archivj di diplomi ed antichissimi co- 
dici, l'uno Ducale segreto, che è forse il più ricco 
ed il più interessante per la storia d'Italia di quanti 
se ne conoscono, ed uno proprio della cattedrale; 
una collezione di armi antiche curiosissime con bei 
lavori a cesello; una raccolta di sarcofagi, lapidi e 
marmi antichi trovati in tutto lo Stato Estense, che 
il Duca regnante ha fatto saggiamente collocare 
sotto i portici della cosi detta Casa della carità-, la 
celebre Società italiana delle Scienze; una R. Acca- 
demia di scienze, lettere ed arti; una R. Accademia 
di belle arti; una R. Accademia di filarmonici; pie Case 
per ben 120 orfani, per 20 orfane, per 100 povere 
zitelle, per 12 sordo-mute e pei cronici; un Gover- 
natore, un Supremo Consiglio di giustizia, un Tribu- 
nale, un Ufficio di conciliazione, un Comandante 
militare; e finalmente alcune fabbriche di pannilani, 
veli crespi, velluti e damaschi, ed un vivo traffico 
di grani, di bestiame, di vino, di acquavite, di 
aceto centenario, il più squisito d'Italia, di carni por- 
cine salate e in ispecie di zampetti assai pregiati, ecc. 
Modena è patria di molti uomini illustri, quali furono 
i poeti Molza, Tassoni, Testi e Cerretti, i dottissimi 
Sadoleto e Sigonio, il critico Castelvetro, l'anatomico 
Falloppio , T astronomo Montanari , il medico Zan- 
ichelli, i pittori Schedoni, Niccolò Abate, Cave-* 
doni ed Ascani, e sopra tutti il Principe Raimondo 



Ducati di Modena, ec£. H77 

Montecucpli , già supremo Comandante degli eser-» 
citi Cesarei, che fu combattendo un degno compe- 
titore del francese Maresciallo Turena, e scrivendo 
un esimio maestro di cose militari. 

Nella parte del Modenese che sta al nord della 
via Emilia Carpi è una piccola, ma bella città vesco- 
vile che ha 3m. abitanti, buone mura, una bella cat- 
tedrale di disegno di Bramante Lazzeri , una maestosa 
chiesa dedicata a S. Niccolò, un Ufficio di concilia- 
zione, un Comandante militare, un Seminario ve- 
scovile con iscuole anche pubbliche dalle materie 
grammaticali fino alle teologiche, una casa d'educa- 
zione e più scuole di carità per le fanciulle, ed un 
castello o palazzo principesco, nel quale risedette 
la famiglia Pio, che tenne il principato del Carpigiano 
dal i3i8 al i53o. Carpi è patria di Jacopo Beren- 
gario, grande anatomico ed il primo che introdusse 
nella medicina le unzioni mercuriali , come pure di 
Niccolò Biondi, che inventò l'arte di fabbricare i 
cappelli di trucioli, che in Carpi si fanno in grande 
quantità e si spediscono anche in Inghilterra ; di 
Galasso Alghisi architetto militare assai distinto, e 
di più altri valenti personaggi. — Sorbara, all'est di 
Carpi, è un borgo una volta castello, presso del 
quale la Contessa Metilde sconfisse nell'anno 1084 
T esercito dell'Imperatore Enrico IV. — Novi e Con- 
cordia sono due altri borghi popolosi con ubertosi 
territorj. — Murandola è una città di circa 2m. abi- 
tanti , fortificata all'antica e ben fabbricata, nella 
quale stanno un Ufficio di conciliazione ^ un Coman- 
dante militare ed un convitto per gli studenti, di 
giurisprudenza, e sono osservabili il duomo, il Gesù, 
gli ospitali e i maestosi avanzi del vetusto palazzo 
e castello della famiglia Pico che tenne la sovranità 
del Mirandolano dal 1 333 al 171 1. La Mirandola e 
la famiglia Pico furono non poco illustrate dal famoso 
Giovanni Pico, morto nel 1494 di anni 3i , il quale 
a 18 anni sapeva 22 lingue, e a 24 anni conosceva 



278 Ducati di Modena, ecc. 

tutte le scienze. — 5. Felice è un grosso borgo con 
un Ufficio di conciliazione. — Finale è una piccola, 
ma bella città sul Panaro, di circa 5m. abitanti, nella 
quale fin dal 1424 fu fabbricata una cartiera, e ri- 
trovansi un Ufficio di conciliazione e un Seminario 
vescovile Modenese per gli studenti di gramatica, 
rettorica e filosofia. — Nonantola è un borgo murato 
che ha un'antichissima chiesa, una torre alta circa 33 
metri che vi fu eretta dai Bolognesi nel 1307, un se- 
minario per gli ecclesiastici stato fondato da S. Carlo 
Borromeo nel 1667, e più di 4m. abitanti. Quivi 
S. Anselmo, già Duca del Friuli e cognato di Astolfo 
Re de' Longobardi , fondò verso Tanno 753 un mo- 
nastero , al quale furono fatte dai re e dai principi 
tante donazioni, portanti giusta le leggi di allora un 
diritto di padronanza tanto sui terreni quanto an- 
che sulle persone addette alla coltivazione di essi, 
che quella Badia fu ben presto una delle più ricche 
del mondò e in situazione di cedere parte delle 
donazioni suddette anche ad alcune private famiglie, 
investendole con contratti di livelli perpetui della 
padronanza e signoria di una o più fra le terre e 
i villaggi che dipendevano dal monastero ; e così 
nacquero più piccoli principati, che prima in via di 
fatto ed in seguito anche coir assenso dei grandi 
monarchi figurarono nella storia come sovranità in- 
dipendenti. Nonantola col suo territorio forma anche 
al presente una separata diocesi Abaziale, la quale 
è affidata al Vescovo di Modena, ed ha l'Ufficio di 
conciliazione. 

Nel Modenese posto al sud della Via Emilia, Sas- 
suolo è un borgo popoloso che fu già della famiglia 
Dalla Rosa e poi dal i5oo al i5()<) di un ramo della 
famiglia Pio. Quivi sono un Ufficio di conciliazione 
ed un'antica rocca, la quale verso il 1750 fu dal 
Duca Francesco I ridotta a magnifica villa Ducale, 
ma ora essa appartiene ad un privato. — Spilamberto 
è un borgo amenissimo con una rocca stata edificata 



Ducati ni Modena. , ecc. 279 

nel 1210, un filatojo da seta il più antico dopo quelli 
di Bologna, una raffineria di polvere da schioppo ed 
un'acqua saluberrima. — Castclvctro è un altro borgo 
murato ed ameno, che insieme con Spilamberto fu 
dalla Badia di Nonantola dato in enfiteusi al Marchese 
Bonifacio, padre della Contessa Metilde, dalla quale 
passò quindi ai Pico, ai Beccafava , e da ultimo ai 
Rangoni che sono tuttavia feudatarj titolari dei detti 
due borghi. — Vignola, patria del sommo archi- 
tetto Jacopo Barozzi e del dottissimo Lodovico An- 
tonio Muratori, ha un Ufficio di conciliazione, un vec- 
chio castello ed un bel palazzo, disegnato, per quanto 
credesi, dal detto Barozzi.— -Guiglia, Panilo e Monte- 
Fiorino sono capoluoghi di comunità coi rispettivi 
Uffici di conciliazione. — Montecucolo , al sud di 
Paullo, è culla e feudo dell'antichissima, famiglia di 
tal nome, che in questi dintorni possedeva un tempo 
sessanta rocche o luoghi fortificati. — r j Montese , 
Panano e Sestola,, principali borghi del Frignano , 
così chiamato perchè anticamente abitato dai Liguri 
detti Friniati, hanno ciascuno l'Ufficio di conciliazione; 
il secondo, che sta ali 1 est del Monte Cimone, ha 
in oltre un convitto per gli studenti di giurispru- 
denza, belle chiese , belle abitazioni ed una gran 
piazza con una ricca fontana nel mezzo, e si gloria 
di essere stato patria di celebri letterati, fra" 1 quali 
Giulio Ottonelli , il grande anatomico Gecilio Fuoli 
e Odoardo Corsini filosofo, matematico ed eruditis- 
simo illustratore delle greche antichità; ed il terzo , 
cioè Sestola, è anche residenza di un Comandante 
militare, avendo una rocca antichissima situata sopra 
di un masso quasi inaccessibile. < — Barigazzo, all'ovest 
di Sestola, è una terra il cui suolo in più luoghi 
presenta il fenomeno di mandare quasi continuamente 
delle fiamme che divampano e salgono ordinaria- 
mente all'altezza di un mezzo metro e talvolta fino 
a 6 ed anche 9-, cessando questo fuoco, si può 
riaccenderlo appressando alla terra qualsiasi tenue 



280 Ducati di Modena , ecc. 

fiamma, ed arde più giorni , finche o un rovescio 
d'acqua o mancanza di nutrimento lo estingua, e 
credesi prodotto da un 1 aria infiammabile che in 
gran copia sgorga per le fenditure del suolo dall'in- 
terno del monte , nel quale verosimilmente va dis- 
solvendosi per mezzo dell 1 acqua una qualche miniera 
marziale. — Pieve Pelago e Fiumalbo sono grosse 
terre, poste alle falde occidentali del Cimone, sui 
confini del Lucchese e del Gran Ducato di Toscana, 
nella seconda delle quali sta un Ufficio di concilia- 
zione ed il Vescovo di Modena ha un Seminario 
anche pei teologi. 

Reggio, capitale del Ducato a cui dà il nome t 
seconda città dello Stato Estense , e residenza dei 
proprio Vescovo, è situata sul Crostolo, a metà strada 
per lo appunto fra Parma e Modena, ed è sopran- 
nominata la gentile, perchè ha strade vaghe ed 
aperte , che facilmente si dilavano quando si vuole 
con acque limpidissime, una bella cattedrale ricca di 
sculture, un tempio, detto della Madonna della Ghiaja, 
c\\ è magnifico per architettura e per ornamenti , 
un teatro e più altri nobili edifizj. Vi si trovano 
circa l'jnu abitanti , un Governatore, un Tribunale 
di giustizia, un Giusdicente, un Ufficio di concilia- 
zione, un Comandante militare, un convitto di stu- 
denti legali delF università di Modena, una scuola 
di belle arti, un museo di storia naturale lasciato 
in testamento a Reggio dal celebre Spallanzani, un 
" ^minano teologico, un collegio di Gesuiti, ai quali 

'ì affidate le scuole pubbliche fino al liceo incìusi- 

son v i j j. i ♦ 

nte, un convitto di educazione pure diretto dai 

^ . . un celebre ospedale pei mentecatti di tutto 

lo o UItI ' e gli ospedali per gli esposti, gl'infermi 

• ato ' \nti. L'industria commerciale vi mantiene 
ale men • ' tttire di stoffe di seta, e specialmente 
un ne , n ^ ani k ^ che vi ha luogo annualmente in 
ma ° e C r ^ l gt° r * a di aver veduti nascere fra 

gg lo « leggio s grandi uomini, quali furono i 

te sue mura molti * 



Ducati di Modena , ecc. 281 

sommi giureconsulti Guido Panciroli e il Cardinal 
Toschi, lo scultore Prospero Clemente, i grandi 
naturalisti Vallisnieri e Gio. Battista Venturi , i 
poeti Abate Salandri, Agostino e Giovanni Para- 
disi, Luigi Lamberti e ben anche il sommo Lodovico 
Ariosto, il quale per altro qui nacque a caso nel 
1474 da parenti ferraresi. Reggio fu città romana, 
chiamata Regium Lepidi probabilmente perchè re- 
staurata dal Console Emilio Lepido, autore della via 
Emilia che l'attraversa; fu più volte rovinata; obbedì 
agli Estensi dal 1289 al i3o6; dopo varie altre 
dominazioni era nel 1404 sotto quella dei Duchi di 
Milano allorché fu a questi usurpata, insieme con 
tutto il Parmigiano , dal loro Generale Ottobuono 
de' Terzi , al quale Luchino Visconti aveva data la 
Signoria di Brescello ; ed ucciso questo nel i4C9 t 
ritornò Reggio a far parte degli Stati Estensi , coi 
quali ebbe comuni le successive vicende. — 5. Mau- 
rizio, sulla via Emilia due miglia all'est di Reggio, 
è la terra in cui l'Ariosto solea villeggiare nella casa 
de" Maleguzzi; e Rubiera, sulla stessa via e sulla si- 
nistra della Secchia, è un borgo di circa 2m. abitanti 
con un Comandante militare ed un castello, che 
prima del 1433 fu della famiglia Rojardi, nel quale 
ora si trovano le principali prigioni dello Stato. 

Nel Reggiano posto al nord della via Emilia , 
Castelnuovo di sotto ha un Vicegerente di giustizia. — 
Brescello, sul Po, è ora un borgo aperto di appena 
3m. abitanti, con un Giusdicente; ma fu già colonia 
e città romana assai ragguardevole , nella quale 
si uccise P Imperatore Ottone V anno 69 di G. C. 
alla notizia che le sue truppe erano state vinte a 
Bebriacco da quelle di Vitellio, e risedettero più 
Vescovi, fra' quali S. Genesio. Essa fu interamente 
arsa e distrutta Y anno 6o3 , in seguito alle guerre 
fra i Longobardi e gli Esarchi di Ravenna. In questi 
dintorni furono perciò ritrovate molte antiche iscri- 
zioni e monete , e scavando il terreno , eh 1 è tutto 



& 



282 Ducati di Mopen\, ecc. 

sabbioso, si rinviene alla profondità di circa 4 braccia 
T antico lastricato della città. Brescello è patria del 
grande latinista e filosofo del secolo XVI Mario Niz- 
zoli. — 1 Gualtieri è una terra popolosa e benissimo 
fabbricata, con un Vicegerente di giustizia ed un 

territorio fertilissimo. Novellava , borgo di oltre 

4m. abitanti, con un Vicegerente di giustizia ed un 
antico palazzo principesco, è capoluogo di una Con- 
tea che rimase in potere dei Gonzaga dal 1371 , 
allorché questi dovettero cedere Reggio ai Visconti, 
fino al 1728, allorché si estinse la linea dei Gon- 
zaga, Conti di Novellara v e questo piccolo Stato 
fu dall' Imperatore accordato agli Estensi. — Correg- 
gio , patria delF incomparabile pittore Antonio Al- 
legri, è una piccola e bella città di circa 5m. abi- 
tanti con un antico vastissimo palazzo, nel quale 
risedettero i particolari Sovrani che presero il no- 
me di famiglia da questa città medesima, e che 
prima col titolo di Signori, poi con quello di Conti, 
e da ultimo con quello di Princìpi dominarono 
questa città con un territorio ora più ed ora meno 
esteso, dal secolo XII fino all'anno i633, nel quale 
essi furono dall' Imperatore dichiarati decaduti dal 
principato di Correggio, che passò due anni dopo 
agli Estensi. Quivi sono un Giusdicente ed un se- 
minario con iscuole comunali pubbliche, fino alla 
filosofìa inclusivamente, diretto da Preti secolari. 

Nel Reggiano al sud della Via Emilia Monteccliio , 
11 miglia all' ovest di Reggio , è un borgo insigne 
che nel i3o6 fu dato in feudo dai Visconti di Milano 
al loro Generale Conte Alberico Barbiano, e nel 1409 
dagli Estensi ad Attendolo Sforza da Cottignola , 
padre di Francesco Sforza, che fu poi Duca di Milano. 
Quivi nacque il celebre botanico Zanoni e risiede 
im Giusdicente. — S. Polo ha un Vicegerente di 
giustizia. 1 — Canossa, villaggio situato 12 miglia al 
sud-ovest di Reggio , fu già castello appartenente 
alla famiglia della Contessa Metilde, celeberrimo nella 



Ducati di Modena, ecc. 283 

storia, poiché quivi rimase tre anni assediata da 
Berengario II, Marchese d'Ivrea, pretendente, al 
trono d'Italia, la vedova di Lotario II, Re d'Italia, 
Adelaide , fino a che nel 962 venne il Ile di Ger- 
mania Ottone il Grande a liberarla e a sposarla, 
dichiarando che d' allora in poi la corona reale 
d' Italia sarebbe unita a quella di Germania , e qe^ 
derido ad Ottone, proprietario di Canossa, anche le 
Contee di Reggio e di Modena; e quivi in seguito 
nel 1077 la Contessa Metilde accolse V Imperatore 
Enrico IV e il Papa Gregorio VII, ch'erano fra loro 
nemicissimi, colla speranza di riconciliarli. — Scan- 
diano , residenza di un Giusdicente,, fu castello 
ragguardevole, che dopo il 1433 appartenne alla 
famiglia Bojardi , nel quale villeggiò il Petrarca, e 
nacquero il famoso poeta Matteo Bojardo e il grande 
naturalista Lazzaro Spallanzani. — Castellavano ha un 
Vicegerente di giustizia. — Marola, 1 5 miglia al sud 
di Reggio, ha un seminario vescovile di Reggio anche 
pei teologi. — Carpineti , borgo mercantile sulla 
strada delia Lunigiana, nel quale risiede un Giusdi- 
cente, fu già castello della Contessa Metilde, nel 
quale dimorò la moglie dell' Imperatore Enrico V, 
intanto che il marito recavasi a Roma. — Castelnuovo 
ne monti ha pure un Giusdicente. — Bismantova 
sta in vicinanza di una rupe ertissima , mentovata 
da Dante nel canto IV del Purgatorio, sulla quale 
stava un tempo una rocca fortissima. — -Mino zzo con 
un proprio Giusdicente, Cerreto dell] Alpe ed Ospe- 
daletto sono terre popolose situate presso la cresta 
dell'Appennino, sui confini del Lucchese, della Gar- 
fagnana e della Lunigiana. 

Nella Qarfagnana il capoluogo è Castelnuovo , 
borgo murato, che ha un'antica rocca, una bella 
piazza con una ricca fontana nel mezzo, belle chiese? 
case decenti, un seminario vescovile di Massa, pub- 
bliche scuole di elementi, gramatica e filosofia y un 
Giusdicente, un Comandante militare e circa 4-m. 



284 Ducuti di Modena, ecc. 

abitanti. — Monlalfonso in vicinanza di Castelnuovo 
e una fortezza che fu eretta dal Duca Alfonso II. — 
Trassilico e Carnporgiano sono terre che hanno pure 
un Giusdicente ciascuna. — Questa valle, già detta 
Cafarnanno e Caferonia dal nome della Dea Feronia, 
che quivi ebbe antichissimamente un tempio famoso, 
è formata dagli Appennini al nord-est e dai monti 
detti delle Panie al sud-ovest, non è aperta che al 
sud-est verso il Lucchese, ed è percorsa dal Serchio. 
Ha un clima dolcissimo, un suolo fertile , un aspetto 
molto ameno e circa 3om. abitanti, che si gloriano 
di avere avuto per Governatori nel i523 il sommo 
poeta Lodovico Ariosto, e nel 1641 l'insigne poeta 
modenese Fulvio Testi. 

Nella Lunigiana ( provincia così chiamata da Luni 
o Luna, città antichissima dell' Etruria e poi della 
Liguria , che sorgeva al sud di Fosdinovo non lungi 
dal mare e dalla foce della Magra , e che dopo un 
orrendo sacco datole dai Saraceni nel 1016 andò 
in totale deperimento ) ha il Duca di Modena più 
ragguardevoli terre, fra le quali sono da notarsi 
Fosdinovo residenza del Delegato di Governo e di 
un Giusdicente, ed Àulla, Tr esana e Luciana, che 
hanno pure i loro Giudici. 

Nel Ducato di Massa (paese esso pure spettante 
nei tempi più antichi alla città di Luni, e dopo il 
secolo XI alle potenti famiglio de' Fieschi , de' Ma- 
laspina e dei Cibo, dai quali ultimi passò nel 1741 
agli Estensi) la città di Massa di Carrara o Massa 
Ducale, così detta per distinguerla dalle altre città 
italiane chiamate Massa, è ben fabbricata , tu parte 
nel piano ed in parte sul monte , è munita di un 
forte , ed ha un bel palazzo ducale , una piccola 
cattedrale col proprio vescovo di recente istituzione, 
un Governatore, Tribunali di prima istanza, d'Ap- 
pello e Supremo , un Comandante militare , un col- 
legio di Barnabiti con iscuole pubbliche di elementi, 
gramatica e filosofia, un seminario teologico, una 



Ducati di Modena, ecc. 285 

pubblica biblioteca stata fondata da un Cardinale 
Cibo, un'accademia letteraria, un R. Ducal teatro, 
uno spedale, 5m. abitanti, ed in vicinanza alcune 
belle conce di pelli ed alcune cave di marmo sta- 
tuario. — Carrara, sul fiume Carione, città di 6m. 
abitanti ed assai ben fabbricata, ha un palazzo du- 
cale ben situato, due piazze con fontane, un Tri- 
bunale di prima istanza, un Comandante militare, 
scuole comunali dagli elementi fino alla teologia in- 
clusivamente , una R. Accademia di belle arti cori 
iscuole di scultura, disegno, architettura, ornato ed 
anatomia, le quali posseggono modelli pregiatissimi 
di tali arti, alcune seghe di marmi mosse dalF ac- 
qua, e in vicinanza le celebri cave di marmo bianco 
che forniscono anche bellissimi cristalli di rocca. — 
Lavenza, al sud di Carrara (già Aventia, situata sulla 
strada anticamente detta Aurelia, che univa la To- 
scana alla Liguria e che fu recentemente ricostrutta 
fino a Genova) è una villa di circa 1000 abitanti con 
un castello di forma triangolare che ha una torre 
rotonda in ciascun angolo, e che fu fabbricato nel 
i320 dal famoso Castruccio Castracane, Signore di 
Lucca , il quale aveva estesa anche in queste parti 
là sua dominazione. 

3.° Gran Ducato di Toscana. 

Consistenza. Il territorio del Gran Ducato di To- 
scana consiste i.° nella Toscana propriamente detta , 
che ne costituisce la massima porzione ; 2. in più 
isole adjacenti alla medesima; 3.° in alcuni piccoli 
territorj isolati che il Gran Duca possiede all'ovest 
del Ducato di Lucca. 

Confini. La Toscana propriamente detta confina al 
nord col Modenese e collo Stato Pontificio, all'ovest 
con questo medesimo Stato , al sud col mar Tir- 
reno o Toscano , che fa parte del Mediterraneo , e 
all'ovest con questo mare medesimo e col Ducato di 



286 Gran Ducato di Toscana. 

Lucca. — Le principali ira le isole Toscane sono fi 
cioè Gorgona , Capraja , Elba , Pianosa , Monte Cri- 
sto ì Giglio e Giannutri, le quali tutte stanno con 
altre minori isolette o scogli nel mar Tirreno. — I 
territorj staccati sono cinque , cioè quello di Barga 
o della Garfagnana Toscana e quello di Pietrasanta 
e Seravezza , i quali confinano amendue al nord ed 
in parte ali 1 ovest collo Stato Estense, e da tutte 
le altre parti col Ducato di Lucca ; e quelli di Fi- 
vizzano , Albiano e Pontremoli , che costituiscono la 
Lunigiana Toscana, e confinano: il i.° (di Fiviz- 
zano ) al nord col Parmigiano e colPAlpe di Succiso , 
ali 1 est col territorio Lucchese di Minuciano , e da 
tutte le altre parti colla Lunigiana Estense ; il 2. 
( d'Albiano ) situato presso al confluente del fiume 
Vara nella Magra, confina colla Lunigiana Estense al 
nord , e da tutte le altre parti cogli Stati Sardi; il 
3.° ( di Pontremoli ) confina al nord e in piccola 
parte all'est col Parmigiano, nella maggior parte 
dell'est e del sud colla Lunigiana Estense, ed all'ovest 
e in parte al sud cogli Stati Sardi. 

Denominazione. Il paese che si stende dalla Magra 
al Tevere e dagli Appennini al Mediterraneo , nei 
tempi più antichi che si conoscano fu abitato dagli 
Etruschi, padroni allora di quasi tutta l'Italia, i quali 
dai Greci furono detti anche Tirreni o Raseni, e 
dai Romani anche Tusci o Toscani. Da ciò esso 
ebbe alla prima le denominazioni di Etruria e Tir- 
renia, e da ultimo quelle di Tuscia e Toscana. 

Storia. I Romani conquistarono P Etruria 280 anni 
avanti G. C. e ne rimasero padroni fin presso alla 
fine del quinto secolo cristiano. Siccome però quella 
porzione di essa che stava sulla destra del basso 
Tevere fu incorporata col territorio della città di 
Roma, e quella che stava fra il Serchio e la Magra 
fu in diverse circostanze aggregata alla Liguria e 
considerata come parte di essa ; così il paese deno- 
minato Etruria o Tuscia al tempo dei Romani a 



Gran Ducato di Toscana. 287 

poco a poco riuscì meno esteso dell 1 Etruria antica, 
cioè corrispondente a un di presso agli attuali ter- 
ritorj di Siena , Pisa , Firenze e Lucca , che costi- 
tuiscono la Toscana moderna. Caduta la potenza di 
Roma, I 1 Etruria Tiberina partecipò alle 'vicende del 
territorio romano, e dopo essere stata divisa e si- 
gnoreggiata da varj , e ultimamente dai Farnesi 
Duchi di Castro, fu riunita nel 1783 , entrando tutta 
a far parte dell' attuale Stato Pontificio. 1/ Etruria 
Ligure rimase dipendente dalla città di Luni, fu 
chiamata in gran parte Lunigiana, e dopo il secolo 
undecimo fu divisa in più Sovranità subordinate agli 
Imperatori e chiamate per ciò Feudi Imperiali, le 
quali fino al 1796 appartennero in parte agli Stati 
limitrofi di Genova, Modena, Lucca e Toscana, 
ed in parte alle private famiglie de' Fieschi, dei 
Cibo, dei Doria , dei Malaspina e d'altri. L' Etruria 
centrale poi (cioè Fattuale Toscana compreso il 
Lucchese) ebbe alla tes£a del proprio governo un 
Prefetto al tempo dei Goti; dei Duchi al tempo 
dei Longobardi^ cioè dal 568 al 774; dei Conti al 
tempo dei Franchi; e dall' 828 fin verso il 1200 
dei Marchesi, che talvolta s'intitolarono anche 
Duchi. In seguito si divise in più repubbliche (fra 
le quali primeggiarono quelle di Fiorenza , di Pisa 
e di Siena), "e si governò quasi sempre ad arbitrio 
delle varie fazioni che straziarono V Italia dal secolo 
XII al XVI, finché essendo stato dall'Imperatore 
Carlo V creato Duca di Firenze nel i53o Alessandro 
de' Medici, e Cosimo I di lui successore avendo 
ottenuto dal Pxe di Spagna Filippo II nel i557 quasi 
tutto il Senese, e da Papa Pio IV nel 1569 il titolo di 
Gran Duca di Toscana, questa bella parte d'Italia 
(ad eccezione del Lucchese, che conservò e conserva 
tuttavia un suo proprio governo ) divenne sovranità 
ereditaria della famiglia Medicea ; ed estintasi questa 
nei 1707 colla morte del Gran Duca Gio. Gastone 
de' Medici j passò ( in conseguenza di precedenti 



288 Gran Dccato di Toscana. 

trattati fra l'Imperatore, la Francia e la Spagna, ed 
in cambio della Lorena stata ceduta alla Francia ) 
a Francesco, già Duca di Lorena, marito delf Im- 
peratrice Maria Teresa d'Austria, che nel 1745 fu 
assunto all'Impero Germanico col nome di Fran- 
cesco I, e dopo di lui (come secondogenitura del- 
l'Augusta famiglia Lorenese-Austriaca) passò nel 1765 
a Leopoldo I, secondogenito del predetto Francesco, 
ed assunto questo all'impero nel 1790, a Ferdi- 
nando III, secondogenito del detto Leopoldo, e nel 
1824 al Gran Duca Leopoldo II, figlio del detto 
Ferdinando III, che felicemente vi regna. Al tempo 
dell'ultima invasione de' Francesi in Italia il Gran 
Ducato di Toscana fu cangiato in Regno cTEtruria , 
e quindi fu incorporato nell'Impero Francese; ma 
nel 18 14 ritornò all'antico governo e Sovrano col- 
F aggregazione, statagli accordata dal Congresso di 
Vienna, dei territorj marittimi di Portercole, Monte 
Argentar©, Orbitello, Talam,one^ Piombino e Porto 
Lungone nell'isola d'Elba, che non erano stati com- 
presi nella cessione del Senese del i557, ed obbe- 
divano al Re di Napoli ed in parte al Principe di 
Piombino, il quale dal detto Congresso fu reso di- 
pendente dal Gran Duca; e col? aggregazione in 
oltre di alcune terre della Lunigiana, dove fino dal 
i65o il Gran Duca aveva comperato Pontremoli ed 
altri piccoli Feudi che la Spagna aveva tolti ai Fieschi 
e ad altri privati; giacché il prelodato Congresso 
non giudicò conveniente di repristinarvi in favore 
di privati que' feudi che loro erano stati tolti nelle 
rivoluzioni politiche , eh' ebbero luogo in Italia dopo 
il 1796, e ne divise le terre fra il Duca di Modena 
e il Gran Duca di Toscana , lasciando agli Stati di 
Genova e di Lucca quanto vi possedevano anterior- 
mente al detto anno. 

Estensione e popolazione» Agli Stati che compon- 
gono il Gran Ducato di Toscana viene data l'esten- 
sione di circa 65co miglia ital. geogr. quadr. , e la 
popolazione di circa i,3oo,ooo abitanti. 



Gran Ducato di Toscana. 289 

Acque. Oltre il Mediterraneo, che lungo le coste 
della Toscana prende il nome di Mar Tirreno o 
Toscano, bagnano la Toscana più fiumi e laghi. Fra 
i primi meritano special menzione gli otto seguenti 
che sboccano nel Mediterraneo, cioè: 

La Magra che dal Monte Orsajo, negli Appen- 
nini Parmigiani , discende nella Lunigiana Toscana , 
e vi bagna i territorj di Pontrémoli, Gróppoli, Lu- 
suolo, Terracossa ed Albiano , donde passa nella 
Lunigiana Sarda; 

Il Serchio che dal Lucchese, ove riceve la Lima 
(fiume toscano proveniente da Cutigliano e dai din- 
torni di S. Marcello), discende nel Pisano occidentale; 

V Arno che nasce dal monte Falterona, situato 
nella cresta degli Appennini Toscani, passa al nord 
di Arezzo, e bagna Firenze e Pisa; 

La Cecina che raccoglie le acque dei motìti di 
Montieri, di Casole, di Volterra e di Mente Catini 
meridionale , e sbocca nella Maremma Pisana al sud 
di Livorno; 

L 1 Ombrone che nasce presso Castelnuovo Be- 
rardenga, ali 1 est di Siena, passa air ovest di Gros- 
seto , e sbocca nella Maremma Senese ; 

V Albegna che dal Monte Labbro scende presso 
a Saturnia, riceve alla sinistra il torrente Elsa , e 
sbocca al nord di Orbetello; 

La Fiora che dai Monti Amiata, Pinzi e Labbro 
scorre ali 1 est di Sovana e di Pitigliano, e dopo 
Montanto passa nello Stato Pontificio; 

Il Tevere che nasce dal Monte Coronaro, nella 
cresta degli Appennini Toscani, e da Pieve S. Stefano 
va a Borgo S. Sepolcro, e quindi passa nello Stato 
Pontificio, a Città di Castello , a Roma ed Ostia. 

Fra i detti otto fiumi l'Arno e l 1 Ombrone,. che 
sono i maggiori del paese, hanno anche molti in- 
fluenti ragguardevoli. L'Arno riceve alla destra il 
Sieve proveniente da Barberino e Vicchio, il Mugnone 
proveniente da Fiesole, il Bisenzio proveniente da 

Elem, di Geogr, Pan, A 1$ 



390 Gkan Ducato di Toscana. 

S. Quirico e Prato , e V Ombrona Pistojese prove- 
niente da Pistoja; ed alla sinistra la Chiana prove- 
niente dall'Aretino, V Ambra, il Greve ingrossato 
dall' 25/na, e la Pesa tutti provenienti dai monti di 
Chianti, V Elsa proveniente dai monti posti al sud 
di Colle, e V Era proveniente dai monti di Volterra, 
L'Ombrone poi riceve a destra V Arbia presso Buon 
Convento, la Mersa all'ovest di Montalciuo, ed alla 
sinistra V Orda proveniente dai Monti Cetona e 
Radicofani. 

Siccome il Gran Ducato si estende quasi ge- 
neralmente anche sulle falde settentrionali dell' Ap- 
pennino, così il medesimo è bagnato, in parte più 
o meno piccola, anche da que' fiumi che dalla cresta 
Appenniua si recano per lo Stato Pontificio all'Adria- 
tico. Tali sono : 

Il Reno di Bologna che nasce presso Piastre al 
nord-ovest di Pistoja, e va nel Bolognese e a Cento; 

Il Santerno che nasce sopra Firenzuola, e va 
ad Imola; 

Il Senio che nasce sopra Palazzuolo, e scorre 
tra Imola e Faenza, bagnando i dintorni di Castel 
Bolognese, diLugo, Bagnacavallo, Fusignano, ecc.; 

Il Lamone che nasce sopra Crespino, al nord 
di Vicchio , e scende a Faenza ; 

Il Montone e il Rabbi che scendono , come 
l'Arno, dai dintorni del Monte Falterona e poi si 
uniscono a Forlì; 

Il Bidente che nasce al nord-est del suddetto 
Monte Falterona, e tra Forlì e Forlimpopoli prende 
il nome di Ronco; 

Il Savio , già Isapi, che nasce alle falde del 
Monte Cornerò, al nord di Arezzo, donde passa a 
Sàrsina e a Cesena; 

La Marecchia o Sanatella che nasce al nord di 
Borgo S. Sepolcro dal Pico della Zucca e dall'Alpe 
della Luna, e scorre all'ovest di S. Leo, di S. Ma- 
rino e di Rimini. 



Gran Ducato di Toscana. 291 

Fra i laghi del Gran Ducato, i quali son tutti 
di poco fondo e paludosi , e volgarmente diconsi 
anche lagoni , chiari o chiaroni, e moje o putizze , si 
distinguono quelli di Fucecchio, di Biéntina in gran 
parte Lucchese, di Chiusi, di Monte Pulciano, di 
Rimigliano , di Piombino, d'i Scarlino, di Castiglione, 
di Orbetello e di Barano , oltre molti altri laghetti 
o stagni o paludi che ritrovansi fra Volterra e Massa, 
e qua e là in quasi tutta la Maremma Toscana. 

Costituzione fisica. Il territorio del Gran Ducato 
di Toscana è in gran parte montuoso , in gran parte 
maremma, e nella minor parte pianura o collina. 
La parte montuosa è divisa in più valli tutte popo- 
lose e fruttifere che partono dalla giogaja dell 1 Ap- 
pennino , sono aperte al sud, e vengono irrigate 
dalla Magra, dal Serchio, dal Lima, dal Pescia, dal 
Nievole, dall'Ombrone di Arezzo, dal Bisenzio, dal 
Sieve (la qual valle da Barberino alla foce del Dico- 
mano vica chiamata Mugello), dall'alto Arno (nella 
qual valle il territorio posto sulla sinistra del fiume, 
da Prato vecchio a Subbiano, appellasi Casentino) e. 
dal Tevere; oltre le valli rivolte verso il nord-est 
e l'Adriatico, le quali sono irrigate dal Santerno , 
dal Senio, dal Lamone e dal Montone. La maremma 
consiste in quella lista di terra, in gran parte pa- 
ludosa, che per ben 70 e più miglia si distende 
lungo il mare, dalla provincia Pisana fino allo Stato 
Pontificio, nella larghezza di 6 fino a quasi 20 mi- 
glia entro terra; e la parte di pianure e colline, che 
costituisce il delizioso giardino della Toscana , sta 
fra le montagne e la maremma, e particolarmente 
nella ubertosissima valle di Chiana e nella magnifica 
valle dell'Arno , da Arezzo a Pisa. 

Le principali vette che s'innalzano nella giogaja 
dell'Appennino Gran Ducale, dal Pontremolese fino 
al di là delle sorgenti del Tevere ed al nord di 
Borgo S. Sepolcro, coli' altezza rispettiva (indicata 
dal P. Gio. Inghirami ) in metri sopra il livello ma- 
rine, sono: 



292 Grjln Ducato di Toscana* 

i. Il Monte Molinatico (1648) e il Monte Orsajq 
diBagnone (1834) fra il Pontremolese e il Parmigiano; 

2. L'Alpe di Camporaghenq (2000) attigua a 
quella di Succiso (2020) nel Parmigiano , Y Alpe di 
Mommio (1916) e il Pizzo d'Uccello (1875) al nord 
e all' ovest di Fivizzano ; 

3. Il Monte Altissimo (1589) e la Pania della 
Croce (186.1) al nord di Seravezza, ove le dirama- 
zioni dell'Appennino (dette dagli Antichi Alpi Apuane) 
si accostano assaissimo al mare; 

4. Il Libro aperto (198 1) che sta in vicinanza 
ed al sud del Cintone (2000) nel Modenese, il Cu- 
polino (1849) presso il laghetto Scafatolo, e poco 
lungi il Corno alle scale (1941), tutti al nord-ovest 
<di Pistoja, nei Comuni di S. Marcello e di Cutigliano; 

5. I Monti Castel Guerrino (11 16) , Sasso di Ca- 
atro (1259), fiorii (1244), Color età (685) e Calzolano 
(1J74) al nord di Firenze, nei Comuni di Firenzuola 
e di Palazzuolo; 

6. Il Monte Falterona (1648) da' cui scendono 
l'Arno al Mediterraneo e il Bidente o Hónco al- 
l'Adriatico; 

7. Il Mescolino (966) al nord di Bagno , non 
lungi dalla sorgente del Savio ; 

8. Il Monte Foresto coli' Alpe della Catenaja 
(1390) che si stendono stilla destra dell'alto Tevere, 
al nord di Arezzo; 

9. La Punta della Zucca (1244) e Y Alpe della 
Luna (i35i) sulla sinistra del suddetto fiume, al 
nord di Borgo S. Sepolcro. 

Fuori della giogaja dell 1 Appennino più altre 
catene montuosesi diramano per la Toscana, e queste 
sono principalmente : 

1. La catena di Montali? ano che dal Corno alle 
scale scende, tra il fiume Lima e il Reno di Bologna, 
a Pescia, ed a Monte Catini settentrionale (58 1) e a 
Serravalle, all'ovest di Pistoja, chiudendo dal nord 
al sud-ovest, fino all'Arno presso Moiitelupo, la vallg 
delF Onibrorie di Pistoja ; 



Gran Ducato di Toscana. 293 

2. I Monti della Calvario, (764) che dal monte 
Castel Guerrino e dalle sorgenti del Sieve prolun- 
gaci, tra S. Quirico settentrionale e Barberino, 
sulla sinistra del Bisenzio fino a Prato; 

3. Il Monte Morello (91 3) sei miglia al nord di 
Firenze, e il Monte Giovi (979) dieci miglia al nord- 
est della stessa, che ingombrano il paese fra il Sieve 
e la Marina, formando presso Fiesole la piccola valle 
del Mugnone; 

4. Il Prato Magno (i58o) che dal Faltèrona si 
dirama fin presso Arezzo, tra il Sieve e l'Arno; 

5. I Monti di Santa Maria (697), di Marzana 
(1070) e l 1 Alta di S. Egidio (1045) che all'est di 
Arezzo formano una diramazione, che si estende fino 
a Cortona ed al lago Trasimeno; 

6. La catena di colli e monti che, quasi in 
continuazione del monte Giovi , prolungasi dalla 
sinistra dell'Arno, in faccia alla foce del Sieve (70), 
verso il sud-est, fra Colle ed Arezzo, le sorgenti 
deirOmbrone e quelle dell 1 Ambra, Siena e il Tra- 
simeno fino al mare. 

Questa catena fiancheggia all' ovest le valli d'Ar- 
no, d'Ambra e di Chiana; divide la valle d'Arno da 
quelle di Greve e di Pesa, e la valle d'Ambra al 
sud-ovest da quelle d'Ombrone e d'Arbia; e forma 
fra Montevarchi e Pxadda ì ..Jflonty del Chiariti (600 
circa); fra le valli di Chiana e d'Ombrone le alture 
di Monte 5. Savino, Asinaliwga e Trequanda (400 
a 600); fra le valli dell' Ombrone e dell' Orcia le 
alture di Monte uliveto Maggiore (3oo) e di Mon- 
tanino (600); intorno alla valle di Orcia le alture 
di Pienza (55o), Montepulciano (620), Sarteano^ 
Cetona (1142) e Radicòfani (900); i monti Amiata 
(1720) e Labbro (1193), dai quali scendono i fiumi 
Fiora ed Albegna, e finalmente il monte Orsajo di 
Grosseto (395) otto miglia al nord della detta città, 
e il monte Argentario (292) nella penisola di tal 
nome; 



^94 Gran Ducato di Toscana. 

7. La ramificazione di colline che, quasi in 
continuazione del Montalbano, da Sanminiato, Em- 
poli (40) e Montelupo, diramansi in più linee al 
sud e nelle maremme, formando verso l'Arno le 
valli di Greve, di Pesa, d'Elsa, ove sono Monte 
Riggioni (357), Monte Maggio, Colle (ao5), Poggi- 
bonsi (144), Certaldo e Castel Fiorentino, e la Val 
d'Era da Volterra a Pontedera ; e al sud la Valle 
delV Ombrone dalla sorgente del fiume di tal nome 
fino a Grosseto; la Valle d'Arbia fra la valle pre- 
cedente e Siena; la Val di Cornia ove sorgono le 
alture di Massa di Maremma (400), Poggio Montieri 
(1045) alle sorgenti del Cecina, Monte verdi, Monte 
Calvi, Poggio al Pruno (377) e Monte Scudajo (25i) 
poco lungi dalla foce del Cecina ; e finalmente la 
Val di Cecina cinta alP est e al sud dalle anzidette 
alture, e al nord da quelle di Volterra (5oo) e di 
Monte Catini meridionale (400), le quali dividonla 
dalla Val d'Era; 

8. II Monte Pisano col Monte Serra (91 5) che 
si alza fra Lucca e Pisa, da Bientina al Serchio. 

Il clima della Toscana è in generale assai mite; 
poiché il ghiaccio non vi dura che nelle montagne 
( ove pure non resiste al calore dell'estate come 
nelle Alpi), ed il verno fuori di esse non arriva a 
tre mesi, ed artzi vèrso il mare ( per esempio a 
Pisa) vi è quasi sconosciuto, godendovisi dalla metà 
di settembre a tutto maggio di una temperatura dol- 
cissima. Lungi dai monti però vi è assai calda Pestate, 
poiché in detta stagione i venti di sud-est e sud-ovest 
(chiamati scilocco e libeccio) vi portano sovente il 
calore soffocante delP Africa. — L'aria vi è salubre, 
fuorché in vicinanza delle paludi che qua e là vi 
rimangono particolarmente nelle maremme. — Ed il 
suolo è in generale assai fertile. 

Produzioni del paese. La Toscana dà, in quanto 
a' vegetabili, frumento abbondante, specialmente 
nella Val di Chiana , chiamata perciò il granajo della 



Gran Ducato pi Toscana. agS 

Toscana , ed ogni altra specie di cereali proprj 
dell'Italia, compreso in poca quantità (all'ovest di 
Biéntina e presso al Poggio a Cajano) anche il riso; 
lino, zafferano, legumi, patate, erbaggi ed ortaggi; 
manna presso Massa di Maremma ; olio d' oliva , 
eccèllente a Pescia; vini squisiti, tra' quali sono 
celebri quelli di Montepulciano, di Chianti, d' Ani- 
mino, delle isole d'Elba e di Giglio, il Leatico o 
Aleatico, che si fa con una particolar sorta di uve 
dette leatiche, la Verdea che si fa presso Firenze, 
il Moscato di Montalcino e la Vernaccia o vino bianco 
di S. Gemignano presso Volterra; agrumi e frutta da 
giardino saporitissime, specialmente nell'isola d'Elba; 
e legnami d'ogni sorta. — In quanto agli animali, ha 
bestie bovine, bufali, cavalli, muli, pecore e capre 
anche di lana fina, majali ottimi nel Casentino, bachi 
da seta, lepri, volatili domestici, salvaggina parti- 
colarmente nell'isola d'Elba, uccelli acquatici nelle 
paludi e specialmente nelle maremme, e pesci ec- 
cellenti di fiume e di mare. — In quanto a' minerali, 
ha granito, specialmente nell'isola d'Elba, diaspro, 
pietra melare , pietre da fabbrica ( specialmente 
ne' territorj di Fiesole e di Settignano ) , calce , 
gesso, argilla, terra gialla nel Senese; marmo va- 
riegato a Seravezza e alle isole d'Elba e di Giglio 
ov' è bellissimo, nero presso a Prato , di varie sorte 
ma specialmente giallo detto Broccatello presso Siena, 
e di varie qualità nel Pisano, nel Cortonese ed al- 
trove ; alabastro bianchissimo ed anche colorato , 
in grande quantità specialmente a Monteverdi e 
Monterùfoli nel Volterrano; lapislazzuli, calcedonie, 
corniole ed altre pietre dure , screziate ed agatiz- 
zate, che sono ricercatissime dagl'intagliatori e dai 
lavoratori in musaico, specialmente nel Volterrano 
e negli alvei dei fiumi; cristallo di monte nel Pistojese 
e nell'isola d'Elba, ove trovasi anche l'amianto; 
carbon fossile nella Garfagnana, nel Valdarno supe- 
riore , nel Volterrano, nella valle di Cecina e nella 



296 Gaan Ducato di Toscana. 

maremma Senese; zolfo ( nella quantità di oltre un 
milione e mezzo di libbre metriche all'anno) presso 
il monte Amiata, a Pereta i5 miglia al nord di 
Portercole, e principalmente presso i lagoni del 
Volterrano, ove questa sostanza si solleva dalle fes- 
sure della terra e vi si ammassa in crostoni o in- 
crostazioni ; acido borico e borace, che si ottiene 
dalle fessure del terreno e dalle acque dei predetti 
lagoni; allume, vitriolo. ed antimonio specialmente 
presso Massa di Maremma; qualche poco di petrolio 
a Pietramala; qualche poco di mercurio misto con 
cinabro naturale presso Pietrasanta; non meno di 
cinque milioni e mezzo di libbre metriche di sai 
marino , che si ottiene coir evaporazione al Sole 
dalle saline di Castiglione della Pescaja, di Orbetello 
e di Portoferrajo nell'isola d'Elba, e nella massima 
parte dalle Moje o sorgenti salate del Volterrano, per 
mezzo della ebullizione ; e soprattutto ottimo ferro 
dalle miniere dell'isola suddetta con ragione da Vir- 
gilio chiamate inesauste, nelle quali si trova in ab- 
bondanza anche la pietra calamitare, e qualche poco 
di rame, stagno e piombo. La Toscana ha pure mi- 
niere di rame, argento, piombo argentifero, piom- 
baggine, zinco e sai gemma, che furono anticamente 
coltivate; ed abbonda di sorgenti di acque termali 
e minerali assai celebri, come sono quelle che si 
trovano a Monte Catini in Val di Nievole, ai Bagni 
di Pisa, fra Pomarance e Castelnuovo al sud di 
Volterra , a S. Agnese e ad Acqua Santa di Chi$n- 
ciano fra Pienza e Chiusi, a Vignone e a S. Filippo 
al sud di S. Quirico Senese, a S. Casciano de' Bagni 
al sud-est di Radicófani , presso T antica Saturnia 
air ovest di Sovana, a Russelle e Poggetti al nord 
di Grosseto , a Montioni al nord di Piombino , e 
quelle ferruginose dell 1 isola d' Elba. 

Industria nazionale. I Toscani , generalmente in- 
dustri , diligenti ed economi, attendono con intel- 
ligenza e premura air agricoltura; ma il loro paese 



Gran Ducato di Toscana. 297 

è troppo abbondante di maremme e di paludi, ed 
in proporzione dell'estensione troppo scarso di brac- 
cia perchè questa vi pos-sa ovunque fiorire. Coltivano 
essi inoltre con successo tutti i mestieri e tutte le 
arti che sono in uso presso le colte nazioni , e la- 
vorano anche per Testerò cappelli di paglia finissimi 
e di gran prezzo, che si fanno nei dintorni di Fi- 
renze, a Lastra, a Campi, a Prato, a S. Casciano e 
ad Empoli ; stoffe di seta che mandano anche agli 
Stati-Uniti d'America, le quali si fanno nella mag- 
gior quantità in Firenze e di color nero , perchè 
quivi la seta nera riesce bellissima , ed anche in 
Pisa, Prato, Siena ed Arezzo; statuette, vasi ed 
altri ornamenti d'alabastro in gran copia; carta e 
cartoni eccellenti a Pescia ed a Colle; opere di ti- 
pografia e calcografia in tutte le principali città, 
ma specialmente a Firenze ed a Pisa; alchermes, 
liquori, essenze , profumi , pomate e sapone in Fi- 
renze; opere in musaico, in pietre dure, in cristallo 
di monte e in corallo a Firenze, Pistoja e Livor- 
no^ porcellana alla Doccia Ginori presso Firenze, 
e fiori artificiali a S, Casciano. Principalmente poi 
pel proprio interno consumo hanno i Toscani ma- 
nifatture di tele e specialmente di biancheria da 
tavola; di stoffe ordinarie di lana in Firenze, Prato, 
Siena ed Arezzo; di cotoncrie in Firenze, Pisa e 
Pontedera; di cordaggi e berrette alla Levantina a 
Prato; di cappelli di castoro ad Empoli e a S. 
Casciano; di cuoi e di corde armoniche a Siena; di 
statue e vasi di terra anche con rabeschi a rilievo 
e di majoliche a Montelupo , ad Empoli, a Livorno, 
a Volterra e a Cortona: di vasi ed utensili di rame 
a Prato; di ferramenta e lavori di ferro e d' acciajo 
a Scarperìa, ove si fanno anche armi bianche, col- 
telli e simili, a Pistoja, donde si hanno anche delle 
canne da fuoco molto buone, e ricevettero il nome 
le pistole e i coltellotti chiamati pistoiesi, ed a Pisa 
ove pure si lavora in acciajo; e finalmente di apilli 



2<)8 Gnu* Ducuto di Toscana. 

ad Arezzo, di organi a Pistoja, e di orologi in Pisa. 
Il commercio esterno è in fiore a Firenze e a Li- 
vorno specialmente; e l'olio d'oliva, il ferro, del 
quale si estraggono annualmente più di ia5ó quin- 
tali, le stoffe di seta, la carta, i cartoni, i cappelli 
di paglia, i lavori in alabastro, il vino, specialmente 
il Leatico, ed i libri sono i principali oggetti di 
esportazione. 

Abitanti. I Toscani attuali sono discendenti dagli 
antichi Etruschi , dai Romani e dai popoli che dopo 
la caduta dell 1 Impero Romano si stabilirono in icalia, 
e parlano il più puro linguaggio italiano con pochis- 
simi particolari idiotismi, ed una pronuncia eh 1 è 
stimata la migliore in Italia. 

Religione. Dominante è nel Gran Ducato la cat- 
tolica religione, e vi esercitano la spirituale giurisdi- 
zione tre Arcivescovi, cioè quelli di Firenze, di 
Pisa e di Siena; e 17 Vescovi, cioè quelli di Pon- 
tremoli, Pescia, Pistoja e Prato, Fiesole, S. Miniato, 
Colle, Borgo S. Sepolcro, Arezzo, Cortona, Monte- 
pulciano, Livorno, Volterra, Massa di Maremma, 
Grosseto, Sovana, Monte Alcino, Chiusi e Pienza. — 
Vi sono però tollerati anche quelli che appartengono 
alle altre comunioni cristiane, gli Ebrei ed anco i 
Maomettani, ai quali tutti è permesso il pubblico 
esercizio del proprio culto nella città di Livorno. 

Strade. Quattro grandi strade vanno dalf Italia 
settentrionale a Firenze , cioè: i.° quella da Genova 
alla Spezia, a Sarzana, Lavenza, Pietrasanta, Via- 
reggio, Pisa e S. Miniato; 2. quella da Lucca ai 
Bagni e a Pisa, oppure a Pescia, Pistoja e Prato; 
3.° quella da Modena per Fiumalbo a S. Marcello 
e Pistoja; 4. quella frequentatissima da Bologna per 
Lojano e Scaricalàsino a Pietramala, Cafaggiolo e 
Fontebuona. Due poi sono le grandi strade che da 
Firenze conducono all'Italia meridionale, cioè: i.° 
quella detta dagli Antichi Via Flaminia, che per 
Arezzo va al lago Trasimeno, a Perugia e Foligno, 



Gran DcciTp di Toscana. 399 

e di là a Macerata e all'Adriatico, o a Spoleto, Roma 
e Napoli ; 2. quella, più generalmente frequentata 
e più comoda, corrispondente in gran parte all'an- 
tica Via Cassia, che per S. Casciano, Poggibonsi e 
Castiglioncello va a Siena, e di là per Radicòfani 
ad Acquapendente, al lago di Bolsena, Montefiascone, 
Viterbo, Roma, ecc. Una strada postale va pure da 
Firenze a Montelupo, a Scala e Livorno ; e da Scala 
per Montespértoli, Castel Fiorentino, Certaldo ( pa- 
tria del Boccaccio ) e Cambiano a Poggibonsi , Casti- 
glioncello e Siena, senza passare per Firenze. 

Divisione territoriale. Il Gran Ducato di Toscana 
si può dividere geograficamente in cinque parti prin- 
cipali, che sono: il Fiorentino, il Pisano, il Senese 
suddiviso in superiore ed inferiore, le isole, z\ ter- 
ritori del Gran Vacato situati ali 9 ovest del Ducato 
di Lucca. 

Topografia. Capitale della Toscana e residenza del 
Gran Duca è Fiorenza o Firenze, città arcivesco- 
vile, di 9Cm. abitanti, cinta di mura un tempo mu- 
nite di torri quadrate e di circa cinque miglia di 
circuito, la quale è situata sotto un clima temperato 
e saluberrimo, nella sua maggior parte sulla destra 
ed in parte anche sulla sinistra dell'Arno, 60 metri 
circa al di sopra del livello marino, al grado 43, 46', 
4" di lat. boreale e 28, 55', 9" di long. dall'Isola 
del Ferro. Essa fu con ragione denominata la bella, 
poiché oltre all'essere assai ben fabbricata , ritro- 
vasi in un' amenissima posizione, avendo all'intorno 
ridenti e pingui campagne che si estendono al sud- 
ovest fino al mare, e al nord-est il prospetto di 
bellissime colline tutte coperte di vigne, di oliveti e 
di ville, le quali gradatamente a guisa d'anfiteatro 
vanno a congiungersi colle montagne dell'Appennino : 
gli antichi palazzi danno però alle parti interne di 
Firenze un aspetto piuttosto serio. Questa città , 
giudicata dagli Eruditi di origine Etnisca , fu rin- 
novata ed ampliata dai Romani cento anni circa 



3oo Gran Ducato di Toscana. 

avanti G. C, fu distrutta da Totila re dei Goti, fa 
ristampata dall'Imperatore Carlo Magno, e diventò 
nel secolo XIV di G. C. , mercè il più esteso e for- 
tunato commercio, una delle più ricche città d'Europa 
ed in pari tempo V Atene dell'Italia moderna; giac- 
che particolarmente in essa rinacquero le lettere, 
le scienze e le belle arti, e vi furono sì fortunate 
che i più potenti cittadini ( specialmente i Medici ) 
se ne fecero coltivatori e protettori ardentissimi , 
incoraggiando iti ogni modo gl'ingegni e gli studj, 
facendo eseguire lavori d' arte d' ogni genere e di 
qualunque spesa, e facendo comperare dovunque e 
trasportare a Firenze quanto poteva promovere il 
sapere e il buon gusto; in maniera che quasi con- 
temporaneamente vi ebber culla o vi si formarono 
molti di quegli uomini sommi nel proprio genere che 
vengon ora a buon diritto venerati come i maestri 
e la gloria dell'umana schiatta, quali furono Dante 
Alighieri, Giovanni Boccaccio, Francesco Petrarca, 
Amerigo Vespucci , Niccolò Macchiavelli , il Papa 
Leon X, Leonardo da Vinci, Leon Battista Alberti, 
Michelagnolo Buonarroti ed altri. Questa città è 
quindi ricchissima di antichità preziosissime, di opere 
d'arti, e di monumenti d'uomini illustri che ivi fio- 
rirono. Tra le chiese vi sono celeberrime: la Me- 
tropolitana chiamata S. Maria del Fiore, la quale, 
quantunque incominciata nel 1298, non è di archi- 
tettura gotico-tedesca, essendo stata disegnata da 
uno scolare di Cimabue, chiamato Arnolfo di Lapo 
da Colle , il quale fu il restauratore dell' architet- 
tura moderna, come Cimabue lo fu della pittura; 
e che ha un magnifico campanile di disegno di 
Ambrogiotto di Bondone, morto nel i336 e co- 
munemente chiamato Giotto , il quale è alto dal 
suolo 84 metri ed assai lodato, ed una cupola ot- 
tagona di disegno di Filippo Lapi di Ser Brunellesco, 
morto nel 1446 e comunemente chiamato il Brunel- 
leschl , che è un capo-lavoro di architettura; il 



Gran Ducato di Toscana. Sei 

tempio ottagono detto Battistero di S. Giovanni, il 
quale ha porte di bronzo, state fuse una da Andrea 
Pisano nel 1840 e due da Lorenzo Ghiberti poco 
dopo il 1400, che sono giudicate capo-lavori in 
quel genere di scultura; 5. Lorenzo, basilica dise- 
gnata dal suddetto Lapi , alla quale il Buonarroti 
aggiunse nel 1 526 la famosa cappella mortuaria della 
famiglia Medieea ed ora dei Gran Duchi ^ nella quale 
egli collocò anche sette sue statue riputate eccellenti ; 
e le chiese di S. Marco, ài Santa Croce, di Santo 
Spirito, del Carmine, dell 1 Annunciata , di Santa Maria 
Novella, di Santa Maria Nova e d ' Qrsanmichele , 
già Orto di S. Michele, le quali tutte per merito 
architettonico, per lavori esimj di scultura o pittura 
ò musaico, e per monumenti d'uomini grandi, che 
ivi riposano, sono con particolare attenzione visi- 
tate. Tra i palazzi, che in buon numero sórgono in 
Firenze, è faziosissimo quello in cui risiede» F it Gran 
Duca, il quale fu incominciato sul disegno del Lapi 
suddetto da un privato cittadino chiamato Luca Pitti, 
e fu pòi compiuto còMa direzione di Bartolomeo 
Ammarinato daf Gran Duchi Medici, che lo compe- 
rarono : edifìcio che ha pochi pari in Europa per 
mdgnificenza e per ottimo gusto architettonico, nel 
quale sono quasi innumerabili. i lavori di pittura e 
di scultura ( anche di mano greca, quale si è la 
statua d'Ercole) che vi si ammirano, ed a cui va 
congiunto l'ampio e deliziosissimo giardino detto di 
Bòboli. Anche il Palazzo 'Vecchio ,- nel quale risedeva 
la Signoria, cioè la rappresentanza dell' antica Re- 
pubblica Fiorentina , è ragguardévole per la sua 
torre alta 87 metri dal suolo, e molto più pei di- 
pinti e le statue che vi sono ; come lo è pure la 
Loggia de" Lanzi, stata edificata nel 1286, sotto gli 
archi della quale sorgono tre bellissime statue in 
bronzo ,' del Donatello, del Cellini e di Giovanni 
Bologna. Ha in oltre Firenze 17 piazze tutte ornate 
di regolari edificj e di statue, 4 ponti sull'Arno, 



3oa Gran Ducato di Toscana. 

8 porte nelle sue mura, cioè 5 sulla destra e 3 sulla 
sinistra del fiume; a antichi castelli, l'uno detto di 
S. Giovanni Battista o Fortezza da basso, stato eretto 
nel 1534, e V altro detto di Belvedere stato eretto 
nel 1540; più teatri, fra i quali primeggiano quello 
nella Via del Cocomero, quello della Via della Per- 
gola e quello detto dell 1 Alfieri ; ed un Ghetto per 
gli Ebrei. Ed in quanto a stabilimenti di pubblico 
servigio : un ospedale de** più grandiosi con orto , 
spezieria , scuole di medicina e chirurgia , teatro 
anatomico, ecc.; un altro ospitale servito dai Reli- 
giosi di S. Giovanni di Dio ; case di ricovero per 
gli esposti, i vecchi, i pazzi, i cronici e i poveri 
mancanti di lavoro; scuole pubbliche di gramatica 
italiana e latina ; un liceo, un seminario, un convitto 
di educazione femminile affidato alle Salesiane; una 
Reale Accademia di belle arti con più cattedre ana- 
loghe; un gabinetto fisico, in cui si conservano gli 
strumenti ed apparati che servirono al gran Galileo 
ed alla celebre Accademia del Cimento ; un museo di 
storia naturale con modelli in cera di anatomia umana 
lodatissimi; un giardino botanico statovi istituito 
fino dal i543 col titolo di Giardino dei Semplici; un 
osservatorio astronomico mantenuto in attività dai 
Religiosi Scolopj; 4 pubbliche librerie ricchissime, 
cioè la Laurenzlana , la Magllab e chiana , la Marucel- 
llana e la Rlccardlana ; due celebri accademie let- 
terarie, cioè quella della Crusca, stata eretta fino 
dal 1637, che attende alia conservazione della pura 
lingua italiana, e quella dei Georgofill che attende 
air agraria e alle scienze economiche ; una zecca 
famosa fin dal 1252, dalla quale uscirono i primi 
Gigliati e i Fiorini, così denominati dallo stemma 
fiorentino, che portavano, consistente in un giglio 
o fiore-, e quello che è più di tutto, una Galleria 
Reale, che specialmente per le pitture può dirsi la 
prima d'Europa. In essa ammiransi i più vantati 
capo-lavori de' pennelli italiani e più statue greche 



Gran Ducato di Toscana, 3o3 

incomparabili , quali sono la Venere detta de* Medici, 
la Venere Celeste, Y Apollo, Y Arrotino, i Lottatori, 
il Fauno ed altre molte, i gessi e disegni delle quali 
servono di modello a tutti gli artisti del mondo; e 
sonovi in oltre un museo numismatico, cammei, vasi 
antichi, e pietre lavorate preziosissime. In quanto 
all'industria e al commercio Firenze primeggia ora- 
mai perfino sulla stessa Livorno. 

Anche i dintorni di Firenze (chiamati il Giar- 
dino cT Italia) sono interessantissimi. — « Nella parte 
che sta sulla destra dell'Arno, all'ovest del torrente 
Mugnone ritrovansi: poco lungi dalla porta detta al 
Prato i Viali delle Cascine Reali, che servono di 
pubblico passeggio , e il bel giardino e Casino Gran 
Ducale detto la Vaga Loggia, nella distanza di circa 
io miglia la villa Gran Ducale di Poggio a Cajano, 
alla quale è annesso un parco ad uso di caccia di 
circa 3o miglia di circuito, che si estende da Ani- 
mino ( già Villa Ferdinanda ) fino a Vinci di Valdi- 
nievole; la villa Gran Ducale detta la Petraja; la 
Doccia, dove il Marchese Ginori stabilì una fabbrica 
di porcellana; l'altra villa Gran Ducale detta Castello, 
posta alle falde del monte Morello, nella quale godesi 
di una deliziosa frescura nell' estate ; la Quiete , 
Conservatorio di pie Signore, stato istituito da Donna 
Eleonora Ramirez di Montai vo, nel quale si tiene 
un celebre convitto di educazione femminile ; il 
Convento de' Cappuccini ; Carreggi o Campo Regio, 
ancica villa Medicea nella quale Lorenzo il Magnifica 
soleva radunare e trattenere in letterarie conferenze 
i più dotti uomini del suo tempo ; sei miglia fuori 
di porta a S. Gallo, sulla strada verso Bologna, 
Pratolino, altra villa estiva Gran Ducale, che ha 
grotte, giuochi d'acqua ingegnosissimi, che servii 
rono di primo modello a quelli di Versailles, , ed uq 
bellissimo bosco; tre miglia più al nord il celebre 
Monte Senario, dove alcuni eremiti Fiorentini fon- 
darono nel ia33 l'Ordine religioso dei Saryi di Maria* 



3o4 Grajn Ducuta di Toscana. 

e più ni nord ancora, sulla detta strada di Bologna, 
l'altra villa Gran Ducale di Caffagiolo. E all'est del 
detto Mugnone: in vicinanza di Firenze il Convento 
di S. Domenico stato fondato nel 1406, e la città 
vescovile di Fiesole , la qiiale ora non ha quasi altro 
che la cattedrale e gli avanzi delle antichissime sue 
mura. I Fiesolàni \ celeberrimi fra gli Etruschi ed 
emuli dei Romani fino al tempo delf invasione Lon- 
gobarda, furono disfatti da ? Firentini, i quali nel 1125 
ne demolirono le mura ed obbligarono gli abitanti 
a trasferirsi a Firenze. — Sulla sinistra dell'Arno 
sono da osservarsi: F antichissima chiesa di S. Mi- 
niato quasi attigua alla città; i chiostri e le chiese 
insigni che quivi eressero i Vallombrosani , gli Oli- 
vetani/ i ! Francescani riformati e i Certosini; il bel 
Piano dì Ripoli sp'àr^ò tutto di deliziosi casini; la 
villa Gran Ducale di Lapeggì , situata sopra un colle 
tre miglia al sud-est di Firenze, e quella vicinissima 
a Firenze di Poggio Imperiale , stata ampliata dal 
Gran Duca Leopoldo /nella quale ammirasi l'Adone 
ferito, una delle più belle statue del Buonarroti; la 
collina ff'Arcetri fertile di buon vino, sulla quale 
vedesi Ta «asà in cui visse ritirato per io anni il 
gran filosofo Galileo Galilei; la villa detta Bello- 
sguardo, nella quale Francesco Guicciardini scrisse 
la siia famosa Storia d'Italia; il celebre Santuario 
di Si Maria deffi Irhpruneùa , situata sulla strada di 
Siena sópra di ( uti poggiò ;■ e non lungi dalla strada 
da Firenze a Livorno le amenissime ville de 1 Pucci, 
dei Riccardi, ecc. \ i bei poggi di Signa e la villa 
Gran Ducale àeW'Imbrogiana o Ambrosiana situata 
plèsso la foce della Pesa. 

Alquanto più lontani da Firenze, ma non meno 
interessanti sonò pure i tre celebri Santuarj di Val- 
lombrosa, Alvernia e Camàldoli. Il primo, situato 16 
miglia air est di Firenze , alle falde occidentali della 
Catena montuosa del Pratomagno , è un gran mo- 
nastero fondato nel 1 ore da S. Giovanni Gualberto 



Gran Dt/cvro di Toscana. 5o5 

« riccamente dotato dalla Contessa Metilde, il quale 
essendo chiuso coir ampio suo circondario da un gran 
muro, pare da lontano una reggia, e contiene una 
chiesa magnifica e preziose collezioni di libri, quadri, 
stampe ed altre rarità. L 1 Àlvernia è un gran con- 
vento fondato da S. Francesco d'Assisi presso Terto 
e dirupato monte dello stesso nome, detto anche 
Vemia e Verna, che sorge nel Casentino , 19 miglia 
circa air est di Vallombrosa ; ed ivi sopra un orri- 
bile roccia si venera il luogo dove S. Francesco 
recavasi ad orare e ricevette la grazia delle sacre 
stimate, Camàldoli, situato pure nel Casentino, 6 
miglia circa al nord di Bibbiena, è un altro gran 
monastero, stato fondatone! io 12 da S. Romualdo, 
il quale sorge a guisa di castello di montagna , ed 
ha in vicinanza un bellissimo bosco d'abeti e il 
Sacro Eremo , in conformità delle regole di quei 
Religiosi, i quali per altro seppero unire alla più 
austera penitenza anche lo studio dell' erudizione e 
delle belle arti, e quindi ebbero dottissimi scrittori 
ed eccellenti miniatori di libri corali. 

In quanto alle altre città del Fiorentino — Verso 
il Lucchese Pescia , cosi denominata dal piccol fiume 
che la bagna, ha il proprio Vescovo, un territorio 
celebre per l'olio d'oliva e per varie cartiere, e 
in vicinanza Borgo a Buggiano, castello Gran Ducale, 
e al nord di questo la Val di Nievole coi borghi insi- 
gni di Massa, di Monte Catini settentrionale, famoso 
per le sue terme, e di Serravalle. --—Pistoja, posta in 
una bellissima pianura, ha insieme con Prato il pro- 
prio Vescovo, iom. abit., belle strade, chiese e palazzi 
ragguardevoli, due biblioteche aperte al Pubblico, un 
giardino botanico, un seminario, e varie manifatture 
di organi, di armi da. taglio e da fuoco, di lavori 
in cristallo di rocca, e nei dintórni più edifizj pel 
ferro con macchine mosse dall' acqua. Pistoja è ce- 
lebre nella storia romana perchè quivi fu disfatto iì 
ribelle Catilina. Desiderio s ultimo re dei Longobardi, 

Ehm. di Gtogr. P. li 20 



3o6 Gran Ducato di Toscana. 

T ampliò e la fortificò ; ma erettasi in repubblica 
nel tempo che quasi tutte le città cT Italia si regge- 
vano con governo municipale, fu miseramente stra- 
ziata dalle troppo note fazioni dei Bianchi, dei Neri, 
de' Cancellieri e de 1 Panciatichi, fino a che nel 1829 
i Fiorentini se ne impossessarono. Cino , famoso 
giureconsulto e poeta morto nel i336, e il poeta 
Niccolò Fortiguerri nacquero in Pistoja. — Prato , 
sul Bisenzio, è pure una città di circa nm. abitanti 
con una cattedrale ed altre chiese ornate di pitture e 
sculture pregiate, un bell'ospedale, una biblioteca 
pubblica, un seminario, un collegio di educazione 
maschile, detto Cicognini, assai accreditatole varie 
manifatture. Questa piccola città fu già fortezza, 
stata edificata dall'Imperatore Federico II e poi di- 
strutta dagli Spagnuoli nel i5i2, la quale insieme 
con Crema in Lombardia, Fabbriano nella Marca 
d'Ancona e Barletta nella Puglia era giudicata una 
delle 4 prime d'Italia. A Monteferrato, in vicinanza 
di Prato, veggonsi le tracce di un vulcano estinto. — 
Sanminiato è una piccola città vescovile e manifattu- 
riera, dalla quale vuoisi che avesse origine la famiglia 
di Napoleone Bonaparte. — Colle, piccola città divisa 
in alta e bassa, ha il proprio Vescovo e più cartiere 
colle macchine mosse dalle acque influenti nell'Elsa.™ 
Arezzo, patria di Mecenate, di Frate Guido, nato 
nel io3o, il quale inventò le note musicali moderne, 
di Fra Guittone, morto nel 1293, il quale fu giudi- 
cato, prima che Dante scrivesse, il principe dei 
poeti italiani, del sommo Francesco Petrarca, di 
Papa Giulio li, di Andrea Gesalpino, morto nel i6o3, 
cui viene attribuita la scoperta della circolazione 
del sangue , del Vasari , del Redi e di molti altri 
uomini grandi , fu città assai distinta nelP antica 
Etruria, la quale somministrò armi e granaglie a 
Scipione allorché portava la guerra in Africa , fu 
tribolata dai Goti e dai Longobardi, si governò da 
sola per alcun tempo , ma travagliata dalle fazioni 



Gran Ducato ih Toscana. 'M r 

dei proprj prepotenti cittadini, i Tarlati e gli liber- 
tini, si unì nel i337 eoa Firenze. Essa è una delle 
più belle città toscane, è posta in alto, ed ha una 
cattedrale gotica maestosa, una grande piazza con 
lunghi e vasti portici e con un pubblico edificio, 
nel quale stanno il teatro, la dogana e la stamperia 
civica; più case private assai nobili; alcune reliquie 
di un anfiteatro romano, e circa ioni, abitanti, che 
non mancano d'industria e di manifatture. — Borgo 
S. Sepolcro, piccola città vescovile, con un forte, 
è patria di Fra Luca Paciolo , insigne matematico 
e filosofo del secolo XV. — Cortona, già Corito , 
con £Ìrca 6ni, abitanti, situata in luogo eminente, 
donde gode una bella veduta ed un'aria sottile e 
salubre, fu già una delle 12 principali città dell 1 Etru- 
ria, e dopo varie luttuose vicende fu conquistata 
dai Fiorentini nel 1409. Essa ha le sue antiche mura 
composte di grosse pietre lavorate e messe insieme 
senza cemento ali 1 uso etrusco, un tempio di Bacco 
con bagni e pavimento antico a musaico, e molti 
altri lavori ed utensili antichi, specialmente etruschi, 
raccolti in un ricco museo ed illustrati da un'Ac- 
cademia detta Etnisca, qui da gran tempo stabilita. 
Ha in oltre un picciol forte, una cattedrale con 
buone pitture ed una tomba che dicesi quella del 
Console Ramano Flaminio, morto al Trasimeno 217 
anni avanti Fera volgare combattendo contro di 
Annibale; una chiesa dedicata a Santa Margherita 
di Cortona coi deposito, della Santa e buone dipin- 
ture; alcune manifatture particolarmente di niajoli- 
che;. e ne 1 suoi dintorni vigne, oliveti, cave di 
marmi, e due ville verso il Trasimeno , chiamate 
Funa Ossaja e F altra Sepoltaglia, presso le quali 
pretendesi che siano stati sepolti i soldati morti nella 
sovraccennata battaglia del Trasimeno. — Montepul- 
ciano ( già Monte Poliziano ) che col suo territorio 
s'interna nel Senese, è una piccola città vescovile, 
famosissima per F ottimo vino de 1 suoi dintorni e 



3o8 Gha,n Ducato di Toscana. 

?er essere la patria del Papa Marcello II, di Angelo 
oliziano e del Veri. Cardinale Bellarmino. 

Nel Pisano la città di Pisa, situata nella di- 
stanza di 40 miglia da Firenze e di quasi 6 dal 
mare, in una bella pianura, nella sua maggior parte 
sulla destra e nella minore stilla sinistra dell'Arno 
che fa in essa un grazioso semicircolo, fu in origine, 
al dir di alcuni, una colonia di Greci, quindi sicura- 
mente una delle 12 primarie città etrusche, e poi 
colonia e parte dell'antico Stato Romano, di cui 
participò le vicende. Verso il secolo XI di Gesù Cristo 
anche Pisa si eresse in repubblica, e mercè il com- 
mercio e le sue forze sul mare diventò sì possente 
che dominò di quando in quando anche in Corsica, 
in Sardegna , nelle Isole Baleari ed in alcune parti 
della Sicilia e dell'Asia. Ma le interne discordie e 
le guerre quasi continue eh" essa dovette sostenere 
per terra contro i Fiorentini ed altri potenti che 
aspiravano a soggiogarla, e più ancora per mare 
contro i Genovesi suoi costanti nemici, obbligaronla 
nel 1406 a settomettersi alla Repubblica di Firenze, 
colla quale ebbe in seguito comuni i destini. Questa 
città, che ora non ha più di 2om. abitanti, ma che 
ne* suoi bei tempi ne contò più di ioom., ha quasi 
5 miglia di circuito, una metropolitana cominciata 
nel 1074, ricca internamente di pitture e sculture, 
la di cui facciata, in cinque ordini, è ornata di 54 
colonne di marmo e di tre belle porte di bronzo, 
e la di cui torre per le campane, praticabile fino 
alla cima mediante una comodissima scala di sasso, 
è di figura cilindrica, tutta rivestita di marmo e di 
sette ordini di colonne, ed alta dal suolo 5o metri 
circa colla pendenza (sicuramente voluta dal capric- 
cioso del pari che ingegnosissimo architetto Duonanno 
da Pisa) di quasi tre metri e mezzo fuori della dire- 
zione verticale del piede, edificio che sembra al di 
fuori in continuo pericolo di cadere, ma che pure da 
oltre 6co anni rimane irremovibile; un bel battistero 



Gran Ducato di Toscana. 3o<) 

gotico, rotondo, del n5a; un campo santo, attiguo 
al duomo, pel quale i Pisani nel 1 189 portarono da 
Gerusalemme la terra in cui seppellire i cadaveri, e 
che nel 1278 circondarono con un gran portico tutto 
selciato di marmo, nel quale veggonsi gli avanzi di 
antiche pitture fattevi a buon fresco da Cimabue, 
da Giotto e da altri, e ritrovansi più monumenti di 
persone illustri; più chiese insigni, quali sono quella 
dei Cavalieri di S. Stefano che ha una bella piazza 
davanti, S» Paolo in Lungarno, S. Matteo e Santa 
Maria della Spina, le quali tutte hanno anche dei 
quadri preziosi; più grandiosi palazzi, quali sono 
quello del Gran Duca, quello de' Cavalieri suddetti, 
presso del quale vedesi ancora la Torre della fame, 
nella quale morì il Conte Ugolino, quello dell'Arci- 
vescovo, e la così detta Loggia dei Banchi tutta 
occupata da officine e botteghe; tre ponti sull'Arno, 
fra i quali è osservabile quello di mezzo, sul quale 
fino all'anno i8o5 circa facevasi di quando in quando 
e con grande solennità una finta battaglia, chiamata 
Giuoco del ponte, a cui prendeva parte la gioventù 
di tutto il paese, divisa in due fazioni, una detta 
di S. Maria e l'altra di S. Antonio, e nella quale 
i combattenti, vestiti di ferro ed armati di mazze 
di legno, affrontandosi dalle due parti del ponte, 
sforzavansi di occuparlo esclusivamente , spingendo 
indietro e talvolta anche nel fiume gli avversarj ; 
un doppio magnifico Lungarno , consistente in due 
grandi strade che costeggiano l'uno la destra e 
l'altro la sinistra del fiume da un capo all'altro 
della città, sul quale stanno anche i migliori e più 
frequentati edifizj , e riesce superba la brillante e 
studiata illuminazione delle case, chiamata Luminala, 
che vi suole aver luogo ogni tre anni nella vigilia 
della festa di S. Ranieri protettore di Pisa; ed in. 
quanto a stabilimenti, una università antichissima, 
un orto botanico statovi istituito dal Gran Duca 
Cosimo I, una pubblica biblioteca, un osservatorio 



3 io Gran Ducato di Toscana. 

astronomico fondatovi nel 1734, un gabinetto di 
storia naturale, un seminario, uno spedale, più altri 
ospizj di beneficenza, più importanti manifatture di 
stoffe varie, di orologi, di lavori in acciajo, ecc., ed 
un vivo commercio anche all'estero. Galileo Galilei 
era Pisano. In vicinanza di Pisa si ritrovano alcune 
cave di marmi, e sono celebri le acque termali che 
scaturiscono alle falde del Monte S. Giuliano, presso 
il vago e comodo borgo chiamato i Bagni che trovasi 
a mezza strada appunto fra Pisa e Lucca. — Livorno, 
porto franco e piazza marittima di commercio delle 
più frequentate d'Europa, situato sul Mediterraneo, 
12 miglia al sud di Pisa, è una piccola città vesco- 
vile, di figura circolare, cinta di mura e di fossa 
pel circuito di sole due miglia; ma quasi tutta 
edificata di nuovo e con molta regolarità. Essa ha, 
in quanto alla sua costruzione in generale, strade 
larghe, rette e ben mantenute; una gran Piazza 
d'arme nei centro, a cui fan capo 12 strade, e eh' è 
attraversata dalla magnifica Via Larga o Via Ferdi- 
nanda, la quale iti linea retta va dalla Porta detta 
di Pisa alla Darsena e al Porto-, un quartiere, detto 
Venezia nuova, stato edificato nel 1639, tutto in- 
tersecato da canali , sui quali le mercanzie passano 
in barca dal porto ai magazzini de' singoli negozianti; 
quattro porte, cioè due verso il mare e due verso 
terra; due vasti sobborghi quasi contigui alla città 
e comunicanti con essa per mezzo di tre ponti so- 
pra la fossa; e quel che più importa, un vasto e 
sicuro porto, difeso da più forti, nel quale possono 
ricoverarsi anche i vascelli di maggior grandezza, 
con un molo lungo un miglio e mezzo entro il mare, 
una lanterna o torre a faro , che sorge sopra uno 
scoglio a fianco del porto 48 metri sul livello ma- 
rino, ed una sorgente d'acqua dolce che dal fondo 
del mare si spinge a galla quasi in mezzo del porto. 
-Tu particolare poi, fra gli edificj dedicati al culto 
religioso vi si distinguono la cattedrale , la chiesa 



Gran Ducato di Toscana. Sii 

di S. Ferdinando o della Crocetta, S. Benedetto, la 
bella chiesa de 1 Greci-Uniti ricca di pitture ali 1 uso 
greco dei tempi bassi, e la gran Sinagoga degli Ebrei; 
e fra i palazzi quello dei Gran Duca, fatto edificare 
da un ricchissimo Turco che ne fece erede il Sovrano; 
quello della Comunità; quello che vieti chiamato i 
tre palazzi, edificio simmetrico stato edificato da 
negozianti inglesi; V Ufficio della Sanità assai bello, 
e uno spedale pubblico grandioso, entrambi non 
terminati ; il pubblico magazzino dell' olio , capace 
di contenere ben 24111. barili; ed il pubblico teatro. 
In quanto poi agli studj ed all'industria degli abitanti, 
Livorno ha scuole elementari e grammaticali , una 
pubblica biblioteca, un'accademia letteraria detta 
Liburnica, varie manifatture, un vivissimo commercio 
specialmente col Levante e cogli Stati-Uniti d'Ame- 
rica, ed oramai ben ^om. abitanti, tra' quali circa 
2om. Ebrei ed altri mercatanti d'origine straniera 
qui stabilitisi per commerciare, specialmente Greci, 
Armeni, Turchi ed Inglesi, e i Consoli di tutte le 
nazioni. Eppure Livorno al tempo della Repubblica 
Pisana era un povero borgo aperto , circondato da 
paludi , e il porto di esso facea parte del Porto Pisano. 
Il Governo Fiorentino fu quello che, conosciutane 
l'importanza, ne risanò il territorio , e dopo averlo 
ingrandito e fortificato lo dichiarò Porto franco. I 
Gran Duchi accortamente vi accolsero gli Ebrei 
scacciati dalla Spagna e dal Portogallo , vi chiama- 
rono e protessero i negozianti d'ogni nazione, e 
così arrivarono ad avere in Livorno una popolosa 
città marittima, eh' è forse la prima pel commercio 
in Italia. Fuori di Livorno si ritrovano un pubblico 
passeggio amenissimo , tre vastissimi lazzaretti , il 
bel santuario della Madonna detta di Monte Nero, 
posto sovra un colle così chiamato; più cimiteri, 
fra i quali primeggiano quello degl'Inglesi e quello 
degli Olandesi, che hanno anche molti bei monut 
menti sepolcrali in marmo; gli acquidotti ingegnosi 



Sia Gran Ducato vi Toscana. 

che dalle alture di Colognoli , 8 miglia al sud-est , 
conducono l'acqua a Livorno; e fra questa città e 
la foce dell' Arno le reliquie dell' antico Porto di 
Pisa stato irreparabilmente rovinato dai Genovesi 
sul finire del secolo XIII. — Volterra, antichissima 
ed un tempo assai vasta città delPEtruria, e patria 
del latino poeta Aulo Perseo , è ora una piccola 
città murata, situata 3o miglia all'est di Livorno e 
20 all'ovest di Siena, la quale ha sei porte, 6m. 
abitanti circa, alcuni pezzi delle primitive sue mura 
etrusche, un anfiteatro, un piccol forte, un bel se- 
minario , alcune manifatture specialmente di lavori 
in terra cotta, ed un territorio fertile, nel quale si 
trovano anche grandi cave di alabastro, carbon fos- 
sile, pietre dure assai ricercate ed acque minerali 
fra Pomarance e Castelnuovo di Maremma. 

Nel Senese superiore la città di Siena, stata fon- 
data, al dir di alcuni, dai Galli Senoni e poi colonia 
romana, diventò verso il secolo XI capitale di una 
piccola repubblica, rivale della fiorentina e signo- 
reggiata dalla famiglia Petrucci dal i5oo al i5i5 
circa, la quale nel i554 fn soggiogata dagli Spa- 
gnuoli, e da Filippo II venduta al Gran Duca Co- 
simo I. Essa è situata 3o miglia al sud di Firenze, 
in un vago paese di collina, sotto un clima dolce 
e saluberrimo, e sopra tre distinti colli, uno dei 
quali sembra il cratere di un vulcano estinto; ed è 
forse per questa sua situazione vulcanica che andò 
soggetta a più terremoti e specialmente a quello 
del 1798, che le fu dannosissimo. Vasta quasi al 
pari di Pisa e popolata un tempo dà circa ioom. 
abitanti questa città, che al presente non ne ha 
som. e che dentro le mura ha più campi ed ortaglie, 
sembra alquanto deserta. In quanto agli edificj, Siena 
ha otto porte, tre delle quali assai belle; strade ben 
lastricate; una gran piazza centrale, detta del Campo, 
nel mezzo della quale sta una lodatissirna fontana con 
varie beile statue; molti palazzi antichi e moderni, 



Gban Ducato di Toscana* 3i3 

fra' quali distinguesi quello della Signoria che ha 
molte dipinture a fresco rappresentanti le storie di 
Siena ed una torre altissima, dalla cui cima, elevata 
402 metri e mezzo sul livello marino, si gode di una 
bellissima veduta lino a Radicofani; una metropolitana 
di disegno gotico-tedesco con preziose sculture an- 
che greche, pitture anche rafaellesche , ed eccellenti 
miniature di libri corali, una chiesa sotterranea, una 
libreria capitolare, ed una sua propria piazza; una 
chiesa detta di S. Giovanni di bella architettura con 
altre pitture e sculture in bronzo del Donatello , 
del Ghiberti e del Pollajuolo; una chiesa moderna, 
detta degli Agostiniani, disegnata dal Vanvitelli, che 
ha pure pregevoli dipinture; una cittadella, stata 
eretta da Cosimo I , che in gran parte fu ora ridotta 
a pubblico passeggio; il famoso Collegio Tolomei, 
affidato ai Religiosi Scolopj , edificio e stabilimento 
celeberrimo; ed un teatro di forma ovale stato dise- 
gnato dal Cav. Bibbiena. In quanto a stabilimenti, oltre 
il proprio Arcivescovo col rispettivo seminario , ha 
Siena un'antica università e più accademie letterarie; 
tra le quali quella de' Fisiocritici, intenta a promuo- 
vere le scienze della natura, è anche custode di una 
libreria pubblica e di un museo. In Siena parlasi anche 
volgarmente la più corretta lingua d' Italia con una 
pronuncia più naturale e piana che non è quella del 
popolo fiorentino, e regna generalmente la genti- 
lezza de* modi nel conversare. Più Sommi Pontefici, 
fra" quali Alessandro VII (Chigi) e Sisto IV (della 
Rovere), Santa Caterina da Siena, Claudio Tolomei, 
più illustri Piccolómini ed Accolti, e diversi altri 
celebri personàggi ebbero i natali in Siena. Disgra- 
ziatamente havvi fra questi anche Fausto Socino 
morto in Polonia nel 1604, il quale avendo voluto 
spiegare i misteri della religione, cadde nelP eresia 
e diede il nome alla setta de' Sociniani, Si è già 
fatto cenno delle manifatture di Siena, come anche 
dei marmi che si trovano nel suo territorio. Vedi a 



3 14 Gran Ducato di Toscana. 

pag. 295. — Buonconvento , 20 miglia al sud-est di 
Siena sulla Via Cassia o postale di Roma, è un 
borgo posto in una situazione elevata ed amena, 
ma poco salubre: ivi morì l'Imperatore Enrico VII. — 
Montalcino è una piccola città vescovile di circa 3m. 
abitanti, che sta sovra un colle assai ben coltivato 
e che dà un ottimo vino moscato. — S. Quirico , 
borgo sulla detta strada postale , ha in vicinanza 
di due miglia al sud i Bagni a Vignone, di io miglia 
pure al sud fra Riversi e Gampiglia i Bagni di S. 
Filippo, e 4 miglia al nord la piccola città di Pienza, 
così denominata in onore del Papa Pio II ( Enea 
Silvio Piccolomini) che ivi nacque, mentre anterior- 
mente chiamossi Manliana e poi Corsiniano , la quale 
ha insieme con Chiusi il proprio Vescovo. — Chiusi, 
antichissima città etrusca e capitale del re Porsenna, 
ora è assai piccola cosa, ed ha il proprio Vescovo 
insieme con Pienza. Quattro miglia al nord-ovest di 
Chiusi si trovano presso Chianciano i bagni termali 
di S. Agnese e di Acqua Santa, ed al sud lungo il 
confine pontificio i borghi alpestri di Sarteano, Ce- 
tona, Fighine e S> Casciàno de' 1 Bagni, cosi detto dai 
bagni termali che ivi sono. — Radicófani, vicinissimo 
alla strada postale di Roma, è un altro borgo alpe- 
stre , situato sul pendio di un colle , in cima del 
quale sta un antico castello. In questi dintorni si 
hanno acque purissime e freschissime, e si ravvisano 
più crateri di vulcani estinti. — Ponte a Centino, sul 
fiume Paglia, è ¥ ultimo villaggio toscano sulla via 
Cassia. 

Nel Senese Inferiore, consistente quasi tutto in 
litorale e maremme , Massa detta di Maremma, 
situata 35 miglia circa al sud-ovest di Siena nella 
distanza di 12 miglia dal mare, è un'antica città 
etrusca attualmente assai piccola, che ha il proprio 
Vescovo e un territorio in parte paludoso, nel 
quale si trovano molti alberi a manna e cave di 
allume e di antimonio. — Pòrto Baratto , 6 miglia 



Giun Ducato di Toscana. 3x5 

al nord di Piombino, è un misero avanzo del porto 
che ivi aveva V antichissima città di Populonia, la 
quale al dir di Virgilio somministrò 600 soldati ad 
Enea, e di cui veggonsi le rovine tre miglia al nord 
di Piombino \ essendo stata distrutta dai Greci nel 
secolo IX di G. Gì: l'antica Via Aurelio, conduceva, 
non lungi dalle coste del mar Tirreno, da Roma a 
Populonia. — Piombino, piccola città fortificata, con 
un bel porto, un castello vicino, circa 2000 abi- 
tanti, cave di allume, acque minerali a Montioni 12 
miglia al nord-est , ed una pesca abbondante nel 
canale che la divide dall'Elba, è capitale di un 
Principato subordinato al Gran Duca, che appartiene 
alla casa Ludovisi Buoncompagni di Roma. Il detto 
Principato comprende Porto Baratto, tutto il Piom- 
binese e il territorio del lago di Scarlino fino al 
lago di Castiglione, e prima del 1802 comprendeva 
anche Porto Longone con parte dell' isola d'Elba 
ed era sottoposto all' alto dominio del Re di Napoli, 
il quale manteneva un suo presidio in Piombino e 
in Porto Longone, in conseguenza delle riserve state 
fatte da Filippo II nel ìòSy allorché vendette il 
Senese al Gran Duca Cosimo I, e de 1 posteriori 
trattati fra la Spagna e il Re di Napoli. Avendo 
però quest'ultimo ceduto alla Francia nel 1802 ogni 
suo possesso e diritto in Toscana , il Congresso di 
Vienna nel 1817 assegnò al Gran Duca tutta Pisola 
d'Elba e Paltò dominio sul Principato di Piombino. — 
Castiglione della Pescaja è una terra aperta con un 
porto , un vasto lago salato ed alcuni edificj per 
estrarne il sale. — J Grosseto , sulla destra delP Om- 
brone, è una piccola città vescovile con circa 3m. 
abitanti, e in vicinanza i bagni e le rovine dell'antica 
città di Russclle. — Telamone è una terra fortificata con 
un porto. — Orbetello è una piccola città fortificata 
sul lago marino del suo nome che ha un buon porto 
e circa 2m. abitanti. — Monte Argentario è una pe- 
nisola montuosa che ha due piccoli porti, cioè quello 



3x6 Gran Dcjqa/to di Tosganx. 

di «S. Stefano all'ovest e quello quasi ricolmo di 
Port' Ercole all'est., e più forti o torri a difesa delle 
coste. Quivi air estremità occidentale del lago di 
Burano stanno le rovine dell'antica città di Cosa o 
Ansedonia. Il litorale di Telamone, la penisola del 
Monte Argentario e il territorio di Orbetello fino al 
lago di Burano formavano il così detto Stato dei 
Presidj ì del quale Orbetello era capoluogo. Il detto 
piccolo Stato, creato da Filippo II nel i557, e detto 
dei Presidj perchè presidiato specialmente contro gli 
attacchi de' Barbareschi , che a que' tempi infesta- 
vano di quando in quando le coste italiane, rimase 
in possesso degli Spagnuoli , e poi de' Napoletani 
fino al 1802, nel quale anno fu ceduto insieme 
coli 1 Elba e col Principato di Piombino alla Francia, 
e da questa riunito alla Toscana; riunione che fu 
poi sanzionata nel 18 14 anche dal Congresso di 
Vienna. — Sovana, già Sunna, sulla sinistra del fiume 
Fiora, è una piccola città vescovile, che fu patria 
del Papa Gregorio VII, presso la quale al sud-est 
sta il borgo di Pitigliano , e io miglia all' ovest 
stanno i Bagni di Saturnia cogli avanzi di questa 
antichissima città. 

Fra le isole del Mar Toscano YElba, già detta 
Etalia dai Greci ed Uva dai Latini, è celebre fino 
dalla più remota antichità, poiché Virgilio volle che 
anch' essa fornisse 3oo soldati ad Enea per andar 
contro di Turno. Ha circa 63 miglia quadrate di 
superficie e circa 14111. abitanti. Quantunque mon- 
tuosa, scarseggia di boschi e non ha alcun fiume 
considerabile. Ricca di ferro, di calamita e di più 
altre produzioni minerali, dà (come le altre isolette 
del Mar Tirreno) pochissime granaglie farinacee, 
ed ha in vece ottimo vino, frutta eccellenti, olio 
d'oliva, carni bovine assai saporite, salvaggina ed 
abbondante pescagione specialmente di tonno e di 
sardelle, alla quale attendono in particolar modo 
gli abitanti. Capoluogo ne è Porto Ferrajo, stata 



Gran Ducato di Toscana. 817 

chiamata anche Cosmopoli in onore del Gran Duca 
Cosimo I, città fortificata e commerciante, che ha 
due castelli, un bellissimo e ben difeso porto e cir- 
ca 4m. abitanti. — Porto Longone, altra piccola città 
forte, di circa 201. abitanti, era il capoluogo della 
parte dell'Elba che apparteneva al Principato di 
Piombino, e nella quale il Re di Napoli manteneva 
un presidio. — Capraja ha una piccola terra dello 
stesso nome. — Monte Cristo , albergo di pochi pe- 
scatori , ha una montagna che si alaa 644 metri 
sul pelo dell'acqua. — Giglio, che dà ottimo vino, 
ferro e marmi, ha circa 2m. abitanti, i quali atten- 
dono specialmente alla pesca. — Gorgona, Pianosa, 
Giannutri e molto più le altre minori isolette, che 
per la loro tenuità sono chiamate Formiche, sono 
di poco momento e non hanno abitanti stabili. 

Ne' territorj del Grati Ducato situati air ovest 
del Ducato di Lucca il borgo insigne di Pie trasanta, 
popolato da circa 3m. abitanti, e Seravezza,, borgo 
noto per le sue cave di bellissimo marmo, si ritro- 
vano nel Capitanato o territorio di Pietrasanta. ■ — 
Barga, che ha circa am. anime, è capoluogo della 
Garfagnana Toscana, nella quale si fa molto traffico 
di vino. — Pontrémoliy città vescovile, fortificata 
e popolata da circa 4U1. abitanti, è capoluogo della 
Lunigiana Toscana , provincia irrigata dalla Magra 
e sparsa di assai belle ville. 



F 1 N 



EMENDAZIONI. 



V' 


vi 1. iG essa è 65 volle mino- 


la massa della Luna è G5 




re ecc. 


volle minore di quella 
della Terra, e il volume è 
la 49- a parie della slessa. 


>/ 


33 fi i3 Karlowitz in Ungheria 


Karlowitz in Ischiuvonia 


M 


>; » i4 9 Vescovi greci ecc. 


7 Vescovi greci non uniti; 
e da 5 altri Vescovi in- 
dipendenti. 


M 


35 » 19 sono 1 1 5 (di Milano. , 
di Padova 


sono i3 (di Verona 


» 


37 » .5 Tirnay 


Tirnau 


fi 


39 » io e i5 Alpi Noriclie 


Alpi Carniche 


V 


4 3 m 34 Comasca e Bresciana 


Comasca, Bresciana e Bel- 
lunese 


•> 


69 " 19 di -viti 


di viti, di castagni 


M 


71 >> 21 Mariano e Cavate con 


Mariano con 


» 


101 » 29 col Vicentino, al 


coi Vicentino e Padova- 
no, al 


;/ 


n3 >* *ih del Sile 


della Piave 


» 


119 » 2.9 Zsper 


Jpser 


-V 


120 w 24 Marzushlag 


Miirzzuschlag 


V 


i3o *> 6 Ansee 


Ausee 


V 


i3x >{ 34 -Eflferding 


Efferdings 


J> 


162 » io di Trieste, di Capo 


di Trieste e Capo d 1 Istria 




d 1 Istria 




>; 


166 « 26 Lienz le acque del 


Lienz V Isel che scende 




Brenner, del Pizzo ce. 


dal Pizzo ecc. 


w 


175 » 2 Tassa 


Fassa 


w 


» » 18 Ma/e 


Male 


» 


181 » 3i Carlowitz in Galizia 


Karlowitz in Ischiavonia 


H 


187 » 6 Szaboles 


Szaboles 


H 


370 » 4 4 00 m ^ 


45o mila 



INDICE. 

SEZIONE PRIMA. 
NOZIONI DI GEOGRAFIA TEORICA. 

Capo I. 1 V ozioni di Geografia astronomica pag. i 

Capo II. Nozioni di Geografia fisica ....... la 

Capo III. Nozioni* di Geografia politica . . . . » 22 

SEZIONE SECONDA. 

DESCRIZIONE DELL 1 IMPERO AUSTRIACO. 

Capo I. Dell' Impero Austriaco in generale. . >> 28 

Capo II. Dell' Impero Austriaco in particolare. » 38 

^izr. 1. Regno Lombardo- Veneto :» ivi 

Art. 2. Stati Austriaci Tedeschi ........ 118 

A. Arciducato d y Austria » ivi 

B. Regno di Boemia » i35 

C. Margraviato di Mor&via » 144 

D. Ducato di Slesia » 149 

E. Ducato di Stiria :» i5a 

F. Regno d' Illiria y> \Sj 

G. Contea Principesca del Tirolo . . » i65 
Art* 3, Regno d" Ungheria. . . . » 176 



} 



Art. 4. Gran Principato di Transilvania . pag. ao3 

Art. 5. Regno di Schiavonia * ai5 

Art. 6. Regno di Croazia » 222 

Art. 7. Regno di Dalmazia » 229 

-4/jr. 8. Regno di Galizia e di Lodomiria . . * a38 

APPENDICE. 



STATI AUSTRIACI 

CHE NON FANNO PARTE DELL* IMPERO. 

i.° Ducati di Parma , Piacenza e Guastalla. . » a 57 
a. Ducati di Modena , Reggio , Mirandola 

e Massa col Principato di Carrara . . > 269 

3.° Graz* Ducato di Toscana « .,••'-••»• » a85 



* . 



*SP 4«s> j 



► **?4 



, 






j^^^\ 

3-T^ «* 









§1 










k> 


' 






e 








■:<■. 


^W. 






fi ^ 




;■'* 





k>% s 



&& 



/: - \: 



p^ 



_ > 



»v 



.'■'&* 

!%?« 



fCJlft- 






s». 



jwei 






vv,,, 



/•*:,.<rs. 



UNIVERSITY OF ILLINOIS-URBANA 



I MIIIIIIIII II 

3 0112 104203788 






J 

m 



m 




»■»